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Progetto filosofico di una completa riforma del culto e dell'educazione politico-morale del popolo ebreo, Tomo I

CAPITOLO X.

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Le glose moltiplici, e le diffuse parafrasi aggiunte da' Rabbini al codice Mosaico, non solo ne adombrarono la primitiva purità edificante, ma oltremodo gravosa, ed opprimente ne resero l'osservanza.

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È cosa renduta omai troppo evidente, al detto universale de' filosofi, che una causa non produce mai il suo analogo effetto, se non se allora quando essa non è interrotta, nel progresso della di lei azione, da altre cause più forti, e più insistenti, che per allora indeboliscono l'azione della prima, e la rendono inutile: è ben vero pur troppo rendersi presso che impossibile assolutamente di fare adottare de' sani, de' metodici, degli utili principj ad uomini eccessivamente inveterati negli assurdi prevenuti in favore de' medesimi, che ricusano di riflettere, e quali nuovi etiopi schivano la luce, e inclinano a vivere sepolti nelle tenebre; ma comunque siasi è d'altronde oltremodo necessario che la verità disinganni le anime illibate proclive alla ragione che la ricercano di buona fede, guidati dal commendevole disegno di ritrovarla (73). La verità è una causa; essa produce direttamente il suo effetto analogo allora quando la sua impulsione non è in verun modo nè alterata, nè intercetta da ostacoli che sospendino il corso regolare de' suoi effetti. Una prova infallibile di tutto quanto sostenghiamo si è, che la causa dalla quale partiva il culto che i posteri di Abramo hanno per molti secoli conosciuto, e praticato non potea essere più ragionevole, ne più giusta, nè migliore, e gli effetti omogenei che risultare si videro per lunga serie di anni chiaro ad evidenza lo dimostrano: ma l'errore funesto che baldanzoso fecesi avanti a soggiogare il cuore umano, indebolì enormemente l'azione salutare della prima, ne tenne allora le sole veci, ne formò l'unico scopo, e la rese come affatto inutile per l'Israelita de' secoli a noi più vicini, o almeno come accessoria a' di lui urgenti bisogni.

Infatti come mai accordare un ammasso spaventevole di chimere, di usi insensati, e di fanatici esercizj che ripugnano il buon senso, colla pretta religione che dee essere guidata dalla sola verità, e formare il più grato alimento di ogni anima sensibile, di ogni cuore ingenuo, e riconoscente? Le pratiche superstiziose sono alla religione, dice un dotto scrittore moderno, ciò che i germogli inutili sono a' vegetabili; essi ne corrodono lo spirito, e il suco, lasciano il tronco scevro di umore prolifico, e l'impediscono di pullulare alcun frutto; le moltiplici differenti credenze che dividono il mondo ci fanno sensibilmente conoscere che quelle appunto le quali sono le più aggravate di cerimonie superstiziose, o di riti stravaganti sono regolarmente le meno praticate con quella integrità, ed esattezza che richiedono, nè si veggono mantenute giammai nell'essenziale (74). Un ebreo talmudista, un cattolico romano trasgrediranno i comandamenti dell'Essere Supremo dieci volte il giorno, e sembra, ch'essi riserbino entrambi tutta la loro più austera devozione, il primo ad alcune pratiche ridicole del sabato, o della pasqua, e l'altro all'uso stravagante delle vigilie, o della confessione; ve n'ha fra quelli chi commetterà tranquillamente una frode, un adulterio, e che non si indurrà giammai a bere il vino premuto da un goi, nè vorrà in alcuna guisa tagliare il pane col coltello di costui (75): siccome avvene parimente fra questi chi non si farà il minimo scrupolo di rubare, di commettere delle infamie, ed anche, degli attentati i più crudeli, mentre non vorrebbe perdere la benedizione del prete, o la messa di un solo giorno (76).

Tale è il destino di quelle religioni che impongono un giogo insopportabile, ed un ammasso enorme di pratiche futili; esse cadono nell'inconveniente pernicioso di doversi mancare nell'essenziale, e di non essere osservate ne' punti, che più sarebbe urgente di conoscere, e mantenere, intanto che quelli che sono per loro stessi indifferenti si mirano difendere coll'entusiasmo il più fervido, e il più deciso. Ma l'uomo nato con una intelligenza libera, e con un declivio che lo porta a conservarla tale; spezza finalmente quelle truci catene che tentano a renderla illaqueata, togliendo ad essa, per tante parti, l'uso commendevole per cui il Supremo Creatore l'avea in origine destinata.

Un disordine cotanto pregiudicevole noi lo dobbiamo senza contrasto all'enorme affluenza di glose, commenti e tradizioni aggiunte al codice antico specialmente sul quale era basato il culto primitivo che il popolo ebreo ha un tempo esercitato col più felice successo, e laddove questo, già di soverchio aggravante, per se stesso, rendeva spossate le forze per sostenerlo, quelle le opprimono interamente, e le annientano, senza avere giammai sortito il loro intento, e con massimo scapito irreparabile dell'umana ragione.

E quale mai sarebbe lo stupore de' Patriarchi de' Mosè, de' Jesuè, de' David, de' Salomon, e de' Profeti se attualmente risorgessero fra i viventi, e che potessero trasferirsi in tutti gli angoli della terra dove la prosapia d'Israel è a' tempi nostri diramata, senza però essere prevenuti delle strane peripezie alle quali fu essa per tante volte soggetta, dal secolo in cui essi vissero fino all'età nostra? Questi sani credenti opinerebbero, senza dubbio, di ritrovare tutta via intatto sulla terra l'eccelso culto da essi un tempo conosciuto, e praticato, e lo vedrebbero involto dal fosco velo di parafrasi diffuse, oscure, ed annojanti; alle semplici, e nitide verità sulle quali reggevesi fondatamente la loro pretta credenza essi vi troverebbero surrogate le visioni deplorabili, e le mistiche allegorie di certi uomini proclivi a controvertere ogni minimo punto contestato; in vece dei limpidi sacrificatori che estolleveno le glorie dell'Eterno, ed offrivano le vittime al venerabile altare della verità, per espiazione de' falli che commessi erano dal Popolo, essi vedrebbero una caterva insana di sedicenti כהנים (Cohanim) Sacerdoti, senza meriti, e senza causa baldanzosi pretendere al grado, vantare i requisiti, ed imitare, in gran parte, le ingerenze che unicamente erano imposte, per divino comando, alla sola prosapia di Aaron (77); se ricercassero di visitare il loro בית המדרש (Beth Amedrash) casa d'interpretazione (78) vi si farebbero spettatori delle questioni le più insulse non solo, ma le più detestabili per diffinire se con fiaccola di sego, di cera, ovvero di olio debbasi accendere il lampadario del sabato (79), se l'anima di Adamo passasse nella spoglia corruttibile di Seth, e da questa entro il Corpo di Mosè; se David sarebbe nato un aborto senza il dono gratuito di anni settanta fatto ad esso dal primo ente ragionevole creato (80); Se Dio si pentisse di avere distrutto Gerusalemme; se egli se ne attristasse, in che passa egli il suo tempo, ed altre inezie simili, ed esecrabili bestemmie (81); se informare si volessero de' progressi luminosi che la religione del popolo d'Israel ha fatti da 1600 anni a questa parte, loro si mostrerebbe il codice mosaico trasformato in un ammasso enorme di pratiche, di usi, e di cerimonie, tanto stranamente ridicole per essi, quanto riescono all'eccesso tiranniche, insoffribili per noi; essi vi scorgerebbero imposte nuove instituzioni, nuovi digiuni comandati, nuovi cibi vietati, altre lunghissime devote rassodie; e reiterate jaculatorie prescritte che erano del tutto sconosciute nei tempi andati (82); se la loro curiosità gli eccitasse finalmente ad investigare gli avanzamenti solidi, e proficui, che il popolo d'Israel fece, dopo un epoca immemorabile, nelle arti, nelle scienze, e nei costumi, loro si porrebbe da una parte sotto gli occhi uno sciame spregievole di sordidi, ed insensibili usuraj ontosamente impinguati colla desolazione del prossimo (ved. l'annot. anteced. 37.) alcuni chirurgi, pochi medici, molti commercianti, e niun artefice; mirare si farebbe loro dall'altra l'espresso divieto dello studio delle scienze (nomate follemente profane) sotto comminatorie fulminanti di eterna dannazione contro di colui che avesse osato applicarvisi, o farne pubblico esercizio (83); e convincersi, per ultimo, essi dovrebbero più oltre che i costumi vanno fra noi al graduato livello dell'ignoranza, prescritta come utile, e necessaria all'eterna salute del popolo d'Israel (84).

Ecco l'abominevole confronto che risultare per ogni parte vedrebbero quegli uomini benemeriti dell'Israelismo fra la pura inalterata credenza professata un giorno da' medesimi, e le moltiplici ributtanti cerimonie, che sotto l'imponente viluppo di religione praticare osserverebbero fra noi.

Insensati! Essi tutti d'accordo esclamerebbero fremendo, se la religione si crede (com'essa è, senza alcun dubbio) necessaria oltremodo a tutti gli uomini, non è egli forse innegabile che le medesima debba essere intelligibile per tutti? Essendo essa, (come ogni sano filosofo ne conviene pienamente di buon grado) l'oggetto il più importante, e il più indispensabile per la specie umana, l'eterna volontà dell'Essere Supremo esigere non dee ch'ella sia per tutti coloro che ne fanno parte, la cosa la più semplice, la più concisa, la più chiara, e la più dimostrata per ogni ente ragionevole (85)? Non rendesi all'eccesso deplorabile il vedere che questo assunto sì oltremodo urgente alla salute dei mortali, sia precisamente quello che essi intendono il meno, e sul quale dopo tanti secoli hanno quelli sempre disputato accanitamente senza divenire giammai migliori, nè farne in alcun tempo resultare de' sensibili vantaggj, che tranquillizzino lo spirito de' medesimi, e facciano loro espressamente conoscere il retto sentiere che può con sicurezza condurgli a quella solida felicità imperturbabile che dalla sola incontaminata religione unicamente riconoscere possiamo (86)? Sembra, pur troppo, che a questo essenzialissimo punto decisivo a noi pervenire giammai non sia permesso.

Notes in this chapter

Note 16 · Dopo le tante dotte ponderate riflessioni, e gli energici discorsi fatti sopra questo proposito da entrambe le assemblee Israelitiche convocNote 1 · (86) Il primo scopo che si prefissero in ogni tempo i propalatori delle tradizioni sacre in generale, si fu quello di ammaliare la stupida cNote 2 · Quiconque vent s'appliquer à la recherche de la vérité (dice il dotto Autore de la Philosoph. du bon sens Tom. I. § III. Pag. 3.) doit éviteNote 3 · I fanatici per la religione, della quale si dicono osservanti, lungi dall'essere il sostegno fondamentale e permanente delle sue massime, noNote 4 · La superstizione degli ebrei talmudisti va fino ad un eccesso tale in questa parte, che ve n'ha pure anche di quelli i quali non solo resterNote 5 · Tutti gli attentati esecrabili commessi religiosamente da' perfidi Ravaillac, Damiens, Malacrida, e Giacomo Clemente di cui ci fanno inorridNote 6 · Molti ebrei ritengono male a proposito anche oggi il nome di Cohanim, o sacrificatori, benchè le loro ispezioni in tale qualità sieno intierNote 7 · Queste dette altrimenti תלמוד תורה (Talmud Torah) Instruzione della Legge, erano i luoghi dove s'insegnava, o spiegavasi la Legge co' CommenNote 8 · In qualunque parte di mondo dove gli ebrei hanno il domicilio trovasi costantemente praticato questo costume, senza che alcuno frattanto sapNote 9 · Alcuni Rabbini asseriscono che Adamo, mediante la vastissima scienza universale che gli attribuiscono infusagli prodigiosamente dal di lui mNote 10 · Hanno un bel giustificarsi quì i Rabbini ad oggetto di diminuire l'orrore che apporta agli uomini forniti di lumi, e di buon senso il carattNote 11 · Non dobbiamo che richiamare quanto fu già da noi esposto fino ad ora per restare ampliamente convinti, che se l'Israelita de' nostri tempi dNote 12 · Questo deplorabile malore in vero non è affatto nuovo nel mondo, e per quanto io mi accorgo gli ebrei non furono già fra gli uomini i soli aNote 13 · E con quale fondamento lusingare ci dovremo di potere mai ritrovare irreprensibili costumi laddove i mezzi che sarebbero sufficientemente caNote 14 · Quanto più sanamente osservata, e mantenuta sarebbe dagli uomini la vera Religione, quante meno querele suscitare si vedrebbero a suo riguar
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