← Table of contents
La Seconda e Terza Guerra Punica

LIV.

Reading edition

Io non v'andarò contando nè divisando l'onore della vittoria che fu fatto a Scipio, e la festa e la letizia che per sua tornata fu mostrata; s'io ciò volessi contiare, troppo avarei a fare, e però mi tacerò a questa fiata. Ma appresso a tutta la gioia che li fu fatta a Roma, sì deliberaro di nuovo e senatori e consoli di Roma, che Scipio passasse in Affrica per conquistare Cartaggine e distruggiarla; e mentre che lo re Anibal era ancora in Sicilia e in Calavria, Scipio s'apparecchiò molto riccamente, e sì si partì di Roma con sì grande gente e con sì gran ricchezza come per acquistare Cartaggine e tutto lo regno d'Affrica; e quando ebbe preso commiato da' senatori di Roma e da' prossimani amici e parenti, elli andò tanto che gionse al mare, ove il navilio era bello e ricco. Lenio e Manlio, che l'oste guidavano, amendue valenti principi di Roma, fecero le navi caricare di farina e di biscotto e di vino e d'acqua dolce e di carne salata, e quando e ricchi destrieri furo dentro entrati e prencipi e sergenti, li marinari trassero le vele alte sugli arbori, e staccaro l'àncora da terra per fare le navi partire di porto; e tosto si partiro e dilongaro da terra, però che un gran vento si levò e ferì nelle vele di diversi colori, che tosto li cacciò nel pelago di mare e dilongolli dalla terra d'Italia.

Explore with AITake your curiosity a little further.

Reading settings