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Le due colpe

§ 2. Dalla cronaca di Roma del giornale del mattino *** del 19 maggio 18**.

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§ 2. Dalla cronaca di Roma del giornale del mattino *** del 19 maggio 18**.

Il delitto di via Arenula.

A proposito dell’orribile assassinio avvenuto nel pomeriggio del giorno 17 corrente in una casa di via Arenula, e del quale nella cronaca di ieri ci siamo larghissimamente occupati, ora non avremmo altro da aggiungere se non che il conte Romolo Laureati, nonostante le indagini più diligenti e le più attive ricerche della nostra Questura, non è stato ancora arrestato.

Ma abbiamo ricevuto una lettera dalla signora Palmira Girelli, la padrona dell’appartamento in cui il delitto è stato consumato, con la quale ella desidera di rettificare qualche inesattezza della narrazione data del fatto da un nostro confratello della sera e noi, per debito di cortesia e perchè il documento è abbastanza originale, ci crediamo in dovere di contentarla, senza aggiungervi comenti di sorta.

Ecco dunque la lettera della signora Palmira Girelli.

«Pregiatissimo signor cronista del giornale ***.

«Lettrice assidua del suo diffusissimo giornale, mi rivolgo alla sua ben nota cortesia per rettificare parecchie inesattezze nelle quali ha incorso, parlando di me e del brutto fatto sventuratamente avvenuto in mia casa, il signor cronista del giornale *** il quale avrebbe potuto anche risparmiarsi certi qualificativi a proposito del mio fisico, che non avevano nulla a vedere col rimanente della faccenda.

«Le rettifiche, egregio signor cronista, che io intendo di fare all’erroneo resoconto del giornale *** di ieri 17, sono le seguenti:

«Non è vero che io viva allegramente la vita facendo l’affittacamere. Io sono ricamatrice in oro, come sono stata sempre e come possono farne fede il signor Cioccari a San Lorenzo in Lucina, e il signor Galli del «Telaio d’oro» al Corso, e tutta la mia numerosa clientela, nella quale si annoverano i migliori nomi della nostra aristocrazia. Se io mi sono ridotta ad affittare le camere superflue del mio appartamento non è perchè io voglia vivere allegramente la vita, chè non ne avrei nè il tempo nè la fantasia: ma solo per tirare avanti alla meglio, poichè, in questi tempi di crisi universale, i lavori sono pochi e quei pochi sono anche male retribuiti. E ad informarsi di ciò si può fare molto presto.

«Secondo. Non è vero affatto che io vada affittando le camere del mio appartamento a un tanto il giorno e a un tanto l’ora, come ha detto il signor cronista del giornale *** il quale, prima di scrivere certe cose, avrebbe dovuto informarsi meglio da chi mi conosce intimamente. Egli si sbaglia della grossa e ci sono là i miei tre inquilini vivi, vegeti e robusti e ci sono tutte quante le mie conoscenze per provargli il contrario. E due.

«Non è vero che in casa mia ci sia tutto questo lusso pesante che il signor cronista del giornale *** si è sognato, per far bella la sua descrizione. Quelle cose le lasci ai romanzieri che inventano i fatti, non le adoperi lui che dovrebbe dir sempre la sola verità. La mia è semplicemente una casa comoda e pulita, arredata con quello stesso mobilio lasciatomi dal mio povero marito Alessandro Girelli, usciere capo alla Direzione delle carceri, che morì tre anni or sono e che, per il posto da lui occupato, fu in rapporti intimi coll’onorevole Nicotera, coll’onorevole Giolitti, coll’onorevole Crispi e con tanti altri.

«Non è vero, infine, che io abbia fatto tutto quel discorso così lungo e scucito che il signor cronista del giornale *** mi mette in bocca. Egli mi faceva delle domande, io gli rispondevo con poche parole che lui, mentre parlavo, andava scrivendo sopra certi fogliolini di carta: e niente più. Del resto, lo capirà facilmente anche lei, egregio signor cronista, con quella razza di disgrazia che era venuta a cascare in casa mia, dovevo aver proprio fantasia di stare a fare tutte quelle chiacchiere sconclusionate assieme col primo che mi era capitato d’avanti!

«Ed ora, pregiatissimo signor cronista, le domando scusa del disturbo, e ringraziandola sentitamente della pubblicazione che ella farà di questa mia sulle colonne del suo accreditato giornale, passo all’onore di dirmi, con sensi di vera stima

sua dev.ma Palmira Girelli.

Da casa, 18 maggio 18**»

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