XLIV.
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Così e in tale maniera assembrò Scipio molta gente, che tanto fece e procacciò per suo gran senno e per sua gran prodezza, che prese la città, che allora era piena di molto avere e bene popolata di gente. Questo acquisto che Scipio fece allora, rimbaldì tutta Roma, che mandò in prigione Margon lo fratello dello re Anibal e molti altri uomini di nome d'Affrica; là fu molta gran letizia fatta, e per tale maniera diliberò Scipio tutti li staggi ch'erano in prigione delle città di Spagna, che Astrubal v'aveva messi per sicurtà che gli aiutassero, e che per persona non lassarebbero, nè per doni, nè per promesse, nè per neuna altra cosa che avvenisse, e d'altra parte che non terrebbero co' Romani, nè loro comandamenta non farebbero, s'egli avvenisse cosa, ch'eglino nella contrada tornassero. Ancora perciò che Scipio rendè agli alti baroni di Spagna loro figliuoli e loro frategli e loro nipoti, ch'erano in prigione, questi tornaro tutti a lui ed a sua gente, onde accrebbe molto sua forza e sua compagnia.