III. DISCOMICETEE
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Famiglia delle Elvellacee
Genere Morchella.
Funghi carnoso-ceracei, con mitra (cappello) e gambo, senza anello e volva; mitra internamente vuota, attaccata al gambo o saldata allo stesso per una piccola vallicella, di forma obovata, alveolata; alveoli di varia grandezza, rivestiti dall'imenio; gambo centrale, vuoto; aschi cilindrici, a otto spore, con parafisi; spore di tinta giallognola, liscie, ellittiche.
Morchella rotunda Pers. — Tav. CIV.
Ital. Spugnola gialla, Tripetto, Bucherello. Volg. Spongiola, Spongigneura, Spunzola. Franc. Morille ronde. Ted. Runde Speisemorchel.
Ha mitra (cappello) di forma globosa, ovata o più raro ovato conica, tutta coperta di alveoli poligonali, di colore giallo-ocra più o meno carico, internamente cava, attaccata al gambo, il quale è cilindrico, alla base sovente bulboso e scanalato, di colore bianco pallido, internamente cavo e cosperso di fiocchi farinosi come pure l'interno del cappello; la carne è bianca, ceracea, fragile, di sapore ed odore non marcato; aschi (teche) cilindrici, pedicellati: 350-400 × 16-24 µ.; parafisi ramose, coll'apice clavato, 14-16 µ. largo; spore ellittiche, jaline, 20-23 × 12-15 µ.
Cresce al margine dei boschi, agli argini dei campi, specialmente in terreno sabbioso, nella primavera. A Trento si trova al Desert, a S. Nicolò, S. Antonio, Gocciadoro ecc. ma in poca quantità.
La Spugnola gialla è uno dei funghi più delicati e saporiti, per cui merita d'essere conosciuta e introdotta sul mercato.

Tav. CIV — Morchella rotunda Pers. (Spugnola gialla) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento
Spiegazione delle figure: a-b Fungo in vario grado di sviluppo. c Fungo sezionato verticalmente. d Aschi o teche con 8 spore e parafisi. e Spore libere.
Morchella vulgaris (Pers). Boud. — Tav. CIV a.
Ital. Spugnola comune. Volg. Spongiola, Sponziola, Spongigneura. Franc. Morille brune. Ted. Gemeine Speisemorchel.
Ha mitra obovata o subglobosa, ottusa all'apice, attaccata intieramente al gambo senza vallecola alla base, internamente cava, tutta coperta da alveoli irregolari, disposti senza ordine, sinuati o obovato-oblonghi, nel fondo sovente rugoso-venosi, di color nerognolo, poi cinereo-olivaceo pallido, circondati da coste pubescenti, bianche, qua e là, specialmente all'apice con tinta fulvastra; gambo bianco, glabro o leggermente pruinato, all'apice un po' dilatato, alla base ingrossato e solcato-lacunoso; carne bianca, sapida, tenera, poi tenace coll'età; teche cilindracee, alla base attenuato-pedicellate e sinuate, 280-360 × 16-88 µ.; parafisi più brevi delle teche ramose, all'apice fusoideo-ventricose; spore ellittiche, 18-21 × 10-12 µ.
Cresce in famiglie in aprile e maggio, specialmente ai margini erbosi dei boschetti frondosi.
La Spugnola comune ha il medesimo gusto e serve ai medesimi usi della Spugnola gialla, della quale viene considerata come la forma più precoce, essendo la prima delle Morchelle che apparisca in primavera.

Tav. CIV a — Morchella vulgaris Pers. (Spugnola comune) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento
Spiegazione delle figure: a-b Due individui bene sviluppati. c Individuo sezionato. d Teche e parafisi. e Spore.
Morchella deliciosa Fr. — Tav. CV.
Ital. Spugnola deliziosa. Volg. Sponziola, Spongiola. Franc. Morille délicieuse. Ted. Köstliche Morchel.
Ha mitra ovale o ovato-conica, con alveoli allungati di varia dimensione, formati da coste longitudinali, pubescenti, che anneriscono coll'età, di colore grigio-fuligginoso o carnicino o giallescente, unita al gambo mediante una piccola vallicella, internamente cava e fioccosa; gambo bianco, eguale, coperto di squamette o furfure che svanisce nel fungo adulto, cavo e fioccoso nell'interno; carne ceracea, fragile, bianca, di odore e sapore appena sensibile; teche cilindriche, pedicellate, 300-350 × 16-20 µ.; con parafisi ramose; spore ellittiche, 20-26 × 13-16 µ.
Cresce a grandi famiglie nelle selve di conifere, specialmente nei luoghi erbosi, poco coperti, in primavera.
La Morchella deliziosa si avvicina molto pel gusto e per la tenerezza della carne alla Morchella rotonda; però conviene scegliere esemplari giovani o non ancora del tutto anneriti, altrimenti diventa un po' tenace e indigesta.

Tav. CV — Morchella deliciosa Fr. (Spugnola deliziosa) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento
Spiegazione delle figure: a-b Fungo in vario grado di sviluppo. c Fungo sezionato verticalmente. d Teche e parafisi. e Spore.
Morchella conica Pers. — Tav. CVI.
Ital. Spugnola bruna. Volg. Spongiola, Spongigneura, Sponziola ecc. Franc. Morille conique. Ted. Spitzmorchel.
Ha mitra ovato-conica, di colore castagno-fosco o fuligginoso-olivaceo, con alveoli allungato-contorti, nel fondo percorsi da vene traversali, divisi da coste longitudinali tomentose, di colore fuligginoso, poi nero, internamente cava, fioccosa e scura, alla base congiunta al gambo mediante una vallicella; gambo robusto, pallido, furfuraceo o a piccole squame, rugoso, qua e là solcato, alla base lacunoso, internamente cavo e fioccoso; carne del cappello scura, del gambo bianca, di odore e sapore non marcati; aschi cilindrici, alla base tortuoso-pedicellati, 320-400 × 18-24 µ.; con parafisi ramose; spore ellittiche, 24-30 × 14-17 µ.
Cresce a famiglie nelle selve di conifere in primavera.
La Spugnola bruna è di buon gusto, ma inferiore alla Spugnola gialla e Spugnola deliziosa. Nel fungo troppo sviluppato la carne diventa tenace, e perciò si devono sempre raccogliere esemplari giovani, ancora intieramente vegeti, e rigettare quelli in cui il cappello incomincia ad appassire alla sommità o il gambo prende una tinta giallastra.

Tav. CVI — Morchella conica Pers. (Spugnola bruna) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento
Spiegazione delle figure: a Cespo di due individui in vario grado di sviluppo. b Fungo sezionato verticalmente. c Aschi e parafisi. d Spore.
Morchella elata Fr. — Tav. CVII.
Ital. Spugnola maggiore. Volg. Spongiola, Sponziola, Spongigneura. Franc. Morille élevée. Ted. Hohe Morchel.
Ha mitra cilindrica od ovale, ottusa alla sommità, con alveoli grandi, allungati, sovente quadrangolari, nel fondo percorsi da vene traversali, divisi da coste quasi parallele, tomentose, annerantesi nel fungo adulto, di color isabella-sporco o bruno-alutaceo, attaccata al gambo mediante una vallicella, internamente cava e fioccosa; gambo sovente molto grande, eguale, longitudinalmente a solchi o grinze rugose, furfuraceo-squamosetto, di colore pallido o carnicino-lurido, internamente cavo e fioccoso, alla base lacunoso; carne ceracea, di sapore mite ed odore un po' nauseante nel fungo adulto; teche cilindriche, alla base tortuoso-pedicellate, 280-400 × 18-30 µ.; con parafisi ramose; spore ellittiche, 22-32 × 13-18 µ.
Cresce a famiglie nelle selve di conifere di montagna in primavera.
La Spugnola maggiore è fungo d'assoluta innocenza, inferiore però per la carne un po' tenace e per l'odore meno grato alla Spugnola gialla ed alla Spugnola deliziosa, ma ciò non ostante devesi enumerare tra i funghi mangerecci della migliore qualità, come lo sono tutte le altre specie del genere Morchella che qui non descrivo, perchè hanno il medesimo abito e colore e perchè non si possono confondere con specie venefiche.

Tav. CVII — Morchella elata Fr. (Spugnola maggiore) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento
Spiegazione delle figure: a-b Fungo in vario grado di sviluppo. c Fungo sezionato verticalmente. d Aschi e parafisi. e Spore.
Genere Mitrophora.
Funghi carnoso-ceracei, con mitra e gambo; mitra campanulata o conica, attaccata al gambo soltanto nella metà superiore, inferiormente libera, alveolata, con alveoli allungati rivestiti dall'imenio come nel genere Morchella; gambo vuoto, centrale; aschi cilindrici, a otto spore, con parafisi; spore ellittiche, liscie, di color paglierino.
Dal genere Morchella differisce per la mitra semilibera.
Mytrophora hybrida (Sow.) Boud. (Morchella semilibera e Morchella rimosipes De C.) — Tav. CVIII.
Ital. Spugnola minore. Volg. Spongiola, Spongiole, Bissacan. Franc. Morille batârde. Ted. Bastard-Lorchel.
Ha mitra conica, ottusa o appuntata all'apice, sotto la metà libera dal gambo, con alveoli di forma irregolare, quadrangolare o allungata, nel fondo a vene rialzate, di colore nocciola-scuro, colle coste nereggianti nel fungo adulto; gambo bianco, con tinta paglierina a pieno sviluppo, eguale o bulboso-lacunoso alla base, furfuraceo-squamosetto, longitudinalmente in età grinzoso-solcato, internamente cavo e fioccoso; carne bianca, ceracea, presto molle, acquosa, senza odore e sapore speciale; teche cilindriche, tortuoso-pedicellate, 270-320 × 17-19 µ.; parafisi ramose; spore ellittiche, 23-28 × 13-15 µ.
Cresce a famiglie nei vigneti, agli argini dei campi, nei boschetti a foglia, da marzo a maggio nella zona della vite.
La Spugnola minore è di qualità inferiore alle altre Spugnole per la carne molle, acquosa, e perciò si devono scegliere a preferenza esemplari molto giovani. Il miglior modo di cucinarla si è di friggerla con burro, pepe, sale, prezzemolo e uova.

Tav. CVIII — Mytrophora hybrida (Sow.) Boud. (Spugnola minore) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento
Spiegazione delle figure: a Fungo perfettamente sviluppato. b Fungo sezionato verticalmente. c Teche e parafisi. d Spore libere.
Genere Gyromitra.
Funghi carnoso-ceracei, con mitra e gambo; mitra irregolare, quasi globosa, con superficie ondulato-cresputa, alla base lobata, coi lobi saldati sul gambo; gambo solido, deforme; imenio disteso su tutta la superficie della mitra, con aschi cilindracei, a otto spore e parafisi; spore ellissoidee biguttulate, jaline.
Gyromitra esculenta (Pers.) Fr. (Helvella suspecta Krombh). Tav. CIX.
Ital. Spongino, Spugnola bastarda. Volg. Spongiola o Sponziola (Trentino), Spongigneura falsa (Milanese), Muneghete (Veneto). Franc. Gyromitre comestible. Ted. Speiselorcher, Verdächtige Lorchel.
Ha mitra irregolare, per lo più di forma rotondata, divisa alla base generalmente in 3 lobi, raramente 4-5, rivolti verso il gambo e saldati allo stesso; la superficie è percorsa da coste tortuose, più o meno rilevate, che si intrecciano dando luogo a lacune o fossette di varia forma, di colore ocraceo-bruno o bruno-rosseggiante; gambo corto, tuberoso, per lo più compresso, lacunoso, coperto da pruina o pelurie, di colore da prima biancastro, poi con tinta carnicina; carne ceracea, di odore grato e sapore meno marcato; aschi cilindrici, pedicellati, 350-450 × 15-20 µ., con parafisi ramose; spore ellittiche, a due nuclei oleosi, 20-25 × 11-14 µ.
Vegeta a grandi famiglie nelle selve di conifere, specialmente in luoghi un po' umidi, sabbiosi, nell'aprile e maggio.
Lo Spongino è fungo di finissimo gusto ed è assai ricercato dai buongustai. Nel Trentino è l'unico fungo che si mangia sotto il nome di Spongiola, ma ne fu proibita la vendita sul mercato di Trento per i casi di avvelenamento da esso prodotti. Ora si vende di nascosto e perciò ogni qual tratto i detti casi si rinnovano.
Dall'analisi chimica fatta sul fungo fresco si constatò che lo Spongino contiene un veleno solubile nell'acqua bollente, nell'alcool e nell'etere, che venne chiamato acido elvellico (C12 H20 O7), dal quale derivarono gli avvelenamenti successi. L'effetto del veleno si manifesta soltanto 5-7 ore dopo il cibo con vomito, diarrea, decadimento corporale, e dopo il primo giorno con itterizia generale ed emoglobinuria, per la decomposizione dei globuli rossi del sangue, cui succede la morte per uremia. I casi letali però sono rari, potendosi facilmente sospendere l'azione del veleno coi soliti rimedii, specialmente se le persone colpite sono sane e di complessione abbastanza robusta.
Siccome il veleno è solubile nell'acqua bollente, si può cibarsi dello Spongino senza pericolo facendolo da prima bollire nell'acqua e poi, gettata l'acqua, condirlo e cucinarlo coi metodi in uso per gli altri funghi. Seguendo tale norma io non ebbi mai a soffrire disturbi, quantunque ogni anno ne abbia mangiato, anche in sufficiente quantità. Disseccato riesce pure innocuo, ma conviene conservarlo in luoghi asciutti, giacchè se subentra umidità incomincia a marcire ed allora si sviluppano i veleni che si riscontrano nelle sostanze in putrefazione e ritorna perciò ad essere venefico. Avvelenamenti prodotti dal fungo disseccato ne furono pure constatati, non già prodotti dall'acido elvellico, ma da formazioni tomainiche e precisamente dalla Neurina, potente veleno che si riscontra appunto nelle sostanze che vanno dissolvendosi. Per questo motivo è da raccomandarsi nuovamente di non raccogliere mai esemplari di funghi che incominciano a marcire, di conservare sempre i funghi disseccati in luoghi molto asciutti e quando si prendono per cucinarli rigettare tutti quelli che segnassero un principio di decomposizione.

Tav. CIX — Gyromitra esculenta Pers. (Spongino) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento
Spiegazione delle figure: a-b Fungo in vario grado di sviluppo. c Fungo sezionato verticalmente. d Teche e parafisi. e Spore libere.
Genere Helvella.
Funghi carnoso-ceracei o membranacei, con mitra e gambo, senza anello e volva; mitra irregolare, reflessa, ondulato-sinuata, lobata, libera o attaccata al gambo, raramente nel fungo giovane a forma di coppa, superiormente fertile, al di sotto pubescente e sterile; gambo centrale, liscio o lacunoso, vuoto o ripieno di un midollo bombagioso; aschi cilindracei, a otto spore con parafisi; spore ellittiche, jaline.
Helvella crispa Scop. Fr. — Tav. CIX a.
Ital. Elvella crespa, Pasta sciringa. Volg. Sponziola d'autun. Franc. Morillette blanche. Ted. Herbstlorchel.
Ha mitra di forma rigonfia, ondulato-lobata, da prima aderente al gambo, poi libera e coi margini rivolti all'in su, superiormente glabra, rugosa o lacunosa, di color pallido, al di sotto pubescente di color nocciuola più o meno carico; gambo bianco, eguale o leggermente ventricoso, percorso da rialzi o coste fra loro congiungentisi a rete larga e irregolare e racchiudenti dei solchi o lacune profonde e allungate; teche cilindracee, alla base pedicellate, 270-310 × 14-18 µ.; con parafisi ramose; spore ellittiche, jaline, con grande goccia oleosa, 17-20 × 10-11 µ.
Cresce solitaria o gregaria, tanto nelle selve di conifere che a foglia, dall'agosto al novembre.
L'Elvella crespa è fungo mangereccio di buon gusto, ma inferiore alle Morchelle per la carne più tenace, tendente al coriaceo negli esemplari pienamente sviluppati.

Tav. CIX a — Helvella crispa Scop. (Pasta sciringa) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento
Spiegazione delle figure: a-c Fungo in vario grado di sviluppo. d Teche e parafisi. e Spore. f Peli della parte inferiore della mitra.