XXX.
Reading edition
Allora mandò lo re Filippo di Macedonia suoi messaggi allo re Anibal, e sì li mandò a dire ch'elli mandarebbe aiuto di buoni cavalieri e d'altra gente incontro a' Romani per tale condizione, che quando elli avesse Roma distrutta, che lui l'aitarebbe contra i Greci, che molto il guerreggiavano. Li messaggi di Macedonia cavalcaro tanto per loro giornate, che per avventura incontraro li Romani per la via, e allora furono presi e menati a Roma, e sì li menaro dinanzi a' senatori ed a' consoli per sapere e domandare la verità del fatto di ciò che cercavano collo re Anibal, e che novelle e' portavano, e sì tosto come li messaggi furono dinanzi a' senatori, sì lo' convenne dire, volessero o no, tutta la certezza del fatto; e sì tosto come li senatori e consoli ne seppero la verità, ellino mandarono in Macedonia Valerio Nimio[31] consolo per combattere co' Macedoni, sì che fussero ingombrati in tale maniera, che allo re Anibal non potessero dare aiuto nè soccorso.