← Table of contents
Nabuco

PARTE SECONDA

Reading edition

Sulla torre Borsippa.—Agli angoli statue colossali di mostri.—In mezzo la vetta della torre, alla quale si accede per alcuni gradini.—Dinnanzi ai gradini una botola, che conduce all'interno della torre.—Vista di Babilonia e di una vasta estensione di paese.—Notte stellata.—Dai giardini vien l'eco dell'orgia.

SCENA IV

ARGIASP-ZALA.

ZALA (udendo le grida di guerra, che vengono dal giardino)

Voci di guerra!…

ARG.

Del ciel la conquista Forse ei promise!…

ZALA

A folle capitano Folli guerrieri!

ARG. (indicando la botola)

Ah…. ascolta…. Un passo!

ZALA (appressandosi alla botola, origliando)

Ei viene.

(si nascondono dietro una delle statue colossali.—Nabuco compare dalla botola e sale alla vetta)

SCENA V

NABUCO—ARGIASP—ZALA.

NABUCO (dopo qualche istante di silenzio, fissando il cielo)

O Dio, ti sfido!—Io ti sfido; io, Nabuco Conquistator d'un mondo, ove le statue Erette a te strugger m'è dato, ed hanno Culto maggior le mie! Io, che al volere Di tutti, al par di te, la forza oppongo; Del mio arbitrio la forza!—Io, che dispenso Il bene e il male!—Io, che domar dei fiumi L'impeto posso, e popolar deserti, E in cumuli di morti e di rovine Mutar genti e città!

(pausa)

Nelle tenèbre Vibrano ancor le mie parole; e un segno Di minaccia non han nè ciel, nè terra!… E sulle stelle l'occhio mio si fisa, Siccome sulla preda occhio di falco!

(sempre più fissando il cielo)

Ah, parlan gli astri! Un mormorio mi giunge, Quale di perle lievemente scosse In una coppa di zaffiro!—Oh, come Nitida d'ogni stella ora m'appare La forma!… Oh, come sottilmente brilla Ora ogni raggio astrale, e a me discende, Dal mio volere attratto a me!…—Piovete, O tributi celesti, al re novello! Ecco, la luce lor si fa più viva…. Ed, impalpabil come l'aere, parmi, Che m'avviluppi una rete d'argento Di fulgori siderei contesta! Essa m'avvince…. e in me penetra,… e afferra Di mia vita l'essenza!…—Un'infinita Brama m'accende d'infinito, insieme Angosciosa e dolce,… e, chiaramente Il doppio arcan, che ogni cosa racchiude, In questo istante io concepisco!

(con grande enfasi)

Or, dunque, Risali, argentea rete; e, teco, in alto Portami!… In alto!… In alto!

(ergendosi della persona)

Ah, nello spazio Senza confini io sono! O stelle, a voi Giunto è Nabuco!… Alla vostra conquista Ei tornerà doman coi suoi guerrieri…. Oggi, di tanti luminosi fiori Un solo ei coglierà, per riportarlo Alla sua reggia….

(fissando una stella e snudando la spada)

E tu sarai quel fiore, Tu, rosea stella!… Il fil della mia spada Invincibile a te recida il gambo!

(spicca un salto fiedendo l'aria colla spada, e cade carponi a terra mandando un grido.—Pausa.—Dai giardini vien l'eco dell'orgia)

ARG.

Oh, la grottesca, orrenda scena!

ZALA

Taci!

NABUCO (carponi, percorrendo la vetta)

Or dov'è il fiore? Oltre il confine, forse, Del creato son io?…

(tocca il suolo)

Del cielo è forse Questa la dura e fredda volta?!

(tenta di alzarsi, ricade)

Ah l'astro Cadde su me!… Lo scuoterò!

(si scuote e ricade carponi gemendo)

Non posso!

ZALA (ad Argiasp)

Così Nabuco ora riveggan tutti….

(Zala e Argiasp stanno per muovere verso Nabuco, ma sostano, vedendo che egli si trascina fino alla gradinata e si erge un poco della persona)

NABUCO

Soldati,… a me!… Ciascuno avrà una stella Per bottino!… Ciascun della sua spada Sovra la punta, come un cuor lucente, Un astro recherà!…—Olà, ove siete Traditori?

(si aggira carponi disperatamente; tenta rialzarsi e ricade; poi si accoccola piangendo in un canto.—Zala e Argiasp salgono alla piattaforma)

ARG. (avvicinandosi a Nabuco)

Signor!

NABUCO (scosso, imperiosamente)

Fèrmati, e parlami In ginocchio, siccome a me, Nabuco, Si deve.—Messaggier tu sei degli astri. Sta ben. Ma, prima di parlar di pace, Un patto impongo: tolto dalle spalle L'astro mi sia che osò cadervi.

ZALA

Evvia! Nabuco, il re dei re, l'onnipossente, Si fa beffa di noi, chiedendo ajuto Per sì facile impresa!

NABUCO (fissando Zala)

Ah, la regina Delle stelle è con te?… Farmi zimbello Essa sperò dei lezî suoi?…—Non io Nacqui a simili panie!

(a Argiasp)

Il braccio porgimi…. Io stesso l'astro scoterò….

(Argiasp interroga Zala collo sguardo.—Zala crolla il capo, come lo lasciasse arbitro di far quel che più gli aggrada.—Argiasp porge il braccio a Nabuco, il quale vi si appoggia, tenta di rialzarsi con uno sforzo supremo, ma ricade)

NABUCO

Oh, strazio!…. Oh strazio! L'astro mi schiaccia!

(toccandosi alla nuca)

Il suo gelido disco Quì una piaga m'ha aperto…. e su vi pesa! Ha un gel che morde e dà più intensa angoscia D'ogni vivida vampa!… Ah, chi mi uccide?!

(si torce, rantolando e gemendo, come in preda a spasimi atroci, cogli occhi fisi su Argiasp)

ARG. (arretrando)

Ah, guarda!… Guarda!… Orror, pietà m'incute! Ah, quell'occhio!… Quel rantolo!…—La mia Vendetta or maledico!—Colla spada Assalirlo;… pagar vita con vita;… E, vincitore, per salir su un trono, Mettere il piede sul suo petto, o, vinto, Senza un lamento a lui l'ultimo sguardo Superbamente saettar:… sì, questa Esser dovea la mia vendetta!—Ad opra Bieca mi trascinasti!… Opra di serpe, Che a tradimento addenta!… Opra d'jena, Che i morti assale!…—Ebben, ch'essa si compia Or io non voglio!—Vieni!… Sarai salva!… Me solo accuserò!…—Purch'io quell'occhio Più non riveda, e quell'orrendo rantolo Non oda più, tutti i tormenti affronto!…

(fa atto di trascinar seco Zala)

ZALA (arretrando, afferrandogli un braccio per trattenerlo)

Per regnar non nascesti!—E tu sei figlio Di Sàrak? Tu?…—No, l'impeto bestiale D'una lascivia, che gettò un istante La madre nostra d'uno schiavo in braccio, Te concepì!… Tu, come i rospi, puoi Gracidar ma non mordere!—Costui Dunque ti fa pietà?… Costui, che mai Pietà conobbe e che passò ridendo Fra gli eccidî?… Costui, che a terra vide Torcersi mille nel supremo spasmo, Com'ora lui, e non battè palpèbra? Strage e rapina è il nome suo! Rapina E strage quello dei suoi avi!… E il latte, Che, bambin, lo nutrì, se non del tuo, Fu di mio padre il sangue!

(lo lascia e brandisce un pugnale)

Or va! La sua Morte affretti così; poichè ti giuro Che rivederlo lo dovran soltanto O morto, o pazzo!

(Nabuco geme)

ARG.

Oh, l'affannoso gemito! Ei muore!

NABUCO (riavendosi)

Ohimè!

ARG. (andando a Nabuco)

Signor….

NABUCO

Chi sei?

ARG.

Argiàsp, Il tuo servo fedele…. Assai dormisti…. Orsù ti leva!

NABUCO

No…. La propria legge Impose il fato ad ogni creatura! L'uom, come te, su due piedi cammina; Ed il cane su quattro….—Or io su quattro Camminar debbo, perchè un cane io sono! Eccoti il collo…. Mettimi il guinzaglio….

(vedendo che Argiàsp rimane immobile)

Non vuoi?… Comprendo!… Il mio padron non sei! Dov'è?,.. Chi fu?…

(come ricordando)

Ah…. Un cieco!… Io l'ho perduto…. Sventurato!… Poichè cieco due volte Senza il suo can divenne.

(come colto da acuto spasimo, portando le mani alla nuca)

Oh, strazio!… Oh, strazio!

(s'erge della persona, rimane un momento immobile; poi, come colpito da un ricordo improvviso)

Ah…. Daìra….

(ricade svenuto)

ZALA

L'udisti?…

ARG.

Della mente Anche nel buio quel nome gli splende! La sua rovina e il vitupero nostro Piombin dunque su lei!

ZALA (togliendosi una ciarpa che le cinge i fianchi, porgendola a Argiasp)

Ecco il guinzaglio!

ARG. (a Nabuco, legandogli la ciarpa al collo)

Vieni….

(Zala scende nella botola—Argiasp la segue, traendosi dietro Nabuco carponi).

Explore with AITake your curiosity a little further.

Reading settings