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Della peste e della pubblica amministrazione sanitaria

INDICE DELLE MATERIE TRATTATE NELLE NOTE ANNESSE ALLA PREFAZIONE.

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INDICE DELLE MATERIE TRATTATE NELLE NOTE ANNESSE ALLA PREFAZIONE.

(a) Come soglia chiamarsi la peste dalle varie nazioni nei respettivi loro linguaggi. pag. XLI

(b) Squarcio latino tolto da un altro dettato dell'autore sopra lo stesso argomento ivi

(c) Cagioni per le quali Venezia nei primi secoli dopo il mille fosse frequentemente travagliata dalla peste ivi e seg.

Come la frequenza della peste prima dell'istituzione dei Lazzeretti in Europa seguisse sempre il maggiore o minor movimento delle relazioni commerciali coll'Oriente XLII

I Veneti essendo stati i primi a sentire il bisogno di preservarsi dalla peste, furono eziandio i primi cui venisse il pensiero dell'isolamento, e dell'istituzione dei relativi provvedimenti sanitarii ivi

Primo Lazzeretto in Europa instituito dai Veneziani nel 1403 nell'Isola di S. Maria di Nazareth, due miglia circa da Venezia nell'antico convento degli Eremitani XLIII

Etimologia del nome Lazzaretto, col quale da tutti i popoli vennero in seguito distinti que' luoghi dove s'isolavano le persone e le robbe sospette di peste per far quarantena XLIV

Altri Lazzeretti successivamente instituiti in Venezia XLV

Prima Magistratura di Sanità creata in Venezia nel 1348 col titolo di Savj all'apparir della Peste, o Provveditori di Sanità XLVI

Magistrato Supremo di Sanità creato in Venezia nel 1485 ivi

Suoi amplissimi poteri e rinomanza ivi

(d) Descrizione delle nuove istituzioni sanitarie stabilite in Oriente.

Prime pratiche ed istituzioni di sanità in Egitto nel 1827 sotto il governo di Mehmed Alì — Consigli di Sanità — Regolamenti — Lazzeretti — Contumacie ecc. XLVI e seg.

Ricerca fatta all'Austria dal Governo Egizio di un Impiegato Superiore di Sanità cui affidare la direzione generale di tutti gli affari di Sanità di quel Regno — Cure generose dell'Austria per soddisfarla — Scelta da essa fatta dell'individuo richiesto — Disposizioni di partenza del medesimo — Ragione addotta dal Comitato de' Consoli in Alessandria per giustificare il seguito cangiamento della loro opinione; dietro di che quel progetto è abortito XLVI e seg.

Prime istituzioni sanitarie introdotte a Costantinopoli nel 1837 a merito dell'influenza Europea e della fermezza del Sultano Mahmud II — Loro andamento — Opposizione incontrata — Mezzi adoperati per vincerla — Benemerenza del Dott. Bulard in quella circostanza LII e seg.

Firmano del Gran Signore — Ordini relativi del Divano — Istituzione di un Consiglio Superiore di Sanità ed erezione di un grande Lazzeretto centrale a Costantinopoli — Piano d'organizzazione sanitaria ivi adottato — Ordini del Consiglio di Sanità e del Governo Turco in oggetti Sanitarii LV e LVI

Ricerca del Governo Turco all'Austria di abili impiegati di Sanità — Loro invio LVI

Descrizione del nuovo grande Lazzeretto a Kouléli presso Costantinopoli nella bella e vasta caserma di cavalleria di Scutari — Sua inaugurazione LVI e LVII

Continuazione delle misure di Sanità — Cambiamenti nel personale — Destinazione di un nuovo Consiglio Sanitario e di Delegati di Sanità da parte delle grandi Potenze straniere LVIII e seg.

Nuovo Regolamento Sanitario stabilito a Costantinopoli per provvedere alle garanzie sanitarie ed ai bisogni del Commercio — Suo tenore LIX e seg.

Morte del Sultano Mahmud ed innalzamento del nuovo Signore — Temporario arrenamento dei progressi delle nascenti istituzioni di Sanità LXI

Frutti delle ordinate istituzioni sanitarie nelle varie Provincie dell'Impero Ottomano LXII e seg.

A Salonicchi ed altri paesi della Romelia LXII a LXVI

Ad Antivari ed in altri paesi dell'Albania Turca LXVI a LXVIII

A Samos ed altre isole dell'Arcipelago appartenenti al Governo Turco LXVIII e seg.

A Smirne LXX

Le discipline di Sanità non sono dappertutto osservate LXIX

Come i risultamenti delle nuove istituzioni sanitarie in Turchia provino incontrastabilmente l'utilità delle segregazioni e dell'isolamento, e quindi la contagiosità della peste LXX

Risposte date dal Professore Clot-Bey fu Ispettore di Sanità al servigio del Bascià d'Egitto ad alcuni quesiti sulla peste che gli sono stati indirizzati dal Ministro di S. M. Britannica LXXI

Considerazioni intorno le opinioni del detto Professore sulla peste LXXII

(e) Il Governo Francese interpella col mezzo de' suoi Agenti Consolari nel Levante l'opinione dei medici e delle persone più illuminate del paese sulla durata dell'incubazione della peste e sui mezzi della sua importazione LXXIII

Osservazioni sul tenore della detta domanda — Distinzione a farsi per lo scopo legislativo, ed a fine di vie meglio svilupparla LXXIII e LXXIV

Ragionamenti e considerazioni sopra lo stesso argomento LXXIV e seg.

Quale sia l'opinione del Dott. Bulard sulla causa produttrice della malattia e sulla sua comunicabilità LXXV e LXXVI

Si prova che l'elemento morboso della peste non può restare per molto tempo latente nel corpo dell'uomo vivo senza dar segni sensibili della sua esistenza ed attività — Conclusioni da tale principio LXXVI e seg.

Osservazioni sopra un caso di peste accaduto al Cairo, il cui sviluppo si credette nato dopo 17 giorni dalla primitiva azione del germe pestifero sull'organismo dell'uomo vivo — Confutazione di detta opinione ivi e seg.

Altri numerosi fatti raccolti dal Dott. Bulard nella peste di Smirne del 1838, li quali tutti confermano l'opinione sopra enunciata LXXX

Corollarii delle predette dimostrazioni — l'inutilità delle lunghe quarantene per gli uomini, e la necessità di regolare questa parte importante della pubblica amministrazione sanitaria LXXX e seg.

Sul tempo che può restar latente nei corpi passivi (mercanzie, vestiti ecc.) il germe pestilenziale senza perdere la sua attività o forza riproduttiva — Inutilità di tale investigazione LXXXI

Fatti storici i quali provano che il principio pestilenziale o germe del contagio annidato nei corpi passivi può conservare per molti mesi ed anni la sua attività o forza riproduttiva, sottratto che sia all'azione dell'aria e della luce LXXXII e seg.

Le merci provenienti da luoghi infetti o sospetti debbono essere risguardate tutte come se fossero infette, per ciò che concerne il loro trattamento contumaciale. Opportunità di conoscere e determinare i mezzi ed i metodi più sicuri, più solleciti e più convenienti per espurgarle LXXXIII

Inutilità ed incongruenza di alcune pratiche di espurgo usate tuttora in alcuni Lazzeretti di Europa, e necessità di una riforma ivi

Fatti che lo provano — Altre considerazioni sopra questo importante argomento LXXXIV e LXXXV

Differenze ed anomalie che si osservano nel trattamento e nei periodi contumaciali delle stesse merci e persone della medesima provenienza, secondo i diversi Stati e le pratiche dei differenti Lazzeretti LXXXVI

Siccome meriti biasimo siffatta disarmonia e varietà di pratiche e quanto sia necessario per la sicurezza pubblica e pei bisogni della navigazione e del commercio, che i varii Governi di Europa si mettano d'accordo nei loro sistemi ed istituzioni di Sanità LXXXVII

Pratiche sanitarie usate in alcuni Stati di Europa per agevolare il movimento commerciale di quelle merci le quali provenienti da paese sano, nel loro tragitto essendo obbligate a passare per paesi infetti o sospetti, vengono per ciò sottoposte a contumacia LXXXVI e LXXXVII

Come il cercar di conoscere e togliere le pratiche sanitarie esagerate ed inconvenienti, tuttora sussistenti in Europa, che pongono indebiti ostacoli ai progressi dei nostri rapporti commerciali coll'Oriente, ed a mezzo di una saggia legislazione conciliare, per quanto è possibile, la sicurezza pubblica coi bisogni del commercio e della navigazione, sarebbe argomento utilissimo e meritevole da prendersi in disamina da un Congresso Sanitario Europeo, senza bisogno che detto Congresso si occupasse prima di tutto, come propone il Dott. Bulard, a provare la contagiosità della peste LXXXVII e LXXXVIII

Erroneità di tale proposizione — Osservazioni critiche intorno alle idee e pensamenti del Dott. Bulard sullo stesso argomento LXXXVIII-IX, XC e seg.

Brani tratti dalle Opere e scritti del Dott. Bulard, i quali dimostrano come egli sia intimamente convinto e persuaso della contagiosità della peste, e come dalla stessa sua opinione venga sempre più dimostrata l'inutilità dei nuovi esperimenti sui quali egli insiste: nè vi sia bisogno di provare ciò ch'è già provato, e su cui tutti i medici più illuminati e sperimentati, lui compreso, e tutti i Magistrati e i Governi sono d'accordo XCII a XCIV

Contraddizioni che appariscono nelle idee e proposizioni del Dott. Bulard relativamente al detto Congresso Sanitario Europeo e alle grandi quistioni politico-amministrative da riservarsi alle discussioni di esso XCIV a XCVIII

Il detto Sig. Dott. Bulard pianta le sue proposizioni senza darsi cura di provarle: altro motivo per cui non possono servir di base alla riforma sanitaria che propone XCVI

Osservazioni critiche del Dott. Cervelleri intorno ai pensamenti e proposizioni del Dottor Bulard sul Congresso Sanitario Europeo XCVIII a CI

Nuove considerazioni sulla grande utilità di una riforma sanitaria radicale e razionale, e sui grandi beneficii dipendenti da tale innovazione, a cui conviene che l'Europa intera concorra con un Congresso di dotti CI

Sul merito, cognizioni ed esperienza del Dott. Bulard nell'argomento della peste, e sulle sue benemerenze dei progressi della scienza ed introduzione delle nuove istituzioni sanitarie nell'Oriente CI e CII

Quistioni indirizzate dal Governo Inglese ai medici dell'Oriente sulla natura della peste — Loro tenore CIII

Risposte date dal Professore Clot-Bey a quelle quistioni ivi (V. pag. LXXI, LXXII)

L'Autore assoggetta una sua idea nel proposito alle considerazioni dei Governi e dei dotti; ch'è la seguente —

— Dappoichè il progetto del Dott. Bulard di un Congresso Sanitario Europeo sembra essere stato aggiornato a tempo indeterminato; e giacchè ogni anno in una od altra delle principali città di Europa si tiene un Congresso di dotti, a cui intervengono medici riputatissimi ed altri scienziati distinti per talenti, per dottrina ed esperienza, tanto nazionali che esteri, sarebbe a vedersi, se forse non si potessero in dette dotte adunanze quelle stesse grandi quistioni politico-sanitarie di generale interesse agitare, che si proponeva dovessero venire riservate agli esami e alle discussioni del Congresso Sanitario Europeo; nella ragionevole lusinga, che i riconoscimenti e le conclusioni di società sì dotte e così rispettabili fossero per esercitare una possente influenza sulle opinioni dei Magistrati e dei Governi di Europa, e di pervenire per tal mezzo ad ottenersi quell'utile riforma de' sanitarii sistemi di cui v'ha bisogno, e per cui principalmente è nata l'idea del Congresso Sanitario Europeo — CIV e seg.

Altri vantaggi attendibili dal giudizio imparziale pronunciato in tali dotte adunanze sopra alcune grandi verità pratiche di utile pubblico CV

Voti e motivi per isperar di ridestare sopra questo grande argomento l'attenzione dei Governi e dei Principi CV e CVI

(f) Come la peste possa facilmente insinuarsi sconosciuta e confusa con altre malattie, delle quali suole assumere l'aspetto, e quanto sia difficile riconoscerla e distinguerla al suo primo apparire CVI

Numerosi fatti desunti dalla Storia che provano questa asserzione, e fanno vedere siccome in tutti i tempi vi furono medici riputatissimi che, chiamati a dar giudizio, non seppero riconoscerla, ed incorsero in gravissimi sbagli fecondi di funestissime conseguenze CVI a CXVII

Descrizione come ciò sia avvenuto nella peste di Atene, 451 anni avanti la nascita di G. C. CVI e CVII

nella peste di Venezia del 1555 CVII

—— idem del 1575-76 ivi

—— di Palermo degli stessi anni ivi

—— di Montpellier del 1629 ivi

—— d'Italia, ed in ispecieltà della parte settentrionale del Milanese agli anni 1629-30-31 ivi

—— della stessa Milano a que' medesimi anni CVII e CVIII

—— di Verona del 1630 ivi

—— di Venezia degli anni 1630-31 ivi

—— di Firenze agli stessi anni ivi

—— di Napoli nel 1656 CVIII e CIX

—— di Genova della stessa epoca ivi

—— di Malta nel 1676 ivi

—— di Vienna nel 1712-13 ivi

—— di Marsiglia del 1720-21 CIX e CX

—— di Messina del 1743 CIX e CX

—— di Kiovia al 1770 CXI

—— di Jassy e Cozim alla stessa epoca ivi

—— di Mosca degli anni 1770-71-72 CXI e CXII

—— di Spalatro del 1784 ivi

—— di Malta del 1812 CXIII e CIV

—— di Bukarest del 1813-14 ivi

—— di Noja del 1815 CXV e CXVI

—— di Tunisi del 1818-19-20 CXXIX

Quanto importi che detti fatti storici sieno presenti alla memoria dei medici e dei Magistrati nelle gravi circostanze di malattie popolari a contagio specifico onde starsene in guardia per evitare possibilmente simili errori fatali CXVII

Quali sieno le vere cagioni del così frequente ingannarsi dei medici nel riconoscere e dichiarare la peste, delle loro liti e contese, ecc., e come ciò avvenga in quasi tutte le pesti, specialmente delle città e comuni popolose dove più medici sono chiamati a consiglio CXVIII a CXXI

Punto di vista sotto cui si deve risguardare saggia e degna di elogio la proposizione del Sig. Protomedico Knolz «di spedire alcuni medici nel Levante a studiare la peste CXIX

Altre considerazioni sui motivi che concorrono a traviare la pubblica opinione ed il giudizio medico allorchè si tratta di determinare la natura di morbi popolari resi sospetti di peste CXXI e CXXII

Come per preservare il paese dalla peste ed arrestare il corso al contagio sia necessario sollecitamente conoscerlo, e con misure energiche, pronte e adattate apporsi al riparo, senza lasciarsi intimidire dai riguardi od arrestare da viste d'interesse o da altre di secondo ordine CXXII

Siccome sia utile egualmente che necessario che i giovani medici che calcano la via degl'impieghi od aspirano a venir Condotti dai Comuni sieno bene istituiti nella parte pratica della peste ed abbiano idee chiare ed esatte sopra della malattia CXXII e CXXIII

Sulla diagnosi della peste ivi

Avvertenze pratiche

per distinguere la peste dal tifo petecchiale, o febbre maligna, nervosa CXXVII a CXXVII

— per riconoscere i buboni venerei dai pestilenziali, e per non restare ingannati dalla mitezza dei fenomeni nei casi di peste benigna — Modo di contenersi CXXVII e CXXVIII

Sofismi soliti a porsi in campo da quelli che negano l'esistenza della peste per giustificare le loro false opinioni — come debbano confutarsi — ragioni che dimostrano l'erroneità di quelle opinioni CXXVIII a CXXXI

Ispezione del cadavere.

Esame esterno del corpo morto dell'appestato CXXXI a CXXXV

Quanto sia difficile distinguere il cadavere dell'uomo morto da peste da quelli ordinarii appartenenti ad altre malattie — varietà che s'incontrano nei cadaveri dei pestiferati, secondo l'indole della epidemia, lo stadio del morbo, l'influenza delle cause esterne ed altre circostanze CXXVII

Se la flessibilità del cadavere sia segno sicuro di peste ivi e seg.

Sezione dei cadaveri.

Quali fossero le conoscenze degli antichi sulle interne lesioni dei corpi dei pestiferati CXXXV

Il Magistrato di Sanità di Genova nella peste del 1556 fu il primo ad ordinare che si facessero sezioni di cadaveri ivi

Più diligenti osservazioni ed un maggior numero di sezioni intraprese nel principio di questo secolo dai medici che seguirono l'armata Francese in Egitto, e specialmente dal Dott. Pugnet CXXXV

Come le più importanti osservazioni ed estese conoscenze sulla storia anatomico-patologica della peste le dobbiamo ai coraggiosi ed abili medici, specialmente francesi, che in questi ultimi anni si dedicarono a studiare la peste in Egitto e negli altri paesi del Levante CXXXVI

Quadro delle Lesioni.

Aperto il cranio; quali lesioni si trovino in quella cavità CXXXVII

Quali nella cavità del petto ivi

Stato del sistema vascolare CXXXVIII

Sezionato il basso ventre, quale sia lo stato dei visceri in esso contenuti ivi e seg.

Cosa di notabile presenti il fegato CXXXIX

Cosa la milza ivi

Si nota siccome le affezioni assolutamente costanti nella peste sono quelle del sistema linfatico, e di questo essere sempre i gangli più o meno alterati CXL e seg.

Osservazioni sopra la detta alterazione del sistema ganglionare e sulle sue differenze e varietà CXLI e CXLII

Riepilogo delle dette lesioni CXLII e CXLIII

Conclusione che si può trarre dal sopraccennato quadro delle interne lesioni CXLIII

(g) Rinomanza dell'antico Veneto Magistrato di Sanità, e come per effetto forse dell'alta di lui riputazione di saggezza si cerchino tuttora dagli esteri i consigli dell'attuale Magistrato di Sanità Marittima i cui poteri e facoltà sono pero oggidì molto limitati CXLIII e CXLIV

Supplemento alla Nota (d). Sulle nuove istituzioni sanitarie dell'Oriente.

Il Vice-Re d'Egitto scioglie la Commissione Sanitaria dei Consoli e ne sostituisce un'altra composta di Negozianti, presieduta dal suo primo Ministro Boghos Jossouff — Relativo Regolamento CXLV

I Signori Consoli protestano contro tale misura ivi

La nuova istituzione offre tutte le possibili garanzie — Gli Ufficii sanitarii e le relazioni sanitarie coi paesi esteri rimangono sullo stesso piede di prima ivi

Stato di salute dell'Egitto — Peste nella Palestina e nella Samaria; — fa stragi a Sumatra ivi

Col mezzo di alcune reclute giunte di là viene trasportata in Alessandria — Alcuni casi di peste si manifestano in quella città in Maggio di quell'anno (1839); altri ne susseguono in Giugno. In Luglio è cessata ivi

Cause a cui sono da attribuirsi un andamento sì mite, ed esito così favorevole CXLV e CXLVI

Il tifo ed altre malattie hanno incominciato ad imperversare in Alessandria poco dopo la cessazione della peste — Grande mortalità per esse prodotta CXLVI

Nuovi casi di peste si manifestano in Alessandria nei giorni 13-14 e 16 Gennajo 1840 e nei successivi CXLVI e CXLVII

Stato di salute a Costantinopoli e nelle varie Provincie dell'Impero Ottomano CXLVII

Peste nei paesi al di qua del Balkan tra Silistria e Costantinopoli sulla riva destra del Danubio CXLVIII

Numero degli attaccati in alcune di quelle località ivi

Indolenza delle Autorità Turche ivi

Osservazioni CXLIX

Pervenit ad miseros damno graviore colonos Pestis, et in magnae dominatur moenibus urbis. Viscera torrentur primo, flammaeque latentis Indicium rubor est, et ductus anhelitus aegre. Aspera lingua tumet, tepidisque arentia ventis Ora patent, auraeque graves captantur hiatu. Non stratum, non ulla pati velamina possunt; Dura sed in terra ponunt praecordia: nec fit Corpus humo gelidum, sed humus de corpore fervet. Nec moderator adest, inque ipsos saeva medentes Erumpit clades obsuntque auctoribus artes. Quo propior quisque est, servitque fidelius aegro; In partem leti citius venit, atque salutis Spes abiit, finemque vident in funere morbi. Ovidius Metamorph. L. VII.

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