Note (79) — CAPITOLO X.
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In qualunque parte di mondo dove gli ebrei hanno il domicilio trovasi costantemente praticato questo costume, senza che alcuno frattanto sappia rendere convincente ragione della stretta osservanza con cui quello mirasi ovunque usato, e mantenuto. Questo dunque consiste in un lampadario più, o meno grande, che gli ebrei tengono appeso al palco di un salotto, ed in linea perpendicolare al centro della mensa preparatavi per mangiare; non avvi casa, purché abitata da ebrei, di qualunque ceto, o condizione ch'essi siano, dove non si scorga quell'arnese nella foggia medesima che accennammo. Questo sacro lampadario (così chiamato per l'uso a cui si fa servire) viene acceso intieramente nel tramontare del sole di ogni venerdì, non meno che nell'imbrunire di tutte le vigilie delle feste solenni comandate dal Pentateuco: le sole donne maritate sogliono incaricarsi generalmente di sì fatto ministero; esse nell'istante di eseguirlo, recitano una benedizione compilata espressamente per quest'oggetto, e vi attaccano un'efficacia tale, che non vi è femmina ebrea la quale non creda fermamente di essere esente da' pericoli del parto, da contagiose malattie, e dalle sofferenze laceranti dell'Inferno, osservando rigorosamente le tre prescrizioni ch'elleno impongono i rabbini, una delle quali si è quella di accendere il lampadario del sabato.