I CODICI DELL’ACERBA
Reading edition
Firenze — R. Biblioteca Mediceo — Laurenziana:
1. Codice N. 52, Pl. XL, di dim. 0.201 per 0.277, di ff. scritti 84, non compresa la prima di guardia, sul cui verso è delineato l’albero della virtù. Nel f. 1. verso, è dipinto un ricco stemma; sul f. 2 recto, un ritratto che vuolsi rappresenti Cecco. Quasi ogni f. è ornato riccamente di figure simboliche, dipinte a colori con eleganza. MS. membranaceo della prima metà del sec. XIV; ed è il testo seguito in questa lezione.
2. Cod. N. 51, Pl. XL, cartaceo, di dim. 0.215 per 0.283, di ff. s. 99. Titoli rubricati, con fig. colorate. Sec. XV.
3. Cod. N. 39, Pl. XLI, cart., di dim. 0.220 per 0.288, di ff. s. 67. Contiene frammenti dell’Acerba e altri scritti. Principio del sec. XV.
4. Cod. N. 23, Pl. LXXVIII, parte membr. parte cart., di dim. 0.210 per 0.275, di ff. s. 256. Miscellaneo, in parte del sec. XIV, in parte del sec. XV. L’Acerba è mutila in principio e in fine, senza titolo nè soscrizioni: seconda metà del sec. XIV.
5. Cod. N. 111, Pl. 89 sup.; membr. con larghiss. margini, di dim. 0.244 per 0.356, di ff. s. 88, senza soscrizione. Lettere iniziali dei versi rubricate; iniziali dei canti e dei libri ornate di fregi a penna, rossi e azzurri. Sec. XIV.
6. Cod. N. 370, Laurenz. Ashburnh., cart., di dim. 0.132 per 0.209, di ff. s. 100. Manca di titolo e soscrizione; in fine, mutilo. Margini delle prime carte con note esplicative del testo, in latino. Qualche rozza figura. Sec. XV.
7. Cod. N. 1223 Laurenz. Ashburnh.; membr. elegante, di dim. 0.149 per 0.209, di ff. s. 88. Il testo comincia col f. 3., la cui prima iniziale contiene un ritratto di Cecco e, nel margine inferiore, uno stemma. Iniziali miniate, con fregi a quelle dei capit. e talora a quelle delle strofe. Fine del sec. XIV.
8. Cod. N. 1225 Laur. Ashb.; cart., di dim. 0.140 per 0.216, di ff. 100. Titoli dei lib. e capit. rubricati; iniziali ornate di fregi a penna. Sec. XIV.
9. Cod. N. 1724 Laur. Ashb.; cart., di dim. 0.160 per 0.242, di ff. s. 118. Titoli dei capit. non rubricati. Alcuni commenti marginali. Sec. XV.
10. Cod. N. 2, Pl. XLI; membr., di dim. 0.261 per 0.364, di ff. s. 50. Ha un frammento dell’Acerba. Sec. XIV.
Firenze — Biblioteca Nazionale:
Cod. N. 436 della R. Bibl. Palatina. N. 71 della nuova numerazione. Cart. in fol. del sec. XV, mancante in principio almeno di una carta, in cui aveano a essere scritti i primi 60 versi, col tit. del poema: e invece la prima c. contiene gli ultimi due versi dell’8. capit., il 9. capit. e i primi versi del 10., e tutto ciò doppio a c. 15 e 16. Mancano in fine le c. 86 e 87. Rubriche rosse, grandi iniz. rosse o turchine, con fregi e filettature, e maiuscole tratteggiate anche in rosso. A carte 88, dove finisce l’Acerba, si legge: «Finito Deo gratiasse amen, per me Andrea Benozzi da Firenze, nella cità d’Ascoli, anni dni MCCCCXLIIII». Alla fine è un canto di frate Iacopone. Descritto e illustr. da F. Palermo, in I Manoscritti Palatini di Firenze, Tip. Galileiana, 1860, vol. II, pagg. 163-258. Il Bariola ne enumera altri 5 nella Magliabechiana.
Firenze — Bibl. Riccardiana. Il Bariola menziona i cod. 2732 e 2235, entrambi cart. in carattere corsivo, del sec. XV.
Firenze — Bibl. particolare del Principe Strozzi: Cod. cart. in fol., miscellaneo, contenente l’Acerba. Sec. XV.
Firenze — Libreria antiquaria del Sig. Cav. Leo S. Olschki: MS. cartaceo, pervenutogli dall’Inghilterra, in fol., di dim. 0.305 per 0.212, di ff. 82. Rubriche in rosso, con soscrizione; inelegante. Ultimi anni del sec. XIV. (C. Mazzi, Un Codice sconosciuto dell’Acerba, in «La Bibliofilia» di L. S. Olschki, vol. II, Febbraio-Marzo, 1901).
Bologna — R. Biblioteca Universitaria:
1. Cod. N. 1, cart. in 4. di ff. 72 non rileg. Sec. XV (1462?).
2. Cod. N. 2346, cart. in fol. di ff. 81 n. e 5 non n. Proveniente dalla Bibl. di S. Salvatore. Sec. XV?
3. Cod. N. 448, cart. in fol. di ff. non n. 66. Proveniente dalla Bibl. del Conte Cornelio Pepoli. Sec. XV.
Torino — Biblioteca privata del Re:
Cod. N. 120, membr., di dim. 0.270 per 0.188, di ff. 69, mancante di rubriche iniziali e finali. Sec. XIV. Illustrato dal Prof. R. Renier., in Giorn. stor. d. Lett. ital., vol. I, A. I, 1883, fas. 2. pagg. 301-305.
Milano — Biblioteca Trivulziana:
1. Codice N. 914, cart. in 8., Sec. XV. (Descritto dal Quadrio, Stor. e Rag. d’ogni poesia, T. VI. p. 40).
2. Cod. N. 1020, cart. in f.; mutilo, con fig. Sec. XV.
3. Cod. N. 1021, cart. in f. con fig. — Sec. XV.
Biblioteca Ambrosiana:
1. Cod. B. N. 156, sup., cart., di ff. 71 con fig. e soscrizione. Sec. XV.
2. Cod. V. N. 13, cart., di dim. 0.20 per 0.30, con fregi e soscriz. Sec. XV.
Modena — R. Biblioteca Estense:
1. Cod. estense XII. DD. 22; cart. di ff. 85 num. con rubr. Sec. XV (1457-58).
2. Cod. estense X. D. 32; cart., di ff. 90 non num. con rubr. Mutilo in principio; adespoto, anepigrafo. Fine del Sec. XV.
Parma — R. Biblioteca Palatina:
Cod. in f.; cart., di ff. 68, senza titolo. Forse del Paciaudi. Fine Sec. XV.
Ravenna — Biblioteca Classense:
Cod. N. 139. 2. I; cart., di ff. n. 144; di dim. 0.15 per 0.20; carattere minutissimo. Miscellaneo. Sec. XV.
Roma — R. Biblioteca Casanatense:
1. Cod. d. V. 1. (N. 78). Miscellanei. Sec. XV. Il Cod. N. 82 è quello seguito da noi in questa edizione.
2. Cod. d. IV. 3. (N. 82).
3. Cod. d. V. 5. (N. 433).
Biblioteca Vaticana:
Cod. Vaticano-Urbinate N. 697; cart., di ff. 110 num. Cent. 29 per 22.5, Miscellaneo, di bella mano. Sec. XIV.
Biblioteca Boncompagni:
1. Cod. in 4. piccolo, di ff. 136 n. cartacei, meno il 1. e l’ultimo che son membr. Miscellaneo. Sec. XV.
2. Cod. cart. in f. di 97 ff. n. Sec XV. (Entrambi descritti nel Catalogo di questa Biblioteca fatto dal Narducci, pagg. 155-56). La biblioteca, però, fu dispersa.
Parigi — Biblioteca Nazionale. Ha tre Cod. (Giuseppe Mazzatinti, Manoscritti italiani delle Bibl. di Francia. Ministero della P. I.; Indici e Cataloghi. Vol. I. p. 113):
1. 576 (7784; Sec. XV). L’Acerba di Cecco d’Ascoli.
2. 577. (7785; Sec. XV; Luigi di Rodolfo Pomozzi fiorentino; Mazarino). L’Acerba di C. d’A.
3. 579. (7264; Sec. XIV; Celso Cittadini); con note marginali.
Spagna — Iosè Amador de Los Rios (Obras de Don Inigo Lopez de Mendoza marques de Santillana, Madrid, 1852), parlando della vita del poeta castigliano Inigo Lopez (1398-1458), dice che questi fece trarre in Italia un pregevole Codice dell’Acerba, col titolo: De proprietatibus rerum. Ma ora non si sa dove questo Cod. sia andato a finire.
Germania — Cod. del 1475 nel R. Gabinetto delle stampe di Berlino. Miniato. (B. Wiese ed E. Pércopo, Storia della Lett. ital., Torino, Un. Tip. Ed. Tor. 1904).
Un altro cod. del sec. XIV esisterebbe ad Amburgo (citato dal Bariola come prezioso).