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La Seconda e Terza Guerra Punica

IX.

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Quando la città si fu arrenduta, Anibal fece prendare l'oro e l'argento, e drappi della seta e l'altre ricchezze, e poi vi fece mettare lo fuoco per tutta la città, e così fu distrutta Serragoza per Anibal re di Cartaggine; e questa fu la vendetta e lo cominciamento della distruzione che Anibal fece per lo re Amilcar suo padre, il quale era stato sconfitto, ond'elli odiava li Romani sopra tutte creature, e perciò si vendicò in questa maniera. Allora comandò Anibal, che molto era fiero e crudele, ad Astrubal suo fratello, che rimanesse in Ispagna per conquistare tutto lo reame tanto come si stendeva infino al mare, che molto era grande e maraviglioso, e quando elli avesse ciò fatto, elli disse che mettesse in sua signoria tutte l'isole del mare; poi venisse dopo lui per Gaule e per Italia tosto e prestamente, che sì voleva combattare colli Romani, ch'elli odiava mortalmente, e sì voleva avere la potestà e la signoria di Roma. E quando ciò fu divisato infra due frategli, Anibal venne con sua gente verso Italia, ed Astrubal rimase in Ispagna, ove prese molti forti castelli, e conquise molte fortezze innanzi che la mettesse sotto sua volontà. Di Astrubal vi lassarò ora stare, il quale rimase in Ispagna per acquistare lo reame, e non ne udirete parlare più al presente, ma innanzi che la fine venga, vi dirò che ne fu; ed ora al presente vi dirò di Anibal, che verso e monti di Meos prese sua via il più dritto che potè con sua grande oste, se ciò non fusse cosa ch'eglino uscissero del camino per ponare campo sopra fontane o sopra riviere, chè bene potete sapere senza dottanza, che sì grande gente, com'elli aveva assembrata, non poteva passare senza acqua, perciò ch'elli aveva grande gente appiè e a cavallo.

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