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Angiola Maria

A CORINNA

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O spirito gentile, Che nel silenzio a visitarmi scendi; E a un angelo simile La più ascosa del cor favella intendi: Dimmi, qual luce è questa Che splende alla deserta anima mia? E qual memoria desta L'amica del pensier malinconia? Luce è d'amor, che move Dall'ignota virtù de la bellezza; Malinconia, che piove La segreta del pianto alma dolcezza! — In tempo lieto io vidi La tua sembianza, e ancor mi sei presente; E ancora mi sorridi, E all'arcano tuo raggio arde la mente. La tua fronte serena È quasi all'alma trasparente velo; E l'occhio che balena Par che dica alla terra: Io son del cielo! Diva solinga e pura, Questi adunque ti sacro umili fiori; Prole di zolla oscura, Da te cercan la vita ed i colori. Li colsi sull'aurora, Nè perduta avran forse ogni fragranza; V'è una lagrima ancora: È la lagrima pia della speranza!

Marzo, 1839.

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