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Progetto filosofico di una completa riforma del culto e dell'educazione politico-morale del popolo ebreo, Tomo I

Note (85) — CAPITOLO X.

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Quanto più sanamente osservata, e mantenuta sarebbe dagli uomini la vera Religione, quante meno querele suscitare si vedrebbero a suo riguardo, e quanto più rispettabile, in ogni senso riuscirebbe la pratica di essa in faccia degli increduli, se la chiarezza, e la precisione fossero l'appannaggio de' suoi ammirabili principj, nel modo che la tersa verità dee essere la sola interprete genuina delle sue massime; coloro che ne fanno pubblico esercizio non si vedrebbero allora più astretti, come accade loro sovente, di credere ciecamente senza potere rendersi a se stessi la benchè minima efficace ragione di ciò che forma la base radicale della loro propria credenza; ciascuno ritroverebbe spiegati nella pratica medesima di esse quei solidi motivi sufficienti del loro credere, senza brancolare inutilmente col pensiere nel vortice immenso de' dubbj tormentosi, e delle arcane illusioni, che gli si fanno servire di ammaliante corredo; ma frattanto alcun vantaggio reale risultare non se ne vede in favore di coloro che la professano. Ma tutto ciò sarà mai sempre ineseguibile fra gli uomini fino a tanto che la religione diverrà per certuni un soggetto di speculazione sulla terra, ed un mestiere da potersi esercitare coll'ingannevole orpello dell'umiltà, e della devozione.

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