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Le due colpe

§ 4. Dalla cronaca di Roma del giornale del mattino *** del 21 maggio 18**.

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§ 4. Dalla cronaca di Roma del giornale del mattino *** del 21 maggio 18**.

Il duplice assassinio di via Arenula — L’arresto del conte Romolo Laureati.

Siamo giunti all’epilogo, ed ora non manca che il voto dei giurati alla Corte d’Assise per mettere l’ultima conclusione al terribile dramma d’amore svoltosi nel pomeriggio del giorno 17 corrente, in una camera mobiliata di un casamento di via Arenula.

L’epilogo si è avuto ieri mattina con la spontanea costituzione del colpevole.

Verso le ore 11 il conte Romolo Laureati, accompagnato dall’avvocato Felice Tosi, si presentò all’ufficio del Procuratore del Re cavalier Carlo Travaglia, chiedendo alla guardia che era di servizio nell’anticamera di farlo passare con la massima sollecitudine, avendo un affare grave ed urgente da comunicare al signor Procuratore del Re.

Dopo un buon quarto di aspettativa dentro al corridoio che precede il gabinetto del regio funzionario, finalmente i due visitatori furono fatti entrare. E non appena l’avvocato Tosi mostrò di voler presentare al magistrato il suo compagno, questi con la voce ferma e la fisionomia che non tradiva il più piccolo e lieve sentimento dell’anima sua, fece la seguente dichiarazione:

— Io sono il conte Romolo Laureati, colui che è accusato d’aver ucciso Amanda di Valberta ed il suo ganzo... e mi vengo a costituire nelle mani della giustizia.

Il procuratore, fin dalle prime parole dette dal Conte, non riuscì a nascondere un movimento di vera sorpresa: poi rivolse parecchie domande al conte Laureati, il quale rispose concisamente ma con molta chiarezza a tutte le questioni che l’egregio funzionario credette rivolgergli. Il colloquio però non durò più di venti minuti.

Subito dopo, il conte Romolo Laureati fu accompagnato nel gabinetto del giudice d’istruzione cavalier Giacomo Tasca al quale, con una infinità di dettagli, l’accusato fece una precisa esposizione di quanto aveva concorso e per conseguenza aveva delimitato la tragica soluzione di quel dramma di amore, di cui fatalmente egli è stato chiamato ad essere il triste protagonista.

Il conte Romolo Laureati rimase nella camera del giudice istruttore per circa tre ore.

Raccolta la sua deposizione, il conte Romolo Laureati sempre seguito dall’avvocato Felice Tosi fu fatto salire in una vettura chiusa ed accompagnato alle carceri giudiziarie, dove dovrà rimanere in attesa del processo.

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