LI.
Reading edition
In questo modo, come voi udite, si partì lo re Astrubal di Spagna, e passò poggi, valli e fiumi e riviere e montagne nella terra di Gaule, tanto che venne a' monti di Mongeu, e quali passò a molta gran pena. Allora si partiro di Roma Claudio e Marzio Luccio, amenduni consoli, con molta grande gente per venire contra Astrubal, del quale la novella era già venuta a Roma, e questi due consoli vennero contra a lui, siccome io vi dico, con tutta loro gente.
Intanto che le genti di Astrubal discendevano li monti di Mongeu, e li consoli gionsero colle loro genti dall'altro lato segretamente, che lo re Astrubal non sapeva niente di loro venuta; e siccome la gente dello re Astrubal discendea delle montagne pieni di freddo, così erano assaliti da' Romani, de' quali innanzi che discendessero tutti, ne fecero grande uccisione, imperò che gli trovarono venuti mezzi meno per lo grande freddo. Ma come Astrubal con tutta sua gente fu disceso, allora s'incominciò una crudele battaglia e pericolosa, e durò uno grande pezzo, che non si sarebbe potuto cognosciare chi n'avesse auto il meglio, e la gran quantità degli olifanti che lo re Astrubal aveva menati, e quali facevano grande danno a' Romani, e tenevano si strette, le genti sue, che li Romani non li potevano offendare. Ma li Romani ordinaro due grandi schiere di cavalieri, a' quali posero a ogniuno in groppa uno sergente, e tutti erano coverti di ferro con buone accette in mano; e poi si missero in mezzo degli olifanti, e quelli ch'erano in groppa, scesero appiei in terra, e a niuna altra cosa attendevano, se non a uccidare gli olifanti, e non potevano essare offesi, perchè quelli cavalieri che gli avevano portati, tenevano sì stretti quelli delle castella, che avevano briga di loro difendare, sicchè ne facevano grande uccidare. Quel modo d'uccidare gli olifanti aveva primamente trovato lo re Astrubal, e non perciò si stavano li altri, imperò che in più di mille luogora si combatteva, ed era la battaglia pessima e pericolosa.