IV. — Piante tessili e fibrose.
Reading edition
1. Gossypium anomalum Ky. Peyr.(Malvaceae)
Una delle poche specie di cotone constatata allo stato selvaggio che nella Valle di Dagobas vicino a Cheren venne trovata già da Beccari e da Steudner e che si ritrova anche nella parte S.O. dell’Africa tropicale. — La presenza di questa pianta nelle vicinanze di Cheren può considerarsi come un cenno della natura che la coltura del cotone trova in queste contrade le condizioni naturali favorevoli al suo sviluppo.
2. Abutilon longicuspe H.(Malvaceae)
in tigrigna «Zada bauakh».
Secondo Schimper gli steli battuti si adoperano in tutta l’Abissinia a guisa di stoppino per torcie. Si avvolgono le fibre con cera e si ottengono candele. Così pure si adoperano gli steli battuti della
3. Dodonaea viscosa L.
in tigrigna «dàsos»
in amarigna «kittkitta»
e la Vernonia Leopoldi Vtke.
4. Hibiscus cannabinus L.(Malvaceae)
in arabo «tîl».
Questa pianta che ha spesso un’altezza di tre metri e che trovasi frequente sui pendii dell’altipiano, contiene nella sua corteccia, facile a distaccarci, una della più forte qualità di fibra che si conosca.
Nell’Egitto, ove questa pianta, che nell’Eritrea cresce selvaggia, è oggetto di coltura, si fa uso delle fibre specialmente per unire le zattere, perchè questa specie resiste nell’acqua per lungo tempo alla putrefazione.
5. Hibiscus macranthus H.(Malvaceae)
in tigrigna «sugôtt».
Schimper dice di questa specie, che si distingue dai suoi fiori grandissimi di colore giallo chiaro, che al secondo giorno si coloriscono in rossiccio: «gli steli manipolati come il lino danno un magnifico filo forte come lino e lucente come seta». Gli Abissini non ne fanno che delle corde, ma Schimper era di parere che se ne potrebbero fare i più belli tessuti, per cui forse la introduzione della coltura di questa pianta sarebbe utile come quella della Ramiè (Boehmeria) ora tanto apprezzata.
6. Grewia salviaefolia Juss.(Tiliaceae)
in tigrino «âba» o «ôba».
Un grosso arbusto con rami lunghi, sui quali le foglie sono ordinate in due file. Trovasi spesso nell’altipiano.
La corteccia si può togliere in strisce lunghe un metro; la sua fibra è molto consistente e si adatta per legare qualunque cosa. Rassomiglia molto al libro di tiglio.
7. Adansonia digitata L.(Malvaceae)
in tigrigna «dümma».
La corteccia di quest’albero gigantesco, conosciuto in Europa sino da Prospero Alpino (1582) sotto il nome di Baobab, che si trova spesso tra Cheren e Cassala, si adopera dai Bogos (ridotta a fibra) per farne dei cordami.
Le fibre si portano in grandi masse sul mercato di Cheren e potrebbero divenire un articolo di esportazione non disprezzabile, ciò che sono da anni su vasta scala nel paese di Angola, destinate per la fabbricazione di carta.
Anche nell’Africa orientale tedesca (Usambara) se ne fa molto uso per farne delle corde.
Siccome da questi immensi tronchi la corteccia non si toglie che proporzionalmente volta per volta in piccola quantità, la corteccia si forma nuovamente e così gli alberi non vengono distrutti.
8. Lanneoma velutina Del.(Terebinthaceae)
in tigrè «abde».
Un piccolo arbusto o arboscello che tanto nel territorio dei Mensa quanto a Cheren si trova dappertutto.
La corteccia supera le altre simili per forza della fibra e si raccomanderebbe specialmente come materiale da cordame come lo usano gli abitanti di quei luoghi.
9. Acacia spirocarpa H.(Mimosaceae)
in tigrè «cia’à»
in arabo «ssamr o ssammorr».
Questo albero è sparsissimo nelle vallate del Samhar e nelle pianure della costa. Sotto la corteccia trovasi uno strato di fibre che è molto forte e resistente e di cui si fanno ottime corde.
Questo articolo, potendosi raccogliere in massa, sarebbe vantaggioso per l’esportazione.
10. Daemia extensa R. Br.(Asclepiadaceae)
Un erba tenera avviticchiante gli alberi, sparsissima nell’Abissinia, Eritrea ed anche nell’India Orientale.
Le fibre contenute nello stelo, che non è più grosso di un cannoncino di penna, sarebbero secondo il rapporto della «Calcutta Exhibition» (Vol. I, Economic products of India) adattatissime per la fabbricazione della carta come dei tessuti, e si distinguono per forza e finezza.
Il tessuto fatto con tali fibre fu premiato nella Madras Exhibition del 1855 con una medaglia.
11. Calotropis procera R. Br.(Asclepiadaceae)
in tigrigna (hamasen) «akkàlo»
in arabo «ósciar, o úsciar».
Un arboscello o arbusto sparsissimo qua e là nei tratti della zona calda. La sua estensione comprende la maggior parte dei paesi tropicali dalle Indie sino a Senegambia.
I frutti della grandezza di un pugno sono verdi e vescicosi, e posano sempre a due tra le foglie che sono piene di sugo latteo. I numerosi semi in essi contenuti portano un ciuffo di lunghi peli sericei, come apparecchio areostatico, e che si possono raccogliere in grande massa.
Queste fibre belle e lucenti come l’argento non si prestano per tessere, essendo corte e di poca resistenza. Invece danno in questo paese povero di pollame un ottimo materiale per imbottire i guanciali, e vengono generalmente adibite a quest’uso dagli arabi.
12. Ficus capreaefolia Del.(Urticaceae-Moreae)
Questo arbusto s’incontra spesso sull’Anseba ed altri corsi d’acqua ove simile ai nostri salici forma sulle rive dei fitti boschetti. Esso è adatto per rimpiazzare i salici per tutte le specie di lavori da canestrajo; essendo i suoi ramoscelli lunghi di una grande flessibilità e resistenza.
13. Ficus Salicifolia V.
in arabo «athâb»
È un arbusto o albero che trovasi anche nelle vicinanze di Cheren, ha foglie puntute a forma lanceolata.
Dalle fibre della corteccia, gli Arabi nell’Yemen e nella costa orientale tra Aden e Mascate in generale fanno le miccie dei fucili colà in uso.
14. Phoenix reclinata Jacq.(Palmae)
in tigrè «bellâsa».
Trovasi sul Lalamba vicino a Cheren, nella vallata d’Anseba ed in quella di Gheleb (Mensa) come pure in vari luoghi di Hamasen ed è finalmente molto sparsa nell’Abissinia (Gondar, Debra-Tabor, Adua e nei monti di Semien) da 1800 a 2000 metri sul livello del mare. Questa specie selvatica di palma di datteri che si distingue pel suo tronco svelto e gracile dell’altezza di 5 a 6 metri, ha un aspetto molto elegante. I Beni-Amer portano le foglie alla vendita sul mercato di Cheren, e se ne fanno delle ottime stuoje.
15. Hyphaene thebaica Mart.(Palmae)
in arabo del Sudan «dôm».
La palma Dôm è un albero che trovasi a formar dei boschetti nella media vallata del Barca e più in là al ponente nelle vallate del Gasc (Mareb) etc.
Le foglie sono un articolo di commercio molto ricercato per farne stuoje, sacchi etc. e se ne spediscono anche in Europa.
Le foglie di questa palma sono più forti e più tigliosi di quelle della palma di datteri.
Differiscono da queste ultime per le piccole glandole piatte e tonde che si trovano disperse sulla superficie, mentre quelle della palma dattifera sono perfettamente liscie.
Si può facilmente estendere la coltivazione della palma dôm, come hanno praticato nelle vicinanze di Hodeidah, per avere il materiale necessario pei sacchi di caffè.
La coltivazione rende già nei primi anni vantaggio colla raccolta delle foglie. Varrebbe la pena di seminare in tutta l’Eritrea la palma Dôm e di proteggere la sua crescenza.
Già da diversi anni le foglie della palma Dôm si importano in Italia, utilizzandola con vantaggio nella fabbricazione dei cappelli di paglia.
16. Sanseviera Ehrenbergiana Schwf.(Haemodoraceae)
in arabo «Selleb».
Questa specie che si distingue per le foglie a forma cilindrica della lunghezza di 1/2 metro terminate a punta, cresce in grande quantità vicino a Gheleb sui pendii verso oriente e nella vallata di Ghinda. Verso Sud diventa più rara in questa zona, invece tutta la regione degli Habab ne è piena sino ai monti di Suachim. Come nella Nubia orientale e nelle pianure dell’Arabia Felice, si adopera anche qui la fibra forte, che battendo e sciacquando le foglie si ritira facilmente per farne delle corde che ovunque alla costa del Mar Rosso formano un articolo di commercio molto ricercato. Anche al Cairo la si lavora.
Come articolo di esportazione all’ingrosso pare che non abbia ancora preso la via dell’Europa, quantunque si potessero raccogliere con facilità annualmente migliaia di tonnellate di questo materiale sui monti della costa del Mar Rosso al sud del 19° lat. Nord.
In quanto alla forza può pareggiare con la Juta indiana ed ha anche le stesse qualità, cioè è bianca e scolorata.
In base di questo prodotto della natura, si dovrebbe promuovere sui luoghi la fabbricazione di sacchi per grano e cotone, per farne un commercio lucrativo col vicino Egitto.
17. Sanseviera Guineensis L.(Haemodoraceae)
Molto sparsa sull’altipiano e nei contrafforti. Le foglie larghe della lunghezza di quasi un metro danno spesso nell’occhio all’ombra dei cespugli ove crescono di preferenza.
La fibra è meno forte di quella della specie precedente, ma ha altri pregi.
È un fatto che la fibra di questa molto estesa pianta tropicale forma un articolo ricercatissimo che viene esportato in vari paesi.
18. Dracaena Ombet Heugl.(Liliaceae)
in to Bedaui «to-omba o t’ombet».
Questa specie sparsa sui monti degli Habab ed al nord di Erchauît presso Suakim trova presso Gheleb sul monte Adhamet (a circa 2200 metri) il suo confine di Sud.
I beduini fanno con le foglie di questo albero di drago del cordame eccellente.
Le infiorescenze molto ramificate si raccogliono e si danno come cibo prelibato ai cammelli, mentrechè alle capre sarebbero mortifere.
La raccolta del sangue di drago che scorre sui tronchi della specie di Socotra è ignorata dagli abitanti.
Asparagus retrofractus Kth.(Liliaceae)
Arbusto spinoso che trovasi sparsissimo nel territorio vicino alla costa del Mar Rosso.
Secondo Hildebrandt i Somali fanno con le fibre della radice dei recipienti (panieri) impermeabili per l’acqua.
19. Eleusine floccifolia F.(Graminaceae)
in tigrè «erghehé».
Trovai questa gramigna in massa vicino alla maremma detta «Amba» al nord di Gheleb (Mensa) che forma la propria sorgente della vallata del Lava a 2200 metri sul livello del mare. In simili alture lo si trova anche in Abissinia, nell’Arabia Felice, nel Paese dei Somali, nell’Harrar etc.
In questi due ultimi territori, quantunque non abbia che una lunghezza di 1/3 di metri, la si adopera esclusivamente per quei lavori graziosi di canniccio in cui i Somali sono maestri.
Questa gramigna si riconosce per la peluria singolarissima di cui è ricoperta, e che si trova forse esclusivamente in questa specie: le foglie fortissime (anche quando sono secche sono molto consistenti) portano ai due lati a tratti determinati dei ciuffi pelosi, da cui il suo nome botanico.
20. Cyperus Schimperianus St.(Cyperaceae)
È la migliore qualità di Ciperi per la fabbricazione delle stuoje. Le così dette stuoje di Calcutta che si chiamano «mudarktai» provengono di questo materiale. Fanno oggetto di esportazione per l’Europa. Informazioni precisi sull’oggetto si trovano nel Vol. II del gran Dizionario di George Watt, pubblicato a Calcutta nel 1889.