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Progetto filosofico di una completa riforma del culto e dell'educazione politico-morale del popolo ebreo, Tomo I

Note annot. 51 — CAPITOLO VI.

Reading edition

(51) Questo Precetto consiste nel suono della Tuba praticato dagli ebrei in quel giorno il quale essendo chiamato dalla Scritture (Num. cap. 29 v. 1 2.) יום תרוע (Yom Terungha) giorno strepitoso; essi, prendendo al materiale il senso metaforico di questa frase, non sanno in altra guisa rappresentare sensibilmente un tale strepito, che stordire il popolo con cento numerate irregolari voci di corno senza modulazione, e senza ordine, che a varie riprese, durante le loro interminabili orazioni di quelle due mattine, tramanda entro la Sinagoga un individuo postato sopra il Pulpito, ed espressamente destinato per tale ufficio.

Ma chi potrebbe mai significarci, con qualche precisione, quale sorta d'istrumento fosse quello che udivasi prodigiosamente suonare con veemenza allora quando, per la prima volta Dio manifestossi al Popolo ebreo sulla montagna di Sinaj, e che l'Exodo (cap. 19 v. 16 19.) distingue col nome di שופר Scioffar? così appunto chiamano gli ebrei l'indicato instrumento di cui si servono in que' due giorni (purchè l'uno di questi non cada in Sabato nel quale giorno l'uso n'è vietato da Rabbini Ghem. trat. Sciab. e Ros. Asciana) e che altro non è che un corno di montone ridotto al più nitido pulimento, preferendolo a quello di ogni altro animale munito di questo arnese, in allusione al montone che improvvisamente si offrì al Patriarca Abramo, per essere fatta la vittima del Signore, in vece dal di lui figlio Isaak, che ne era destinato (Gen. cap. 22 v. 13.)

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