ATTO QUARTO
Reading edition
Terrazzo d'un vecchio giardino.—Molti cespi di rose gialle.—In fondo la campagna.—Monti in lontananza.—Meriggio.—Nabuco, Daìra, Afraisab, sotto una tenda, stanno asciolvendo.
SCENA I
NABUCO—DAÌRA—AFRAISAB
NABUCO (guardando la campagna)
Oh, il fulgido meriggio!… Io, più d'ogni altra Ora del giorno, adoro questa.—Lieta Parmi ogni cosa nella luce immensa; Scintillan l'acque; la verzura sembra Sfavillante smeraldo; e l'aria, accesa Da un diffuso splendor, ricorda intense E generose idee senza confine Prodiganti la vita!—Piena ho l'anima D'una pace gioconda!—Ami tu, forse, O mia Daìra, più di questa, l'ore Misterïose della notte?
DAÌRA
Ogni ora, Che ti fa lieto, adoro!
NABUCO (ad Afraisab)
E tu?
AFR.
Risposto T'ha Daìra per me…. Pur, s'io dovessi Dirti quel che ne penso…. ti direi: Che notte, e sera e dì mi sono eguali!
NABUCO (ridendo)
Ah, il terribil gigante!… Ei non conosce Che un piacer: la battaglia!
AFR.
Un altro noto Oggi mi fu:… quel di vederti gaio, O Nabuco, mio re….
NABUCO
Tuo re?… Qual senso Hanno queste parole?
AFR.
Esse ti dànno Su me, su tutti, irrevocabil dritto E di vita e di morte!
NABUCO
Ebben…. vivete!… Ecco il solo voler che il re v'impone Da questo dì….
(alzando una coppa)
Bevo alla tua bellezza, O mia dolce Daìra,… e alla tua forza, Fedele Afraïsab!—Forza e bellezza Reggan la terra!… Ad esser mite insegni La bellezza alla forza; e questa, all'altra, Insegni la virtù!…—Men sventurati Allor saran gli umani!
DAÌRA (anch'essa alzando una coppa)
Al divin raggio Della tua mente, o mio signore!
NABUCO
E al nembo Che l'oscurò!
DAÌRA
Deh, non parlar di nembi In quest'ora di sole!
NABUCO
Il sol risplende Più vivo e puro dopo la tempesta;… Sicchè, o Daìra, alla tempesta io bevo, Bevo alla mia follìa!
AFR. (con terrore)
Mio re….
NABUCO (ridendo)
Suvvia, Non temere, o gigante!—Del destino Strano voler!… Chi più gagliardo nacque, Al par di te, nelle battaglie, audace, Sfida la morte;… e poi, qual bimbo, trema All'ignoto dinnanzi.—Or io l'ignoto Intravvidi; sull'orlo dell'abisso Io m'affacciai, nè più timor m'incute! Del mio saldo pensier la miglior prova È questa!… Sol chi può narrar gli eventi D'un suo naufragio è salvo; e solo il pazzo, Che può parlar della propria follìa, Può ambir di savio al nome!—Oh, come sento Dentro le vene rifluirmi il sangue Per nova giovinezza!… Io benedico Alla febbre trascorsa!… Dal suo fuoco Fatto miglior m'adergo!… Or vengan dunque! Qual fui mi rivedranno!
(squilli di trombe)
AFR. (andando al terrazzo)
Eccoli.
NABUCO (seguendolo, guardando fuori)
Ah, i miei Guerrieri!… Ghev!… Daràb!…
(facendo cenni di saluto)
Su!… su!… Venite
(a Daìra)
E tu rimani, tenerezza mia, Vicina a me!
(Va a porsi con Daìra sotto la tenda).
SCENA II
ARGIASP—ZALA—BALTAZÀR—FASCKUN— LORASP—TOGHRUL—GURGHIN—NUSHÈH— MAHAFERID—GERIREH—JERAK—KUNAREND— BÈRHAM—DARAB—GHEV.—Soldati—Dame—Detti.
NABUCO
O satrapi e guerrieri, La mia fronte guardate.—A terra, come Quella d'un bruto, la vedeste china; Ed ora al ciel balda s'eleva!—Questa Mia man regale era una zampa; ed ora Man regal ridivenne,—Uscìan guaìti Da queste labbra; e imperïosa tuona Sovr'esse ancor la voce mia.—Per voi Or chi son io?…
ARG.
Nabuco il re tu sei!
TUTTI
Gloria a Nabuco!
ZALA
Con te stanno i Numi!
NABUCO
Alla reggia!…
AFR.
Non io!
NABUCO
Perchè?
ARG.
Signore, Da questo dì, lontan da te, ignorato, Ch'io viva e muoja mi concedi!
NABUCO (scherzoso)
Forse Te colse il mal che me cogliea?
ARG.
Daìra Ti risponda per me!
NABUCO (a Daìra)
Parla….
DAÌRA (andando a Argiasp)
Con lui, Mio re, ne andrò….
NABUCO (sorpreso, agitato)
Tu?… Tu?… Con lui?… Ma quale Mistero è questo?
DAÌRA
Io d'esser sua promisi Se eri salvo!….
NABUCO (la fisa per qualche istante interdetto; poi, fra sè, cupamente, andando a sedere sotto la tenda)
Non han, dunque, nè terra Nè cielo gioje per Nabuco?… Chiesi Gloria alla terra; e la noja raccolsi!… Mi volsi al cielo; e un minuto d'ebrezza Mi costò la follìa!… E perchè ancora A terra e cielo io sorridevo?
(fissando Daìra)
Io guardo Ora quel volto…. ed il perchè comprendo! E rivederlo non potrò più mai!… Più mai!… Più mai!…
(abbandona il capo fra le mani.—Pausa)
DAÌRA (avvicinandosi a lui, inginocchiandosi)
Signor, l'ultimo addio Di colei che t'amò d'accoglier degna….
(indicando Argiasp)
Mettere il piede sul tuo capo imbelle Egli poteva, ed esser re…. Me volle A tanta infamia preferir;… ed io A lui fui sacra….
(alzandosi)
Addio per sempre!
NABUCO (solleva il capo; la guarda, poi seccamente)
Addio….
(andando ai guerrieri)
E noi, guerrieri, a nuove imprese!… In alto, In alto i cuori!—Chi chiamarmi pazzo Osò?…—Costui, per Auramazda, io voglio Che nell'Eufrate abbia sepolcro!..,.—Pazzo Io non fui mai!—Pazzo ero forse quando A debellar Sàrmati, Egizî e Ebrei, Io condurvi volea?…—Pur, lo rammento, Su mille labbra era il sogghigno! E mille Mi gridarono allor: «Sogni!… follìe! Questi nemici, che fiaccar vorresti, Hanno l'armi fatate!» Ed altri: «Sono, Lontani tanto che sarem stremati Il dì che ad essi giungeremo!»—Oh, i vili! Oh, i paurosi… Lebbra della terra!— Pur trïonfanti noi tornammo!—E il giorno Ch'io delle stelle tentai la conquista, Pazzo ancor fui chiamato!—Or, che son gli astri? Dei mondi al par del nostro.—Son lontani? Eran lontani Egizî e Ebrei.—Le stelle Son più lontane?—E sia.—Ma, dove il piede Innoltrare non può, s'innoltra l'ala Dell'intelletto; ed io vi dirò il verbo Onnipossente che agli astri solleva! Come la vostra mano avrà una spada, Un'arme avrà la vostra lingua!—Forse Che ad ogni guerra non convien la scelta Dell'armi?…—Evvia!… Io con guerrieri parlo, Non con bifolchi!…
(Durante queste parole di Nabuco tutti si guardano fra loro, come dinnanzi a chi impazzisce)
GHEV (freddo, titubante)
O re, per questa impresa Vuolsi tempo e consiglio…. Ora ti piaccia Alla reggia tornar….
NABUCO
Così rispondi Tu freddamente?
(a Darab)
E tu?
DARAB
Di Ghev, signore, Saggia mi sembra la parola!
NABUCO (agli altri guerrieri)
E a voi?
KUN.
Ritorniamo alla reggia!…
NABUCO
Ah, no!… Per Ebli, Io tra festini e citarede ancora Tornar non voglio! Alla gola mi sale La nausea ripensandovi!
(terribile)
Oh, le abbiette Nature!… E voi, voi siete i miei guerrieri! Voi la parte miglior di questa greggia Che intorno a me si affolla?…—Ebben,… da solo Io compirò l'eccelsa impresa!—Agli astri Io vo' salir!… Non più un istante voglio Rimaner sulla terra!
(strappa la spada ad Afraisab, e, invasato, la brandisce)
AFR.
O re!
DAÌRA
Nabuco!
TUTTI
Signor!….
NABUCO (respingendoli)
Lungi da me!.. Nessuno si attenti D'avvicinarmi!
(pausa)
O Dio, che il sole accendi, Io ti sfido!… Io ti sfido!…—-Ah… parlan gli astri! A me discenda la rete d'argento Dei raggi loro, e mi sollevi!…—O fiori Dell'infinito, la mia man possente Vi coglierà!… Vo' della luna il gambo Recider colla spada….—A me la luna!
(spicca un salto fiedendo l'aria colla spada, e cade a terra con un grido)
TUTTI (accorrendo)
Signor!…
NABUCO (carponi, come colto da spasimi atroci)
Ah…. su di me cadde la luna!
(toccandosi alla nuca)
Quì una piaga m'ha aperto!…Oh, strazio!…Oh strazio! Deh…. chi mi uccide?
(sviene)
TOGHRUL (ai cortigiani)
Or sarem noi d'un pazzo I servi?…
DARAB (ai guerrieri)
E noi d'un bruto?…
LORASP
Evvia, giammai Di Caldea risalir potrà costui Sul trono!
GHEV
Evviva Argiaspe re!
TUTTI
Al novello Re di Caldea sia gloria!
ARG.
E di Nabuco Sul trono io salirò….
(a Jerak, che si allontana)
Della partenza
Or l'inno intoni il popol di Giudea.
(avvicinandosi a Daìra)
Sempre con te verrà l'anima mia, O Daìra,…—Ah, il pensier che tu morrai Da me lontana, ogni fulgor m'oscura Di regale maestà!
(Zala fa atto di allontanarsi; Argiasp muove per seguirla)
GHEV (soffermando Argiasp, additandogli Nabuco)
Come fedeli Gli fummo, a te sarem fedeli Argiàsp: Questo solo può dir chi d'uom di guerra Merita il nome.
(Nabuco rinviene a poco a poco, guaìsce e lambe le mani di Daìra)
AFR. (a Ghev)
Anch'io son uom di guerra, E tal nome pretendo; eppure a Argiàsp Io fedeltà non giuro.—A re Nabuco, Vincitor, la giurai; e a re Nabuco, Il vinto, vo' serbarla!
DARAB
Del guerriero Può sul labbro sonar forse il rimpianto Per chi morì coll'arme in pugno…. A un pazzo, Che va carponi, ei non può dar che beffe!
(movimento di Nabuco)
KUN.
Addio, Nabuco!—Signor della terra Fatto t'aveva il valor nostro…. Il braccio, Tanto gagliardo da reggerne il peso Bêl non ti diede;… ed or fiaccato giaci Come brïaco di monelli a scherno.
(Nabuco stende rapidamente la mano, riafferra la spada, s'erge terribile; ma ricade gemendo.—Tutti arretrano spaventati, poi crollano il capo)
GHEV
Andiam!
(Tutti si allontanano, meno Nabuco, Afraisab e Daìra).
SCENA III
NABUCO—AFRAISAB—DAÌRA (il giorno tramonta)
NABUCO (sollevandosi)
Lontani sono alfine?… Soli Alfin siam noi?
AFR. (tremante)
Signor!
NABUCO (ridendo)
Fa cor, gigante, E plaudi al re!—No, non un pazzo io sono! Stato un pazzo sarei se in mezzo a loro Ritornato foss'io!—Ah, mia Daìra, Io conquistar volevo il cielo?… Ebbene La mia brama è compiuta!…
(l'abbraccia e porge la mano a Afraisab.—S'ode un canto in lontananza)
NABUCO
Sì…. Sciogliete Della liberazion l'inno, o Giudei! Io pure sciolgo il mio!…—Libero sono! E, come voi, lontan da Babilonia Io fuggirò….
DAÌRA—AFRAISAH
Tu?
NABUCO
Sì…. con voi….
AFR.
Nabuco, Il re del mondo, fugge?!
DAÌRA
E gloria, e trono, E vendetta così tu lascerai?
NABUCO
Sì…. Per te!
DAÌRA
No…. Per me non vo' che insozzi L'infamia il nome tuo!… Costoro, vivi Solo per te, doman su bronzi e marmi Incideran l'orrenda storia; e gli uomini Delle più tarde età ripeteranno: Che un bruto fu, chi tra i mortali ergeva Come un Nume la fronte!—Il mio destino Compier, deh, lascia…. perchè il tuo si compia! Te solo al mondo io amo, e della vita T'amo ben più;… sicchè per te potrei Ogni angoscia soffrir, fuor del rimorso D'averti tolta la tua gloria.
(a Afraisab)
Ah, corri, Corri alla reggia, Afraïsab, e grida: «Mentì Nabuco, il re, la sua follìa! Fra voi ritorna il domator del mondo! A terra!… A terra!»
NABUCO
(ad Afraisab, che fa per allontanarsi)
Fèrmati!
(a Daìra, piegando un ginocchio dinnanzi a lei e allacciandole la persona colle braccia)
Divino E debol corpo di fanciulla, lascia Ch'io fra le braccia ora ti stringa, come Divoto un'ara d'alabastro!
(pausa—poi Nabuco si alza—conduce Daìra al proscenio)
Ed ora Odi: Nabuco, il domator tremendo, È spento in me…. La sua mission compiuta È sulla terra:… missïon feroce E fatal!… Chè Nabuco era la guerra!— Era la gloria?—Sta nell'ardue imprese La gloria vera; ed ardua impresa quella Della guerra non è!—Perfidi e vili Nascono a mille fra le umane genti; E chi ai perfidi giova e i vili aggioga Coglie facil trionfo,… e della guerra La sapïenza è questa!…—Eppur si strugge Tal sapienza da sè!—Nell'urto orrendo Dei combattenti, cola il sangue; e l'atra Rugiada sembra diventar cemento! Un tempio è il mondo, che invisibil mano Assidua innalza, e di cui pietra a pietra Salda col sangue…. Il vincitore al vinto Impone arti e costumi; e il vinto a lui. Io soggiogai gli Ebrei colla mia lancia; E, colla scienza lor, gli Ebrei me han vinto!— Quando compiuto sarà il tempio?—Ignoro! So che compiuta è la missione mia Di recar sangue;… e che compiuta, un giorno, La griderà l'intera schiatta umana Com'io in quest'ora!
(baciando in fronte Daìra)
Ah, la follìa ripreso M'avrebbe,… sì,… senza di te!… Che ad essa Guidan del pari, se confin non hanno, E l'inopia e il poter; sicchè Nabuco Pazzo divenne, possedendo il mondo, Come quel vecchio mandrïano, a cui Arsa avean la miserrima capanna I miei soldati….
(interrompendosi a un tratto)
Or, come mai,… perchè Questa memoria mi tornò?…
(ad Afraisab)
Ricordi, Afraïsab, la scena?
AFR.
Ah…. La ricordo! Sì…. Fu la sera d'una pugna, in Libia…. Sotto la tenda noi stavamo a mensa, Quando, uggiolando, entrovvi il mandrïano. Egli i capegli si strappava; avea Nelle pupille della febbre i lampi, E gridava: «Ov'è il re?… La mia capanna Ei m'ha distrutto,… e il suo palazzo io voglio! M'invidïava se il mio ben mi tolse…. E mandrïan dunque ei divenga, ond'io Possa invidiarlo alla mia volta!… A lui, Ecco, il vincastro io reco… A me il suo scettro!» Tu fulminasti d'uno sguardo il vecchio…. Ed io…. la testa gli spaccai!…
DAÌRA (inorridita)
Ah….
NABUCO
Atroce Scena di guerra!…—Ah, quell'immane fiotto Di caldo umano sangue!…
AFR.
…. E sì possente Che ne fu piena tutta la tua coppa!… Teco tu, allora, mi traesti, preda A uno strano terror;… tu, che veduti Pur tanti morti e tanto sangue avevi! E, senza posa e senza meta, errammo Tuttaquanta la notte!
NABUCO.
… Oh, come parmi Rivivere in quell'ora!
AFR.
… L'alba prima Ci trovò in mezzo ai monti….
NABUCO
… In una verde Valle silenzïosa….—La rivedo Come vi fossi!…—A picco, d'ogni parte, Sorgean pareti di granito; e solo Vi si accedea per una stretta gola. Ed io ti dissi: «Se qui entrasse quegli Che più m'abborre, ed io, con una rupe, Quella gola chiudessi, ei prigioniero Rimarrebbe in eterno!»
(pausa—Nabuco rimane un istante pensieroso; poi di balzo)
Ah, per i Numi, L'incantevol miraggio!
DAÌRA (tremante)
Ebben, che pensi?
NABUCO
Penso che riveder vorrei la verde Valle silenzïosa!
(a Daìra)
E tu vederla Non vorresti con me?
DAÌRA
Teco non devo Fors'io venir dove tu vai?
AFR.
La rupe Io, Nabuco, sarò;… ma viva rupe, Che te prigion non chiuderà, ma al varco Sarà difesa….
NABUCO
E sia!… Orsù…. già splende La prima stella….
DAÌRA
Andiam….
(vanno tutti verso il fondo in atto d'allontanarsi.— A un tratto Nabuco si sofferma).
NABUCO (a Daìra, indicando di fuori)
Vedi…. Seduto Presso la sponda, il battellier ci aspetta, Che tante volte ci guidò la notte Ignoti e soli….—Or tu lo chiama….
DAÌRA (chiamando)
Ormuzde….
SCENA ULTIMA
ORMUZDE e Detti
ORMUZDE (guardando Nabuco e Daìra lietamente, come riconoscendoli)
Ah…. siete voi, miei belli innamorati? Per molte sere v'ho aspettato invano, E m'angustiava, insieme alla moneta Ch'io perdevo così, questo pensiero: «Che non vi amaste più!…»—Sì bella cosa È amarsi!…
AFR. (ridendo)
E andare in barca!…
ORM.
Oh, sì…. anche questo!
(a Nabuco e a Daìra, come invitandoli a precederlo)
Or degnatevi dunque….—Ove condurvi Devo stanotte?
NABUCO
All'altra sponda….
ORM. (indicando Afraisab)
Tutti?… Anch'ei?
AFR.
Sì…. Anch'io!… Su!…
DAÌRA (commossa, volgendo lo sguardo intorno)
Addio, mio bel giardino!
NABUCO
Cresceran rose gialle anche fra i monti Della Libia,… cònsolati! E saranno Sempre le stesse!
(Raccoglie la spada, recide il ramo d'un roseto, lo dà a Daìra, poi rigetta la spada a terra.—Indi con Daìra si avvia ancora verso il fondo, mentre Afraisab rimane immobile e perplesso fissando la spada)
NABUCO (a Afraisab)
Orsù,… vieni gigante?
AFR. (indeciso, indicando la spada a terra)
Signor,… la spada!… Pur non so s'io debba Con noi recarla….
NABUCO (dopo un momento d'indecisione, sorridendo)
Il battellier decida!
(a Ormuzde, indicandogli la spada)
Odi: L'arbitro sei: Noi qui quell'arme Dobbiam lasciare, oppur con noi recarla?
ORM. (raccogliendo la spada)
Un arme?…. Sempre!… Finchè è tristo il mondo
(Afraisab lo abbraccia.—Ormuzde, sorpreso, lo guarda e ride; poi tutti si allontanano rapidamente dal fondo).