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La Seconda e Terza Guerra Punica

LXIX.

Reading edition

Allora eran consoli a Roma Cornello Lentulo ed Elio Peto, per cui conseglio la pace fu fatta intra Cartagginesi e Romani. Quando la novella fu saputa e detta in Cartaggine, allora fecero grande gioia con tutte le sciagure che avevano aute, perciò che avevano pace con Scipio e con Romani, onde sapevano che Cartaggine non sarebbe distrutta. Questa pace non potè lo re Anibal vedere nè udire, anzi si partì della città dolente e corruccioso, e sì se n'andò facendo grande dolore allo re Antioco di Siria, che lo ricevette allegramente, e molto l'onorò per la grande prodezza e per lo ardimento che era in lui, e sì lo fece capitano di tutti suoi cavalieri e pedoni per mare e per terra.

Intanto venne Scipio dinanzi a Cartaggine con tutta sua oste per ricevare e conventi de' Cartagginesi, siccome voi avete udito dire e parlare adietro. Allora fece prendare le navi, delle quali v'aveva più di cinquecento, molto riccamente apparecchiate, e sì le fece venire dinanzi alla città, e sì lo' comandò sopra tutti e patti che erano tra loro e Romani, che non mettessero più che trenta navi in mare insieme, sapendo che se passassero suo comandamento, elli li farebbe distruggiare; ed allora entrò Scipio in Cartaggine, e furonli le chiavi della città date e presentate.

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