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Progetto filosofico di una completa riforma del culto e dell'educazione politico-morale del popolo ebreo, Tomo I

Note (81) — CAPITOLO X.

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Hanno un bel giustificarsi quì i Rabbini ad oggetto di diminuire l'orrore che apporta agli uomini forniti di lumi, e di buon senso il carattere odibile ch'essi attribuiscono all'Essere Supremo, adducendo che sì fatta loro maniera di parlare non è che al figurato, al solo disegno di adattarla alla intelligenza limitata del volgo, come se per farsi capire dalla classe ignara fosse permesso al terrigeno mortale di avvilire il sommo autore della natura a questo segno: quale insania deplorabile! Non è già così che le scuole di Socrate, di Platone, e di Aristotile insegnavano a conoscere, a temere, e ad adorare il Dio dell'universo; e sebbene si trovassero astrette quelle pure qualche volta ad esternarsi a persone ignoranti, per rapporto alla vera cognizione di questo Essere degli esseri, quelle frattanto ritrovavano il pronto mezzo di farglielo elleno esattamente capire senza lasciarsi trascinare dal torrente di simili eccessi.

Non v'ha certamente che il filosofo il quale possa elevarsi fino alla sublime contemplazione di questo Essere increato, nè altri fuori di quello può, ad ogni esperimento, con rispetto maggiore estollerne le glorie. In fatti pretendere che Dio sia suscettibile di pentimento, di passione, di dolore; ch'egli possa offendersi delle azioni degli uomini, non è egli lo stesso che annientare tutte le idee che noi dobbiamo d'altronde avere di questo Creatore Supremo? Dire che l'uomo può turbare l'ordine dell'universo, che esso può accendere il fulmine fra le mani del suo Dio ch'esso può frastornare i suoi progetti, non sarebbe lo stesso che il credere, che da esso lui dipende unicamente di alterare la sua ineffabile clemenza, di trasformarla in crudeltà? È appunto così che la Teologia non fa che distruggere incessantemente con una mano, ciò che desso edifica coll'altra; quindi si può opinare con giustizia, che se ogni tradizione ora le è fondata sopra tali esecrabili principj, dobbiamo ragionevolmente conchiudere che basate sono, per conseguenza, tutte quante sopra una contradizione dimostrativa.

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