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La Seconda e Terza Guerra Punica

LXIV.

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A questo s'accordaro bene tutti e Cartaginesi, e incontanente procacciaro forza ed aiuto, mentre lo re Anibal mandò suoi messaggi allo consolo Scipio, che presso a lui era a meno di due giornate, e sì gli mandò a dire che gli vorrebbe parlare, e se intendeva di volere pace con lui e co' Cartagginesi. Li messaggi andaro tanto che gionsero ove li Romani erano attendati, e sì domandaro lo consolo Scipio, in cui erano tutte le bontà. Il nobile cavaliere e cortese sì si accordò di parlare allo re Anibal, e ciò promisse per la volontà de' savii uomini di sua oste, e li messaggi altresì da parte dello re Anibal; e poi presero commiato il più presto che poterono, e tornarono allo re Anibal ed a' Cartaginesi, e sì lo' contiaro la risposta de' Romani e' belli sembianti ch'ell'avevano fatto.

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