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Progetto filosofico di una completa riforma del culto e dell'educazione politico-morale del popolo ebreo, Tomo I

Note (77) — CAPITOLO X.

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Molti ebrei ritengono male a proposito anche oggi il nome di Cohanim, o sacrificatori, benchè le loro ispezioni in tale qualità sieno intieramente cessate, non esistendo più a' tempi odierni, nè tempio, nè altare, nè olocausti da offrirvici, così il vocabolo כהן (cohen) più non è a' nostri giorni che un mero titolo supposto decoroso, e non già un grado di vero sacrificatore, quale era esso ne' tempi andati: ma non per tanto quelli che si fanno attualmente distinguere con simile attributo sono all'eccesso scrupolosi nell'osservanza di que' riti medesimi, che erano altre volte comandati a quelli che discendevano dalla schiatta d'Aaron, colla differenza però che quelli conoscevano un capo uffiziatore כהן גדול (cohen gadol) Sommo Sacerdote, che i recenti non hanno; ma del resto tanto perciò che riguarda la purificazione per i morti, quanto relativamente al riscatto de' primogeniti maschi un mese dopo la loro nascita, siccome ancora per quello che rapportarsi alla primazia che pretendono questi sostenere sul resto del popolo, in mille ridicole cerimonie religiose, che non giova quì annoverare, i nostri Cohanim sono le perfette Scimmie degli antichi sacrificatori, a' quali non s'indurrebbero giammai a verun prezzo a cedere di buon grado.

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