← Table of contents
Progetto filosofico di una completa riforma del culto e dell'educazione politico-morale del popolo ebreo, Tomo I

CAPITOLO VI.

Reading edition

Ragioni efficaci che rendono indispensabile la riduzione del Codice di Mosè a 60 soli Precetti, cioè 24 affermativi e 36 negativi.

Illustration from Progetto filosofico di una completa riforma del culto e dell'educazione politico-morale del popolo ebreo, Tomo I

Qualunque siasi regolamento, legge, o statuto che non abbia per base la solida imperturbabile felicità di quelli che ne formano l'oggetto, o che non tenda al miglior essere di quelli pe' quali sono gli uni, o l'altra destinati, o come perniciosi debbono essere del tutto abrogati, senza ritardo, o come inutili rigettati, e proscritti dal consorzio degli uomini. Ma, per altro, due ostacoli funesti che a pochi è riuscito fino ad ora sormontare con felice successo, opposero in ogni tempo un ostinato contrasto ad un riparo sì ovvio, e sì urgente per tutte la specie umana; il primo di questi dunque si è la soverchia cieca venerazione che si ha generalmente per le decisioni tradizionali di quelli che ci hanno preceduti; lo che presso quasi tutte le sette odierne si approssima all'eccesso (46); l'altro, il quale realmente non è che l'immediata conseguenza del primo, io ritrovo consistere nello scrupolo deciso che tenti uomini si fanno d'inalzarsi fino al raziocinio, col soccorso del quale tentare di acquisire maggiori lumi rapporto alla credenza che professano, conoscerne le basi, discuterne le massime, investigarne i principj, onde in tale maniera pervenire a discernere il reale, e il necessario che ci giova, dall'apparente illusorio che ci nuoce, senza scampo, e ci confonde (47).

Ma ostacoli di tale natura, mi lusingo, che non saranno essi già così pure ineluttabili per noi, che riconosciamo non averci Dio accordato inutilmente un intelletto e una Ragione (48), come lo furono pur troppo per gli ingannati nostri progenitori che reputavano un delitto irremissibile il fare uso di mente, e di buon senso, in proposito di culto specialmente. Egli è appunto per ciò che di raro si conoscono presso questi i fondati motivi delle pratiche innumerabili adottate con tanta sommessa venerazione da' medesimi. Quando noi, al contrario, ci disponghiamo a rendere convincenti, ed efficaci ragioni, ad ogni evento, non meno in giustificazione dei motivi che ci indussero ad ommetterne quelle che riguardammo come soverchie, o inopportune, che per avvalorare la osservanza esatta di quei Precetti che abbiamo riconosciuti necessarj a costituire radicalmente il sensato Culto inoppugnabile dell'Ebreismo.

Avendo noi altrove riportate le ragioni sufficienti per giustificare in faccia al Popolo ebreo l'abrogazione fatte di tutti que' Precetti, che comprendemmo in entrambe le categorìe di prima, e seconda classe, nulla per tanto, io dirò di ciò che a quelli si rapporta, limitandomi soltanto alle ponderate osservazioni che pare assolutamente necessario dover fare intorno i fondati motivi che c'indussero ad abolire una gran parte di que' Precetti spettanti alla terza classe che abbiamo noi quì d'intero proposito addottata.

Cominciando da' Precetti che si rapportano alla Pasqua delle Azzime comandati dalla Scrittura in numero di otto, siccome questi non sono propriamente che la replica l'uno dell'altro, volendo in massima inferire presso che l'ordine medesimo, cioè allontanare ogni specie di pane fermentato per sette giorni, cibarsi per detto spazio di tempo di pane senza lievito, ossia di pane azzimo, e solennizzare la Pasqua, il giorno primo, e il settimo di questi, facendo in essi cessare ogni opera servile, come rilevasi dalla Scrittura (A), noi gli abbiamo tutti ristretti ad uno solo che tutti gli comprende seguendo la mente del Legislatore, e che costituisce la materia del secondo, in seguito dello stabilito nostro nuovo Elenco.

Otto parimente sono i Precetti co' quali Mosè comanda, in altrettante guise differenti, al popolo ebreo l'adorazione del Creatore; ma siccome adorarlo, conoscerlo, santificarlo, amarlo; esserne convinti dell'esistenza, mi sembra che coincidono perfettamente insieme, e che non formino d'accordo che un solo articolo essenziale, qual è quello di ammettere, e adorare un Essere Supremo, egli è dunque solo a questo che noi riducemmo tutti gli altri, stabilendolo il terzo de' Precetti formanti lo nostre nuove sacre Instituzioni.

La ragione medesima può applicarsi viceversamente al divieto dell'adorazione delle Immagini, e del commercio de' simulacri, che noi ristrigniamo ad un solo Precetto i quattro che le Sacre pagine prescrivono per imporlo agli ebrei.

Venendo poi alle soppressioni quì fatte relativamente a' cinque Precetti co' quali resta per altrettante volte comandata in differenti luoghi del Pentateuco l'osservanza del Sabato, limitati da noi ad un solo Precetto, siccome desso, in origine, spiegasi riposo, e come tale considerato anche da quelli che ora ne rigettano l'osservanza, io stimai cosa opportuna livellarla a quella di tutte le altre solennità delle quali ragioneremo frappoco, prescrivendo i medesimi riguardi, e gli stessi doveri che s'impongono a quelle, stimando il resto come oscuro, indissolubile, ed inutile affatto per conseguenza al propostoci salutare disegno (49).

Per ciò che riguarda l'astinenza di certi cibi, e la proibizione di varj differenti animali, che la Scrittura sottopone a undici Precetti, noi gli racchiudiamo tutti a due soltanto, avendo altrove giù estesamente riportate le cagioni fisiche, ed i più probabili motivi di simili comandati divieti (A).

L'infamante delitto d'incesto, racchiudendo per se stesso qualunque siasi accoppiamento di fornicazione commessa da amendue i sessi in grado della più prossima parentela, come sarebbe i genitori colla loro prole, o questa con quelli; sorelle co' fratelli, o gli uni colle altre, sieno di padre, ed uterini, suocere, nuore, matrigne ec. che la Scrittura in varj luoghi ne annovera fino dodici, noi gli riportiamo sotto il solo precetto d incesto, che tutti complessivamente gli abbraccia, senza fare però la minima abrogazione, o detrimento di alcuno degli altri, benchè da noi non menzionati partitamente; la trasgressione dei quali troppo riuscirebbe lesiva alle leggi, ed oltraggiante alla Natura.

La riduzione da noi fatta de' Precetti che risguardano i doveri assoluti, e indispensabili dell'uomo cogli esseri della sua specie a quello di amare il proprio simile come se stesso, mi sembra potere da se solo contenere onninamente gli otto comandati nel Pentateuco per conchiudere, in concreto, l'ingiunzione medesima da noi testè riepilogata; essendo troppo evidente che amando il nostro simile non si può certamente odiarlo, nè maledirlo, nè defraudarlo nel commercio, nè nelle parole, nè nelle misure, nè usare seco lui delle violenze e molto meno ricusarli il nostro ajuto ne' suoi urgenti bisogni.

Ciò che abbiamo rimarcato essenzialmente nelle indagini fatte su' precetti antecedenti, è da notarsi appunto in quelli de' quali ora ci occupiamo, e che hanno per iscopo le Neomenie, o il novilunio del settimo mese (50); il giorno decimo di esso chiamato il digiuno di espiazione, ed il 15 dello stesso mese fino il 21 compreso, cioè la festa de' tabernacoli, o delle capanne per sette giorni.

Io prescindo dall'addurre quì i motivi dell'osservanza di queste tre feste accennate, mentre quelli furono da noi già diffusamente riportati laddove più si rendevano adattabili (A); solo dirò che nella instituzione della prima, cioè del cominciamento dell'anno trovasi quattro precetti, tre de' quali non essendo che la replica l'uno dell'altro, noi abbiamo stimato conveniente limitarli ad uno solo, che è l'osservanza della festa di un solo giorno, e cessazione di lavoro; tale essendo lo spirito genuino de' medesimi; il quarto precetto poi di questi è stato da noi totalmente soppresso, mentre non conoscendosene il vero scopo (se non è quello almeno da noi già riportato altrove (B)) non resta in verun modo esattamente osservato dagli ebrei moderni (51).

La seconda di queste feste comandata per varie volte da Mosè come un giorno consecrato all'Essere Supremo di solennità, di penitenza, e di digiuno, e di cui esso non ispiega fino, a qual limite dee una tale astinenza dilatarsi, noi abbiamo in questo fissate le prescrizioni medesime del Sabato, restrignendone l'osservanza, come in quello ad un solo Precetto, cioè, il riposo, e di più l'astinenza totale di qualunque nutrimento dal tramontare del Sole del nono giorno del mese di Tisrì fino all'imbrunire del giorno decimo susseguente.

La terza nomata festa de' Tabernacoli, o delle capanne, non meno delle altre in guise differenti ripetuta per imporne l'osservanza agl'Israeliti, può, siccome tutte le altre, ridursi del pari ad una semplice prescrizione, cioè a quella di solennizzare il giorno 15 e il 21 del settimo mese, e per sette giorni mangiare sotto l'ombra delle capanne, per le ragioni a suo luogo opportunamente riportate (Annot. 34) lasciando però ad arbitrio il prendere la palma, un elegante frutto di albero (che i Rabbini lo pretendono un cedro, ma che le Scrittura lascia indefinito) il mirto, il salcio ordinato da Mosè in puro segno di gaudio, e di trionfo, e ciò nel solo primo giorno di tale solennità (52).

La solennità delle primizie, ovvero delle settimane è l'ultima di cui le Scrittura faccia esplicita menzione, fissata ad un solo giorno, cioè, il cinquantesimo, contende del secondo giorno della Pasqua delle Azzime, ovvero nel giorno dopo il plenilunio del mese di Nissan; ma non venendo nella medesima prescritta veruna di quelle cerimonie che imposte furono per le altre, noi la stabiliamo così pure un solo giorno di festa, colla cessazione di qualunque opera servile, a guisa che abbiamo nelle altre fino e questo momento praticato.

Or tutte le moltiplici restrizioni dunque riguardato da noi come necessario di dovere fare alle testè riportate osservanze, non avendo per oggetto che semplificare l'essenzialità inalterabile di ciò che in massima è prescritto a ciascuna delle medesime, esse non tendono soltanto che ed ovviare come inutile, ed a sopprimere come soverchie le frequenti ripetizioni nulle quali si diffonde la Scrittura comandando un precetto medesimo, nel modo appunto che noi già con evidenza dimostrammo altrove (53).

In quanto poi a' Precetti restanti che abbiamo stabilito appartenere alla terza classe adottata da noi, e de' quali non vedesi quì fatta fino ad ora speciale menzione, di sorte alcuna, nè in compendio, nè in diffuso, noi passiamo a ragionarne di proposito deliberato nel Capitolo seguente, il quale ci farà conoscere in chiari sensi lo spirito che ha dettati simili Precetti, e il disegno del Legislatore che gli ha prescritti: da tali indagini risultare quindi vedremo le ragioni le più inconcusse, ed i più idonei motivi che c'indussero ad ommetterli nel nostro nuovo Piano, e ci fecero riguardare come fondata, ed opportuna l'abrogazione de' medesimi.

Notes in this chapter

Note 13 · Queste Solennità denominata dalla Scrittura חג הסכת (Hag assucoth) festa de' Tabernacoli, o delle Tende (Levit. cap. 23 v. 40.), fu instituiNote 1 · (51) Questo Precetto consiste nel suono della Tuba praticato dagli ebrei in quel giorno il quale essendo chiamato dalla Scritture (Num. cap.Note 2 · (52) Siccome questa festa oltre essere chiamata delle Capanne in varj luoghi della Scrittura, è anche contradistinta da questa Ricolta de' pNote 3 · Tutti i popoli della terra hanno le loro particolari tradizioni che tutti credono costanti, uniformi alla più esatta verità, ed al superioreNote 4 · Tale è la condizione miserabile dell'uomo, che siccome generalmente parlando le idee sulla Religione sono per esso, quali debbono essere, inNote 5 · La facoltà esimia che l'essere supremo ci ha somministrata, e da noi distinta col carattere di lume naturale o di Ragione non saprebbe mai iNote 6 · Exo. Cap. XII. v. 14.Note 7 · Chi potrebbe mai somministrarci una giusta, e sensata spiegazione di quel testo comandato agli Ebrei da Mosè (Exodo cap. 35. v. 3.) לא תבערוNote 8 · Ved. le Annot. 28, e 29 di questo Vol.Note 9 · Gl'Israeliti erano soliti a distinguere due speci di anni, cioè, l'anno Santo, e l'anno Civile; il Santo cominciava il mese di Nissan (MarzoNote 10 · Ved. le Annot. anteced. 32 33 34.Note 11 · Ved. l'Annot. anteced. 50.Note 12 · Quali fondate cagioni assegnare con giustizia potremo alle tante ripetizioni delle cose per loro stesse identiche, e uniformi, che sono sì d
Explore with AITake your curiosity a little further.

Reading settings