III. — Piante resinose e gommifere.
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1. Boswellia papyrifera H.(Burseraceae)
in tigrino «maggher».
Quest’albero trovasi in Abissinia qua e là in grande quantità e si distingue pei suoi magnifici fiori a forma di mazzetti, i quali nel tempo della siccità spuntano dai suoi rami sfogliati. La corteccia di un giallo color cuojo è stranissima, perchè si sfoglia dal tronco a guisa di carta da lettera sottilissima.
Tutti i rami abbondano di un succo aromatico lattescente che certamente si potrebbe impiegare per incenso, come tutte le altre specie congeneri se si volesse prendere la pena di raccoglierlo.
2. Commiphora abyssinica, Engl.(Burseraceae)
Questa specie sparsissima in Abissinia e nei d’intorni di Cheren dà una sorta di Mirra da utilizzare probabilmente nel commercio, se già non lo è.
3. Commiphora Schimperi Engl.(Burseraceae)
Syn. C. resiniflua Martelli in Fl. Bogos.
in tigrigna e Tigrè «ankua».
Questo arboscello è molto sparso nell’Eritrea, in Abissinia e nell’Arabia Felice; produce in abbondanza della resina simile alla mirra che trovasi in commercio, così che sono certo che questo prodotto almeno in parte trae la sua origine dalla surriferita specie.
Varrebbe quindi la pena di raccogliere questa droga su vasta scala.
4. Commiphora quadricincta Schwf.(Burseraceae)
in tigrè (Habab) «bsciámed».
Questo arboscello generalmente sparso nella pianura della costa Eritrea (Samhar) come pure nella regione inferiore delle colline secerne dai punti ove la corteccia è lesa, della resina in abbondanza, simile per odore e sapore alla mirra del commercio.
E pare di fatti che questo prodotto sia messo in commercio perchè a Sciacat Cai trovai molti tronchi intaccati evidentemente a quello scopo.
Questa specie ignorata finora dai botanici ed in parte scambiata con la C. abyssinica Engl. trovasi in massa sulla costa tra Suakin e Massaua.
La si riconosce facilmente alle sue fogli ovali con picciuoli lunghi ed al nocciuolo quadrangolare del frutto che trovasi attorniato dal mesocarpo soltanto ai quattro spigoli e non su tutti i lati.
5. Commiphora africana Engl.(Burseraceae)
in tigrigna «oanka».
in tigrè «ankua».
Questa specie è maggiormente sparsa nell’Africa nord-orientale dall’Abissinia sino a Dar Fur.
Sulle alture di Digdigta tra Saati e Sabarguma, presso Cheren nonchè in altre parti dell’Eritrea non è rara.
I rami molto aromatici promettono nella stagione propizia una ricca secrezione, e W. Schimper era del parere che questa specie potrebbe fornire al commercio un prodotto utile.
In effetto gli Agau nei monti di Semen, raccolgono da questo albero la Mirra, e la vendono secondo Schimper a Massaua.
Il legno, che si distingue per la sua leggerezza e che mercè la resina che trovasi nella corteggia, non assorbisce facilmente l’acqua si adopera nel Tigrè a preferenza per la costruzione di zattere per traversare i fiumi e i ruscelli, sempre secondo Schimper.
6. Acacia Senegal W.(Mimosaceae)
in tigrigna «Kantab».
in tigrè (nome generico) «cia’a».
Questa specie sparsa nella zona dell’Anseba, specialmente vicino a Cheren fornisce nel Cordofan al commercio la miglior qualità di Gomma eccellente per la sua bianchezza e purezza, denominata «Hasciàb».
Per ragioni ignote la secrezione della gomma nell’Eritrea non si presenta negli alberi di questa specie; pertanto la sua identità con quella cordofana e senegalese è fuori dubbio, ed io cito questa specie soltanto per rendere l’enumerazione completa e per la numerosa presenza o espansione della pianta.
7. Acacia Seyal Del.(Mimosaceae)
in Tigrè nome generico «ciâa».
Questa specie fornisce in gran parte la gomma conosciuta sotto il nome Gedaref o Sennaar e che è chiamata in Arabo Talh. Quest’albero trovasi spesso nella valle dell’Anseba ove forma di tanto in tanto dei boschetti.
Per quanto riguarda la secrezione della gomma, la specie si mantiene in questa zona negativamente come è A. Senegal.
Altre specie di Acacie gommifere finora non si sono osservate nell’Eritrea.
8. Albizzia amara Boiv.(Mimosaceae)
in tigrigna «igjano o cigôno, o hamassérau»
in tigrè «hamasserau»
in bilino «ssobkána».
È uno dei più frequenti e più grandi alberi dell’Altipiano.
Nel mese di marzo trovai nella vallata dell’Anseba presso Cheren, tutti i tronchi con ricca secrezione di gomma, che pareva molto simile alla gomma arabica ma che liquefatta nell’acqua prendeva per lo più un colore rossigno come la qualità di gomma ordinaria «Sennaari».
Esso potrebbe essere un surrogato conveniente per quest’ultima specie che è molto ricercata ed aumentata di prezzo in seguito dell’inaccessibilità del Sudan, e quindi essere per l’Eritrea di un certo valore.
9. Euphorbia abyssinica, Raeusch.(Euphorbiaceae)
in tigrigna «Kolkuall».
in tigrè (Mensa): «galangâll».
Entro le alture da 1500 a 2000 metri, questa specie di albero simile ad un cactus, ed alto sino a 10 metri è tanto sparsa nell’Eritrea che per lunghi tratti le foreste non si compongono di altro.
Tutte le parti di questo albero abbondano di un sugo bianco latteo, e deve contenere oltre le resine drastiche, purganti, corrosive vescicatorie, che sono pericolose per l’uomo, specialmente per gli occhi, puranche un 5 % di caucciuc secondo gli sperimenti che ne hanno fatto in fabbriche milanesi.
Ferendo una pianta, il succo latteo ne scorre in massa in modo che se ne possono con faciltà empire bacili interi.
A causa delle sostanze secondarie del succo, pericolose all’uomo si è abbandonata l’estrazione del cautciuk, poichè gli operai si ammalarono. Sarebbe però un peccato se un prodotto che la libera natura offre in così grande quantità non potesse essere utilizzato per il commercio e l’industria.
Il tempo verrà in cui la raccolta di questo sugo, che disseccato presenta una massa bianca porosa quasi simile al formaggio, sarà ritenuta vantaggiosa.
Nell’India Orientale si adopera il sugo disseccato di specie simili, Euphorbia antiquorum L., ed Euphorbia Cattimando El., per masticare coltelli, scope, spazzole ed altri istrumenti nei rispettivi manici e si vende col nome di Catimando nei bazar della provincia di Madras.
Riscaldandolo si ammollisce ed indurisce poi in grado superiore come quello del Kolkuall.
Se si mette il sugo diseccato in acqua bollente, diventa plastico, raffredandosi però si fa nuovamente duro.
Già nel 1853 Roberto Wight (Icones plant. Indiae VI No. 1993) accennava a questa proprietà del Catimando considerandolo degno dell’attenzione degli Industriali.
Nelle Indie orientali si adopera il Catimando come pittura anticorrosiva della chiglia delle nave.
Quest’uso forse avrà pel commercio di Massaua un avvenire e io non posso raccomandare abbastanza agli industriali in materia di fare degli esperimenti colla resina del Colqual.
10. Ficus vasta Forsk (Syn. F. Dahro Del).(Urticaceae-Moreae)
in tigrigna e tigrè «dàro»
11. Ficus Dekdekena Del.
in tigrigna «ciogonte» o «ciorhonte»
12. e Ficus glumosa Del.
in tigrigna: come i precedenti.
Fra le numerose specie di Fichi selvatici di Abissinia e dell’Eritrea le tre suaccennate e Ficus sycomorus L. (tigrigna e tigrè: «sciagla») formano gli alberi i più grandi. I due primi spesso hanno una crescenza gigantesca tanto per altezza quanto per circonferenza. —
Tutti e tre abbondano nelle corteccia di sugo latteo che dà un ottimo cautciùk, che al primo taglio scorre in grande quantità. — Nella maggior parte dei siti però gli alberi non saranno abbastanza numerosi per permettere di raccogliere questo prodotto prezioso su vasta scala, ma il sugo di cautciùk di queste specie si raccomanda per vari usi domestici.
Sul luogo non appena raccolto e fresco, lo si può mediante un pennello spandere sopra tela o carta e così ottenere un imballaggio morbido lucente, impermeabile ed ermetico, ottimo per avvolgere degli oggetti da preservarsi dall’umidità ed anche contro gli insetti. È altresì adattatissimo per foderare le casse. L’applicazione è facilissima e molto raccomandabile. Colla fermentazione il cautciùk si deposita e non lo si può più spandere col pennello.