← Table of contents
L'Acerba

LE EDIZIONI DELL’ACERBA

Reading edition

1. La Cerba di Cecco d’Ascoli, Brisciae, Thoma Ferrando Autore, in f., nove quaterni, o carte 72, di 36 righe per facciata, senza numeri, segnature o richiami, 1475 (?). (Luigi Lechi, Memorie della tipografia bresciana nel secolo decimoquinto, Brescia, Venturini, 1854, in 4. gr.). La rozzezza del carattere e l’ineguaglianza delle righe, secondo l’ab. Mauro Boni (Lettere sui primi libri a stampa di alcune città e terre dell’Italia superiore, Venezia, 1794), mostrano che il Ferrando forse esordiva nella carriera tipografica. Il Lechi dice che, giusta il catalogo della celebre Biblioteca di Lord Spencer, p. 95 unita poscia all’Althorpiana, in questa esisteva un esemplare di tale edizione. Di poi, passò al Museo Britannico; ma, ora, pare sia introvabile. Questa, dunque, sarebbe l’edizione principe. «Il poema, nella ediz. del Ferrando e in quella del Di Pietro — la 1. con data — non è diviso in 5 libri, come dice il Brunet, ma in 4, quantunque non manchi, come nelle altre ediz. quattrocentine, l’ultimo capit. del 4. libro, intitolato De la nostra sancta fede, del quale se n’è formato un 5. aggiungendovi quattordici versi, col titolo Conclusio hujus operis, cap. ultimo, soltanto nelle ediz. del sec. XVI, cominciando da quella del 1501 col comento del Massetti ai due primi libri... Le ediz. sin qui conosciute dell’Acerba sono venticinque, delle quali 10 quattrocentine, dalla prima bresciana senz’anno alla veneziana del 12 settembre 1500, senza nome d’impressore, e tutte senza figure. Quattordici del sec. XVI, tutte ornate di figure e col comento del Massetti, di formato più o meno grande; ma nessuna di queste nè delle quattrocentine, è in f., tranne la principe bresciana. Nessuna dei sec. XVII e XVIII, una sola del sec. XIX, Venezia 1820, compresa dall’Andreola nella Raccolta del Parnaso italiano, e formante il vol. XII in 8. picc., col titolo L’Acerba di Cecco d’Ascoli, e col solo testo, arbitrariamente ammodernato e racconcio». (C. Lozzi. Op. cit).

2. La Cerba di Ciecho Esculano per Mastro Philipo de Piero, Venezia in 4., a 24 linee per pagina, di carte 110. L’Hain e il Brunet le danno 106 carte. Rarissima edizione del 1476. I bibliografi la ritengono prima con data certa; altri, prima in modo assoluto (Passigli, Dizionario biografico universale, Firenze, 1849, all’art. Fr. Stabili). Il libro, nel suo Catalogo, dice: Voyez sur cette édition, et en général sur Cecco d’Ascoli, un article curieux, daté du 28 germinal an. VI, que l’Abbé de Saint-Leger a fait insérer dans le Magasin encyclopédique de la même année, et dont il y a quelques exemplaires tirés à part en 8. pp. Fa parte della collezione del Sig. Comm. Carlo Lozzi in Colli del Tronto. Un esemplare trovasi forse nella B. Trivulziana di Milano; un altro nella Biblioteca del Comm. Landau, in Firenze.

3. Venezia, per Filippo di Piero e Bartolomeo Campani, 1478, VI nonas maias, in 4., a 24 linee per pagina, in caratteri romani come la precedente. Nella Biblioteca Smithiana è registrata come principe. Collezione del Lozzi.

4. Venetia, per Thomam de Alexandria, 1481. Die V, mensis sept. in 4., di carte 102, di cui l’ultima bianca. Solito titolo: Incomencia il primo libro ecc. dicto la Cerba, L’Hain, n. 4827, l’accenna appena. Un esemplare nella Bibl. Palatina di Parma.

5. Venetia, per Baptistam De Tortis, 1484, die XII febr., in 4. Car. rom. con. segn. a m., tutti quaderni, senza richiami. Titolo: Libri quattro del clarissimo Philosopho Ciccho Asculano dicto Lacerba. Hain n. 4829. Un imperfetto esemplare nella Bibl. Estense di Modena, con note manoscritte del sec. XV.

6. Milano, Antonio Zaroto, 1484, die XVIII maii, in 4., splendido esempl., proveniente dalla famosa Bibl. Syston Park nella collezione del Lozzi. Un esempl. nella Bibl. Palatina di Parma.

7. Bologna, per Henrico de Haerlem, 1485, a dì XX de novembre, in 4., caratteri gotici a due colonne, con segn. Hain n. 4830. Rarissima. Un esempl. nella Bibl. della R. Università di Bologna.

8. Venetia, per Bernardino de Novaria, 1487, die XIX dec., in 4. Bellissima ediz. col titolo: Cecho Asculano. L’esempl. della collez. Lozzi proviene dalla Bibl. Giuliari di Verona. Un esempl. nella Palatina di Parma; un altro nei Monumenta typografica dell’Olschki. Catalogo Manzoni n. 3578.

9. Venetia, Thomas de Piasis, 1492, in 4. Un esempl. nella collez. Lozzi. Hain n. 4832.

10. Ediz. senza data di luogo e d’impressore, 1500, die XII septembris in 4. oblungo. Collez. del Lozzi.

11. Venetia, per Iohanne Baptista Sessa, Anni del signore 1501, adì 15 de Zennaro; in 4., di carte 100 numerate solo nel retto, con questo titolo in carattere gotico: Lo illustro poeta Cecho Dascoli: con comento no / vamente trovato: et nobilmente historiato; revisto: / et emendato: et da molta incorrectione extirpato: et / da antiquo suo vestigio exemplato, etc. Ediz. piena di mende, con commento fino al cap. 2. del II Libro del Modenese Nicola Massetti. Esempl. nella collez. del Lozzi, il quale, descrivendola, dice: «Sono intercalate nel testo molte figure astronomiche e simboliche, rappresentanti le virtù, i vizi e i più notevoli tra gli animali. Questi intagli e segnatamente la figura di Cecco (nella silografia del titolo) rivelano la mano maestra di un incisore della scuola veneta, e probabilmente di Zuan Andrea, uno dei più valorosi allievi del Mantegna, e de’ più fecondi in questo genere d’illustrazione di libri a stampa. Ond’è che se questa edizione non vale gran cosa pel confuso Comento del Massetti, al quale il Gamba (Testi di lingua, al n. 789) rimprovera d’essersi fatto corruttore anzichè correttore [come] del Morgante Maggiore, poema cavalleresco di Luigi Pulci, nella edizione dello stesso Sessa (Venezia, 1502), essa acquista pregio singolare e merita d’essere segnalata per gl’intagli ond’è ornata, e specialmente per la maestosa figura di Cecco, desunta forse da qualche tradizionale suo ritratto. Vedasi ciò che ne dice l’illustre Duca di Rivoli, or Principe di Essling, il quale esaminando il mio esemplare ne prese nota pei suoi pregevolissimi lavori bibliografici».

12. Milano, per Giovan Angelo Scinzenzeler, 1505 addì 29 de Zenaro, in 4., fig. quasi simile alla precedente. Collez. Lozzi.

13. Milano, per Joanne de Castelliono, 1507 a dì 26 di aprile, in 4., fig. Un esempl. nella Bibl. Comunale di Ascoli Piceno; un altro nella collez. Lozzi.

14. Venetia, Sessa, 1510, in 4., fig.

15. Milano, Scinzenzeler, 1511, in 4., fig. Ristampa della 12.

16. Milano, per Johanne Angelo Scinzenzeiler (sic), 1514 a dì 17 de novembre, in 4., fig. Collez. Lozzi.

17. Venetia, per Marchio Sessa e Pietro di Ravani, 1516, in 4., gr., fig. Collez. Lozzi. Un altro esempl. nella Bibl. Reale di Torino.

18. Venezia, Tacuino de Trino, 1519 adì XX di mazo (sic), in 8., fig. Collez. Lozzi.

19. Milano, Scinzenzeler, 1521, in 4., picc. fig. Un esempl. nella collez. Lozzi; un altro nella B. Palatina di Parma.

20. Venetia, 1524, in 4., fig. Menzionata dal solo Brunet.

21. Venetia, per Giovanni Andrea Vavassore detto Guadagnino, 1532, a dì 4 decembris, in 8., picc. Collez. Lozzi. Un esempl. nel Catalogo del libraio Dario Rossi.

22. Vinegia, per Francesco Bindoni et Mapheo Pasini, compagni, 1535, del mese di settembre, in 8., fig. Collez. Lozzi.

23. Venezia, Giovanni Andrea detto Guadagnino Vavassore, 1546, in 8., picc., fig. Ristampa di quella del 1532. Un esempl. nella Bibl. Governativa di Lucca.

24. Venetia, per Candido de Benedetto Bendoni, 1550, in 8., picc., fig. Collez. Lozzi. Un esempl. Bibl. Nazionale di Torino.

25. Venezia 1820. L’Acerba di Cecco d’Ascoli, in Parnaso italiano dell’Andreola, vol. XII, in 8., pic., solo testo, arbitrariamente ammodernato e racconcio.

Explore with AITake your curiosity a little further.

Reading settings