IV FREDI
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CANZONE
È caduto dall'altezza primiera, ma spera di risollevarsi.
Dogliosamente con gran malenanza conven ch'io canti e mostri mia graveza, ché per servire sono in disperanza, la mia fede m'ha tolta l'alegreza. Però di canto non posso partire 5 poich'a la morte mi vado apressando, sí come 'l cecen, che more cantando, la mia vita si parte e vo' morire. Partomi di sollazo e d'ogne gioco, e ciascun altro faccia a mia parvenza, 10 ché dentro l'aigua m'ha brusciato il foco, mia sicurtate m'ha dato spavenza. Fui miso in gioco e frastenuto in pianto, sí falsamente mi sguardao so sguardo, sí come a lo leone lo lupardo, 15 ch'a tradimento li levao l'amanto. Per tradimento sono dismaruto, di qual null'omo potesi guardare; e son sí preso e sí forte feruto, ch'agio dottanza di poter campare. 20 Poiché le piaque a quella, c'ha in podere la rota di Fortuna permutare, però le piaccia di me ralegrare: cui ha saglito, facialo cadere. Facia 'n tal guisa che naturalmente 25 vadan le doglie, che ho non pe' rasone, ché non è gioco d'essere servente a chi è meno di sua condizione. E rason porta di punir li mali, però si guardi chi mi tene a dura, 30 ché la pantera ha in sé ben tal natura, ch'a la sua lena tragon li animali. S'eo trago a voi non voi' piú star tardando, ch'io non saccia in che guisa mi trovo: ardo, consumo e struggo, pur pensando 35 com' son caduto e unde e com' mi trovo. Però ciascun faccia di sé mutanza e agia in sé fermeza e novo core: lo fenix arde e rinova megliore, non dotti l'om penar per meglioranza. 40 Però la sesta faccia movimento, ancor che paia altrui disordinato, e faccia mostra per avedimento che ciascun guardi chi siede in mio stato. Ché ciascun d'alto potesi bassare, 45 se regimento non ha chi 'l difenda: lo leofante null'omo riprenda, se quando cade non si può levare.