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La Seconda e Terza Guerra Punica

XXXII.

Reading edition

Così come voi avete udito, erano li Romani caricati in quattro parti di gravi e crudeli battaglie: l'una contra lo re Anibal in Italia, che troppo l'era presso, l'altra in Macedonia contra lo re Filippo, l'altra in Ispagna contra Astrubal, la quarta in nella terra di Sardegna; e bene sappiate che tutte queste genti, che in queste quattro parti erano, se fossero tutte insieme contra lo re Anibal, si credarebbero avere poca gente per loro soccorrare ed aitare, e ciò era grande maraviglia come potevano tanto durare; ma sappiate che troppo andò la cosa peggio che non credevano, che Manlio Torquato, che fu mandato in Sardegna, sconfisse li Cartagginesi, ed uccise di loro genti dodici migliaia d'uomini, e sì ne prese bene due milia, e mandolli a Roma colla preda e collo acquisto ch'egli aveva fatto, e così vinse lo consolo Junio li Macedoni, ch'erano molto forte gente e molto ardita, e sì conquistò molta preda e molto avere; e Claudio Marcello, che molto era nobile cavaliere e pro, sì prese a molta gran pena la città di Serragozza e la terra di Sicilia, che molto era diviziosa terra e piena di tutti beni, la quale aveva per altre volte assediata, ed alla prima fiata che l'assediò, nolla potè prendare in nulla maniera, nè per ingegno che sapesse fare o pensare, sì vigorosamente la difendeva Archimede, ch'era cittadino della città, che per suo senno e per sua forza distruggea tutti l'ingegni, ch'e Romani facevano per la città prendare. Ma altri non die sua matera tralassare se non il meno che può; perciò vi dirò dello re Anibal, per seguitare la storia che io v'ô cominciata, e sappiate che mai in vita vostra non udirete parlare di più vera storia, nè ove abbia meno falsità e bugie; e per meglio dire la verità, ve la contio senza nulla rima, onde è più da credare e da pregiare.

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