XXIII.
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Allora e in quella battaglia andaro li senatori e consoli e li alti uomini di Roma, ch'erano chiamati pretori, e molta gente appiè e a cavallo in sì gran quantità, che ciò era una maraviglia; e sappiate certamente che questa fu la più gran parte della forza di Roma. Così come voi udite, si mossero li Romani con grande apparecchio e con molta grande forza per andare contra lo re Anibal, che molto era altresì bene apparecchiato dall'altra parte con sì gran gente appiè e a cavallo, che ciò era una maraviglia. Emilio, a cui li Romani erano ubidienti, cavalcò tanto per sue giornate elli e Romani appiè e a cavallo, che vennero in Puglia e albergano dinanzi alla città di Cannes presso d'una foresta in una bella prataria sopra una riviera, che corriva verso il mare bella e chiara, e là si riposaro li Romani, perciò che viddero il luogo bello e chiaro e netto, e la prataria grande e bella, e loro cavalli si riposaro altresì, e sì apparecchiaro loro armi, e ciò che apparecchiare si debba a battaglia. E sappiate ch'e Romani erano sicuri d'avere una grande battaglia, imperò che lo re Anibal l'era assai presso, il quale non finò e non cessò di venire contra loro con tutta sua gente; e sappiate che sì tosto come li Romani e li Affricani si viddero, elli si armaro tantosto sanza indugiare, ed assembraro allora per tale forza, che pareva certamente che 'l cielo s'inabissasse sotto loro piei; e sappiate che là non aveva mestiere nullo giuoco nè nulla gabbarìa, chè non v'era sì ardito che non fusse in gran dottanza e in gran paura di non per dare la vita. E bene sappiate che cuore codardo non v'aveva mestiere, che vedevano bene che lo' conveniva passare per mezzo de' ferri, chè la cosa era così divisata per l'una parte e per l'altra, imperò che diliberato avieno l'una parte e l'altra o d'essare tutti morti o presi, od egli averebbero sopra di loro nemici la vittoria; e quando le schiere furono tutte venute insieme, bene potete certamente credare, che molti vi cadevano, che poi non si rilevavano, imperò che morivano. Là furo teste e braccia tagliate, e sì v'ebbe assai cavalieri pro' e arditi feriti, che non ne scamparo di quello dì; onde fu molto grande dannaggio e molta grande tribulazione; e sappiate che mai dinanzi a Troia non fu sì grande battaglia nè sì crudele, come fu quella.