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Ben Hur

LIBRO SESTO (continued 2)

Gastone Cavalieri translation

Ad un ufficiale subalterno che s'avanzava dalla Porta, egli disse:

— «Il tuo camerata morì da soldato. Mi tengo solo la sua spada ed il suo scudo.» —

Poi si confuse fra la folla. E allorchè fu un po' più lontano parlò ai Galilei:

— «Fratelli, vi siete portati assai bene. Ora separiamoci per non essere inseguiti. Venite da me questa sera al Khan di Bethania. Ho qualche cosa di grande importanza per Israele da proporvi.» —

— «Chi sei?» — gli domandarono.

— «Un figlio di Giuda,» — egli rispose, semplicemente. La folla, smaniosa di vederlo, attorniò la compagnia.

— «Verrete a Bethania?» — egli domandò.

— «Sì, verremo.» —

— «Allora portate con voi questa spada e questo scudo, chè io possa riconoscervi.» —

E spingendosi fra la folla che aumentava d'ogni lato, sparve.

Col permesso di Pilato, la gente entrò nel cortile a portar via i morti ed i feriti, ma il loro dolore per quella vista fu rallegrato assai dalla vittoria del campione sconosciuto, che fu cercato dappertutto, e da tutti esaltato. Lo spirito avvilito della nazione si sentì sollevare dal fatto valoroso, tanto che nelle strade e perfino nel Tempio, in mezzo alle solennità della cerimonia, si ripeterono le vecchie istorie dei Maccabei, e le persone più saggie scuotevano il capo, bisbigliando sommessamente:

— «Un poco di pazienza, ancora un poco di pazienza, o fratelli, e la gloria d'Israele rifiorirà. Abbiamo fiducia in Dio.» —

In tale modo, Ben Hur, stabilì la sua supremazia fra i Galilei, e si preparò la via fra di essi a più grandi servigi nella causa del Re.

Con quale risultato, noi vedremo in seguito.

Fine del libro sesto.

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