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Le due colpe

§ 7. Dalla Cronaca giudiziaria del giornale della sera *** del 29 ottobre 18**.

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§ 7. Dalla Cronaca giudiziaria del giornale della sera *** del 29 ottobre 18**.

Un processo aristocratico

Al momento di andare in macchina il nostro reporter giudiziario ci comunica il verdetto dei giurati e la sentenza pronunciata dal Tribunale nel processo del conte Laureati, che da due giorni tiene in effervescenza tutto quanto il nostro cosidetto gran mondo.

Stante l’ora tarda non possiamo far comenti di sorta. La sentenza è stata pronunciata alle ore 7 precise.

La requisitoria del Pubblico Ministero è stata veramente terribile, ma la difesa dell’avvocato Tosi ha avuto dei momenti di una felicità assolutamente insuperabile. Egli ha ottenuto una vera vittoria.

Il presidente, commendator Giorgio Baroni Alvisi, ha sottoposto al responso dei giurati le questioni seguenti:

Prima questione: — L’accusato Romolo Laureati di Lorasco è egli colpevole d’avere nel giorno 17 dello scorso mese di Maggio, a fine di uccidere e mediante replicati colpi di rivoltella, inferto ad Amanda di Valberta ed a Claudio Robody delle lesioni che furono la causa unica ed esclusiva della loro morte?

Risposta: a unanimità — Sì.

Seconda questione: — L’accusato Romolo Laureati di Lorasco ha commesso il fatto, di cui nella precedente questione, nell’impeto dell’ira o d’intenso dolore determinato da ingiusta provocazione?

Risposta: a maggioranza — Sì.

Terza questione: — Nel caso in cui si risponda affermativamente alla questione precedente; la provocazione fu grave?

Risposta: a maggioranza — Sì.

I giurati, inoltre, hanno ammesso a favore dell’accusato le circostanze attenuanti.

Nonostante la folla immensa che si stipava nell’aula, la sentenza della Corte è stata letta in mezzo a un sepolcrale silenzio.

L’aspettativa era vivissima per tutti.

Ed ecco ora la sentenza che noi riproduciamo presso che in tutta la sua integrità.

«In nome di Sua Maestà, ecc. visto il verdetto dei giurati in data di oggi stesso, 29 ottobre 18** col quale Romolo Laureati di Lorasco è ritenuto colpevole di omicidio volontario in persona di Amanda di Valberta e di Claudio Robody, con la scusante della grave provocazione e il concorso delle circostanze attenuanti;

«ritenuto che l’omicidio volontario è punito con la pena della reclusione da 18 a 21 anni;

«che, nel caso concreto, può applicarsi all’accusato Romolo Laureati di Lorasco per l’omicidio di Amanda di Valberta la detta pena nella misura di 18 anni;

«che detta pena, per la scusante della grave provocazione, può ridursi di due terzi, sostituendo alla reclusione la detenzione;

«che la pena predetta deve ridursi di un sesto per la concessione delle circostanze attenuanti;

«ritenuto che per l’omicidio di Claudio Robody può anche applicarsi all’accusato la pena come sopra;

«che però pel concorso di reati la detta pena deve ridursi alla metà;

«ritenuto che il condannato è obbligato all’emenda del danno e al rifacimento di tutte le spese processuali;

«per questi motivi;

«visti li articoli, ecc. ecc. Codice penale e di procedura penale, condanna Romolo Laureati di Lorasco alla pena complessiva della detenzione per anni sette e mesi sei, all’emenda dei danni e alle spese processuali.»

Da Pubblico Ministero fungeva — e qui ripariamo a una dimenticanza nella quale siamo incorsi nel fare il resoconto del breve processo — il cavalier Nino Pisolino.

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