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E all'urtemo iessa rise e i' risi, e Corna r'oro pi' iessa haggio acciso. Risponde al motto toscano: E' rise a me e io risi a lui; intorno al quale il Domenichi:—«Questo nacque da Donatello. Dal quale essendosi partito un giovine suo discepolo, con chi avea fatto quistione, se n'andò a Cosmo per trar lettere al Marchese di Ferrara, dove era il giovane fuggito, affermando a detto Cosmo, che in ogni modo voleva andargli dietro e ammazzarlo. Ora, conoscendo Cosmo la sua natura, gli fe lettere come a lui parve; et per altra via informò il Marchese della qualità di detto Donatello. Il signore gli diede licenza di poterlo uccidere, dove lo trovasse. Ma, incontrandosi il garzone in esso, cominciò di lungi a ridere. Et Donatello, a un tratto rappacificato, corse ridendo in verso lui. Domandavalo poi il Marchese, s'egli l'avesse morto. A cui Donatello: Non, in nome del diavolo; che egli rise a me; e io risi a lui. [Licenzioso.]»—