XXVII.
Reading edition
Allora e in quello tempo ch'e Romani erano sì intrapresi, li principi e tutti li maggiori della città furono insieme; infra loro era uno giovano uomo, che Junio era chiamato, il quale era molto alto uomo e pro e ardito e di molto grande scienza. Questo Junio ragunò tanti giovani insieme d'età di diciesette anni e di meno, infra li quali non era nissuno che passasse diciesette anni per quello ch'altri sapesse, e di questi giovani ne ragunò tanti quanti ne potè avere, e quando gli ebbe, tutti ragunati, egli gli fece tutti cavalieri per lo bisogno che allora era in Roma; e quando ebbe ciò fatto, elli fece contiare tutta sua gente e cavalleria, e si trovarono quattro legioni tutti armati. Erano ciascuna legione sei milia sei cento sessantasei cavalieri, siccome io v'ô detto altra fiata; tanti cavalieri erano allora a Roma di rimanente, e sì erano tutti giovanotti, che none dovevano essere cavalieri da inde a buon tempo. Allora pensò Junio un'altra cosa, che tutti e servi ch'erano grossi e membruti e di bella forma, fussero franchi e tutti cavalieri, e così fu fatto, come elli divisò.