← Table of contents
I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media

I. IMENOMICETEE (continued 2)

Reading edition

Cantharellus cibarius Fr. — Tav. LXXX.

Ital. Gallinaccio, Capo gallo. Volg. Finferlo, Galetto, Zaldi (Lombardia). Franc. Chanterelle. Ted. Pfifferling.

Ha cappello carnoso, convesso, poi depresso-concavo, finalmente ad imbuto, coi margini irregolari, lobati, sinuato-ondulati, crespi ecc., secco, glabro o da giovane appena pubescente, di colore giallo-dorato o giallo-ranciato più o meno vivo, raramente bianco con tinta ai margini canarino o lilacino-carnea; lamelle assai decorrenti sul gambo, da prima a forma di vene, poi rialzate, ma sempre ottuse al taglio, reticolate, ripetutamente forcate, del colore del cappello; gambo solido, per lo più attenuato alla base, glabro, pure del medesimo colore; carne bianca, ai lati gialla, fibrosa, di buon sapore ed odore; basidii 60-100 × 7-11 µ.; spore color paglia, ellittiche, 8-12 × 4½-7 µ.

È comunissimo in tutte le selve dal giugno all'ottobre in grandi famiglie, per lo più disposto in circoli o macchie.

Il Gallinaccio è fungo mangereccio sommamente apprezzato, ed è raccolto e mangiato dovunque. Offre un cibo oltrechè gustoso, anche molto nutriente, essendo constatato che contiene il 24% di sostanze azotate ed il 9% di sali nutritivi. Benchè di assoluta innocenza conviene però raccogliere individui sani, non troppo sviluppati, giacchè nel fungo vecchio la carne diventa molle, perde le proprietè nutritive ed assume un odore forte, nauseante.

Non si può confondere con qualità venefiche. La specie che gli è molto somigliante e che anzi sembrerebbe una varietà piccola è il Cantharellus Quèletii Fr., ma anche questo, del resto rarissimo, è mangereccio. Il Cantharellus aurantiacus Wulf, poi è affatto diverso, nè si può commutare col Gallinaccio, e chi asserisce il contrario non deve certamente conoscerlo.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. LXXX — Cantharellus cibarius Fr. (Gallinaccio) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a-d Fungo in vario grado di sviluppo. e Fungo sezionato verticalmente. f Basidii. g Spore.

Cantharellus lutescens Pers. (Craterellus Aut.) — Tav. LXXXI.

Ital. Cantarello giallo. Volg. Finferla. Franc. Chanterelle jaunâtre. Ted. Gelblicher Faltenschwamm.

Ha cappello membranaceo, da convesso-ombelicato espanso-imbutiforme, chiuso o aperto e comunicante colla cavità del gambo, a margine irregolare, ondulato-repando e lobato, fioccoso-squamosetto e in età glabrescente, colore fosco-ombrino impallidente; imenio di color giallo, cangiante in rosso-auroreo o roseo-cesio, da prima liscio, poi coperto da vene turgide, dicotomo-ramose; gambo compresso o canaliculato, nella parte inferiore ingrossato, cavo, di colore arancio vivo; carne tenace, di color giallo, di odore forte, un po' nauseante e di sapore non marcato; basidii clavati, 70-100 × 6-7 µ.; spore giallognole, ovate, 10-12 × 6-8 µ.

Cresce tanto nelle selve conifere che a foglia in famiglie o a cespugli, dall'agosto al novembre, e preferisce le località umide.

È fungo mangereccio di conosciuta innocenza, ma molto inferiore al Gallinaccio per la carne più tenace e meno sapida. Per la manifesta affinità e per la sua gracilità in confronto dell'antecedente, il volgo lo distingue col nome femminile di Finferla.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. LXXXI — Cantharellus lutescens (Pers.) Fr. (Cantarello giallo) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a Gruppo di funghi. b Sezione verticale d'un individuo. c Basidii. d Spore.

Cantharellus clavatus Pers. — Tav. LXXXII.

Ital. Cantarello violaceo. Franc. Chanterelle pourpre. Ted. Hasenöhrl.

Ha forma assai variabile; da prima si presenta come una clava troncata all'apice, poi si dilata e prende l'aspetto di trottolo o di ventaglio coi margini per lo più lobati. La parte superiore che rappresenta il cappello è nel fungo giovane color violaceo, poi passa al colore olivastro; la parte laterale o imeniale è di colore viola carnicino, da prima liscia, indi percorsa da vene turgide, ramose e reticolate; il gambo è breve, obeso, si unisce alla parte imeniale senza segno di distinzione, e ne ha il medesimo colore. La carne è bianca, di sapore un po' acidulo nel fungo adulto. Le spore sono gialliccie, a forma di mandorla, allungate, 10-13 × 4-5 µ.

Cresce per lo più a cespi e in lunghe file nelle selve di conifere in montagna dall'agosto all'ottobre.

Il Cantarello violaceo è specie mangereccia di buon gusto, purchè si scelgano esemplari giovani; il fungo adulto diventa troppo acido e perciò si deve rigettare. Per la sua forma singolare e pei colori che lo distinguono non si può confondere con altra specie.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. LXXXII — Cantharellus clavatus Fr. (Cantarello violaceo) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a Gruppo di funghi. b Individuo isolato a forma di ventaglio. c Individuo sezionato verticalmente. d Spore.

Genere Craterellus.

Funghi carnoso-membranacei, con cappello e gambo, senza anello e volva; tessuto del gambo contiguo a quello del cappello; cappello aperto nel gambo; imenio liscio, senza lamelle o vene, ma talora con qualche rugosità; spore bianche, ellittiche; basidii a due sterimmi.

Craterellus cornucopioides Pers. — Tav. LXXXIII.

Ital. Trombetta da morto. Franc. Trompette des morts. Ted. Todtentrompete.

Ha cappello carnoso-membranaceo, aperto nel gambo a forma di imbuto, coi margini convessi, lobati e ondulato-sinuosi, di colore fuligginoso, con piccole squamette di tinta più carica; imenio o parte inferiore del cappello liscia e con qualche ruga in età, di colore cenere-fuliggineo; gambo cavo, glabro, con lacune longitudinali, attenuato verso la base; carne concolore, di odore un po' marcato nel fungo adulto; basidii cilindraceo-clavati, all'apice forcati (bisterimmi), 65-75 × 8-9 µ.; spore ellittiche, 10-15 × 7-9 µ.

Vegeta a preferenza nei luoghi umidi tanto nelle selve di conifere che di alberi a foglia dall'agosto al novembre.

La Trombetta da morto ha quasi il medesimo gusto, la medesima consistenza della carne ed il medesimo odore, quando è bene sviluppato, del Cantarello giallo, e perciò merita d'essere preso in considerazione quantunque il colore triste, che gli fece aggiungere al suo nome l'appellativo da morto, non ne lusinghi troppo la raccolta. Non si può confondere con specie venefiche.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. LXXXIII — Craterellus cornucopioides Pers. (Trombetta da morto) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a-c Fungo in vario grado di sviluppo. d Fungo sezionato verticalmente. e Basidii e ife. f Spore.

Genere Marasmius.

Funghi aridi, carnoso-tenaci, membranaceo-cartilaginosi, con cappello e gambo, senza anello e volva; tessuto del gambo contiguo a quello del cappello; lamelle tenaci, al gambo libere, sinuate o aderenti; spore bianche, ovate o ovato-allungate, liscie.

Marasmius oreades Bolt. — Tav. LXXXIV.

Ital. Fungo color d'Isabella, Oreade. Volg. Gambe secche. Franc. Faux mousseron. Ted. Herbstmousseron.

Ha cappello carnoso-tenace, da convesso-campanulato spianato e umbonato, col margine in età striato, glabro, a tempo umido un po' lubrico, di colore isabella carico, poi invecchiando nocciuola o alutaceo o anche biancastro; lamelle distanti, al gambo rotondato-libere, nel fondo congiunte a vene, di colore bianco-acquoso, poi quasi del color del cappello; gambo pieno, quasi eguale o appena ingrossato alla base, tomentosetto, di tessuto fibroso, da prima bianco poi con tinta nocciola; carne bianca, in età tenace, di buon sapore e odore; basidii clavati, 45-60 × 5-6 µ.; spore bianche, obovate, 8-10 × 5-6 µ.

Vegeta nei luoghi erbosi selvatici, al margine delle strade, nei pascoli ecc. in lunghe file dall'aprile al novembre.

L'Oreade va annoverato tra le specie mangerecce più gustevoli, approssimandosi per l'aroma al Prugnuolo. Però in vista della carne, che tende al coriaceo, e per la durata abbastanza lunga della sua vita, si devono sempre scegliere individui giovani di mezzo sviluppo, e rigettare inoltre la parte inferiore del gambo, troppo fibrosa, onde riesca veramente gradevole e di facile digestione. Si può facilmente disseccare e usare come condimento, invece delle droghe, alla guisa del Prugnuolo, del Prataiuolo, del Cicciolo ecc. conservando egli pure, anzi aumentando l'aroma colla disseccazione. Per questa sua proprietà si trova in commercio, specialmente in Francia e Germania, e si apprezza al pari dei funghi suddetti. Non si può confonderlo con specie venefiche, essendo tutte quelle che gli assomigliano o mangerecce o almeno innocue.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. LXXXIV — Marasmius oreades Bolt. (Fungo color d'Isabella) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a Gruppo di funghi in vario grado di sviluppo. b Sezione verticale di un individuo. c Basidii. d Spore.

Genere Volvaria.

Funghi carnosi con cappello e gambo, forniti di volva, ma senza anello; tessuto del gambo distinto da quello del cappello; lamelle al piede libere, di color roseo o carnicino; spore ovate o ellissoidee, liscie, di tinta rosea.

Volvaria speciosa Fr. — Tav. XLIV.

Ital. Volvaria bianca. Franc. Volvaire blanche. Ted. Ansehnlicher Blätterschwamm.

Ha cappello da campanulato espanso-gibboso o largamente umbonato, glabro, viscoso, di colore biancastro con tinta paglierina ai margini e grigia al centro; lamelle spesse, nel fungo giovanissimo bianche, poi roseo-carnicine, col taglio finamente fimbriato, verso il gambo rotondato-libere; gambo pieno, alto, all'apice attenuato, fibrilloso, bianco, ingiallentesi coll'età, alla base fornito di volva membranacea, libera, biancastra, col margine lobato; carne bianca, molle, di odore sgradevole; basidii clavati, 40-45 × 11-13 µ.; spore obovate, color carnicino, 15-18 × 8-10 µ.

Nasce negli orti, nei prati, ai margini delle vie, nei ruderati ecc. da maggio in ottobre.

È specie venefica che si potrebbe confondere, osservandola superficialmente, colla Tobbietta bianca (Tav. XV) o colle forme più elevate del Prataiuolo (Tav. LII-LIV), dai quali però subito si distingue per la mancanza dell'anello e per la presenza della volva. Si abbia cura quindi, alla raccolta, di osservare bene le parti sovra indicate e di farne i confronti colle tavole citate.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. XLIV — Volvaria speciosa Fr. (Volvaria bianca) (VELENOSO) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a Fungo quasi intieramente sviluppato. b Sezione verticale. c Basidii. d Spore.

Volvaria glojocephala De C. — Tav. XLV.

Ital. Volvaria fuligginosa. Franc. Volvaire grise.

Ha cappello campanulato, poi espanso-umbonato, col margine in età striato, viscoso, di color fuliggine o bruno-marrone; lamelle spesse, larghe, verso il gambo rotondato-libere, da bianche carneo-rossastre, al taglio sottilmente dentate; gambo solido, lungo, attenuato all'apice, bianco, poi diventante fuligginoso, alla base cinto da una volva membranacea, bianca, lobata al margine; carne bianca, di odore nauseante; basidii clavato-subfusoidei, 45-50 × 14-15 µ.; spore obovate, rosee, 13-16 × 8-9 µ.

Nasce nei medesimi luoghi e nella medesima stagione della Volvaria bianca, della quale ha pure le proprietà venefiche. Si può confondere colle forme grigio scure dell'Amanita vaginata (Tav. XII), specie mangereccia. Per distinguerla con sicurezza si osservino le lamelle, le quali nella Volvaria glojocephala sono rossastro-carnicine e nella Amanita vaginata sempre bianche o con leggera tinta grigiastra nel fungo molto sviluppato.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. XLV — Volvaria glojocephala De C. (Volvaria fuliginosa) (VELENOSO) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a-b Due individui in vario grado di sviluppo. c Sezione verticale d'un individuo. d Basidii. e Spore.

Genere Entoloma.

Funghi carnoso-fibrosi, con cappello e gambo, senza anello e volva; tessuto del gambo contiguo a quello del cappello; lamelle smarginate, di colore roseo; spore poligonali, pentagone o esagone, rosee.

Entoloma clypeatum Linn. — Tav. XLVI.

Ital. Agarico clipeato. Franc. Mousseron des haies.

Ha cappello convesso-subcampanulato, poi piano-umbonato, con margine sinuato-repando, secco, sericeo, di colore fuligginoso-grigiastro rischiarantesi nel fungo adulto; lamelle non tanto spesse, larghe, sinuato-uncinate al gambo, bianco-grigiastre nel fungo giovane, indi carnicino-sporco, al taglio irregolarmente crenulate; gambo eguale, fibrilloso, bianco, all'apice pruinato, pieno, poi cavo; carne bianco-grigiastra, fibrosa nel gambo, di odore e sapore poco marcato, gradevole; basidii clavato-fusoidei, 30-40 × 10-12 µ.; spore carnicine, angolate, per lo più di forma pentagonale, del diametro di 8-10 µ.

Nasce nei prati dove si trovano alberi o nei luoghi erbosi, pascoli ecc. coperti da alberi a foglia, nell'estate e autunno, solitario o a cespi, per lo più in lunghe file.

È mangereccio e di buonissimo gusto. Basta una mezza ora o poco più per la cottura. È facilmente invaso dagli insetti, per cui conviene scegliere con accuratezza gli esemplari sani e non corrosi. Non si può confondere con specie nocive.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. XLVI — Entoloma clypeatum Linn. (Agarico clipeato) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a Cespo di Funghi. b Individuo sezionato. c Basidii. d Spore.

Genere Clitopilus.

Funghi carnosi con cappello e gambo, senza volva e anello; tessuto del gambo omogeneo con quello del cappello; lamelle scorrenti sul gambo, colorate, con tinta rosea o carnicina; spore liscie o angolate, rosee.

Clitopilus prunulus Scop. (Agaricus Orcella Bull.) — Tav. XLVII.

Ital. Grumato grigio, Prugnuolo bastardo. Volg. Paste, Pastine, Fungo del lievito, Lievitato, Oladivo. Franc. Mousseron d'automne. Ted. Orcellas Blätterschwamm.

Ha cappello da convesso spianato-depresso, cogli orli arrotolati verso le lamelle, di color cinereo o cinereo-biancastro o anche quasi bianco, talora con zone concentriche più scure, secco e morbido come pelle di guanto; lamelle spesse, strette, scorrenti sul gambo, da prima bianche o grigiastre, poi carnicino pallido; gambo solido, eguale o ingrossato alla base o anche ventricoso, bianco, centrale o eccentrico, talora anche laterale, al piede coperto da bianca lanuggine; carne bianca, pastosa, di sapore dolce e di odore assai marcato di pasta lievitata; basidii clavati; spore fusoidee, rosee, 10-13 × 5-6 µ.; con nervature longitudinali a perfetta maturanza.

Nasce dovunque tanto nelle selve di conifere che nei boschi a foglia dal giugno all'ottobre, sparso qua e là senza disposizione speciale.

Questa specie è senza dubbio una delle più gustevoli. Possiede una carne tenera, delicata, presto cotta e gradevolissima. Il modo migliore di prepararlo è ad uso frittura, come ho indicato al n. 3º del paragrafo che tratta della cucinatura dei Funghi. Riesce buonissimo anche disseccato, aumentando di aroma, e serve pure come condimento. Non si può confondere con specie nocive, ed inoltre per il suo speciale odore di lievito è facilissimo il riconoscerlo anche dai meno pratici.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. XLVII — Clitopilus prunulus Scop. (Grumato grigio) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a-c Fungo nei varii gradi di sviluppo. d Fungo sezionato verticalmente. e Basidii. f Spore.

Genere Pholiota.

Funghi carnosi con cappello e gambo, forniti di anello, ma generalmente senza volva; tessuto del gambo omogeneo con quello del cappello; lamelle al gambo generalmente smarginate, colorate, di tinta ocracea, ferruginea o ombrina; spore liscie, obovate o ellissoidee, ocracee o ombrine.

Pholiota caperata Pers. — Tav. XLVIII.

Ital. Agarico grinzoso. Franc. Agaric ridé. Ted. Runzliger Blätterschwamm.

Ha cappello da convesso-emisferico espanso, da prima coperto da squamette bianche, pelose, poi glabro e rugoso specialmente verso il margine, di colore giallo-paglierino, qua e là più o meno marcato; lamelle spesse, al gambo smarginate e col taglio seghettato, di colore da prima giallo-pallido, poi ocraceo; gambo solido, sopra l'anello bianco e squamuloso, sotto fibrilloso con tinta paglierina, eguale o verso la base ingrossantesi; anello membranaceo, distante, sovente obliquo, bianco, con zona ocracea; volva tenue come pellicula, all'apice libera, bianca o con tinta gialla, presto svanente e visibile soltanto negli individui giovani; carne color paglia, di odore e sapore leggiero, grato; basidii clavati, 40-45 × 12 µ.; spore allungate, quasi a forma di mandorla, di color ocraceo, 13-15 × 7-8 µ.

Nasce copioso in circoli fra il muschio nelle selve alpine di conifere, come in Val di Sole, Rabbi, Andalo, Rumo, Paneveggio ecc.

L'Agarico grinzoso è fungo mangereccio ma non dei migliori. La carne del gambo è piuttosto tenace e fibrosa e perciò deve essere ben cotta. Negli esemplari più sviluppati sarebbe meglio rigettare la parte del gambo sotto l'anello. Preparato bene riesce abbastanza saporito e certamente più gradevole di altre specie che si reputano buone. Merita quindi di essere conosciuto ed utilizzato negli usi culinari. Non vi sono specie venefiche colle quali può essere confuso; ha invece molta somiglianza con diverse specie di Cortinarii o insipide o sospette, dalle quali si potrà facilmente distinguere per l'anello e la volva. I Cortinarii non posseggono volva, nè hanno anello membranaceo, ma soltanto una cortina fibrillosa come tela di ragno o bambagiosa da simulare un anello.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. XLVIII — Pholiota caperata Pers. (Agarico grinzoso) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a-b Due individui in vario grado di sviluppo. c Individuo veduto dalla parte lamellare. d Individuo sezionato. e Basidii. f Spore.

Pholiota praecox Pers. — Tav. XLIX.

Ital. Agarico primaticcio, Marzuolo. Volg. Fonghi marzioi (Veneto), Ciodeti. Franc. Le précoce. Ted. Frühschwamm.

Ha cappello da convesso-spianato, depresso o anche leggiermente umbonato, umido e un po' viscido a tempo piovoso, di colore da prima bianco sporco o bianco con sfumatura fuligginosa, indi gialliccio nel centro e biancastro al margine; lamelle spesse, verso il gambo smarginate e uncinate, di colore bianco-acquoso nel fungo giovane e canella-scuro nel fungo adulto; gambo eguale o ingrossato alla base, internamente midolloso, poi vuoto, pubescente, bianco e in età oscurantesi, fornito di anello membranaceo, supero, lacerato, che svanisce nel fungo intieramente sviluppato; carne bianca, molle; basidii clavati, 30 × 8 µ.; spore di colore ferruginoso, ovato-allungate, 9-11 × 5-6 µ.

Nasce nei luoghi erbosi lungo le strade, al margine delle selve, dei campi, prati ecc. dall'aprile all'estate, solitario o a pochi individui qua e là sparsi.

È specie affatto innocua, ma per la carne troppo molle e di sapore appena marcato riesce di qualità ordinaria. È da preferirsi, quindi, invece che solo, di usarlo in unione ad altre specie. Non si può confondere con funghi velenosi.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. XLIX — Pholiota praecox Pers. (Agarico primaticcio) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a Fungo giovane con brandelli di anello attaccati al margine del cappello. b-c Due individui di pieno sviluppo. d Individuo sezionato. e Basidii. f Spore.

Pholiota Aegerita (Porta) Brig. (Ag. cylindraceus et attenuatus De C. Ag. pudicus Fr. vix Bull. Ag. Brigantii Fr. Ag. Pioparello Viv.) — Tav. L.

Ital. Pioppino, Piopperello. Volg. Fungo di pioppo, Fong de albera, Fong de salgar. Franc. Champignon du peuplier, Pivoulade.

Ha cappello da convesso o quasi campanulato spianato, sovente umbonato o gibboso, nel fungo giovane rugoso e crespato, nel fungo adulto liscio, a epidermide come pelle di guanto che poi si screpola in areole poligonali (fig. c), di colore da prima fuligginoso-chiaro, poi giallo-fulvente al centro e pallido al margine; lamelle spesse, larghe, verso il gambo troncato-aderenti ed uncinate, da pallido-giallastre canella scuro; gambo solido, eguale o attenuato alla base o anche ingrossato, bianco, oscurantesi coll'età, sopra l'anello fibrilloso, sotto squamosetto-lacero; carne bianca o pallida, tenace, nella parte inferiore del gambo giallo-fosca, di sapore mite ed odore molto marcato e gradevole; basidii clavati, 23-25 × 7-9 µ.; spore ellittiche o reniformi, giallognole, 9-11 × 6-7 µ.

Nasce in primavera ed autunno sui tronchi vivi o sulle ceppaglie di pioppo, salice, sambuco, robinia ecc. Nei dintorni di Trento si trova frequente in Campo Trentino sui salici e sul pioppo nero e lungo il passeggio del Fersina sul pioppo piramidale; a Rovereto, Ala, Sarche sul pioppo nero.

È specie mangereccia molto delicata, già conosciuta come tale e stimata dai Greci e dai Romani, presso i quali anzi si coltivava artificialmente. Mattioli nei suoi Commentari di Dioscoride ci narra il metodo di coltura di questo fungo, usato dai Greci, che consisteva nel tagliare i tronchi del pioppo rasente terra e poi irrorarli con acqua calda in cui fosse sciolto del fermento. Con tale trattamento si ottenevano i funghi dopo quattro giorni[5]. Plinio celebra le varie specie di pioppo pei funghi squisiti che producono[6]; e la riproduzione artificiale praticata dai Romani è ancora in uso in qualche luogo d'Italia, anzi meriterebbe di essere introdotta dovunque essendo assai semplice e poco costosa. Consiste nel tagliare a pezzi dei ceppi o tronchi di pioppo e collocarli in luogo umido tenendoli di frequente bagnati con acqua tepida, oppure nel porre dei frammenti di legno o di scorza di pioppo nella terra commista a letame di stalla, onde agevolarne la putrefazione e procurare di conservarla sempre umida. Crescendo questa specie anche sul salice, ritengo che si otterrebbe il medesimo risultato sottoponendo allo stesso trattamento anche pezzi di legno di questo albero.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. L — Pholiota aegerita Brig. (Pioppino) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a-b Due individui completamente sviluppati. c Due individui con cappello areolato a cagione del tempo secco e dell'età. d Individuo sezionato. e Spore.

Pholiota mutabilis Schaeff. — Tav. LI.

Ital. Famigliuola gialla, buona. Volg. Broche, Brochete (Veneto). Franc. Agaric changeant. Ted. Wandelbarer Blätterschwamm.

Ha cappello da convesso-gibboso spianato-umbonato, igrofano, allo stato vegeto di colore nel centro fulvo e al margine giallo, a tempo secco tutto uniformemente giallastro o canella; lamelle spesse, verso il gambo attaccate allo stesso e talora un po' decorrenti, da prima giallognole, poi fosco-canella; gambo pieno, poi cavo, tenace, sopra l'anello pallido, sotto tutto coperto da eleganti squamette scabrose, fosco-ferruginee; anello membranaceo, esteriormente fioccoso-scaglioso, del medesimo colore; carne bianco-giallastra nel cappello, giallastro-scura nel gambo, di odore grato da frutta; basidii clavati, 20-25 × 6-7 µ.; spore di colore ferruginoso, obovate, 6-7 × 4 µ.

Nasce dalla primavera all'autunno sulle ceppaglie in putrefazione di alberi a foglia, specialmente di ontano e tiglio, in famiglie numerose d'individui, riuniti tra loro alla base in cespi.

È fungo molto saporito come lo sono quasi tutti i funghi primaverili. Conviene però raccoglierlo non troppo sviluppato e rigettare la parte del gambo sotto l'anello, perchè è troppo fibrosa e tenace ed inoltre ha un leggier sapore di legno che non perde colla cottura. Vi sono molte altre specie, o insipide o sospette, che crescono in famiglie sui ceppi, come la Pholiota mutabilis e che, osservando il solo modo di crescere, potrebbero confondersi colla stessa; però se si confronteranno i caratteri qui sopra esposti, specialmente il gambo fornito di anello e di squame, non vi sarà pericolo di ingannarsi e di prendere una specie per l'altra. Crescendo già in primavera, merita d'essere a preferenza conosciuto pel motivo che in questa stagione i funghi mangerecci sono più rari.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. LI — Pholiota mutabilis Schaeff. (Famigliuola gialla, buona) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a Cespo di funghi. b Fungo sezionato. c Basidii. d Spore.

Genere Cortinarius.

Funghi carnoso-fibrosi con cappello e gambo, senza volva, ma con velo a guisa di tela di ragno che unisce il margine del cappello alla sommità del gambo; tessuto del gambo omogeneo con quello del cappello; lamelle colorate, cerulee o cinnamomee, al piede per lo più smarginate; spore gialle, generalmente a forma di mandorla, con episporio granulato o puntato-scabro, raramente liscie.

Cortinarius firmus Fr. — Tav. LVII.

Ital. Cortinario compatto. Franc. Agaric araigneux.

Ha cappello da emisferico piano-depresso coi margini rilevati, secco, da giovane di color pallido-canella col margine lilacino, poi tutto canella-carico, a tempo secco sovente colla epidermide areolato-screpolata; lamelle spesse, da prima pallido-lilacine, indi canella-ocracee, verso il gambo attaccate o smarginate; gambo solido, fibrilloso, alla base bulboso, lilacino-cinereo, poi nel fungo adulto pallido-canella; carne biancastra, compatta, di sapore grato ed odore forte non disaggradevole; basidii clavati, 30-35 × 8-9 µ.; spore quasi a forma di mandorla, gialle, con episporio granulato, 10-12 × 6 µ.

Nasce in circoli o in file nelle selve di conifere a mezza montagna, assai copioso nei mesi di giugno e luglio.

Il Cortinario compatto deve annoverarsi fra le specie mangereccie più saporite. Per la compattezza della carne e per l'aroma si avvicina molto al Prugnuolo (Tav. XXVIII). Come questo si presta anche per essere disseccato e quale condimento. Nel prepararlo, onde riesca veramente gradevole, si deve aver cura di cuocerlo bene a motivo della carne che è piuttosto tenace. — Vi sono parecchie specie di Cortinarii che gli assomigliano tanto per la forma che per il colore, le quali però crescono soltanto in autunno ed inoltre hanno il cappello da vegeto viscoso. Del resto anche queste non sono venefiche, ma soltanto insipide o di difficile digestione.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. LVII — Cortinarius firmus Fr. (Cortinario compatto) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a-c Individui in vario grado di sviluppo. d Individuo sezionato. e Basidii. f Spore.

Genere Psalliota.

Funghi carnosi con cappello e gambo, forniti di anello ma senza volva; tessuto del gambo distinto da quello del cappello; lamelle libere, da bianche rosee, poi nere; spore liscie, fosco-porporine, ellittiche.

Psalliota arvensis Schaeff. (Ag. exquisitus Vitt.) Tav. LII.

Ital. Prataioulo maggiore. Franc. Boule de neige. Ted. Ehegürtel.

Ha cappello da conico-campanulato convesso-espanso, fioccoso-farinoso, poi glabro o subsquamuloso al margine, dov'è pure, almeno nel fungo giovane, a rialzi e cune, di colore bianco; lamelle spesse, al gambo rotondate-libere, da bianche pallido-rosee, indi nere; gambo pieno, poi vuoto, alla base bulboso, bianco; anello espanso, revoluto, esteriormente coperto da squame raggianti che simulano un secondo anello; carne bianca, appena tinta di rosso vicino alle lamelle nel fungo adulto, di grato odore e sapore; spore color fosco-porporino, obovate o subreniformi, 7 × 4 µ.

Nasce gregario nei luoghi campestri al margine dei boschi dall'estate all'autunno.

È uno dei funghi mangerecci più delicati e di gusto veramente squisito. La sua carne è tenera e subito cotta. Disseccato si presta ottimamente come condimento per l'aroma particolare che comunica alle vivande. Non è facile confonderlo con specie venefiche se si attende alle note specifiche quivi esposte. Il fungo pericoloso che gli si avvicina, specialmente nel primissimo sviluppo, è la Bubbola di primavera (Amanita verna, Tav. IV), ma si scorgerà subito la differenza se si porrà mente alla volva che questo fungo possiede e che manca sempre nel Prataiuolo maggiore; nel fungo sviluppato poi appariranno maggiormente le altre note, tra le quali le lamelle di color rosa che poi diventano nerognole.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. LII — Psalliota arvensis Schaeff. (Pratajuolo maggiore) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a Individuo veduto di profilo. b Individuo veduto dalla parte inferiore. c Individuo sezionato. d Basidii. e Spore.

Psalliota campestris Linn. (tipo) — Tav. LIII.

Ital. Prataiuolo. Volg. Fong de la rosada, Fong de prà, Puinòn (Verona), Fungo della Rosa (Valsugana). Franc. Champignon de Couche. Ted. Gemeiner Champignon.

Ha cappello da globoso convesso-espanso, secco, bianco-grigiastro, coperto da squamette scure, con fondo che si tinge in roseo, indi in nerognolo, specialmente al margine coll'età; lamelle spesse, al piede rotondato-libere, color roseo-carnicino, diventanti nere nel fungo a perfetta maturanza; gambo solido, un po' fioccoso, poi glabro, eguale o ingrossato alla base, bianco, munito di un anello membranaceo-fioccoso che presto sparisce; carne bianca che al taglio assume una tinta leggermente vinata, di odore e sapore grato e penetrante; basidii clavati, a due spore; spore ellittiche, fosco-porporine, 7-9 × 5-6 µ.

Nasce nei luoghi incolti, specialmente sulla terra impinguata con concime cavallino, nei campi, prati, pascoli, al margine dei boschi, sui campigoli delle malghe in montagna ecc. per lo più gregario, dall'estate all'autunno.

È fungo di buonissimo gusto e di facile digestione. Per le sue ottime qualità divenne d'uso generale nell'economia domestica, anzi si può dire l'unico fungo che già da tempo immemorabile sia coltivato alla guisa degli altri vegetali. La coltura del Prataiuolo è molto diffusa nell'Inghilterra, Germania, Francia, Belgio ecc. Dei tratti abbastanza grandi di terreno vengono a questo scopo impiegati, specialmente nel Belgio, dove costituisce per alcuni giardinieri un ramo quasi principale di commercio, giacchè disseccato si vende a carissimo prezzo sotto il nome di Champignon, e costituisce uno dei condimenti più ricercati. Tale coltura si può fare anche in piccolo, per le singole famiglie, tanto nella stagione calda all'aria aperta, come nella fredda, nelle serre, cantine ecc. con fungaie di poca spesa dietro il seguente metodo.

Si preparano delle cassette di legno, lunghe da 1½ a 2 metri e profonde 1 metro circa, si riempiono di concime cavallino vecchio, ma che non abbia ancora finita la fermentazione, mescolato con paglia tagliuzzata, e si lascia riposare per una quindicina di giorni, affinchè la paglia putrefacendosi si unisca al concime e si sodi. Allora vi si pone sopra uno strato di terra grassa di lettiera dello spessore dai 2 ai 3 centimetri e vi si sotterra il micelio che costituisce le radici del Prataiuolo. Preparata così la fungaia si deve frequentemente irrorare con acqua in cui vi sia sciolto un po' di salnitro. Affinchè l'umidità si conservi meglio e agevoli la propagazione del micelio nella lettiera, è bene tenere coperte le casse per alcuni giorni. Se poi vi si sviluppano altri funghi, questi si devono tosto estirpare. Quando s'incomincia la raccolta del Prataiuolo non si devono sradicare i funghi ma toglierli a uno a uno, non tagliando il gambo alla base, ma contorcendolo su se stesso di modo che si stacchi tutto intiero dal micelio senza asportarne di questo alcuna parte, altrimenti la fungaia verrebbe parzialmente distrutta e resa meno produttiva. Il metodo poi in uso da prima di tagliare il gambo alla base, per evitare l'inconveniente di estirpare parte del micelio, fu comprovato dannoso perchè il pezzetto di gambo che rimane sulla fungaia si marcisce e comunica il marciume anche al micelio distruggendolo almeno nelle vicinanze. Le fossette che si formano colla raccolta dei funghi devono essere subito riempite di terra. La fungaia però dopo un'abbondante produzione per parecchio tempo si esaurisce da sè, e allora conviene rinnovarla, secondo il metodo sopra indicato, avendo cura di prendere il micelio della fungaia vecchia per porlo nella nuova.

Il micelio per la prima fungaia si può procacciarselo da sè prendendo della terra nei luoghi dove il Prataiuolo cresce spontaneamente, e precisamente quella che sta alla base del gambo dei singoli individui. Ivi si osserveranno facilmente radicine bianche che si intralciano e conglomerano in massa compatta parte del terreno. Il complesso di tali filamenti è appunto quello che si dice micelio radice del Prataiuolo. Tale micelio si trova anche in commercio sotto il nome di Bianco di Champignon.

Si osserva che gli individui coltivati riescono inferiori nel gusto a quelli che nascono spontaneamente nei luoghi aperti; anche il colore si modifica ed assume una tinta generale scura, brunastra. (Vedi Tav. LIII b.) Onde non perdano troppo l'aroma si devono raccogliere quando sono giovani e non abbiano oltrepassato il medio sviluppo. Tale norma devesi pure seguire nella raccolta del Prataiuolo spontaneo. Si devono sempre scegliere esemplari colle lamelle rosee o porporine, trascurando affatto quelli aventi le lamelle già nereggianti, perchè troppo vecchi.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. LIII — Psalliota campestris Linn. typicus (Prataiuolo) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a Individuo bene sviluppato. b Individuo sezionato. c Basidii. d Spore.

Psalliota campestris Linn. var. ALBA — Tav. LIII a.

Ital. Prataiuolo bianco, Bianchetto.

Questa varietà differisce dal tipo per il cappello bianco-sericeo, con appena qualche squametta al margine, per l'anello medio, più tenue e più presto scomparente e per i basidii a 4 spore.

Nasce nei medesimi luoghi della specie ed ha le medesime proprietà mangereccie.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. LIII a — Psalliota campestris Linn. var. alba. (Pratajuolo) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a-b Individui di vario sviluppo. c Individuo sezionato. d Basidii. e Spore.

Psalliota campestris Linn. Var. UMBRINA — Tav. LIII b.

Ital. Prataiuolo color d'ombra. Ted. Zucht-Champignon.

Ha cappello convesso-espanso con margine eccedente le lamelle e fimbriato, color fuligginoso-ombrino, da prima sericeo-fibrilloso, poi squamoso; lamelle spesse al piede rotondato-libere, color carnicino-sporco, poi fosco-tabacino; gambo pieno, internamente a carne bambagiosa, poi cavo, sopra l'anello biancastro e polveroso, sotto del color del cappello, a fibrille o squamette; anello distante, infero, talora anche ripiegato in giù, sopra bianco, sotto a fiocchi ombrini; carne bianco-sporca, al taglio con tinta color quadrello languido, di odore fungino e sapore dolciastro; basidii clavati, a quattro spore, 24-26 × 6-7 µ.; spore ellittiche, 6-7 × 4-4½ µ.

Nasce sulle concimaje nei luoghi concimati a sterco cavallino, più sovente nei luoghi chiusi, come nelle serre, cantine ecc.

Questa varietà si presta a preferenza delle altre per essere coltivata nelle fungaie artificiali, ma è di gusto inferiore per la carne meno sapida, più tenace e fibrosa.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. LIII b — Psalliota campestris Linn var. umbrina (Prataiuolo) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a-c Individui variamente sviluppati. d Individuo sezionato. e Basidii e tessuto lamellare. f Spore. g Cellule del bordo delle lamelle.

Psalliota campestris Linn. var. EDULIS Vittad. — Tav. LIV.

Ital. Prataiuolo edule.

Ha cappello da globoso piano-convesso ed un po' depresso nel mezzo, coi margini rivolti verso le lamelle, di colore bianco, talora qua e là tinto di giallo, in età sovente longitudinalmente screpolato anche areolato; lamelle da bianche rosee, poi bruno-nereggianti, col taglio bianco, al gambo rotondato-libere; gambo solido, corto e grosso, biancastro, alla base radicato, munito di anello ampio, infero, riflesso, sotto tomentoso, sopra glabro e striato e di volva membranacea, vicina all'anello, colore biancastro-sporco, in età rivolta in giù da sembrare un secondo anello; carne bianca, al taglio leggermente vinosa, d'odore e sapore assai grato; basidii clavati, 25-30 × 6-8 µ.; spore fosco-porporine, ellittiche, 7-8 × 5-6 µ.

Nasce per lo più gregario nei luoghi sabbiosi, ai lati delle strade ecc. dal maggio all'ottobre. A Trento si trova sotto gli ippocastani al passeggio del Fersina e nei viali ai giardini della Stazione, dal Seminario al ponte di S. Lorenzo.

Ha le medesime proprietà mangerecce del Prataiuolo, del quale si considera come varietà, e si adopera pei medesimi usi. Tanto il Prataiuolo comune, che questa sua varietà non possono essere confusi con altre specie se si osserva il colore delle lamelle. Nel primissimo sviluppo vi sono delle Amanite, p. es. l'Amanita verna (Tav. IV), le quali hanno la medesima forma, ma queste, sviluppate, conservano le lamelle bianche o biancastre, per cui non può nascere dubbio sulla specie.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. LIV — Psalliota campestris Linn. var. edulis Vitt. (Pratajuolo) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a Fungo giovane con volva manifesta ed anello ancora attaccato ai margini interni del cappello. b Gruppi di due funghi veduti dalla parte inferiore, in cui apparisce la volva in forma di anello e le lamelle. c Fungo sezionato. d Basidii. e Spore.

Psalliota pudica Viv. — Tav. LV.

Ital. Prataiuolo pudico.

Ha cappello da convesso-subemisferico spianato, liscio, biancastro, qua e là con tinta giallognola e verso il margine scura; lamelle spesse, rosee, poi carneo-fosche, al gambo rotondato-libere, al taglio finamente crenulate; gambo fistoloso, verso la base attenuato o raramente un po' bulboso, bianco oscurantesi coll'età, sopra l'anello fibrilloso-furfuraceo, sotto a piccole squame che spariscono al tatto o nel fungo adulto; anello distante, tenue, tomentoso-submembranaceo, presto svanente; carne bianca e diventante rosea al taglio nel cappello ed ocracea alla base del gambo; basidii clavati, 25-30 × 6-8 µ.; spore ellittiche, fosco-porporine, 7-8 × 5-6 µ.

Nasce nei luoghi erbosi, al margine dei campi, prati, lungo le vie ecc. dal maggio all'ottobre. Nei dintorni di Trento si trova a Gocciadoro.

È specie mangereccia di buon gusto, poco diversa dal Prataiuolo, col quale è anche facile confonderla quando gli esemplari sono vecchi.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. LV — Psalliota pudica Viv. (Pratajuolo pudico) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a-b Funghi in vario grado di sviluppo. c Fungo sezionato. d Basidii. e Spore.

Genere Hypholoma.

Funghi carnosi con cappello e gambo, senza volva, ma con velo membranaceo o più raramente a guisa di tela di ragno, aderente al margine del cappello come una frangia; tessuto del gambo omogeneo con quello del cappello; lamelle da prima bianche, poi colorate, con tinta carnicina o fosco-violacea oscurantesi nel fungo maturo, attaccate al gambo; spore ellittiche, liscie, fosco-porporine, liscie.

Hypholoma fasciculare Huds. — Tav. LV a.

Ital. Agarico fasciculato. Franc. Agaric doré, Agaric en touffe. Ted. Schwefelkopf.

Ha cappello carnoso, da globoso convesso-spianato o umbonato, color giallo-zolfino, col centro ocraceo-fulvo; lamelle molto spesse, strette, sinuato-attaccate al gambo, color zolfino, poi verdeggianti; gambo cilindrico, fistoloso, giallo-citrino, fibrilloso o a piccoli fiocchi, presto svanenti; velo fibrilloso, sovente appendicolato al margine del cappello e lasciante un circolo annulare intorno al gambo; carne gialla, al taglio talora con tinta carnicina, di sapore amaro forte ed odore non grato; basidii clavati, 20-25 × 6-7 µ.; spore ellittiche, fosco-violacee, 6-8 × 3½-4 µ.

Cresce in grandi cespi sui tronchi degli alberi o in vicinanza sulla terra, dall'aprile al novembre.

È specie ritenuta venefica, benchè casi di avvelenamento letali, prodotti da questo fungo, non se ne conoscano. Dalle esperienze finora fatte si ebbe a constatare che mangiato in quantità produce vomito e mal di capo. Per chi lo considera superficialmente può essere confuso coll'Armillaria mellea (Tav. XX) la quale è affatto innocua e ricercata come cibo; consideransi quindi bene le figure e le diagnosi per non confonderli.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. LV a — Hypholoma fasciculare Huds. (Agarico amaro) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a Cespo di funghi. b Individuo staccato e visto dalla parte inferiore. c Individuo sezionato. d Basidii. e Spore.

Genere Coprinus.

Funghi con cappello e gambo, molto tenui, esilissimi, veliformi, con anello o senza, ma non volvati; tessuto del cappello distinto da quello del gambo; lamelle membranacee che tosto si sciolgono in un succo nero simile a inchiostro; spore generalmente obovate, liscie, nere.

Coprinus atramentarius Bull. — Tav. LVI.

Ital. Coprino atramentario. Volg. Fong del salgar, Fong della salezza (Trentino), Pisciacani (Rimini). Franc. Agaric atramentaire. Ted. Falten-Tintling.

Ha cappello da obovato campanulato-espanso, colore grigiastro-cinereo, coperto al centro di squame viscose, fulve, col margine da prima lobato, poi lacerato-solcato; lamelle spesse, larghe, verso il gambo attenuato-libere, ventricose, di colore da prima bianco-sporco, poi carnicino-fosco, indi nereggiante, scioglientesi in un lattice nero; gambo cavo, sopra l'anello bianco e fibrilloso, sotto l'anello concolore, glabro o più spesso a piccole squamette del colore di quelle del cappello; anello incompleto, molto basso, verso la base del gambo nel fungo perfettamente sviluppato, manifesto per un circolo rilevato; carne del cappello con tinta carnicino-fosca, del gambo bianca, di sapore ed odore grato; basidii clavati; spore ovato-allungate, di colore fuligginoso, 10-12 × 6-7 µ.

Nasce a grandi cespi in suolo pingue, per lo più vicino alla radice degli alberi, lungo le strade di campagna, gli argini dei campi, dei prati ecc. Nei dintorni di Trento è molto frequente in Campo Trentino e Briamasco, agli argini dei campi sotto i pioppi e salici dalla primavera all'autunno.

È specie considerata mangereccia ed ha veramente buonissimo gusto. La carne è tenera, subito cotta e di facile digestione, ma conviene scegliere individui giovani, escludendo assolutamente quelli che incominciano a sciogliersi in un succo nerastro, i quali sono pericolosissimi e producono avvelenamenti.

L'egregio signor d.r Fr. Rigos, medico distrettuale superiore in Cles, mi riferiva che questo fungo causò dei sintomi d'avvelenamento assai intensi e del tutto speciali in varie persone. Anche il d.r Cadonna e il d.r Catoni mi assicurarono di avere essi talvolta sofferto dei gravi incomodi col cibarsene, specialmente quando al pasto facevano uso di vino nuovo, mentrechè non ebbero mai a soffrire bevendo soltanto acqua.

L'analisi chimica del Coprino atramentario, per quanto mi consta, non fu ancora fatta, e perciò non posso asserire se contiene elementi velenosi o meno: però visto che da molti si mangia impunemente e che dagli autori fu finora considerato esculento senza menomamente indicarlo sospetto o pericoloso in qualche circostanza, ritengo che i casi di avvelenamento indicati più sopra debbano attribuirsi a formazioni tomainiche prodotte dal principio di decomposizione del fungo, il quale incomincia a dissolversi in un lattice nero ancora prima del completo sviluppo. Deve essere quindi facile riscontrare nello stesso traccie dei veleni delle sostanze putrefatte, che appartengono appunto alla tomaina, dalla quale dipendono certamente i sintomi di avvelenamento riscontrati nelle persone che se ne cibarono senza dubbio quando era già subentrato un inizio di putrefazione.

Tutto considerato però, è da sconsigliarsi affatto l'uso di questo fungo per la difficoltà di conservarlo anche per breve tempo senza che entri in dissoluzione.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. LVI — Coprinus atramentarius Bull. (Coprino atramentario) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a Gruppo di due individui in vario grado di sviluppo. b Individuo sezionato a cui fu tagliata la parte inferiore del gambo. c Basidii. d Spore.

Genere Gomphidius.

Funghi carnosi con cappello e gambo, senza anello e volva; gambo munito alla sommità d'un velo fioccoso-viscoso da sembrare un anello; tessuto del gambo contiguo a quello del cappello; lamelle mucilaginose, di colore fuligginoso, scorrenti sul gambo; spore a mandorla, molto allungate, liscie, di color ombrino.

Gomphidius viscidus Linn. — Tav. LVIII.

Ital. Chiodello. Volg. Ciodo, ciodeto, ciodeti. Franc. Gros-clou-rouge. Ted. Klebiger Blätterschwamm.

Ha cappello da ovato conico-convesso, indi piano-umbonato, coi margini nel fungo giovane involti verso le lamelle e coperti da un velo filamentoso che li unisce al gambo, leggermente viscoso a tempo umido, glabro, liscio, di colore quadrello scuro, con tinta sovente rosso-vinata e poi macchiato di nero, in età tutto color terra d'ombra; lamelle assai distanti, scorrenti sul gambo, forcate o ramose, di colore rossastro, annerantesi; gambo solido, eguale o attenuato alla base, del colore del cappello o giallastro, fibrilloso o coperto da piccole squame nel fungo giovane; carne del cappello giallastra e ai lati rosso-quadrello, del gambo pure giallastra e alla base colore rabarbaro, senza odore o sapore speciale; cistidii allungati, 100-130 × 15-17 µ.; basidii clavati, 50-55 × 8-10 µ.; spore 16-18 × 6-7 µ.

Nasce dovunque, ma a preferenza nelle pinete, sparso qua e là senza ordine speciale, dall'agosto al novembre.

È specie mangereccia e di buon gusto. La carne, benchè un po' fibrosa nel gambo, è tenera e presto cotta. Non si può confondere con qualità venefiche. Anche le altre specie del genere Gomphidius, come il Gomph. glutinosus, Gomph. roseus e Gomph. maculatus sono innocue, ma non raccomandabili perchè troppo coperte di glutine, il quale riesce indigesto.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. LVIII — Gomphidius viscidus Linn. minor. (Chiodello) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a-c Fungo in vario grado di sviluppo. d Individuo sezionato verticalmente. e Cistidii. f Basidii. g Spore.

Famiglia delle Poliporacee

Genere Boletus.

Funghi carnosi, muniti di cappello e gambo, con anello o senza, ma non volvati; imenio, cioè la parte inferiore del cappello, formato da uno strato di tubetti saldati insieme, facilmente staccabile dalla carne del cappello; bocche dei tubetti, che si chiamano pori, rotonde o angolate; spore giallognole, per lo più a forma di mandorla allungata e liscie; raramente globose o ovate e con episporio granuloso o aculeato.

Boletus luteus Linn. — Tav. LXXXV.

Ital. Boleto giallo. Volg. Fong delle caure, Brisa falsa. Franc. Cèpe jaune. Ted. Butterpilz.

Ha cappello da emisferico piano-convesso, da prima coperto di un glutine fosco-cioccolata o violaceo-scuro, poi giallastro più o meno carico a seconda dell'età o del tempo umido o asciutto; tubi gialli, cogli orifizii (pori) del medesimo colore ma che si oscurano nel fungo adulto; gambo solido, cilindrico, talora un po' ingrossato alla base, fornito di anello membranaceo, bianco o con tinta violaceo-cioccolata nella parte inferiore, che poi svanisce lasciando un circolo scuro intorno al gambo, il quale è giallo sopra l'anello e punteggiato di granelli oscuri e sotto l'anello brunastro; carne molle, bianco-giallognola, tinta di carnicino al taglio nel fungo giovane, di odore e sapore appena sensibili; basidii clavati, 24-27 × 6-8 µ.; spore gialle, a forma di mandorla, allungate, 6-8 × 2½-3 µ.

Vegeta a preferenza nelle pinete della zona delle valli e montana; a Trento si trova a S. Antonio, S. Rocco, dall'agosto al novembre.

Il Boleto giallo è poco conosciuto nel Trentino, mentre in Germania, Boemia ecc. viene recato in gran quantità sui mercati e considerato come specie mangereccia molto apprezzabile. Conviene però raccoglierlo a tempo asciutto, quando la viscosità del cappello è sparita, e prepararlo per la cottura levando l'epidermide del cappello, lo strato dei tubetti che formano la parte inferiore dello stesso, l'anello e la parte inferiore del gambo.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. LXXXV — Boletus luteus Linn. (Boleto giallo) B.ssa Turco-Lazzari dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a-b Fungo in vario grado di sviluppo. c Fungo sezionato verticalmente. d Basidii. e Spore.

Boletus elegans Schum. — Tav. LXXXVI.

Ital. Boleto elegante. Franc. Cèpe élégant. Ted. Gelber Röhrenschwamm.

Ha cappello da emisferico piano-convesso, viscoso, di colore giallo più o meno vivo, sovente con macchie color ruggine; tubi giallo-zolfino, con orifizii del medesimo colore, coll'età oscurantisi, di forma rotonda o sinuata; gambo cilindrico, alla base talora ingrossato, munito verso la sommità d'anello bianco, poi giallastro che svanisce presto lasciando un circolo giallo-brunastro intorno al gambo, sopra l'anello talora reticolato o granuloso, sotto fibroso, del colore del cappello; carne molle, gialla, che al taglio nel fungo giovane assume una tinta lilacino-rosea, di odore appena marcato e di sapore un po' acido; basidii clavati, 25-30 × 6-8 µ.; spore gialle, allungate, 8-10 × 3½-4 µ.

Cresce a grandi famiglie nelle selve alpine di larice dal luglio al novembre.

Possiede le medesime qualità del Boleto giallo, e si devono usare le medesime precauzioni per la raccolta e per la preparazione alla cottura.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. LXXXVI — Boletus elegans Schum. (Boleto elegante) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a Due funghi uniti a cespo in vario grado di sviluppo. b Fungo sezionato verticalmente. c Basidii. d Spore.

Boletus granulatus Linn. — Tav. LXXXVII.

Ital. Boleto granuloso, Pinuzzo buono. Volg. Fong delle vacche (Trentino). Franc. Cèpe pleureur. Ted. Kreispilz, Kühpilz.

Ha cappello da emisferico piano convesso, viscoso, di colore brunastro-ferruginoso, diventante giallastro coll'età; tubetti corti, giallo-zolfini, con orifizii quasi rotondi, del medesimo colore, segreganti un umore latteo che apparisce all'esterno in goccie bianche; gambo solido, eguale o un poco ingrossato alla base, senza anello, giallo, coperto, specialmente all'apice, da granulazioni del medesimo colore che in età si oscurano; carne molle, gialla, mite, di odore non marcato; basidii clavati, 25-30 × 8 µ.; spore a mandorla, allungate, gialle, 8-10 × 3-3½ µ.

Vegeta a greggi numerosi, specialmente nelle pinete o negli erbosi e pascoli di montagna in vicinanza delle selve, dall'agosto al novembre.

Ha le medesime proprietà del Boleto giallo, al quale somiglia molto, distinguendosi quasi unicamente per la mancanza di anello e per la statura generalmente più piccola. Anche per questa specie sono da osservarsi le norme indicate pel Boleto giallo e Boleto elegante.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. LXXXVII — Boletus granulatus Linn. (Boleto granuloso) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a Gruppo di funghi in vario grado di sviluppo. b Fungo sezionato verticalmente. c Basidii. d Spore.

Boletus edulis Bull. — Tav. LXXXVIII.

Ital. Porcino, Ceppatello buono. Volg. Brisa (Trentino), Fong ferrè, Bolè porcin, Legorsela, Pressanella, Brisotto, Carpanote (Italia). Franc. Cèpe. Ted. Herrenpilz, Steinpilz.

Ha cappello da prima emisferico, poi guancialiforme, glabro, umido, non viscoso, di colore castagno-chiaro, castagno-nocciola o terra d'ombra; tubetti verso il gambo rotondato-liberi, bianchi, poi gialli, indi giallo-verdognoli, con orifizii del medesimo colore, per lo più rotondi; gambo da ventricoso allungato e cilindrico, solido, senza anello, color bianco-grigiastro, coperto da una reticolazione bianca, regolare; carne compatta, bianca, sotto l'epidermide del cappello con tinta carnicina, assai gustosa e di odore grato; basidii clavati, 40-50 × 10-12 µ; spore giallo-verdognole, a mandorla, molto allungate, 15-17 × 4-5 µ.

Cresce in tutte le selve dal giugno al novembre più o meno numeroso a seconda delle condizioni climateriche.

Il Porcino è uno dei funghi mangerecci più conosciuti e stimati; offre un alimento sano e nutriente, e disseccato si presta eminentemente come condimento aumentando di aroma. Per questa sua qualità è posto in commercio assieme all'Uovolo, al Prugnuolo, al Prataiuolo ecc. sotto il nome generico di Funghi secchi. In questo stato era già assai ricercato fino dal tempo dei Romani, i quali lo ritiravano in gran copia dalla Bitinia e lo conoscevano sotto il nome di Funghi suilli; anzi molti lo preferivano all'Uovolo stesso, conosciuto sotto il nome di Boletus, donde quel verso di Martiale:

Sunt tibi boleti; fungos ego sumo suillos. — Epigr. Lib. III, 60.

Il modo di prepararlo per la cottura è quello degli altri Boleti, cioè togliere l'epidermide del cappello, lo strato dei tubetti e la parte infima del gambo.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. LXXXVIII — Boletus edulis Bull. (Porcino) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a-b Fungo in vario grado di sviluppo. c Fungo sezionato verticalmente. d Basidii. e Spore.

Boletus aereus Bull. — Tav. LXXXIX.

Ital. Porcino nero. Volg. Brisa, Brisa mora (Trentino), Carpanote, Fong ferrè (Italia). Franc. Cèpe bronzé. Ted. Bronzpilz.

Ha cappello da emisferico guancialiforme, da giovane tutto grinzoso, poi liscio, di colore castagno carico con fondo quadrello, indi traente al fulvo con macchie giallastre, non viscoso; tubetti verso il gambo rotondato-liberi e aderenti alla sommità, da bianchi giallo-verdognoli, con orifizii del medesimo colore e di forma quasi rotonda; gambo da ovato-bulboso allungato-cilindrico, alla base per lo più ingrossato, solido, di colore carnicino che diventa giallastro nel fungo adulto, reticolato come nel Porcino; carne bianca, sotto l'epidermide carnicina, di buon sapore ed odore; basidii clavati, 35-40 × 10-12 µ.; spore a mandorla, allungate, 13-18 × 5 µ.; giallo-verdognole.

Cresce a grandi famiglie, specialmente nelle selve di Pino e Abete a mezza montagna, dal giugno al novembre, ma non dovunque.

Il Porcino nero ha le medesime proprietà del Porcino, col quale viene comunemente confuso. Da noi è frequentissimo nella valle di Pinè e più raro nelle altre vallate. Sul mercato di Trento, dove concorrono a preferenza i Pinetani, è quasi sempre il Porcino nero che viene posto in vendita.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. LXXXIX — Boletus aereus Bull. (Porcino nero) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a Fungo di mezzo sviluppo. b Fungo sezionato verticalmente. c Basidii. d Spore.

Boletus satanas Lenz. — Tav. XC.

Ital. Boleto Satana, Porcino malefico. Volg. Brisa matta. Franc. Cèpe du diable. Ted. Satanspilz.

Ha cappello da emisferico espanso-guancialiforme, secco, glabro, pubescente osservato alla lente, di colore biancastro-alutaceo con tinta olivastro-pallida; tubetti gialli, poi verdastri, cogli orifizii rosso-sanguinei e coll'età rosso-ranciati; gambo solido, da prima ventricoso-tuberoso, poi allungato, giallastro con chiazze rosse, coperto da una reticolazione di colore miniato; carne biancastra, al taglio diventante cerulea, di odore e sapore non marcato; spore allungate, gialle, 12-13 × 6-7 µ.

Cresce nelle selve, non tanto frequente nel Trentino, dall'estate all'autunno.

Il Boleto Satana è fungo velenoso di effetto quasi immediato, manifestandosi i sintomi d'avvelenamento poco dopo averlo mangiato. Nell'acqua calda il veleno precipita, per cui se viene bollito e poi si getta via l'acqua, perde la forza deleteria e si può mangiare senza pericolo.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. XC — Boletus Satanas Lenz. (Boleto Satana) B.ssa Turco-Lazzari dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a-b Due funghi aggruppati in vario grado di sviluppo. c Fungo sezionato verticalmente. d Spore.

Boletus luridus Schaeff. — Tav. XCI.

Ital. Boleto lurido. Volg. Brisa matta. Franc. Cèpe perfide. Ted. Judenschwamm, Hexenschwamm.

Ha cappello da emisferico espanso-convesso, a tempo umido un poco viscoso, di colore vario, ombrino-olivaceo, rosso-fuligineo o più sovente alutaceo-giallastro con margine rossigno; tubetti verso il gambo rotondato-liberi, gialli, poi verdognoli, con orifizii di colore cinabro-scuro o ranciato-miniato; gambo solido, alla base ovato-bulboso, giallastro, con macchie rossastre nella parte inferiore, coperto d'un reticolo con tinta rosea o carmino; carne nel fungo giovane quadrello-pallida, poi gialla e alla base del gambo rossa, al taglio ceruleo-verdastra, di sapore dolcigno ed odore appena marcato; basidii clavati, 45-50 × 12-14 µ.; spore gialle, a mandorla, 11-15 × 6-7 µ.

Cresce copioso dal giugno al novembre tanto nelle selve a foglia che di conifere.

Il Boleto lurido è specie velenosa: contiene la medesima qualità di veleno che si trova nel Moscario e nella Tignosa bigia, conosciuta sotto il nome di Moscarina. Se però viene cotto nell'acqua salata e poi, gettata l'acqua, si condisce secondo i metodi indicati, si può mangiare impunemente. Io lo vidi parecchie volte usato in questo modo senza produrre il minimo disturbo.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. XCI — Boletus luridus Pers. (Boleto lurido) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a Individuo quasi intieramente sviluppato. b Fungo sezionato verticalmente. c Basidii. d Spore.

Boletus scaber Fr. — Tav. XCII.

Ital. Porcinello, Alberello, Boleto scabro. Volg. Brisa, Brisot, Legorat. Franc. Cèpe gris. Ted. Kapuzinerpilz.

Ha cappello da emisferico convesso, molto meno carnoso degli altri Boleti sopra descritti, a tempo umido un po' viscoso, di colore bruno-grigiastro o bruno-quadrello; tubetti verso il gambo rotondato-liberi, bianchi, poi grigio-foschi, con orifizii del medesimo colore; gambo solido, sovente molto allungato, eguale o appena ingrossato alla base, di colore biancastro o cenerognolo con tinta paglierina e sovente alla base con macchie bluastre, tutto coperto da piccole squamette granulose; carne bianca, molle, al taglio diventante da prima leggermente vinata, poi verde-bluastra, di odore e sapore grati; basidii clavati, 30-35 × 9-12 µ.; spore fusoidee, paglierine, 13-18 × 5-6 µ.

Cresce a individui solitari nelle selve e nei boschetti a foglia, specialmente di Bètula e di Tremola, raramente nelle selve di conifere, dal luglio all'ottobre.

Il Porcinello è fungo di assoluta innocenza ed anche di buon gusto; conviene però raccogliere esemplari giovani, in cui la carne sia compatta, e togliere lo strato dei tubetti e la parte inferiore del gambo che è troppo fibrosa. Colla cottura diventa quasi nero, ma ciò non toglie che si possa egualmente cibarsene senza timore che riesca dannoso.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. XCII — Boletus scaber Fr. (Porcinello) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a Fungo perfettamente sviluppato. b Fungo sezionato verticalmente. c Basidii. d Spore.

Boletus versipellis Fr. — Tav. XCIII.

Ital. Porcinello ranciato, Alberello. Volg. Brisa rossa, Rossin. Franc. Cèpe orangé. Ted. Rothkopf.

Ha cappello da emisferico espanso-guancialiforme, secco, un po' tomentoso, poi glabro, col margine membranaceo rivolto verso i pori da sembrare una cortina appendicolata, di colore giallo-arancio; tubetti verso il gambo rotondato-liberi, bianchi, indi grigio-bruni, con orifizii del medesimo colore; gambo solido, robusto, ingrossato verso la base, longitudinalmente rugoso-solcato e coperto da piccole squame fibroso-granulose, bianche o rossigno-scure; carne compatta, poi molle, bianca, al taglio diventante colore pallido-vinato, indi con tinta bluastra, mite e di buon sapore; basidii clavati, 30-35 × 10-12 µ.; spore giallognole, fusoideo-allungate, 14-18 × 4-6 µ.

Cresce a famiglie nei boschi di piante frondose, specialmente di pioppi e tremule, dall'agosto all'ottobre.

Il Porcinello ranciato ha il medesimo gusto del Porcinello, ma è più ricercato a motivo della carne più compatta ed abbondante. Per la raccolta e la preparazione si devono seguire le norme indicate per i Boleti in generale. Anche nel Porcinello ranciato la carne annerisce colla cottura, specialmente se gli individui scelti sono troppo sviluppati.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. XCIII — Boletus versipellis Fr. (Porcinello ranciato) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a-b Fungo in vario grado di sviluppo. c Fungo sezionato verticalmente. d Basidii. e Spore.

Genere Polyporus.

Funghi carnosi, carno-tenaci, coriacei, sugherosi o legnosi, con cappello e gambo o cappello soltanto attaccato posteriormente ai tronchi d'albero, senza anello e volva; imenio formato d'uno strato di tubetti non separabile dalla carne del cappello; pori in varia forma e grandezza; spore bianche o giallognole, cilindriche, obovate o ellittiche.

A questo genere sono da riferirsi la maggior parte dei funghi legnosi coriacei che crescono sui tronchi degli alberi o sui legni marciti; pochissime sono le specie carnose e quindi mangerecce.

Polyporus ovinus (Schaeff.) Fr. — Tav. XCIV.

Ital. Poliporo ovino. Franc. Croquette de sapinières. Ted. Schafeuter.

Ha cappello da convesso-spianato, al margine irregolare, largamente lobato sinuato, secco, glabro, con epidermide rotta coll'età in areole quadrilaterali o squame, di colore bianco-grigiastro, con tinta qua e là giallo-zolfino o quadrello; tubi nella parte inferiore del cappello molto corti, decorrenti sul gambo, bianchi, poi citrini, con orifizii quasi rotondi, piccoli, del medesimo colore; gambo solido, irregolare, per lo più eccentrico, verso la base tuberoso o eguale o anche attenuato, bianco, poi con macchie color citrino; carne bianca, poi color citrino, di grato odore e sapore da mandorla, basidii clavati, 20 × 5-6 µ.; spore bianche, con nucleo oleoso, quasi globose, 3-4 µ. di diametro.

Cresce a grandi famiglie nelle selve di conifere di montagna, sovente a cespi di due o tre individui saldati al piede, dall'agosto all'ottobre.

Il Poliporo ovino è fungo d'assoluta innocenza e di abbastanza buon gusto. Si usa anche in certe regioni alla guisa dei rapani, cioè tagliato a fette ancora crudo e condito con olio, sale e pepe, quale appresso alla carne, al pane ecc.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. XCIV — Polyporus ovinus (Schaeff.) Fr. (Poliporo ovino) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a-b Fungo in vario grado di sviluppo. c Fungo veduto dalla parte inferiore. d Fungo sezionato verticalmente. e Basidii. f Spore.

Polyporus scobinaceus (Cum.) Bres. (Polyporus Pes-caprae Pers., Pol. asprellus Lev.) — Tav. XCV.

Ital. Lingua di brughiera. Volg. Fongo barbòn, Barbon (Italia). Franc. Pied de mouton noir.

Ha cappello laterale, dimezzato, a forma di ventaglio, di colore castagno scuro, tutto coperto da piccole squamette della medesima tinta; tubetti (nella parte inferiore del cappello) corti, decorrenti sul gambo, di colore bianco-citrino, con orifizii molto larghi, a 4-6 angoli, allungati; gambo laterale, difforme, di colore citrino oscurantesi; carne bianca, compatta, diventante giallognola, di sapore ed odore appena sensibili; basidii clavati, 30-35 × 9-10 µ.; spore bianche, con nucleo oleoso, ovali, 9-9½ × 6½-7 µ.

Cresce in famiglie specialmente nelle pinete fra l'erica in autunno. Nei dintorni di Trento si trova a S. Antonio, S. Rocco e nella pineta di Povo.

La Lingua di Brughiera è molto stimata come fungo mangereccio, e nel Veneto (Friuli), dove è copioso, si usa prepararlo come il fegato alla veneziana.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. XCV — Polyporus scobinaceus (Cum.) Bres. (Lingua di brughiera) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a Fungo di perfetto sviluppo. b Fungo sezionato verticalmente. c Basidii. d Spore.

Polyporus confluens (Alb. et Schw.) Fr. — Tav. XCVI.

Ital. Griffone, Poliporo confluente. Volg. Fongo del pan. Franc. Polypore groupé. Ted. Semmelpilz.

Cresce sempre a cespi; da un ceppo comune si sviluppano i gambi deformi, corti e bianchi che portano i cappelli di varia forma e dimensione, per lo più a ventaglio o irregolari, sovrapposti sovente l'uno all'altro a embrice. I cappelli sono glabri, coll'epidermide in età screpolata in areole poligonali, del colore di pane cotto; i tubetti corti, decorrenti sui gambi, bianchi, con orifizii del medesimo colore, da prima rotondi e piccoli, poi, a fungo bene sviluppato, larghi fino a due millimetri e mezzo, con margine frangiato; carne compatta, bianca, immutabile, di nessun odore speciale e sapore un po' amarognolo; basidii clavati, 12-15 × 4-5 µ.; spore bianche, con nucleo oleoso, quasi globose, 4 × 3 µ.

Cresce a grandi famiglie, sempre cespitoso, nelle selve di conifere a mezza montagna dal luglio all'ottobre.

Il Griffone è fungo mangereccio di qualità molto ordinaria per il sapore amaro che non perde neppure colla cottura e per la carne che diventa nel fungo bene sviluppato un po' tenace. Se però si raccolgono esemplari giovani e si leva l'epidermide del cappello, riesce abbastanza gustoso. Conviene tuttavia farne uso con moderazione, giacchè se si mangia in quantità agisce come un potente drastico.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. XCVI — Polyporus confluens Fries. (Griffone) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a Cespo di funghi. b Fungo sezionato verticalmente. c Basidii. d Spore.

Polyporus frondosus (Fl. D.) Fr. (Polyporus Barellieri Viv.) Tav. XCVII e XCVII bis.

Ital. Griffo, Griffone, Poliporo frondoso. Volg. Fungo imperiale (Roma), Ciate d'ors de castagnar, Spongiola de castagnar (Trentino), Fong gato (Veneto), Barbescin (Genova). Franc. Polypore en bouquet. Ted. Klapperschwamm.

Questo micete si presenta sotto la forma di un cespuglio di varia dimensione; ha origine da un ceppo comune dal quale si sviluppano parecchi ordini di rami che sono i gambi, i quali vanno a finire nei cappelli a forma di ventaglio e disposti in serie concentriche da assomigliare ai varii petali di una rosa doppia. I cappelli sono di color bruno-fuligginoso, longitudinalmente rugosi e sottilmente fioccosi; i tubetti sono bianchi, corti, con orifizii del medesimo colore, da prima rotondi e piccoli, poi nel fungo perfettamente sviluppato abbastanza grandi, angolati allungati; la carne è compatta, un po' fibrosa, di grato sapore e odore forte, un po' nauseante; i basidii sono clavati, 25-30 × 9-8 µ.; le spore quasi globose o ovali, 5-6 × 4½-5 µ.

Cresce in autunno sui tronchi di castagno ancora vivo dove si sono formate delle cicatrici.

Il Griffo è fungo assai squisito, di assoluta innocenza; ma a cagione della carne fibroso-tenacella conviene cuocerlo molto bene. Non si può confondere con specie venefiche.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. XCVII — Polyporus frondosus (Fl. D.) Fr. (Griffo) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. XCVII bis — Polyporus frondosus (Fl. D.) Fr. (Griffo) 1/2 grandezza naturale. Da fot. G. Bendelli-Trento — Tip. Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: Tav. XCVII. a Cespo di funghi. b Sezione verticale di alcuni individui. c Basidii. d Spore. Tav. XCVII bis. Cespo di funghi veduto di fronte.

Famiglia delle Idnacee

Genere Hydnum.

Funghi carnosi, carnoso-coriacei, coriacei o legnosi, con cappello e gambo o gambo soltanto, senza anello e volva; imenio, cioè la parte inferiore del cappello, formato da aculei di forma conico-appuntita, liberi uno dall'altro; spore per lo più colorate, fosche, globoso-angolate, con episporio tubercolato, più raramente liscie.

Hydnum imbricatum Linn. — Tav. XCVIII.

Ital. Steccherino falso, Steccherino bruno, Gallinaccio squamoso. Volg. Barbon mato (Veneto). Franc. Hérisson gris. Ted. Hirschschwamm.

Ha cappello da convesso-ombelicato espanso-ciatiforme, con margine irregolare repando-lobato, di colore grigio-ombrino, poi brunastro, tutto coperto da larghe squame concentriche più rilevate al centro, di colore più scuro del fondo del cappello, la parte inferiore del quale è tutta fornita di aculei fragili, decorrenti sul gambo, di colore bianco-sporco, poi cinereo-brunastro; gambo robusto, eguale o bulboso alla base, fibrilloso, grigiastro, oscurantesi coll'età; carne bianco-grigiastra, di nessun odore e di sapore un po' acido; basidii clavati, 25-30 × 7-8 µ.; spore poligonali con episporio granuloso, giallastre, 5-6 × 5 µ.

Cresce in file o semicerchi assai abbondante nelle selve conifere di montagna dall'agosto all'ottobre.

Lo Steccherino bruno è fungo di qualità ordinaria per il poco gusto che ha la sua carne, per cui dev'essere bene condito. Nel prepararlo convien levare le squame del cappello, gli aculei e la parte inferiore del gambo.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. XCVIII — Hydnum imbricatum Linn. (Steccherino falso) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a-b Fungo in vario grado di sviluppo. c Fungo sezionato verticalmente. d Basidii. e Spore.

Hydnum repandum Linn. — Tav. XCIX.

Ital. Steccherino dorato, Gallinaccio spinoso. Volg. Barbon bianco (Veneto). Franc. Hérisson. Ted. Stoppelpilz, Süssling.

Ha cappello da convesso spianato, irregolare, a margine sinuato-lobato, pubescente, bianco-alutaceo o più spesso colore d'Isabella o di pan cotto; aculei decorrenti sul gambo, più o meno lunghi a seconda dell'età, da prima bianchi, poi del colore del cappello; gambo solido, irregolare, alla base eguale o tuberoso, sovente connato con altri individui, bianco, poi del colore generale del fungo; carne bianca, al taglio giallognola, di sapore acidetto ed odore non marcato; basidii clavati, 25-30 × 7-8 µ.; spore paglierine, ovali o quasi rotonde, 6-8 × 6 µ.

Cresce a grandi famiglie, sovente in serie allungate, tanto nei boschi di foglia che nelle selve di conifere dall'agosto al novembre.

Lo Steccherino dorato è delle specie più delicate, ha buonissimo gusto ed è presto cotto. Non si può confondere con specie venefiche. Somiglia molto al Gallinaccio per il colore e la forma, ma è subito distinto per gli aculei, onde il suo nome di Gallinaccio spinoso.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. XCIX — Hydnum repandum Linn. (Steccherino dorato) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a-b Fungo in vario grado di sviluppo. c Fungo sezionato verticalmente. d Basidii. e Spore.

Hydnum erinaceus Bull. — Tav. XCIX a.

Ital. Riccione. Volg. Fung barbis o barbin, Barbesin. Franc. Houpe des arbres. Ted. Gewöhnlicher Igelschwamm.

Il Riccione si presenta da prima sotto la forma di un tubercolo di forma ovale o rotonda che va gradatamente sviluppandosi e raggiunge una dimensione dai 15 ai 20 cm. di diametro. Alla estremità è tutto coperto da aculei, lunghi da 1½ a 2½ cm. e alla base grossi circa 1 mm. Il colore è bianco, poi va tingendosi di giallo con riflesso fulvastro; la carne è bianca, tenace, un po' fibrosa, di odore forte, fungino e sapore dolciastro; le spore sono bianche, globose, 5-6 × 5-7 µ.; i basidii molto lunghi, bacillari all'apice, 6-9 µ. larghi.

Cresce sui tronchi degli alberi a foglia, specialmente sul Castagno, gelso, pruno ecc. fra i crepacci, le cicatrici o cavità.

È fungo mangereccio molto saporito, ma conviene scegliere esemplari giovani perchè nel fungo adulto la carne si indurisce e tende a divenire coriacea, per cui riuscirebbe di difficile digestione. Non può essere confuso con funghi velenosi.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. XCIX a — Hydnum erinaceus Bull. (Riccione) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a Fungo bene sviluppato. b Basidii. c Spore.

Famiglia delle Clavariacee.

Genere Clavaria.

Funghi carnosi o carnoso-fibrosi, ramificati, a forma di cespuglio o più raramente semplici, cilindrici o a foggia di clava; rami alla base uniti a cespo o sviluppantisi da un tronco comune, deforme, talvolta sottile a guisa di gambo; imenio contiguo alla sostanza del fungo, disteso sovra tutta la superficie dei rami, tranne le punte; spore bianche o giallognole, ovate, globose o più frequentemente a forma di mandorla allungata, liscie, raramente con episporio granuloso o echinato.

Clavaria flava Schaeff. — Tav. C.

Ital. Ditola gialla. Volg. Manine gialle, Ciate d'ors, Didele. Franc. Coralloïde jaune. Ted. Gelber Stengelschwamm.

Da un tronco grosso 3-4 cm. circa di colore bianco si sviluppano parecchi rami o piccoli tronchi, i quali si dividono in varie serie di ramoscelli dando al fungo un aspetto di piccolo cespuglio. I rami sono per lo più cilindrici, un po' scanalati al punto di divisione che è disposto ad arco o ad angolo molto ottuso; i ramicelli terminano generalmente in 2-3 punte ottuse o raramente dentati. Tanto i rami che i ramoscelli sono di colore zolfino, più o meno carico, e il tronco è sovente chiazzato di rosso-vinato. La carne è bianca, tenera, di buon gusto e di odore fungino. Le spore sono giallognole, allungate o quasi cilindriche, da 10-14 × 4-5 µ.

Cresce a grandi famiglie tanto nelle selve frondose che conifere dal luglio al novembre.

La Ditola gialla è la più pregevole di questo genere per la carne compatta, tenera e non fibrosa. Conviene però scegliere individui giovani pel motivo che la carne coll'età diventa acidetta e perciò meno gustosa, ed inoltre sviluppa un sugo abbondante, che agisce come drastico, per cui mangiandone in abbondanza potrebbe recare dei disturbi gastrici, i quali però si possono evitare dando al fungo una mezza cottura nell'acqua salata e poi, gettata l'acqua, col condirlo nel solito modo.

Queste norme sono da seguirsi anche per le altre specie di Ditola le quali sono tutte mangereccie benchè più o meno saporite; cogliere cioè esemplari, in cui i rami e i ramoscelli non sieno ancora bene sviluppati; e se poi si vuol cibarsi anche di esemplari ormai maturi, purchè sieno sani, non corrosi dagli insetti nè patiti, sottoporli ad una mezza cottura come è indicato sopra.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. C — Clavaria flava Schaeff. (Ditola gialla) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a Fungo perfettamente sviluppato. b Basidii. c Spore.

Clavaria botrytis Pers. — Tav. CI.

Ital. Ditola rosso-gialla, Clavaria botrite. Volg. Ciate d'ors, Didele, Manine rosse, Tajadelle. Franc. Coralloïde pourpre. Ted. Röthliche Bärentatze.

Sviluppo e forma della Ditola gialla; tronco bianco; rami e ramicelli di colore da prima biancastro, poi ocraceo-pallido o cera-vergine; punte dei ramicelli più o meno rosso o granato; carne bianca, un po' amara, basidii clavati, 40-50 × 6-8 µ.; spore allungate, 15-18 × 4-6 µ.

Cresce copiosa in famiglie, a preferenza nelle selve di faggio o foglia e raramente nelle selve di conifere, dal luglio al novembre.

La Ditola rosso-gialla è di buon gusto, ma meno stimata della Ditola gialla per la carne più fibrosa e tenace. Tanto per la raccolta che per la cottura si devono seguire le norme indicate per quest'ultima.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. CI — Clavaria botrytes Pers. (Ditola rosso-gialla) B.ssa Turco-Lazzari dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a Fungo nel primo sviluppo. b Fungo completamente sviluppato. c Basidii. d Spore.

Clavaria aurea Schaeff. — Tav. CII.

Ital. Ditola dorata. Volg. Ciate d'ors, Manine gialle, Didele ecc. Franc. Coralloïde ocracée. Ted. Goldgelber Korallenschwamm.

Sviluppo e forma della Ditola giallo-rossa; differisce pel tronco meno sviluppato, pei rami più grossi, uniti e pei ramicelli meno alti, colle punte più ottuse, dentate e pel colore generale giallo d'oro; basidii clavati, 35-40 × 6-8 µ.; spore color paglierino, allungate, 10-12 × 5 µ.

Cresce meno copiosa delle precedenti e sempre a pochi individui tanto nelle selve conifere che frondose dall'estate all'autunno.

È mangereccia ed ha le medesime proprietà dell'antecedente, per cui si devono seguire le medesime norme per la raccolta e cottura.

Nelle selve si trovano molte altre specie di Ditola, ma ad eccezione della Clavaria rufescens Schaeff. e della Clavaria pallida Schaeff. sono molto più piccole, meno carnose e meno buone. Tutte però, come già osservai, sono mangereccie, ma in genere di sapore piuttosto amarognolo. Ho dato il disegno soltanto delle tre più frequenti e più gustose. La Clavaria rufescens ha la forma e il colore della Clavaria botrytis, è però generalmente più grande e le punte dei rametti invece di essere di color rosso vivo granato sono d'un rosso scuro, come di sangue grumato; la Clavaria pallida ha da prima una tinta generale carnicino-pallida, poi biancastro-alutacea, del resto ha la dimensione delle precedenti.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. CII — Clavaria aurea Schaeff. (Ditola dorata) B.ssa Turco-Lazzari dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a-b Fungo in vario grado di sviluppo. c Basidii. d Spore.

Famiglia delle Tremellacee

Genere Guepinia.

Funghi gelatinoso-cartilaginei a forma di spatula, di petalo o di orecchio, alla base ristretti in una specie di gambo; imenio da un sol lato della spatula con basidii da prima globosi, poi ovati e divisi mediante un setto verticale in due semmenti a sterimmi molto lunghi; spore bianche, cilindriche, curvate.

Guepinia rufa (Iacq.) Pat. — Tav. CIII.

Ital. Guepinia rossastra, Fungo di gelatina. Volg. Reclagne, Reccia de lever (Trentino). Franc. Guepinie rougeâtre. Ted. Rotbrauner Gallertpilz.

Ha la forma di spatula; sovente però la spatula è incartocciata e prende la forma di imbuto; nella parte superiore è liscia, nella parte inferiore o esterna, dove ha sede l'imenio, è rugosetta, tutta di colore uniforme incarnato-arancio o rosa-ranciato; carne gelatinoso-cartilaginea, quasi trasparente, del medesimo colore dell'esterno, ma più pallido; basidii ovati, divisi longitudinalmente, 10-11 × 5 µ.; spore jaline, cilindrico-curvate, 9-11 × 5-6 µ.

Cresce a cespi in grandi famiglie nelle selve abietine per lo più in luoghi umidi dall'agosto all'ottobre.

È specie di assoluta innocenza, ma di poco gusto ed un po' indigesta se venisse mangiata in quantità a motivo della carne gelatinoso-tenace.

Illustration from I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media con speciale riguardo a quelli che crescono nel Trentino - II edizione riveduta ed aumentata

Tav. CIII — Guepinia rufa (Iacq.) Pat. (Fungo di gelatina) Bresadola dis. — Lit. G. Zippel Trento

Spiegazione delle figure: a-b Fungo perfettamente sviluppato. c Individuo sezionato verticalmente. d Basidii. e Spore.

Notes in this chapter

Explore with AITake your curiosity a little further.

Reading settings