LXVI.
Reading edition
E così cominciare le parole tra' nobili principi, e quali erano da tutti li altri guardati a gran maraviglia, e scoltavano le parole de' due principi. Quando ebbero parlato assai di ciò e d'altre cose, si parlò lo re Anibal, che più fiate era stato sconfitto in battaglia, sì pensò le sciagure che possono intervenire, e perciò parlò primamente di pace a Scipio, siccome Eutropio dice; ma lo consolo Scipio non ne volse niente fare, se non per tale condizione, che Cartaggine rendesse a' Romani ora al presente cinque milia pesi d'argento e mille libre d'oro per la pace e per la triegua che fra loro era, la quale l'avevano rotta e spezzata. Questi patti spiacquero molto allo re Anibal ed a' Cartagginesi, e dissero che innanzi si combattarebbero co' Romani, che questi patti facessero; ed allora si partiro e Romani e Cartagginesi, e quali molto s'odiavano, e procacciaro di combattare senza dimoranza. E poi ch'e prencipi furo tornati a' loro alberghi, non fu poi nessuno dì che none assembrassero loro gente, e che none ammaestrassero di ben fare, siccome per tutto guadagnare o per tutto perdare e vita e avere e donne e figliuoli e onore.