CAPITOLO V.
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De' Precetti che soli dovrebbero costituire, la pretta Religione dell'Ebreismo fondata sul Codice Mosaico, ridotto alla sua vetusta purità.

Siccome niente riconosciamo più naturale nella complicata immensa catena degli esseri viventi; che succedersi l'un l'altro, colla pronta non interrotta propagazione delle speci differenti, la provvida natura con un declivio irresistibile ad ogni animale, distribuì gradatamente il suo adeguato instinto, in maggiore, o minore dose, che lo trascina con più, o meno veemente trasporto, ad accoppiarsi ad un essere omogeneo, affine di conservare inalterabile l'ordine primitivo già prescritto. Egli è dunque perciò che sebbene il Maimonide, facendo il riepilogo nomenclativo di tutti i precetti del Pentateuco, abbia stimato bene di dovere inserire quello della propagazione per il primo (A), noi non possiamo questo assolutamente riguardarlo come tale, altro esso non essendo, come si disse, che un mero sentimento incitativo della natura, a cui niun essere vivente sulla terra, purchè fornito di organo, e d'istinto, non potrebbe certamente non aderire; mentre quello è identico, e comune agli enti ragionevoli, ed a' bruti. Quindi mi sembrerebbe più ovvio prescindere da questo, e stabilire altresì per primo Precetto del nostro nuovo sistema, quello comandato da Dio con tanto impegno, per tre volte, ad Abramo (B), in segno del patto perpetuamente irrefragabile di alleanza contratta da esso col Popolo che discendere dovea dal successivo suo lignaggio, cioè, 1. La Circoncisione de' maschi l'ottavo giorno della loro nascita (24). E da questo Primo Precetto progredendo, noi passiamo tosto a dare per detaglio la nomenclatura generale di tutti gli altri da noi testè fissati.
2. Dalla sera in cui entra il plenilunio del mese di Nissan (che coincide col Marzo, non essendo bisesto, od altrimenti coll'Aprile) per sette giorni dal 15 decorrendo, e tutto il ventuno dello stesso mese inclusivamente, non dovranno gli ebrei cibarsi di altro pane fuori che dell'azzimo, dovendo per detto spazio allontanare de tutti i loro recinti qualunque sorta di materia fermentata. Questa è contradistinta חג המצות (Hag Amazoth) Pasqua delle azzime; la medesima sarà solennizzata come tale durante sette giorni, ed il primo, e il settimo di esse ogni opera servile (eccetto che quelle che sono di un urgenza indispensabile) dovrà cessare interamente (25).
3. Credere nell'Esistenza semplicissima dell'Essere Supremo, nè adorare altri fuori di esso (26).
4. Non adorare simulacri di qualunque siasi specie, nè costruirli anche per uso di altri.
5. Non giurare il nome di Dio in vano.
6. Santificare il sabato, e non fare in esso alcun opera servile (27).
7. Rispettare i genitori, soccorrerli, e temerli.
8. Non uccidere.
9. Non adulterare.
10. Non rubare.
11. Non fare testimonianze false.
12. Non desiderare la roba, nè la moglie del prossimo.
13. Non ingannar lo straniere in parole nè in azioni.
14. Non opprimere le vedove, nè gli orfani.
15. Non molestare l'indigente per i suoi debiti, ma soccorrerlo ne' di lui pressanti bisogni.
16. Non bestemmiare Dio, nè il Sovrano.
17. Non cibarsi di animali immondi, nè de' serpeggianti, nè di pesci che non hanno ala, e squama, nè di volatili rapaci, nè di vermi generati dalla corruzione de' frutti, delle palludi, terreni ec. (28).
18. Non cibarsi di alcun animale difettoso, benchè non vietato, nè di quello morto naturalmente.
19. Non cibarsi di sangue di qualunque siasi animale (29).
20. Non commerciare carnalmente con la madre, nè con la matrigna, nè commettere incesto qualunque.
21. Non isposare madre, e figlia in verun tempo, nè zia, e nipote procedente dal figlio o dalla figlia, nè due sorelle insieme contemporaneamente.
22. Non accoppiarsi con la moglie in tempo de suoi mestrui, nè durante il corso del di lei Puerperio (30).
25. Non accoppiarsi co' bruti; nè con altro uomo.
24. Correggere il traviato senza farlo arrossire delle sue colpe.
25. Non ispionare.
26. Non vendicarsi del prossimo, nè conservare odio contro di esso.
27. Amare il proprio simile come se stesso.
28. Non giurare in nome delle false divinità adorate dai Popoli idolatri.
29. Non fare incisione d'idolatrìa sulle membra del corpo (31).
30. Non imitare i costumi de' Gentili.
31. Non castrare un Israelita per farlo Eunuco.
32. Festeggiare, e riposare il primo giorno della neomenia del settimo mese (32).
33. Digiunare il giorno decimo, del settimo mese, con astinenza totale di qualunque siasi nutrimento durante lo spazio di 24 ore dalla sera del 9 al tramontare del sole fino al periodo stesso del giorno dieci, e solennizzarlo colle medesime prescrizioni del sabato (33).
34. Solennizzare la festa delle capanne il giorno 15, e il 21 di detto mese; mangiare sotto le medesime per sette giorni, ed il primo di questi prendere la palma, il mirto, il salce, il cedro durante la preghiera di quella sola mattina (34).
35. Festeggiare l'ottavo giorno susseguente alla solennità delle capanne con gli stessi doveri delle osservanze imposte nel primo giorno, e nel settimo di detta festa (35).
36. Contare sette settimane; decorrendo dal secondo giorno della Pasqua delle Azzime, al termine delle quali solennizzare la festa delle primizie, così distinta festa di settimane colle prescrizioni medesime delle altre (36).
37. Non prestare ad usura (37).
38. Rispettare la virtù, e la vecchiezza.
39. Non prestare fede a' mendaci Profeti.
40. Non prestare fede egli aruspici, nè agli esorcizzatori.
41. Ubidire le leggi civili, senza, mai prevaricarle.
42. Venerare i luoghi Sacri (38).
43. Pregare Dio per la conservazione del Sovrano, e per la tranquillità dello Stato.
44. Non ritenere, nè ritardare le mercedi altrui.
45. Non abbigliarsi l'uomo delle suppellettili da femmina; nè questa ornarsi degli abiti di quello (39).
46. Non commettere azioni che possano cagionare scandalo.
47. Osservare, e mantenere con esattezza le promesse pie.
48. Proclamare i novilunj (40).
49. Credere nell'Immortalità dell'anima umana (41).
50. Restituire gli oggetti perduti al loro legittimo proprietario.
51. Usare ospitalità cogli stranieri.
52. Una femmina divorziata passata a seconde nozze, ed indi restata vedova, non potrà più accoppiarsi col di lei primo consorte.
53. Chiunque avesse avuto commercio violentato con una fanciulla senza renderne consci i di lei genitori, esso è in dovere di sposarla, senza poterla in alcun tempo ripudiare.
54. Instruirsi nella legge mosaica.
55. Non mormorare contro un sordo, od una persona assente.
56. Non mettere impedimento davanti un cieco.
57. Non negare ciò che si è ricevuto in deposito.
58. Non uccidere gli animali co' loro piccoli entro lo spazio di un medesimo giorno (42).
59. Tenere le bilancie, i pesi, e le misure giuste.
60. Non alterare i Precetti della Scrittura con inutili commenti (43).
In seguito dunque delle indagini le più accurate, e lo più profonde, tali noi ritrovammo potere in massime ridurre tutti i Precetti, gli Statuti, ed i Giudizj proclamati già da Mosè al Popolo ebreo de' suoi tempi (44).
Ma sul dubbio che alcuno s'inducesse quì ad obbjettarmi (animato forse da impocrito zelo) come una diminuzione, in apparenza, sì rimarcabile, potrebbe ragionevolmente farsi luogo in un Codice, che oggi conta ormai 30 e più secoli, e sempre intatto conservatosi nel mondo, senza che alcuno in verun epoca osasse minorarne il valore, nè alterarlo, io non debbo dispensarmi del fare illativamente riflettere, in primo luogo; che il Popolo ebreo non potea fino ad ora determinarsi giammai ad un tale partito salutare, atteso che dopo la memorabile sua dispersione, desso non ebbe in alcun tempo un protettore per difenderlo; un padre sensibile per interessarsi de' suoi solidi, e durabili vantaggi; un Napoleone in fine per illuminarlo, e fare ad esso ampliamente comprendere che ciò che era necessario nella Palestina potrebbe essere inutile in Francia, ed in Italia, siccome quello che è adottato ottimo in un tempo, viene sovente considerato riprovabile in un altro; e che 30 e più secoli di antichità non potranno mai trasformare l'accessorio in essenziale, nè l'errore in verità (45). Ed ecco propriamente le solo vere dimostrate cagioni per le quali niuno ha osato giammai per l'addietro effettuarlo.
In secondo luogo poi, trattandosi di un oggetto sì rilevante, quale apparisce una sì enorme restrizione di oltre nove decime parti de' Precetti Mosaici, affine di diminuire la sorpresa che recare dessa forse potrebbe nella riscaldata fantasia de' zelanti, noi entriamo nel Capitolo seguente a produrre in detaglio i genuini motivi pe' quali fummo costretti ad abrogare anche una gran parte degli altri che parrebbero escludere interamente quelli che comprendono le due prime classi, ed entrare al contrario nell'ordine della terza, riguardata da noi come ovvia, e necessaria a costituire, o fissare solidamente il propostoci nuovo piano di riforma del Culto del Popolo d'Israel.