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La Seconda e Terza Guerra Punica

XXIV.

Reading edition

Della battaglia che fu in Puglia collo re Anibal, la quale io vi conto, vi dico io ch'ella non fu tosto finita, imperò ch'e Romani volevano prima morire ch'essare venti o cacciati del campo, e le genti dello re Anibal, che molto erano usati d'avere vittoria sopra loro nemici, non volevano perdare uno piè di loro terreno per paura di loro nemici; e per questo grande orgoglio, ch'era nell'una parte e nell'altra, e per lo grande ardimento che avevano, che mostravano che avessero maggiore voglia di morire che di vivare, e così durò la battaglia tre dì interi, e sì vi furo morti vinti miglia uomini o più, che non vi sarebbero morti, se la battaglia fusse per alcuna delle parti lassata. Ma sappiate che ciò non poteva essare, anzi incresceva molto a tali che v'aveva, che la notte veniva sì tosto, che li faceva dipartire e ritrarre addietro, e tali v'aveva che disideravano la morte, per ciò che lassi erano e duramente difendevano loro riposo; e sappiate ch'ello durava poco, come infine alla mattina e all'ora erano montati li buoni cavalieri a cavallo e armati, e li buoni pedoni apparecchiati, che loro schiere ordinavano per assembrare alle mortali battaglie.

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