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Storia della Repubblica di Firenze v. 3/3

TAVOLA DEI NOMI E DELLE MATERIE. (continued 3)

Reading edition

Sforza Giangaleazzo. Suoi aiuti ai Fiorentini in guerra con Sisto IV, B 387.

Sforza Lodovico detto il Moro. Viene in Lunigiana, B 393. Piglia la protezione di Pisa contro i Fiorentini, C 34. Favorisce Lorenzo e Giovanni di Pierfrancesco de’ Medici, 39. Aiuta i Fiorentini nella guerra contro Pisa, 65.

Siena. Vi si ricovrano i ghibellini di Firenze, A 41; indi i Ciompi e altri usciti Fiorentini, B 41, 42. Battuta dai Fiorentini, 70. Nuova impresa da essi tentata contro di lei, C 34.

Sigillo del Comune, A 138.

Sigismondo re d’Ungheria poi imperatore. La Repubblica gli manda ambasciatori, B 84, 132. Implora l’aiuto di lui contro il Duca di Milano, 172. Differenze ed accordi con esso, 201, 202. — Ved. Scolari Filippo.

Signa. È invasa da Castruccio, che vi fa battere moneta d’oro, A 194, 195; poi la smantella, 196. Vi soggiorna Carlo VIII, C 14, 15. — Ved. Barbiano (da) Alberico.

Signorelli Bino. Appicca pratiche d’accordo col Principe d’Orange, C 290, 381.

Signorelli Ottaviano. Amico a Malatesta Baglioni, muore nell’Assedio, C 285.

Signoria (Priori e Gonfaloniere di giustizia). Si fonda il palagio del Popolo per sua abitazione, A 104. Si comincia a trarla a sorte, 188. Come fosse costituita, 203, 204. Spese annue per il mantenimento suo e della sua famiglia, 256. Sua Loggia, 369. È fatta a mano poi si ricomincia a trarla a sorte, B 315. Se ne rialza la dignità; suo Proposto, 321. Si torna a rifarla a mano, 320; e di nuovo a trarla a sorte, 334. Nuovamente a mano, 342, 364. È scelta dall’Ordine dei Settanta, 404; poi non più, 421. Va a offerta alla chiesa di San Giovanni il giorno di quel Santo, 533. Nuove riforme, C 26, 125, 132. Si ordina ch’ella segga tre mesi, 215. Abolita, 325. Giorno in cui cessa, 327.

Signoria (Piazza della). S’apre sulle rovine delle case degli Uberti, A 179. È sgombrata d’ogni impedimento, B 321. Come fosse addobbata e ciò che vi si facesse il giorno di San Giovanni, 532.

Siminetti. Arsione delle loro case, B 13.

Siminetti Bartolo detto Mastino. Dà nome a una legge fatta in favore della Parte Guelfa, A 316, 317. Messo a morte, B 41.

Simoncino detto Bugigatto, uno dei Ciompi. Preso e torturato, poi messo in libertà, B 17-19.

Simone di Biagio, corazzaio. Egli ed un suo figliuolo son morti e straziati dal popolo, B 48.

Sindaci dei cessanti e fuggitivi. B 485.

Sisto IV (Francesco della Rovere). Come cominciassero le nimicizie tra esso e Lorenzo de’ Medici, B 360, 361. Qual parte avesse nella Congiura de’ Pazzi, 370. Suoi atti dopo scoppiata la Congiura, 380-384. Dichiara la guerra alla Repubblica ove non cacci Lorenzo, 385, 386. Condizioni che offre per la pace, rifiutate, 389-391. Assolve la Repubblica, 402. Questa cerca promuovere un Concilio contro di lui, 410, 411. Lascia i Veneziani e passa alla parte dei Fiorentini nella guerra col Duca di Ferrara, 412. Istruzioni a un suo ambasciatore al Re di Napoli, trovandosi a quella corte Lorenzo de’ Medici, 559-563.

Smeducci Bartolommeo. A lui fu voce che i Ciompi volessero vender Firenze, B 31.

Soderini. Vanno in esilio, A 52. Arsione delle loro case, B 13. Restituiti in patria, C 131. Fatti ribelli, 157.

Soderini Francesco. Ambasciatore a Sisto IV, B 402. Accompagna Carlo VIII nell’impresa del Regno, C 19. Fatto Cardinale, 92. Ha grandi benefizi in Francia, 103. Favorisce l’elezione del cardinale Giovanni de’ Medici al pontificato, 131. Cerca mutare lo Stato di Firenze, 154. Chiuso in Castel Sant’Angelo, 161.

Soderini Gian Battista. Sua morte, C 221. Ricordato con lode, 261, 262.

Soderini Giovan Vittorio. Oratore all’imperatore Massimiliano, C 108.

Soderini Lorenzo. Impiccato, C 286.

Soderini Luigi. Decapitato, C 308.

Soderini Niccolò. Devoto di Caterina da Siena, A 337.

Soderini Niccolò. Cerca l’abbassamento dei Medici per restaurare la libertà, B 333. Suo gonfalonierato, 334, 335. Accende gli animi della parte avversa ai Medici, 340. Vuol muovere a rumore la plebe, 341. Confinato, 342. Assegno fattogli dalla repubblica di Venezia, 343.

Soderini Paolantonio. Commissario in campo contro Pisa, C 67. Vi muore, ivi.

Soderini Paolantonio, C 92.

Soderini Piero. Gonfaloniere a vita, C 91, 92, 99, 103, 111, 115, 119-123. Va in Ragusi, 123; indi a Roma e vi muore, 131. È dannata la sua memoria, 157.

Soderini Tommaso. Amico a Piero de’ Medici, B 335. Oratore a Venezia, 348. Un suo figliuolo è sbandito, 350. Dell’esperienza e del nome di lui si vale Lorenzo de’ Medici, 354. Due altre volte oratore a Venezia, 363, 392.

Soderini Tommaso. Contrasta il gonfalonierato a Niccolò Capponi, C 215. Ambasciatore a Carlo V, 236-237. Va a Lucca, 238.

Soldanieri. Fuorusciti di Firenze, è loro inibito il ritorno, A 76.

Soldanieri Gianni. Tradisce i grandi, accostandosi col popolo, A 59.

Soiana. All’assedio di quel castello muore Pier Capponi, C 36.

Soria. Vi si consumano panni fiorentini, B 140.

Spadai (Porta degli). Rotta dai fuorusciti bianchi, A 135.

Spagnoli all’assedio di Firenze. Si distendono dalle Campora fin sotto Marignolle e a Bellosguardo, e da Monte Olivato a Scandicci, C 257. Una loro banda è distrutta dal Ferruccio, 262.

Specchio del libro dei debitori del Comune, B 207, 208.

Spedito. Degli Anziani, A 45. Consiglia di muover l’oste contro Siena, 46. Gli è rinfacciato il consiglio da Tegghiaio Aldobrandi, ivi.

Speziali. Numero delle loro botteghe in Firenze, A 251.

Spini. Vanno in esilio, A 52. Banchieri del Papa in Roma, 109, 113. Seguono la parte dei neri, 119. Creditori di papa Giovanni XXIII, B 139.

Spini Geri. Uno dei capi de’ grandi, A 104. Segue la parte dei Donati, 107. Confinato, 110. Uno de’ capi della parte dei guelfi neri, 126. Va a papa Benedetto XI, 134. Con lui tratta il Cardinale degli Orsini venuto contro Firenze, 139. Spedisce un messo ad Arrigo VII, 156.

Spini Ridolfo. Dà un convito in onta del Savonarola e suoi seguaci, C 47. Degli Otto di guardia e balìa, 54.

Spini Ugo. Dei primi Priori cacciato il Duca d’Atene, A 422.

Spinola Francesco. Capitano dei Genovesi, fatto prigione dai Fiorentini, B 199.

Spinola Gherardino. Ha guerra con la Repubblica, A 207.

Spoleto. Si ribella alla Chiesa coll’aiuto dei Fiorentini, A 326.

Squarcialapi. — Ved. Mortennana.

Squittinio. Dell’anno 1328, A 202, 203. Del 1342, 237, 238. Del 1343, 242. Del 1378, B 27. Del 1381, 515, 516. Del 1382, 52. Del 1385, 514. Del 1391, 515, 516. Del 1396, 516-518. Del 1444, detto del fiordaliso, 282. Del 1465, 334. Del 1495, C 24. Del 1530, 312.

Stabili Francesco. Arso in Firenze; cenni della sua vita e opere, A 174, 204-205.

Stampàce, Rocca di Pisa. Presa dai Fiorentini, C 66.

Statuti. Loro riforma, B 145.

Stefani Marchionne. Dei Dieci di Libertà, A 318. Uno dei commissari fiorentini in Bologna, nella guerra con Gregorio XI, 330. Suo dubbio animo verso Caterina da Siena, 337. Si mostra acerbo a Giannozzo Sacchetti, B 40. È a parte dello Stato dopo la cacciata dei Ciompi, 45. Della sua Cronaca, 231-232. Ascritto alle Arti minori, 232.

Stefano IX. Muore in Firenze, A 8.

Stefano duca di Baviera. Ha denari dalla Repubblica per scendere in Italia contro il Conte di Virtù, B 67.

Stilicone. Rompe le genti di Radagasio presso Fiesole, A 2.

Stinche (Carcere delle). Donde avesse un tal nome, A 132-133. Data della sua edificazione, 179. Entrata che ne veniva in Comune, 255. Rotto dal popolo, C 131, 132.

Stinche (Soprastanti delle). Ordine ad essi dato, B 490.

Strada (da) Zanobi, poeta. Coronato dall’imperatore Carlo IV, A 368.

Strinati Neri. Sua Cronichetta, ricordata, A 191.

Strozzi. Tengono la parte dei guelfi neri, A 126. Uno di essi congiura contro lo Stato, B 40. Un altro è giustiziato, 42. Due sbanditi, 81. Imparentati con Cosimo dei Medici, 209. Bando dato a un altro di loro, B 350.

Strozzi (Palazzo degli). — Ved. Pollaiolo (del) Simone.

Strozzi Andrea. Suo attentato per farsi signore di Firenze, A 239.

Strozzi Bernardo detto Cattivanza. Fatto prigione a Gavinana, C 295.

Strozzi Carlo. È tra i maggiori della Parte Guelfa, B 12. Manomesso da un popolano, ivi. Gli sono arse le case, 13. Tumultua coi compagni tornato in patria dal bando del 1378, 52-53. — Ved. Strozzi Maddalena.

Strozzi Filippo. Va a Napoli a chiedere un salvacondotto per Lorenzo de’ Medici, B 396. Altre notizie di lui, C 118, 119.

Strozzi Filippo di Filippo. Condannato in denari e confinato, C 119. Oratore a Francesco I di Francia, 138. Con lui si consiglia Lorenzo de’ Medici duca d’Urbino, 144. Altre notizie di lui e sue qualità, 155, 166. Si adonta di servire a Ippolito e Alessandro de’ Medici, 209. Si adira con Clemente VII, 212. Accompagna Ippolito e Alessandro nella loro partenza da Firenze, e accusa che gli vien fatta, 213. Va ai suoi banchi di Lione, 219. È infermo in Lucca, poi va a Roma, 249. Sospetto al Papa, 313. Ragiona con lui della forma da dare al governo di Firenze, 322, 323. Viene a Firenze e si adopra a favore del Principato, 324. Brevi notizie di lui sotto Cosimo I, 329, 330.

Strozzi Giovambatista. È ai servigi degli oratori fiorentini presso il Principe d’Orange, C 375.

Strozzi Leone. Visita Filippo suo padre infermo in Lucca, C 249. S’acquista fama nelle armi, 239.

Strozzi Lorenzo. Sua Vita di Palla Strozzi, ricordata, B 223.

Strozzi Lorenzo. Oratore al Principe d’Orango in compagnia di Rosso Buondelmonte e loro lettere ai Dieci, C 246, 370. Torna a Firenze, 370. Va a capitolare nel Campo Cesareo sotto Firenze, 299.

Strozzi Maddalena di Carlo. Si marita a Luchino Novello dei Visconti, B 53.

Strozzi Marcello. Oratore a Venezia, B 186. Insegna leggi nello Studio Fiorentino, 234.

Strozzi Marco. Commissario di Volterra con Gian Battista Gondi, C 288.

Strozzi Matteo. Oratore a Carlo V, C 236, 237. Va in Venezia ai suoi banchi, 238.

Strozzi Palla. È dei maggiori dello Stato, B 150. Oratore a Venezia, 172; a Ferrara, 177. Commissario a Volterra, 184. De’ Dieci della guerra, 188. Sua ricchezza, 222. Sua Vita scritta da Lorenzo Strozzi, ricordata, 222-223. Bandito, 248. Muore, ivi. — Ved. Parentucelli Tommaso. Pandolfini Agnolo, Santa Trinità.

Strozzi Pazzino. Oratore a Carlo IV, A 398.

Strozzi Piero. Visita Filippo suo padre infermo in Lucca, C 249. Impresa di lui e degli altri fuorusciti contro Cosimo I de’ Medici, 329.

Strozzi Roberto. Visita Filippo suo padre infermo in Lucca, C 249.

Strozzi Smeraldo. Eccettuato da una sentenza di remozione dagli uffici, B 472.

Strozzi Tommaso. Parte che ebbe nei moti del 1378, B 19, 20, 24, 25. Uno dei capi dello Stato dopo la caduta dei Ciompi, 39, 46. Va a Mantova ove trapianta un ramo della sua famiglia, 48.

Studio Fiorentino. Sua istituzione, A 368; e altre notizie del medesimo, ivi. B 234, 235, C 29.

Suriano Antonio. Oratore Veneto in Firenze, C 228.

Susinana (da) Maghinardo. Prende in moglie una dei Tosinghi, A 77.

T.

Tafi Andrea, A 177.

Talamone. A quel porto avviano i commerci i Fiorentini per levarli da Porto Pisano, A 300-302; poi si rimuovono da tal proposito, 309.

Tamburo de’ Grandi. — Ved. Grandi.

Taranto (Principe di), fratello del re Roberto di Napoli, mandato da lui in aiuto dei Fiorentini, A 161. Un suo figliuolo muore alla battaglia di Montecatini, ivi.

Tarlati di Pietramala. Congiurano coi grandi di Firenze, A 222. Uno di quella famiglia è del Consiglio del Duca d’Atene in Firenze, 230. Tentano rientrare in Arezzo, ma vi si oppongono i Fiorentini, 331. Si mettono in protezione della Repubblica, B 156.

Tarlati Giantedesco. Va in aiuto dei Senesi contro i Fiorentini, B 65.

Tarlati Guido, vescovo d’Arezzo. Reca danni a’ Fiorentini durante la guerra tra essi e Castruccio, A 196. Nasce da una donna de’ Frescobaldi, 222.

Tarlati Marco. Cede a’ Fiorentini Anghiari e altre castella di Val di Tevere, B 58.

Tarlati Pier Saccone. Cede Arezzo ai Fiorentini, A 213, 214. Nasce da una donna de’ Frescobaldi, 222. — Ved. Scarperia.

Tartaglia. Sue differenze con Sforza Attendolo, composte da Gino Capponi, B 106, 109, 110.

Tavola. — Ved. Catasto.

Tedaldi Bartolo. Commissario in Volterra, C 278. Gli è dato lo scambio, 288.

Tenedo. Per la distruzione di quell’isola fanno un deposito i Veneziani in mano dei Fiorentini, B 58, 59.

Terranuova nel Valdarno. Fondata dai Fiorentini, A 215.

Tessa serva della famiglia Portinari. Alla sua pietà si deve la prima origine dello Spedale di Santa Maria Nuova, A 179, 180.

Tessa o Contessa. Nome proprio di donna, comune in Firenze, e perchè, A 11.

Tharbes (Vescovo di). Ambasciatore del Re di Francia a Clemente VII, durante l’assedio di Firenze, C 273-276.

Tincherari Matteo. Esecutore degli Ordinamenti di Giustizia, B 507.

Tinucci Niccolò. Sua Esamina citata, B 188. Non è da porre in essa gran fede, 207.

Tira (Il). Uno dei Ciompi, cassato dall’ufficio dei Priori, B 36.

Tizzana. Vi pone il campo Giovanni Aguto capitano dei Fiorentini, B 71.

Tizzoni. Nelle case di quella famiglia abitava il Capitano del Popolo, A 79.

Todi. Si ribella alla Chiesa coll’aiuto dei Fiorentini, A 326.

Tolentino (da) Niccolò. Al soldo dei Fiorentini, B 177, 199, 200. Grande amico a Cosimo de’ Medici, 207. Rinchiuso questi in Palagio, vorrebbe venire a liberarlo, 212. Sua morte ed esequie fattegli in Firenze, 219, 220.

Tolosini Nastasio. Dei primi Priori, cacciato il Duca d’Atene, A 422.

Tomacelli Marino. Oratore del Re di Napoli in Firenze, B 338.

Tonti Pierantonio da Pistoia. Muore a Gavinana, C 384.

Toppo (Pieve al). Gli Aretini vi sconfiggono i Senesi collegati della Repubblica, A 84.

Tornabuoni. Come divengano ricchi, B 315.

Tornabuoni Giovanni zio di Lorenzo de’ Medici. Cura in Roma le ragioni di quella Casa, B 360.

Tornabuoni Giovanni. Sta fuori di Firenze e gli è intimato il ritorno, C 249.

Tornabuoni Lorenzo. Decapitato, C 40, 41.

Tornabuoni Lucrezia, moglie di Piero di Cosimo de’ Medici, B 327. Ricordata in una lettera di Dietisalvi Neroni, 344. Suoi componimenti poetici ricordati, 352.

Tornaquinci. Vanno in esilio, A 52. Loro case ricordate, 60. Sono in guerra coi Rossi, 92. Seguono la parte dei Donati, 107. Fanno grandissimi mali essendo in Firenze Carlo di Valois, 122. Tengono la parte dei guelfi neri, 126.

Tornaquinci Giovanni. Muore con un figliuolo e altri di quella famiglia a Montaperti, A 50.

Tornaquinci Ugolino. Suo consiglio circa al rispondere agli oratori di Arrigo VII, A 146.

Torre (Ufficiali di), B 529.

Torre del Gallo presso Firenze. Vi alloggiano gl’Imperiali col conte Pier Maria da San Secondo, C 25.

Toscana. Soggetta ai Goti, A 2. Viene in retaggio alla Contessa Matilde, 8. Qual fosse l’autorità dei suoi Duchi e Marchesi, 17. Forma una Lega guelfa, 19. Torna ghibellina, 55. Formazione della sua lingua, e vita che vi pigliano le lettere, 341-345. Governata da una Reggenza dopo l’estinzione della Dinastia Medicea, C 336. Suo stato sotto i Lorenesi, ivi-339. Parte da essa presa nei moti per il riscatto nazionale, 339, 340.

Toscanelli Paolo. Notizie di lui e delle sue opere, B 435, 436.

Toscani Matteo. Potestà di Firenze, B 378, 555.

Toschi famiglia. Arsione delle loro case, A 130.

Tosinghi. È abbattuto il loro edifizio detto il Palazzo, in Mercato Vecchio, A 33. Vanno in esilio, 52. Loro brighe con gli Adimari, 73. Mercanti in Ungheria, B 134. — Ved. Della Tosa. Susinana (da) Maghinardo.

Tosinghi Baschiera. Tenta con gli altri fuorusciti bianchi un’impresa contro Firenze, A 134, 135.

Tosinghi Ceccotto. Sue imprese in compagnia del Ferruccio, C 262. Parere da esso reso in Consiglio negli ultimi giorni dell’Assedio, 298.

Totila. Non è vero che fosse sconfitto a Fiesole, A 2. Assedia Firenze, ivi.

Tranchedini Nicodemo. Oratore del Duca di Milano in Firenze e consigliere di Piero de’ Medici, B 338.

Trasimeno (Lago). Cagione di brighe tra i Fiorentini e i Perugini, A 29.

Tratte. — Ved. Imborsazioni.

Traversari Ambrogio. Notizie di lui e de’ suoi scritti, B 235, 236.

Trentasei (Ufficio dei), A 59.

Trinci di Foligno. Raccomandati della Repubblica, B 156.

Trinciavegli Albizzo. Ambasciatore a Siena, A 42.

Trivulzio Giovan Giacomo. — Ved. Buondelmonti Benedetto.

U.

Ubaldini. Favoriscono i fuorusciti bianchi di Firenze, A 133. Imprese della Repubblica contro di loro, 137, 216. Congiurano coi grandi di Firenze, 222. Mandano doni al Duca d’Atene, 230. I Fiorentini finiscono di abbattere la loro potenza, 320. Rialzano il capo, B 91. — Ved. Adimari Bindo. Ostale.

Ubaldini Giovanni. Viene in aiuto de’ Senesi contro i Fiorentini, B 65. Muore, ivi.

Ubaldini Ottaviano, cardinale. È dei capi di parte ghibellina, A 32. Fa gran festa della sconfitta dei Fiorentini a Montaperti, 53. Sua predizione circa i ghibellini di Firenze, 65. Uno dei primi poeti toscani, 173. Atto col quale, in forza d’un Breve di Clemente IV, che ivi si riporta, assolve la Repubblica dalle censure incorse essendo ella in dipendenza del Re Manfredi, 373-377.

Ubaldini da Gagliano (degli) fra Roberto, C 57.

Uberti. Suscitano le discordie civili, A 15, 16. Nemici ai Buondelmonti, 27. Insolentiscono contro il popolo; questo si leva contro di loro e gli altri nobili, 34, 35. Si ricovrano a Siena, 41. Mettono a rumore Firenze, 59. Alcuni di loro morti o presi; atto eroico d’uno di loro, 66, 67. Condotti a Firenze e chiusi nella torre del Palagio, 67. Si riconciliano coi Buondelmonti, 73. Esclusi dal tornare in Firenze, 76. Tre di loro muoiono a Campaldino, 87. Uno difende Pistoia contro i Fiorentini e i Lucchesi, 125. La plebe bacia le loro armi in Firenze, 128. Uno di loro è tra i quattordici caporali bianchi richiamati dal Cardinale da Prato, 130. Tengono grande stato fuor di Firenze, 134. Magnificati nelle Cronache del Malespini e del Villani, 429, 430. — Ved. Signoria (Piazza della).

Uberti Azzolino. Decapitato, A 70.

Uberti Farinata. È dei capi di parte ghibellina, A 32. Capo dell’ambasceria dei fuorusciti al Re Manfredi, 43. Inganno teso da lui ai Fiorentini, 45. S’oppone agli altri ghibellini che volean distrugger Firenze, 53, 54. Rammentato per l’ultima volta nelle Storie, 54. I suoi figliuoli e congiunti sono esclusi dal tornare in Firenze, 74. — Ved. Cavalcanti Cavalcante.

Uberti Fazio, A 368.

Uberti Lapo, poeta, A 173.

Uberti Neracozzo. Decapitato, A 70.

Uberti Piero, soprannominato l’Asino. Uccide Cece de’ Buondelmonti, A 54, 55.

Uberti Schiatta. Prende parte alla uccisione di Buondelmonte dei Buondelmonti, A 27.

Uberti Schiattuzzo. Ucciso a furia di popolo, A 41.

Uberti Tolosato. Capitano di Pistoia, A 134. Tenta cogli altri fuorusciti bianchi un’impresa contro Firenze, ivi-136.

Uberti Uberto. Ha mozzo il capo, A 41.

Ubertini (Conti). È loro vietato di accostarsi ad Arezzo, A 215. Mandano doni al Duca d’Atene, 230. Si danno in accomandigia ai Fiorentini, B 58. Fatti ribelli, 81. La Repubblica manda gente contro di loro, 93.

Ubertini Buoso, vescovo d’Arezzo. È del Consiglio del Duca d’Atene in Firenze, A 230.

Ubertini Guglielmo o Guglielmino, vescovo d’Arezzo. Capo di parte ghibellina, A 82, 83. È nell’oste dei ghibellini a Campaldino e vi è morto, 84, 85, 87.

Uccello Paolo. Dipinge l’effigie di Giovanni Aguto nel Duomo di Firenze, B 82.

Uffici estrinseci. Loro nomi, ordine e attribuzioni, B 530, 531. Riforma d’alcuni di essi. — Ved. ai respettivi nomi.

Uffici intrinseci. — Ved. ai respettivi nomi.

Ugo marchese di Toscana. Fondatore di badie, A 26.

Ugolini Baccio. Oratore a Basilea, B 411.

Ugolino, lanaiuolo. I Ciompi gli ardono le case, B 19.

Ulrico marchese di Toscana, A 13.

Ungheria. Vi hanno grande commercio i Fiorentini, B 134. Vi edifica chiese e altri luoghi per il culto Filippo Scolari, 135.

Uomini da bene. Parte politica in Firenze, B 210.

Urbano V. S’intromette per una pace tra i Fiorentini e i Pisani, A 307. Stringe lega con la Repubblica contro le compagnie di ventura, 308, 310. Oratori della Repubblica a lui, 315.

Urbano VI. Gli sono inviati oratori dai Fiorentini, A 340. Pace tra esso e la Repubblica, B 15.

Urbino (Conte d’). — Ved. Montefeltro (di) Antonio e Guidantonio.

Urbino (Vescovo d’). Mandato da Gregorio XI in Firenze a praticare la pace tra lui e i Fiorentini, A 339.

Urbino (da) Gentile. Maestro di Lorenzo de’ Medici, B 352. Vescovo d’Arezzo, 354, 355.

Urlimbacca tedesco. Soldato caro ai Fiorentini; preso nella battaglia dell’Altopascio, A 193.

Usura. Vizio usuale in Firenze, B 6. Si fa una legge contro gli Ebrei che la esercitano, C 32.

Uzzano, castello dei Lucchesi. Viene in potere dei Fiorentini, B 257.

Uzzano (da) Giovanni. Sue Antiche scritture sul commercio dei Fiorentini, citate, B 141.

Uzzano (da) Niccolò. Gonfaloniere, B 78. Oratore a Venezia, 85. Prigione del Duca di Milano, 90. Riscattato, ivi. Tiene agenti di commercio in Ungheria, 134. Esecutore testamentario di Giovanni XXIII, 139. De’ Consoli di mare, 141. Uno dei capi dello Stato, 150. Sua grande autorità nei Consigli, 151 e segg. De’ Dieci della guerra, 158. Suoi concetti circa a una riforma dello Stato, 167-169. Mette innanzi la formazione del Catasto, e in che somma venga tassato, 179, 182. Si oppone al consiglio di muover guerra al Signore di Lucca, 186. Compiange la morte di Giovanni de’ Medici, 187. Muore, ivi. De’ Dieci della guerra, 188. Voce ch’ei si opponesse alla compra di Lucca da Francesco Sforza, 195. Lascia una parte d’eredità per la fabbrica di un Collegio da unirsi allo Studio, 235. — Ved. Cavalcanti Giovanni.

V.

Vacchereccia (Via). Incendio ivi successo, A 131.

Vada. Fortezza tolta da Ferdinando I d’Aragona ai Fiorentini e da essi recuperata, B 307.

Vaiai e Pellicciai (Arte dei), B 494.

Valacchi. Parte politica in Firenze, B 210.

Valdarno. Quegli uomini sono posti in libertà dalla Repubblica, A 216.

Valdarno inferiore. Riforme del suo vicariato, B 484, 493.

Val di Chiana. Occupata da Vitellozzo Vitelli, C 77.

Val di Lamone. Quegli uomini si oppongono al passaggio della Gran Compagnia per l’Appennino, A 296 e segg.

Val di Nievole. I Fiorentini n’ordinano il governo, A 261. Riforma del suo vicariato, B 484, 493.

Val di Pesa. Le dà il guasto Castruccio degli Interminelli, A 196.

Val di Tevere. — Ved. Tarlati Marco.

Valialla. Viene in potere della Repubblica, B 271.

Vallombrosa. — Ved. Giovanni Gualberto.

Vallombrosa (Abate di) della famiglia da Beccaria. Giustiziato, A 41.

Vallombrosani (Monaci). Cinque di loro fanno parte della famiglia del Palagio, A 204.

Valois (di) Carlo, A 113 e segg.

Valori, famiglia. Mercanti in Lione, C 310,

Valori Baccio. Commissario generale del Papa presso il Principe d’Orange, è dichiarato ribelle e traditore della patria, C 249. Arbitro del governo di Firenze con Malatesta Baglioni, 300. Ferma i capitoli di resa della città in nome del Papa, ivi, 301. Sua autorità dopo la capitolazione, 302-306. Resta solo a comandare, partito il Baglioni, 307 e segg. Va presidente della Romagna, 314. Viene in Firenze e pratica per farne assoluto signore Alessandro de’ Medici, 324, 325. Si tiene mal sodisfatto da quella famiglia e si mette tra i fuorusciti, 329. Sua fine, 330. — Ved. Giullari (Pian di). Gonzaga Ferrante. Medici Ippolito. Vettori Paolo.

Valori Bartolommeo. Sua risposta al re Ladislao, B 124. Oratore a Martino V, 137. Uno degli esecutori testamentari di Giovanni XXIII, 139. È tra i maggiori dello Stato, 150. — Ved. Giovanni XXIII.

Valori Francesco. Avverso ai Medici, C 13. Sta tutto col Savonarola, 35. Gonfaloniere, 38. Fa condannare a morte cinque dei primari cittadini, 41. Sua trista fine, 53-54. — Ved. Cambini Andrea.

Valori Francesco. Ambasciatore a Carlo V, C 318.

Varano (da) signori di Camerino. Vengono contro lo Stato di Firenze, B 345.

Varano (da) Ridolfo. Capitano di guerra della Repubblica nella guerra contro i Pisani, A 304; e in quella con Gregorio XI, 330. Si volta alla parte della Chiesa, 331.

Varchi Benedetto. Del suo Ercolano, B 466. Suo giudizio del Machiavelli, C 183; di Malatesta Baglioni, 291.

Vasari Giorgio. — Ved. Salviati Francesco.

Vasto (Marchese del). S’accampa sotto Firenze presso la porta a San Giorgio, C 257. Si mette intorno a Volterra, l’assalta e n’è respinto, 282.

Velluti Donato. Dei Priori creati dal Duca d’Atene, A 230. Ha mano in un’impresa contro Pistoia, 261. Ambasciatore a Siena, 263. Altre notizie di lui; sua Cronaca, ricordata, 271, 314.

Velluti Donato. Chiuso in carcere, B 222.

Venezia. Commercio che vi fanno i Fiorentini, B 140. Cosimo de’ Medici vi fa edificare la biblioteca dei Monaci Benedettini in San Giorgio, col disegno del Michelozzi, B 221. I Fiorentini vi hanno una Confraternita, C 310.

Veneziani. S’interpongono per la pace tra i Fiorentini e il re Ladislao di Napoli, B 125. Vogliono che i Fiorentini abbandonino i commerci d’Alessandria, 142. Paragone tra le due Repubbliche, 149, 150. Ambasciatori mandati ad essi dai Fiorentini, 172; e lega tra i due Stati, 173, 174. In compagnia dei Fiorentini sconfiggono i Genovesi, 199. Va oratore a loro Cosimo dei Medici, 207. Mandano oratori a Firenze a favore di lui, 215. Oratori mandati loro dalla Repubblica, B 249, 250, 256, 257. Rinnovan lega coi Fiorentini, 261, 262. Nuove legazioni dei Fiorentini a loro, 288, 304. Comincia la divisione aperta tra le due Repubbliche, 305. Non vorrebbero che i Fiorentini mandassero le loro galee in Levante, 335. Con essi cerca di far lega la parte avversa ai Medici, 339. Prendono alcune navi cariche di robe dei Fiorentini, 356; poi le rendono, 348. Fanno pace con loro, 349. Favoriscono la ribellione di Volterra, 358, 359. Nova lega tra essi e i Fiorentini, 363. Confortano i Fiorentini a rendere al Papa il Cardinale Riario, 382. Come li soccorressero nella guerra col Papa, 387, 392. Non entrano nella pace fatta tra i Fiorentini e il re Ferdinando di Napoli, 400. Pigliano la protezione dei Pisani contro della Repubblica, C 34, 36. Favoriscono il ritorno di Piero de’ Medici in Firenze, 40. Continuano ad aiutar Pisa, 64. Ritirano le loro genti dalla Toscana, 66. Sordi alle istanze dei Fiorentini che li richiedevano d’aiuti contro Carlo V ed il Papa, 240. Raccettano gli esuli Fiorentini dopo la caduta della Repubblica, 310. — Ved. Soderini Niccolò. Soderini Tommaso. Strozzi Marcello. Tenedo.

Ventiquattro cittadini creati a rivedere le sentenze di ammonizione proferite dai Capitani di Parte, A 314, B 1, 11.

Vergerio Pier Paolo. Insegna nello Studio Fiorentino, B 234.

Vernio (Contea di). Passa dai Cadolingi nei Conti Alberti e poi nei Bardi, A 215; che tengono la parte dei Medici contro la Repubblica, C 285.

Vernio (di) conte Nerone. Si cassano alcuni bandi e condanne fatte contro di lui, A 401.

Verrazzano (da) Bernardo. Uno dei Commissari della milizia cittadina in Firenze, C 299.

Verrazzano (da) Lodovico. Oratore a Venezia, B 249.

Verrucola. Viene alle mani dei Fiorentini, B 104.

Vescovo. L’aveva Firenze nel quarto secolo, A 3. Cacciato poi rimesso, 13. Donazioni fattegli dai nobili del contado, 29. Suo palazzo nuovo, ricordato, 376.

Vespucci Amerigo. Onore insolito reso a lui dalla Repubblica, C 115.

Vespucci Giovanni. Due volte rinchiuso nelle Stinche, B 283.

Vespucci Guidantonio. Ambasciatore a Luigi XI, B 390. Conchiude un trattato con Carlo VIII, C 34. Sta col Savonarola, 35. Tenta sottrarre a morte cinque dei primari cittadini, 41. Va nelle ambascerie, 88. Sua proposta nel Consiglio Grande, e che gliene avvenga, 89. Lettere dei Dieci di Balìa a lui e a Piero Capponi oratori in Francia, 343-345.

Vespucci Piero. Rinchiuso nelle Stinche, B 378.

Vettori. Consorti dei Capponi, B 101.

Vettori Andrea. Corre pericolo di una condanna capitale, B 101. Motteggiato dall’Aguto, 197.

Vettori Francesco. Oratore all’imperatore Massimiliano, C 103. Commissario in campo contro Francesco I, poi oratore a quel Re, 138. Consigliere di Lorenzo de’ Medici duca d’Urbino, ivi. Oratore a Clemente VII, 177. Si riporta il fine della sua Storia dove parla del Sacco di Roma, 182. Avverso al Principato, 209. Vive oscuro in Pistoia, 219. Di nuovo oratore al Pontefice, 246, 247. Gli è intimato il ritorno, 249. Torna dopo l’Assedio e la resa della città, 312-313. Si adonta di sottostare a Baccio Valori, 313. Di un suo Discorso intorno alla riforma dello Stato di Firenze, 321. Si accorda a farne assoluto signore Alessandro de’ Medici, 324. — Ved. Vettori Paolo.

Vettori Paolo. Egli e Francesco suo fratello e Baccio Valori costringono il gonfaloniere Soderini a uscire di Palagio, C 122. Deputato dai Medici alla guardia della Piazza e del Palagio, 125. Capitano dell’armata della Chiesa, 153. Sottoscrive una lega dello Stato di Firenze col Papa, con l’Imperatore e con altri, 161-162.

Vettori Piero. È tra i cittadini armatisi contro la Signoria negli ultimi giorni dell’Assedio, C 298.

Viareggio. Tolto dai Fiorentini ai Lucchesi, B 255.

Vicchio. Vi va ad albergo la Gran Compagnia, A 299.

Vico Pisano. Sostiene a lungo l’assedio dei Fiorentini, B 104.

Villani Giovanni. Erra, scrivendo che Arrigo IV venisse a Firenze da Siena, A 8. Sua prima età, 89, 90, 117. Si tocca della sua Cronaca, 172. Fa parte di una compagnia mercantile che tratta di comprar Lucca dai tedeschi ribellatisi a Lodovico il Bavaro, 207. Muore di peste, 248. Dimora più anni in Bruggia di Fiandra, 252. Confronto della sua Cronaca con quella del Malespini, 427, 432. Come chiamasse Marin Sanudo la lingua da lui adoperata, 465. — Ved. Compagni Dino.

Villani Filippo. Continuatore della Storia di Matteo suo padre, A 305. Illustra pubblicamente la Divina Commedia, B 234.

Villani Matteo. È il solo degli storici che parli largamente delle prime relazioni dei Fiorentini con l’imperatore Carlo IV, A 273-275. Avverso al magistrato di Parte Guelfa, 289. Muore, 305. Devoto a Niccolò Acciaiuoli gran siniscalco, 312. Ammonito, 313. Sua Cronaca citata, B 7, 8.

Vinci (da) Leonardo, B 436-438.

Visconti. Con loro fanno lega i Fiorentini, A 208.

Visconti Azzo. Viene in aiuto di Castruccio contro la Repubblica, A 193 e segg.

Visconti Bernabò. Manda aiuti ai Fiorentini contro la Gran Compagnia, A 300; poi a’ Samminiatesi contro i Fiorentini, 310. Ricordato a proposito di una congiura contro lo Stato di Firenze, 311. Con lui si collegano i Fiorentini, 324. Un suo ambasciatore offre di trattare la pace tra essi e Gregorio XI, 334. Entra egli mediatore per detta pace, 339.

Visconti Filippo Maria. Richiede i Fiorentini di pace, B 155. Manda oratori a Firenze, 157. Non vuol ricevere quelli inviatigli dalla Repubblica, ivi. Come conduca la guerra contro di essa, 175. Fa pace, 177. Manda oratori a Firenze, 192. Va oratore a lui Lorenzo di Giovanni de’ Medici, 193. Attraversa l’impresa dei Fiorentini contro Lucca, 195. Guerra tra lui e i Veneziani collegati dei Fiorentini, 198-202. Tien mano in una congiura contro di loro, 249. Fa pace e lega con essi, 251; rotta indi a poco, 252. Nuova guerra tra lui e i Fiorentini, 253, 263 e segg. Nuova pace, 274. Nuove ostilità tra i due Stati, 288, 289. Muore e sue qualità, 289, 290.

Visconti Gabriele Maria signore di Pisa. Ha un colloquio con Maso degli Albizzi, B 98. Suo accordo circa alla vendita di Pisa ai Fiorentini, 99.

Visconti Giangaleazzo, Conte di Virtù. Fa guerra alla Repubblica, B 64 e segg. Lodo pronunziato tra le due parti, 71, 72. Oratori inviatigli dalla Repubblica, 83. Muore, 91. — Ved. Ricci Giovanni. Salutati Coluccio.

Visconti Giovanni, arcivescovo di Milano. Sua guerra coi Fiorentini, A 261-266.

Visconti Giovanni da Oleggio. Sue imprese contro i Fiorentini, A 262, 263. Ricordato a proposito di una congiura contro lo Stato di Firenze, 311.

Visconti Luchino Novello. — Ved. Strozzi Maddalena.

Visconti Marco. Viene in Firenze a trattare la vendita di Lucca alla Repubblica, A 207.

Visconti Matteo. I Fiorentini soccorrono la Chiesa in guerra contro di lui, A 184.

Visdomini. Seguono la parte de’ Donati, A 107.

Visdomini Cerrettieri. Intimo del Duca d’Atene, A 230. Scampa al furore del popolo, 236.

Vitelleschi Giovanni, legato d’Eugenio IV in Firenze. Pratica un accordo tra Rinaldo degli Albizzi e la Signoria, B 228. Messo dai Fiorentini in disgrazia del Papa, 264.

Vitelli Alessandro. Chiamato dal cardinale Giulio de’ Medici alla guardia della sua persona, C 157. Sue imprese nel dominio della Repubblica, 278, 279. Parte da lui presa alla battaglia di Gavinana, 294. È alla guardia di Firenze, 315, 322. Vince i fuorusciti fiorentini a Montemurlo, 329. — Ved. Giramonte.

Vitelli Niccolò. Soccorso dalla Repubblica contro Sisto IV, B 362. Rimesso in Città di Castello, 409.

Vitelli Paolo. Mandato dai Fiorentini contro a Piero de’ Medici che volea tornare in Firenze, C 40. Governa la guerra contro Pisa, 64-67. Decapitato, 67.

Vitelli Vitello, C 141. Al soldo dei Fiorentini, 175.

Vitelli Vitellozzo. Scampa alla sorte toccata a Paolo suo fratello, C 67. Reca danni ai Fiorentini in Pisa, 74. Occupa alcuni luoghi del loro dominio, 77.

Viterbo. Si ribella alla Chiesa con l’aiuto dei Fiorentini, A 326.

Vittore II. Tiene un Concilio in Firenze, ove muore, A 8.

Viviano (ser). Un suo figliuolo è privato degli uffici, B 283. Notaro delle Riformagioni, 506.

Volognano (Signori di), A 130.

Volpi Bartolommeo. Riforma con Paolo da Castro gli Statuti del Comune, B 145.

Volterra. Invasa dai Fiorentini che vi riformano il governo, A 39. In lega con essi, 47, 67, 150. Si dà al Duca d’Atene, 227. Gli manda doni, 230. Torna in signoria dei Belforti, 237. Si dà a Carlo IV, 269. Viene in potere della Repubblica, 302. Le si ribella per cagione del Catasto, B 183, 184. Torna all’ubbidienza, 185. Vi si scuopre un trattato, 201. Di nuovo ribellatasi, è risottomessa e posta a sacco, 358, 359. Si dà a Clemente VII durante l’assedio di Firenze, C 278. Ricuperata e difesa dal Ferruccio, 279-282. Presso che deserta al cadere della Repubblica, 311.

Volterra (Vescovo di). È del Consiglio del Duca d’Atene in Firenze, A 230.

Volterra (da) Antonio. Entra nella Congiura de’ Pazzi e parte che vi prende, B 372, 373. Sua fine, 377.

Volterra (da) Giusto. Ribella quella città ai Fiorentini, B 184. Sua morte, 185.

Z.

Zabarella Francesco. Lettore di teologia nello Studio Fiorentino, B 234. Vescovo di Firenze e Cardinale, ivi.

Zaccaria (fra), domenicano. Predica in Firenze, C 266.

Zagonara. Vi è disfatto l’esercito della Repubblica, B 158.

Zanobi (San). Vescovo di Firenze, A 3. Sua arca in Santa Maria del Fiore, B 244.

Zecca (Signori della). Loro ufficio, A 385. Vanno a offerta a San Giovanni, il giorno di quel Santo, B 533.

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