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La guerra dei pirati e la marina pontificia dal 1500 al 1560, vol. 2

NOTE:

Reading edition

P. A. G., Medio èvo, e Guerra dei pirati, Vedi l'Indice alla voce Legato. — Qui sopra, nel vol. primo, p. 32.

Bosio, e gli altri appresso alla nota 8.

»Acta fuerunt hæc. Civitævetulæ in palatio Cameræ etc, die et anno ut supra.

»Successiva vero die præd. d. Jacobus Hermolaus dixit et affirmavit tres galeras in præinsertis designatas cum armamentis furnimentis et aliis rebus dictis galeris necessariis jam a quatuor diebus citra cum aliis duobus practicis et expertis nautis, sibi fidis et amicis, nominatis Bartholomæo de Gallipoli patrono capitanæ, et Dominico de Genua patrono triremis S. Pauli, ab ipso d. Iacobo vocatis; et cum eo revidentibus et judicantibus, bene et fideliter atque accurate vidisse, illasque pro bonis et navigabilibus ac aptis et paratis ad omnem et quamcumque factionem et exercitium marittimum, etiam ad navalem bellum, cognovisse et judicasse.»

Marco Guazzo, Istorie de' suoi tempi, in-8. Venezia, 1549, p. 234: «Presenti all'armata quattro galèe del conte dell'Anguillara, Capitana, Padrona, santo Agostino, e santo Paolo.»

Docum. cit., nota 4: «Paulum Justinianum, Joannem de Milano, et Georgettum Camillum comitum galeræ sancti Augustini.»

Archivio de' Notari Camerali, alle ultime note di questo libro: «Inventario della galea Vittoria consignata all'illmo signor conte de Languillara.»

Spondanus, Ann. eccl., 1538.

Du Mont cit., Corps diplomatique, IV, ii.

Lunig cit., Codex Italiæ diplomaticus.

Andreas Maurocenus, Histor. Venet. lib. V, in-4. Venezia, 1719, p. 492. — Vedi appresso la nota 106, e segg.

Raynaldus, Ann. Eccl., 1538, n. 4, et 7.

Jovius cit., 456.

Maurocenus cit., 479, 511.

Morosini cit., 519: «Patriarca Grimanus.... cum classe sua.... cum trigintasex triremibus.»

Marco Guazzo cit., 234, 235.

Bosio cit., III, 177, E. — 173, D.

Ammirato cit., II, 661.

Jovius cit., 560.

Verdizzotti cit., 653.

Mambrino Roseo cit., 226.

Alfonso Ulloa cit., 153.

Prudencio Sandoval, II, 183.

Muratori, Annali di Italia, 1547, prop. fin.

Archivio Ricci cit., vol. IX, p. 134.

Archivio municipale e parrocchiale di Civitavecchia cit.

Lodovico Ariosto, Il Furioso, XL, 11:

«Come veri cristiani, Astolfo e Orlando, Che senza Dio non vanno a rischio alcuno, Nell'esercito fan pubblico bando, Che sieno oration fatte e digiuno.»

Archivio Ricci cit., IX, 181: «Il papa partì da Roma a ventitrè di marzo, e tornò ai primi di luglio.»

Raynaldus, Ann., 1538, n. 8.

Angelo Pendaglia, Lettera narrattiva dell'abboccamento di Nizza, con note del canonico Giuseppe Antonelli, in-4. Ferrara, tip. Bresciani, 1870.

Giambattista Leoni, Vita di Francesco Maria della Rovere. Venezia, 1605, p. 452: «Morì addì 20 ottobre, 1538.»

Card. Farnese, Lettera a monsig. Gio. Ricci in Venezia, data di Roma, 28 ottobre, 1538. — Arch. Ricci, Armata navale, cit., IX, 225.

Muratori, Ann., 1538: prop. fin; «Terminò i suoi giorni nel dì primo d'ottobre, Francesco Maria della Rovere duca d'Urbino,» e cita Alessandro Sardi, Storia mss.

De Hammer cit., X, 514: «Barbarossa portava incendio e ruine sulla costa di Candia. Retimo e Canea seppero resistere alla furia: ma i corsari presero vittovaglie e artiglierie da Milopotamo e da Scittia abbandonate, e incendiarono ottanta villaggi.»

Ulloa cit., 16: «Mentre in Corfù si aspettava.... messer Marco Grimani patriarca d'Aquileggia capitano delle galere del Papa.... per non perder tempo.... determinò di occupare la Prevesa, per esser luogo di mare molto importante.»

Idem, Piante di città e fortezze, in-fol. Venezia, 1689, tav. 155.

W. H. Smith, R. N. Jonian Sea, from Purga to Katakolo, and the gulfs of Arta and Patras, in-fol. Londra, 1825. — Admiralty charts.

Marco Guazzo cit., 232.

Sabellici, Contin. cit., 493.

Jovius cit., 476.

Verdizzotti cit., 654.

Justinianus cit., 274.

Segni cit., lib. IX.

Mele, mss. cit., Genealogia di casa Ricci, in quell'Archivio, da p. 165 a 180.

Bonfadius Jacobus, Ann. genuen., in-8. Brescia, 1747, p. 147: «Veneti omne suum belli apparatum Corcyram contulerant.»

M. Grimani, Lettera cit. alla nota 33.

Bosio, III, 178, A: «Centotrentaquattro galere, e settantadue navi.»

Marco Guazzo, 234, 235. — Archivio Ricci cit.

E gli altri che di continuo cito.

SPECCHIO dell'armata cristiana l'anno 1538.

Colonne:

S: Soldati — M: Marinari — R: Rematori — G: Galere — N: Navi — C: Cannoni.

FORZA

Contingente di PERSONALE MATERIALE

S M R G N C

1. Roma 2800 1400 4050 27 1 300

2. Venezia 7400 4600 10800 72 20 960

3. Malta 400 200 800 4 » 44

4. Monaco 200 100 300 2 » 20

5. Napoli 1800 900 750 5 10 350

6. Sicilia 1600 800 600 4 10 320

7. Andrea Doria 2200 1100 3300 22 » 220

8. Antonio Doria 600 300 900 6 » 60

9. Marchese di Terranova 200 100 300 2 » 20

10. Spagnoli sulle navi 10000 500 » » 10 300

Totale 27200 10000 21800 144 51 2594

Uomini 59,000

Legni 195

Cannoni 2,594

Bosio, 178, C: «Per mettersi al sicuro il principe Doria prese risoluzione di rinforzare le galere veneziane, disegnando di mettervi dentro venticinque soldati per galera, degli spagnoli vecchi.... e questo anche per assicurarsi.»

Mambrino Roseo, cit., 228: «Il Cappello accettasse venticinque archibugeri spagnoli per ciascuna galera.... egli disse che quando gli fosse parso mettere altra gente avrebbe fatto venire altri soldati in supplemento.... Il Principe non disse altro, mostrando restar soddisfatto.»

Bosio cit., III, 178, E: «Uscir si videro sei galere disalborate dalla bocca dell'Aria.... e poco dopo altre sei.... gli andò incontro il Simeone colle quattro galere della Religione e due del Papa.... Dopo ne uscirono altre quattro.... il Patriarca Grimani le fece ritirare.»

Antonio Doria, Compendio cit., 74: «Barbarossa uscito con parte delle sue galere a scaramuzzare.... Andato Andrea con tutta l'armata, et parendoli di non tentare l'entrata, et di star fori inutile, deliberò partirsi.»

Bosio, 179, C: «Andò Barbarossa con sì bella e ben intesa ordinanza che con maraviglia ne fu non poco dall'istesso principe Doria laudato. Tutta l'armata rappresentava la figura d'un'aquila, che le grandi ali spiegasse.»

De Hammer, X, 513: «Ssalih-reis, Tabâch-reis.»

Cesare Campana, Vita di Filippo II, in-4. Vicenza, 1605. Parte I, deca II, p. 37, b: «Quivi si ebbe lungo e prudente consiglio di quanto si havesse a fare.»

Paruta, 63: «Volle il Doria colle sue galere porsi dinanzi agli altri, tenendo il luogo dalla parte del mare; al Cappello assegnò la battaglia, e nella retroguardia il Grimano.»

Marco Guazzo cit., 239: «Il Principe un'altra volta addietro e di fuori delle navi ritornossi.»

Verdizzotti cit., 660: «La vera cagione dei ritardi del Doria era quella stata sempre. Non voleva combattere. Nè tardò molto a manifestarlo chiaro.»

Paruta cit., 68: «Il Doria risoluto, come mostrarono tutte le osservazioni sue, di non commettersi al rischio della giornata.»

Marco Guazzo, 239: «Il general Cappello andato dal Prence disse: Che facciam noi? Chè non investiamo nei nemici?»

Ulloa, 158: «Nembo col vento di Scirocco.»

Paruta, 68.

Bosio cit., 180, D: «Il Principe fece dare il timone alla banda contro l'aspettazione degli amici e dei nemici, declinando dal dritto cammino, allargandosi in mare.»

Mambrino Roseo cit., 229: «Infame fuga dell'armata cristiana.... Il Principe si rivoltò verso Ponente coll'armata dilungandosi ogni ora più dalla drittura.... e se ne andò a Corfù.»

Ulloa, 157: «E così il principe Doria, capitano di tanta esperienza, quel giorno non valse nulla, perdendo l'occasione migliore che mai ebbe di lode e fama con grande accrescimento della cristiana religione.... L'Imperatore non aveva colpa.»

Mambrino Roseo cit., 229: «Furono prese due galere di Cristiani; l'una dall'abate Bibbiena.... e l'altra di Francesco Mocenigo.... le quali combatterono con mirabile difesa.»

Sandoval cit., 184: «Los Turcos combatieron tres naos en que iban españoles, y tomaron la del capitan Villegas de Figueroa, natural de Ocaña.»

Antonio Doria cit., 52. — V. vol. I, p. 342.

Leopold Ranke, The ottoman and Spanish empire, in-4. Londra, 1843, p. 23: «The Turks ruled the Mediterranean in war and piracy ever since that day of 1538.... They believed that the christians would never venture again to stand before them in open fight. This superiority endured till the year 1571.»

Sandoval cit., 185.

Brantôme, Capit. étrang. Leida, 1666, II, 45.

Mambrino Roseo cit., 231.

Lettere de' Principi, Venezia, 1561, p. 132.

Marco Guazzo cit., 247.

Mambrino Roseo cit., 230.

Sandoval cit., 184.

Morosini cit., 535: «Cæsar Josias firmanus et Buccanigra hispanus, cohortium præfecti, ceciderunt.»

Sandoval cit., 185: «Andrea de Oria y Fernando Gonzaga metieron Españoles en los castillos, contradiziando Vicente Capelo que los pedia per virtud del concierto.»

Vedi sopra la nota 10.

Bosio cit., 182, D: «Quattro mila Spagnoli lasciati in Castelnovo in gastigo degli abbottinamenti e delle crudeltà fatte poc'anzi in Milano.»

Mambrino, 200.

Guazzo, 273.

Ulloa, 158, b: «Carlo mandò il marchese del Vasto a Venetia a dolersi con essi loro delle cose successe, significando che egli non n'haveva colpa alcuna.... promettendo di metter per loro la vita e gli stati suoi se bisognassero.»

Muratori, Annali, 1539, princ.: «L'Imperatore e il Re di Francia per comparire zelanti del bene della cristianità verso la gente credula spedirono a Venezia.... facendo sperare possenti soccorsi.»

Filippo II approva i disordini di Giannandrea, v. sopra nota 25.

Al modo stesso e nella stessa sentenza consentono i documenti che del continuo vengono alla luce per opera di solerti e diligentissimi collettori dagli archivi di Spagna, d'Italia, di Germania e del Belgio; di che si potrebbe tessere lungo catalogo noverando soltanto i più recenti dal Navarrete al de Leva, e dall'Heine al Gachard.

Petrus Paulus Gualterius, Mss. cit., sub die decimanona augusti MDXXXIX: «Nunciatum est Romæ Turcos die septima hujus mensis augusti expugnasse Castrumnovum, occiso præsidio quod ibi a Cæsare tenebatur.»

Mambrino Roseo, 137, 138.

Matteo Bembo, Lettere al card. Pietro Bembo suo zio, con le risposte del medesimo e del Doge intorno a questa difesa: tra le lettere dei Principi, in-4 Venezia, 1562, da p. 133 a 143.

Bosio, III, 191, E: «Ordinò l'Imperatore che per quell'anno 1540 il principe Doria ad altro attendere non dovesse che a perseguitare et estirpare i corsali.... Dragutto preso.»

Antonio Doria, Compendio, 84: «In questi tempi Dragutto fu preso con nove de' suoi vascelli, il quale fu poi riscattato con danari.»

Mambrino Roseo cit., 252: «Il conte dell'Anguillara, che era con Giannettino, era trascorso oltre, et haveva con quattro galere assaltato le due di Dragut.»

Bosio cit., 192, D: «Dal conte dell'Anguillara furono prese le due galere che Dragut a guardia della preda lasciate haveva.»

Alfonso Ulloa, Vita di Carlo V, in-8. Venezia, Valgriso, 1566, p. 160, B, lin. 33: «Giannettin Doria prese Dragut rais, corsale, a l'isola di Capraria de' Genovesi.»

Mambrino Roseo cit., 251: «Dragut dall'isola di Corsica.... era andato all'isola di Capraja. Giannettino seguendolo sempre, senza abbandonarlo di vista lo giunse in una spiaggia di mare, dove aveva tratta la preda in terra.»

Bosio cit., 192: «Furono prese dal Conte dell'Anguillara le due galere.... Mamì rais veduto venirgli sopra il Conte si diede a fuggire pei vicini boschi.... dove poi fu fatto schiavo.»

Mambrino Roseo cit., 252: «Il conte dell'Anguillara.... trascorso oltre, haveva assaltato le due galere di Dragut che erano fermate alla spiaggia.... Mamì-rais abbandonò la preda.... e furono tutti presi.

Mambrino Roseo, 251: «Dragut aveva lasciato in guardia della preda due galere, che erano quelle che i Cristiani perderono alla Prèvesa.»

Sigonio, 211. Zitto.

Bonfadio, 155. Mosca!

Antonio Doria, 84. E buci!

Brantôme, Mémoires des capitaines étrangers de son temps. in-16. Leida, 1666, II, 45: «Fut une grande honte pour ceux qui le laisserent aller.... encore luy Dragut, dis-je, qui avoit fait tant de maux à la chrestienté, et estoit prest et suffisant d'en faire d'avantage.»

Mambrino Roseo, 252: «La Principessa mandò Dragut al marito in Messina.... il Principe lo mandò all'Imperatore.... egli glielo rimandò a dietro.... Il Principe lo liberò con taglia, e fu questa liberazione sì dannosa ai Cristiani, che ne patirono maravigliosa rovina, perchè divenne il più crudele e dispietato corsale.»

Bosio cit., III, 192, D: «Fu la liberazione di Dragut molto biasimata, e riuscì alla cristiana repubblica dannosa.»

Mambrino Roseo cit., 264: «L'Imperatore fu incontrato da Ottavio Farnese suo genero, con una gran comitiva di nobili cavalieri italiani.»

Jovius cit., 474, 28: «Imperator.... Octavium Farnesium, miræ indolis adolescentem, cum insigni comitatu obviam habuit.... ad ponendum militiæ rudimentum in Cæsaris soceri sui contubernio.»

Idem, 479, 21.

Adriani cit., 118, G: «Il capitan Aurelio da Sutri, soldato e familiare del conte dell'Anguillara, con Arrigo Orsino.»

Antonio Colarieti, Degli uomini più distinti di Rieti per scienze, lettere, ed arti, in-8. Rieti, 1860: «Giulio Podiani da Paolo III posto a capo della spedizione navale contro i corsari.»

I Biografi della casa Farnese, Francesco Sansovino, Salazar y Castro, Bonaventura Angeli, Alfonso Loschi, Flaminio da Latera, il de Lazzari, e il ch. Amadio Ronchini non dicono di più: e quest'ultimo, tanto noto archivista di Stato a Parma, con sua lettera del 23 maggio 1873, scrivevami: «Sono dolente di non aver nulla, propio nulla per soddisfare alle sue domande.»

Sommario di Storia lucchese, nell'Arch. St. It., in-8. Firenze, 1847, p. 424.

Mambrino Roseo cit., 266.

Bosio cit., III, 202, D; 205, C; 207, C.

Bosio, 205, C: «Haveva ciascun di questi squadroni tre pezzi d'artiglieria da campagna, per ispaventare gli Arabi, i quali continuamente all'usanza loro traccheggiando, or quinci or quindi l'esercito assaltavano.»

Jovius cit., 484, 16: «Jam a pluvia extinctis funiculorum ignibus, lagunculisque sulphurei pulveris madefactis, sclopettorum usus penitus ereptus.»

Mambrino Roseo, 269: «I Mori adoperavano le balestre già dismesse in Italia.... e i fanti italiani non potevano per quella pioggia adoperare gli archibusi.»

Bosio cit., 207, B: «La grande acqua haveva spente le corde degli archibugi, e bagnata e guasta la polvere delle fiasche.... in quel piano, fango viscoso a mezza gamba....» 208, A: «Il tempo di pioggia rende gli archibusi inutili.»

Antonio Doria, Compendio cit., 87: «Ai soldati per la grossa pioggia s'erano spenti i micci degli archibusi e quasi tutti i fuochi.»

Idem, 182, C: «Correndo colla cima di un vento e tempo fortunevole, prodotto dalla tempestosa stella di Tuttisanti.»

Jovius, 491, 29: «Tandem aspirantibus Euris, Cæsar ad Baleares cursum direxit, divæ Catharinæ maligno sydere tranquillam nactus tempestatem.»

P. A. G., Medio èvo, II, 94, 96.

Mambrino Roseo, 270: «Si perderono cento quaranta navi grosse, da quindici galere, altri piccoli vascelli, si affogarono infiniti marinari e galeotti.»

Antonio Doria, Compendio cit., 86: «Ponendosi la notte del ventotto d'ottobre una gran fortuna in mare.... fece dare a traverso quattordici galèe, e molte navi: conquassando il resto dell'armata in modo che la rese inutile.»

Villagagnon cit., 603, lin. 8: «Integri relicti ad Argeriam pauci: comitem Anguillarium immunem ibi.»

Giovio cit., nella nota precedente.

«Universis et singulis præsentes litteras inspecturis, salutem etc. — Paulus Papa III. — Ad curam dominici gregis, meritis licet imparibus divina dispositione vocati, ad ea ut debemus libenter intendimus per quæ cuncta ad ejus felicem statum salubriter dirigantur, et ne luporum rabie opprimatur opem et operam impendimus efficacem. Sane, sicut omnibus notum esse credimus, immanissimus Turcarum tyramnus anno præterito ad regnum Hungariæ cum numeroso exercitu personaliter veniens, exercitum charissimi in Christo filii nostri Ferdinandi Romanorum et Hungariæ regis illustris in obsidione civitatis Budensis, quam pro illa recuperanda tenebat, ingenti christianorum militum strage profligavit, ac ejus ditionem inibi stabilivit: et nunc iis non contentus ad penetrandum ulterius in dictum regnum et quod reliquum est dicti regni, et forsam Germaniam et Italiam occupandum novum terrestrem exercitum maritimamque classem præparat; et cum ex iis, et principum christianorum dissidiis magnum periculum reipublicæ christianæ immineat, decrevimus, præter alia per nos excogitata remedia, tribus triremibus apostolicæ Sedis tres alias addere, illasque prout res postulat militibus ac commeatibus aliisque ad belli usus necessariis munire, ut justæ classis numero expleto, vel per se oram maritimam tueantur, vel si res postulabit longius etiam hostem propulsent atque persequantur. Quod nostrum consilium, in quo maximæ partis harum regionum consistit salus, cum ex pecuniis ærarii nostri quod hoc tempore exhaustum est, nec ex vectigalibus quæ ordinariis impensis ordinata sunt, explicari nequeat, necesse est ut ab iis subsidia exquiramus quorum saluti consulimus. Sperantes igitur quod omnes manifestum periculum hujusmodi recognoscentes onus hoc libenti animo sustinebunt, motu proprio, et ex certa scientia, et de apostolicæ potestatis plenitudine tenore præsentium volumus et ordinamus quod civitates, terræ, et loca Sedi apostolicæ mediate vel immediate subjecta sex triremes hujusmodi, pro sex mensibus proxime futuris tantum, pro rata, juxta taxam per dilectum filium Guidonem Ascanium Sfortiam sancti Eustachii diaconum cardinalem Camerarium nostrum faciendam munire et sustinere, et pecunias ad id necessarias in locis et terminis per dictum Camerarium statuendis, solvere teneantur. Nec aliquis ad evitandam solutionis portionem, eum pro rata subsidii hujusmodi tangentem, vigore cujusvis privilegii vel exemptionis tenore se tueri possit, sed omnes indifferenter contribuere teneantur. Decernentes sic, per quoscumque judices et commissarios, quavis auctoritate fungentes, etiam S.R.E. cardinales judicari et diffiniri etc.

»Datum Romæ die XXV aprilis MDXLII, Pontif. nostri anno VIII.»

Antonio Colarieti, Degli uomini più distinti di Rieti per scienze, lettere, ed arti, in-8. Rieti, 1860: «Giulio Podiani da Paolo III posto a capo della spedizione navale contro i corsari, in cui fece prigione Scirocco, uno dei primi pirati di quei tempi.»

P. A. G., Lepanto, 212, 224.

Mambrino Roseo, III, 289.

Campana cit., I, 84, B, med.

Antonio Doria, Compendio, 31.

Marco Guazzo cit., 247.

Sansovino, per tot.

Antonio Doria, Compendio cit., 113: «Era generale delle galere di Francia Leone Strozzi, fatto dal re Francesco (privato che n'ebbe il conte dell'Anguillara) e fattolo imprigionare per sospetti havuti di lui, dei quali ritrovato innocente fu da Henrico, dopo la morte del padre, liberato.»

Ughellus, Ital. Sac., I, 915, di Bartolommeo Peretti, vescovo de' Marsi, 14 aprilis 1596. — Obiit Romæ in carcere, 1628.

Casimiro Tempesti, Vita di Sisto V, in-4. Roma, 1754.

Ratti Niccola, Famiglia Sforza, Cesarini, Peretti, in-4. Roma, 1795, II, 348, 356: «I Peretti originari di Schiavonia.»

Hübner, Sixte-Quint, in-8. Parigi, 1870, t. I, p. 218: «La famille, d'origine esclavone, avoit paru en Italie au milieu du siècle precédent, fuyant à l'approche des Turcs.»

Belcairus cit.

Campana cit., 93.

Ulloa cit., 169, B. fin.

Sebastiano Paoli, Codice diplomatico cit., II, 206, n. 185.

Ugurgeri cit., II, 198.

Bosio cit. 232, D: «Bartolommeo da Telamone.... capitano del Papa.... scorrendo l'Arcipelago fino a Metellino, diede il guasto alle paterne possessioni di esso Barbarossa.»

Mambrino Roseo cit., 334: «Bartolommeo da Telamone, huomo valoroso in mare, essendo con le galere del Papa.... haveva rovinato a Metellino le possessioni di Barbarossa.»

D. O. M.

BARTHOLOMEO . PERETTO . THELAMONENSI CUM . AB . HAC . REPUBLICA . PEDITUM . COHORTEM . OBTENUISSET ET . MOX . FACTA . UNA . TRIREMI BREVI . INSIGNIS . IN . NAUTICA . EVASISSET UT . MERITO . PONTIFICIÆ . CLASSIS . PRÆFECTUS ILLAM . QUATUOR . ANNIS . FELICITER . REXISSET ET . PRÆTERITO . ANNO OMNES . ASIÆ . ORAS . PRÆTERVECTUS TURCAS . UNDIQUE . INFESTASSET PREDAQ . ET . CAPTIVIS . ONUSTUS . REDISSET IN . MEDIO . HONORUM . CURSU . EXTINCTUS . EST OCTAVIUS . PATRI . FORTISSIMO . ET . OPTIMO VIXIT . ANNOS . QUADRAGINTA . OBIIT . DIE . SEXTA . FEBRUARII MDXLIII.

(Nè esso, nè gli altri citati alla fine della nota 126 dicono di più intorno a questa compra delle galèe.)

Jovius cit., 598.

Mambrino cit., 334.

Adriani cit., 148, E: «Barbarossa prese Telamone e novanta persone.»

Bosio, 132, E: «Barbarossa prese Talamone per vendicarsi del cap. Bartolommeo.... sepolto nella chiesa principale del luogo.... lo fece dissotterrare, e spargere l'ossa e le ceneri per la campagna.»

Belcairus, Comment. Rer. Gall. in-fol. Lione, 1625, libro XXIII, p. 758: «Barbarussa Telamonem, Monteanum, Herculis portum, Igillium, cœpit, diripuit, et magnam omnis sexus ætatisque multitudinem in servitutem abduxit.»

Mambrino Roseo cit., III, 334: «Barbarossa prese Telamone.... fece dissotterrare le ossa del cap. Bartolomeo, e gittarle alla campagna.»

Bosio cit., 232, E: «Barbarossa stette per voltarsi contro Civitavecchia, desiderando abbruciare quelle galere, colle quali il capitan Bartolommeo da Telamone la patria sua danneggiato aveva.... distolto dal priore Strozzi.»

Sabellici, Histor. Suppl. in-fol. Basilea, 1560, p. 663.

Raynaldus, Ann. Eccl., 1544, n. 23.

Jovius cit., lib. XLV.

Martinus Bellaius, lib. X.

Documenti cit., v, app. nota 181: «Magnificus Dominus Franciscus de Nobilibus de Lucca, procurator exmi D. D. Horati Farnesi.»

Sigonio cit., 246, 247: «Andrea fece pigliare quattro galee del Papa da Giannettino, le quali.... furono condotte a Genova.»

Antonio Doria, Compendio, 105: «Andrea Doria pretendendo alcuni denari delle spoglie del vescovo di Sagona suo nipote fece prendere quattro galèe delle sue (di Papa Paolo) che teneva Pier Luigi Farnese al soldo della Chiesa, benchè assai presto gliele fece restituire.»

Augustinus Thuanus, Historiarum sui temporis, in-fol. Londra, 1733, lib. III, princ.

Adriani cit., 208, 209.

Forzati a vita N. 300

Detti a tempo » 185

Schiavi turchi » 188

N. 673

cioè censettanta per galèa. E si ricordano «Gli eredi del quondam capitano Pereto da Talamone.»

Idem, p. 135: «Gianluigi si soprattenne in Pontremoli assai lunga stagione indettandosi col conte Galeotto della Mirandola, coi Pusterla, col Cibo, coi marchesi di Valdimagra, coi Bentivoglio, cogli Strozzi, e con quanti avversavano il giogo imperiale, secondato da Cataldo di Rimini, e da quel Giulio Pojano, cui aveva commesso il comando delle galere.»

Celesia, La congiura cit., 140: «Primo intendimento richiamare da Civitavecchia la quarta galea, sotto il comando di Giacobbe Conte.»

Cappelloni cit., 125: «Giunse la vigilia di Natale in Genova la galera del Conte, che egli haveva chiamata da Civitavecchia.»

Bonfadius cit., 187: «Interim ex Urbe quam Veterem vocant, ex triremibus quatuor.... unam ad se adduci jubet.»

Ubertus Folietta, Conjuratio Joannis Ludovici Flisci. Ap. Burman in Thesaur., II, 896.

Jacobus Bonfadius, Ann. Genuen. in-8. Brescia, 1797, p. 187.

Bizarus cit., 529.

Adriani cit., 210, H.

Agostino Mascardi, La congiura del conte Luigi Fieschi, in-8. Venezia, 1629, p. 14, 19, 53.

Eduardo Bernabò Brea, Sulla congiura del conte Giovan Luigi Fieschi, Documenti inediti, in-12. Genova, Sambolino, 1863.

Emmanuele Celesia, La congiura del conte Gian Luigi Fieschi, Memorie storiche del secolo XVI, cavate da documenti originali ed inediti, in-8. Genova, 1865.

F. D. Guerrazzi, Vita di Andrea Doria, in-12. Milano, 1864, II.

Luigi Tommaso Belgrano, Analisi di detta Storia nell'Arch. St. It., in-8. Firenze, 1866, IV, t. 1, serie III.

Idem, Nuovi documenti e illustrazioni, e la Relazione di Massimiliano Spinola, dal vol. VIII, fasc. 2º. Atti della Società Ligure di storia patria, 1872.

Agostino Olivieri, La Congiura di Gianluigi Fiesco, dettata dal Cappelloni, con doc. e note, in-8, Genova, 1858. Tace c. s.

Adriani cit., 210, H: «Mandò il Verina alla sua galera armata, perchè pian piano in sulla bocca della Darsena, dove il Doria teneva le sue galere, andasse; e quivi con un tiro d'artiglieria desse cenno.»

Bonfadius cit., 198: «Dato a trireme signo, in portum irrumpit. Completur militibus locus, triremes occupantur.»

Docum. di Simancas, cit., 13: «Una galera del conde de Fiesco se ha puesto a la boca de la Darsena adonde estan las del Principe ha comencado a tirar.»

Segue: »Inventario della galera Capitana.... Et della Patrona.... Et di la galera Vettoria....

»Nota de' forzati et schiavi de le galere consignate questo dì ventidoi di marzo 1548 all'Illmo signor conte de Languillara....

»Acta fuerunt hæc Romæ in Palatio Apostolico, die, mense, et anno ut sup. etc.»

Raccolta esattissima di tutti i Notari della città di Roma dall'anno 1507 a tutto l'anno 1585 in-4. Roma, a spese di Perego Salvioni, 1755.

Bosio cit., III, 240, 245, 265, ec.

Bartolommeo dal Pozzo, Ruolo dei cavalieri della veneranda lingua d'Italia, in-fol. Messina; 1689, p. 28: «Fra Carlo Sforza romano, priore di Lombardia nel 1546.»

Pompeo Litta, Famiglie celebri d'Italia, in-fol. figur. Milano. «Famiglia Attendoli di Romagna,» tav. II.

Gamurrini, Famiglie Toscane ed Umbre, in-4. Fir, 1668, vol. I, p. 258.

Coronelli, Biblioteca universale, in-fol. Venezia, 1703, III, 426.

Ch. 261: «Ratificatio venditionis triremium per dominas Magdalenam et Catharinam filias bo. me. Illmi D. Gentilis Virginii Ursini, Anquillariæ comitis dum vixit etc....»

Ch. 267: «Donatio triremium. — Die tertia septembris. D. Guido Ascanius Sfortia, sancti Eustachii etc.... non tamquam persona ecclesiastica, sed tamquam unus ex Illma domo et familia Sfortia, emit ab Illmis Dominabus Magdalena et Catharina bo. me. Illmi. D. G. V. Ursini tres triremes seu galeras, et fustum vulgariter nuncupatum inerme, et sponte donavit Carolo Sfortiæ, priori Lombardiæ, fratri suo germano dictas tres triremes etc....»

«Actum Romæ, etc. die ut supra, in Camera Palatii residentiæ dicti R. D. cardinalis Camerarii, la Cancelleria vecchia, nuncupati.»

23 ottobre 1545, i Farnesi vendono ai Fieschi per scudi d'oro 34,000 (nota 171).

22 marzo 1548, i Farnesi vendono agli Orsini per 17,500 (nota 181).

30 agosto 1547, gli Orsini vendono a Sforza per 20,700 (nota 6).

V. sopra, p. 149.

Ulloa cit., 170, B.

Mambrino Roseo, 329.

Marcantonio, 93, 105, 254, 260, 264, 310.

Guerra de' Pirati, V. all'Indice, voce Schiavi.

Bosio, III, 108, e segg.

(Sono lettere di messer Francesco Babbi, secretario del duca Cosimo, residente in Napoli, del quale parla pur l'Adriani, 183, C; 186, H, ecc.)

Prescott cit., Boston, 1856, II, 353: «The Mediterranean in that day presented a very different spectacle.... long tract of desert territory might then be seen on its borders, with the blackened ruins of many a hamlet proclaming too plainly the recent presence of the corsair.... scarcely a day passed without some conflict between Christians and Moslems.»

Adriani cit., 282: «Il Doria passando da Livorno menò seco in compagnia tre galere del duca di Firenze, delle quali Cesare per questa impresa lo aveva ricercato.... tre ne menò anche del Papa, sotto il governo del priore di Lombardia.»

Annovazzi, Storia di Civitavecchia, in-4. Roma, 1853, p. 286.

Arch. de' Domenicani in Civitavecchia, cod. Ricordanze, segnato B, p. 303, (V. sopra, I, 397).

Salazar cit., p. 61, A, I. Lo chiama più volte «Astorvallon.» (Avverto lo Spagnolismo della lezione per togliere equivoci.)

Archivio St. It. cit., 1848, app. n. 22. — Nato in Roma nel 1525, morto in Brescia 25 settembre 1564. Lasciò gli scritti seguenti:

«1. Relazione alla repubblica di Venezia intorno al modo di stabilire una buona milizia in tempo di pace. Data del 22 nov. 1563. (Pubblicata nell'Archivio cit. da p. 201 a 220.)

»2. Modo di ben formare uno squadrone.» (Mss. all'Ambrosiana.)

Cæsar, De bell. civ., I, 58: «Pluribus navibus adoriri singulas contendebant, aut remos transcurrentes detergere.»

Docum. roman. cit., (alla nota 11); in tutti gli inventarî, strumenti, ruoli, e scritture, ripetesi sempre il ritornello: «Il barbiere e il barbierotto, remolaro e remolarotto, calafato e calafatino, mastro d'ascia e suo dascino.»

Crescentio, Nautica cit., 64: «Maestranze.... che qua si dice Mastrodascia, Calafatto, Remorario, et Barilaro, de' quali se ne dà uno per galèa.»

Pantera, Armata cit., 129: «Il Remolaro ha cura non solo di fare i remi nuovi, et di racconciare i vecchi, ma di rivederli se sono ben bilanciati, aggiugnere o levare del piombo, e accomodarli che si possano maneggiarli facilmente.»

Atlante Luxoro del secolo XIII, pubblicato dal Desimoni e Belgrano in Genova, 1868, III, 266: «Souxa, Monester, Coniere, Affrica, Capullia.»

Luis Marmol, L'Afrique, traduite de l'Espagnol, par Perrot d'Ablancourt, in-4. Parigi, 1667, II, 499.

Dapper, Description de l'Afrique, in-fol. Amsterdam, 1686, p. 197.

M. Bellin, Atlas maritime, recueil de cartes et plans, in-4. Parigi, 1764, III, 71.

W. Smith, R. N., Carte dell'ammiragliato britannico, colle correzioni fino al 1852: «The coasts of Tunis: Monastir.»

G. R. Wilkinson, R. N., Carte dell'Ammiragliato, del 1864: «From Soussa to Mehediah: anchorage of Monastir.»

Filippo Casoni, Annali di Genova del secolo decimosesto, in-fol. Genova, 1708. — Ann., 1550.

Stella cit., 631: «Triremes afflictæ.... primaria Caroli Aragonii, Terrenovæ marchionis, depressa.»

Bosio cit., III, 267, D: «Crepato il cannon di corsia ad una galera del signore di Monaco.... uccisi molti.... si aperse la galera....»

Prudencio de Sandoval, Vida y echos del emperador Carlos quinto, rey catholico de España, etc. in-4. Pamplona. En casa de Bartolomeo Paris, 1586.

De Hammer cit., XI, 219 (Kairewan).

Stella cit., De expugnato Aphrodisio, p. 619: «Aphrodisium vulgo Africa, Mauri Mahadiam appellant.»

Bizarus cit., 510: «Excepta urbe Lepti quæ Mohomedia a Poenis, a nostris vero Africa, ab antiquis autem Aphrodisium.»

Ammirato cit., II, 486, A: «Africa, terra posta nei liti di Barberia, la quale dagli antichi fu già detta, da un tempio di Venere, Afrodisio.»

Raynaldus, Ann., 1550, n. 25: «Urbs Leptis, alias dicta Aphrodisium, sive Africa, quam Dragutus archipirata insederat.»

Sigonio, Vita di Andrea Doria, trad. dall'Arnolfino, 287: «La terra di Afrodisio era chiamata Africa.»

Bosio cit., III, 271, A: «Fu questa città dai barbari chiamata Mehedia, dai latini Aphrodisium, e dagli italiani Africa.»

Ranghiasci, Storia di Nepi, e Pianta della città, in-8. Roma, 1818.

Vedi appresso, e all'Indice voce Tripoli.

Bosio, III, 273, C: «La fronte sulla lingua di terra passi trecento.... sette torri, e la torre di mezzo più grossa e forte sporgeva tanto in fuori che a guisa d'un gran rivellino fiancheggiava tutta la fronte.»

Stella cit., 628, B: «Aditus ad ducentum passus.... duplici muro et altissima fossa inter utrumque.... murus interior pedum quindecim, qui vero pro fossa quinque patet.»

Sandoval cit., 123: «Fortisimo sitio.... sobre roca dentro et mar.... doscientos pasos de mar a mar.... muro alto y grueso.... seis toreones en el, quatro quadrados, i los dos redondos.... Barbacana y cava.»

Salazar cit., 14, 37, 74, Piante della città e prospetti incisi rozzamente in legno.

G. R. Wilkinson, R. N., From Soussa to Mehediah. — Carte dell'Ammiragliato in gran foglio colla pianta particolare della città, incisa geometricamente in Londra nel 1864.

E tutti gli altri citati alla nota 63.

Album, Giornale Romano, 3 agosto 1844, XI, 177: «Prospetto di Astura.»

Pianta e rilievo del castello di Astura, disegnato dagli ufficiali pontificî del genio, e copia presso di me.

Sandoval cit., 123: «Tenia la cerca Barbacana y cava.»

Nucula cit, 122: «Transitus per septem portas æreas, non recte, sed oblique positas, in Urbem.»

Stella, 628: «Navale alios antecellit.... tutissimo loco.... aditum perangustum.»

Bosio, 271, C: «Faceva anche cavare un piccolo porto, che dal mare entrava nella città.»

Bosio cit., III, 273, B: «Secondo il disegno dell'ingegnere Ferramolino, condotto dal Vicerè a quell'impresa, si attese a far ripari, trinchèe fiancheggiate, ec.»

Salazar cit., 68, B: «Tractando sobre los ingenios Andronico de Espinosa y Hernan Molin se acordaron que.... se hiciesse una trinchea desde el campo hasta el muro.»

Sandoval cit., 128, A, med.

Sandoval cit., 129, B.

Salazar cit., 35, B, 2: «En visorey.... hizo hospital.... y diò cargo de la cura de ellos a un frayle teatino su confessor y predicador, llamado Laynez, y a otro su cappillan don Matteo de la orden de san Juan.»

Bosio cit., 277, A: «Frate Alonso Romero dell'ordine di san Francesco, confessore e teologo di don Garzia di Toledo, il quale fu poi fatto dal Papa primo vescovo di Africa.»

Sandoval cit., 126, B, 2; 137, A, I. (Con più altre notizie dei due francescani)

Adriani cit., 284, G: «Il signor Giovanbattista Del Monte desiderava nel mestiero delle armi divenir grande et honorato, et havea a provvisione molto buoni et arditi soldati.»

Foglio volante cit., 3: «Il signor Antimo Savello.... si difese bravamente.»

Salazar, 46, B, 2: «Mandaron hacer otra trinchea, cien passos mas adelante.»

Sandoval, 130, A, I.

Salazar cit., 43, B, 2: «Mandaron allà salir al Prior de Lombardia y la capitana del Papa.... todas eran cinco galeras.»

Sandoval cit., 130. A, I: «En Napoles fueron el Prior de Lombardia, y Filipin Doria.... et Visorey les dio une compañia de infanteria.... pelotas, quintales, etc.»

Theiner, Ann. Eccl., I, 481.

Bosio cit., III, 275, D: «I tre capi dell'armata cristiana erano tra loro discordi.»

Nucula cit., 208, 210, 216, 269.

Salazar cit., 60, B, 2: «Jordan Ursin deseaba ver bien los campos de Barberia.... anduvo con la escolta, mirando, holgando mucho, ec.»

Idem, 171; «Strenuos autem, quos habuerat Dragutes, amiserat in Sardinia.»

Nucula, 164, 165.

Nucula, 164, 165: «Vega nondum compertum habebat se eo die cum Dragute ad manus venisse.»

Sandoval cit., 129, A, I: «Diziendo, Santiago, y à ellos.»

Nucula cit., 245, fin.: «Divi Jacobi nomine invocato, ut Hispani milites prœlium ineuntes semper facere consueverunt.»

Nucula cit., 165.

Salazar, 57, 59, 67.

P. A. G., Medio èvo, I, 206, 208, 210.

Ariosto, Orlando Fur., XXXVI, 7.

Idem, 68, A, 2: «Andronico de Spinosa ingeniero, que el Visorrey a Cecilia embiò a llamar con diligencia, se embarcò y fue al campo.»

Adriani cit., 289, B: «Havendo prima tentato cave sotterra.... per andare coperti alle mura per iscalzarle et abbatterle: ma nulla era giovato, chè le mine intoppavano in pietra dura.»

Nucula cit., 182: «Ferramolinus, optimus architector et machinator Cæsaris.... cum tectum cuniculum agi curaret, glandis ictu in caput secundum frontem interiit.»

Salazar cit., 68, B, 2, fin.: «A Hernan Molin dieron un escopetazo por los pechos, de que muriò.»

Sandoval cit., 134, B, 2.

Sandoval, 135, A, I. — Nota che nel 1550 e mese d'agosto il ventisette era mercoledì, dunque il giorno seguente è giovedì ventotto. La notte deve intendersi precedente.

Livius, Rom. hist., XXX, 10.

Appianus, De bell. Mitridat.

Vegetius, De re milit., IV, 21.

Vitruvius, De archit., X, ult.

Lipsius, Poliorcet., I, 16.

Adriani cit., 922, ult.: «Giuseppe Bono.»

Sereno cit., 308, fin.: «Giuseppe Bono.»

Theiner, Ann. Eccl., app. t. I, p. 484: «Giuseppe Bono.»

Sandoval cit., 135, B.

Nucula cit., 186.

Cappelloni cit., 129.

Nucula cit., 202: «Postero die (6 sett.) sub prandii tempus Marcus Centurio rediit.... pulveris, pilarum, commeatus vim, et mille quinquaginta advexit milites.»

Sandoval, 67, B; 68, A.

Sandoval cit., 135, B, I: «Domingo en la noche despues.... cogieron los navios y la galeota y los llevaron.... reconocido donde plantar para hazer batteria.»

Nucula cit., 235.

Nucula cit., 224: «Astor Ballionius et Antimus Sabellus cæterique Itali nobilitate præstantes.... qui se itala virtute splendoreque dignos prœtiterunt.»

Salazar, 70, B, 2.

Sandoval, 136, B, 2: «A las tres de la tarde señal de arrometer.»

Salazar, 74, A B, 2: «Sonò luego la trompeta del Principe en tierra, como estava acordado.»

Tommaso Costo, Storia di Napoli, in-4. Venezia, 1613, II, 265: «Dato l'assalto dagli Italiani e dai Cavalieri, fu presa la città d'Africa.»

Nucula, 249. — Salazar, 72, B. — Bosio, 277.

Salazar, 79, A, 1.

Ciprian Manente, Historie, in-4. Venezia, 1566, II, 296.

Cappelloni cit., 150.

Stella cit., 644.

Campana cit., II, 50.

Natal Conti, 92.

Adriani, 289.

Thuanus cit., 266.

Item, ibid. p. 336, 348.

Tommaso Costo, Storia di Napoli, in-4. Venezia, 1613, II, 265: «Morirono di quei di dentro nel furore dell'assalto a sangue caldo presso a ottocento tra Turchi e Mori, e fu tutto il resto fatto prigione con diecimila anime, i quali tutti quasi furono portati in Sicilia, molti a Napoli, et pochissimi a Roma.»

Il Ratti cit., I, 279, ne parla al solito per le generali.

Adriani cit., 509, A: «Del priore militavano a soldo del Re di Francia tre galere e stavano a Marsiglia con le altre.... sovra esse al governo il capitan Niccolò Alamanni, al quale il Re le aveva raccomandate.»

Il nome di Niccolò Alamanni si legge sovente nelle lettere del Caro da Roma al Varchi in Padova, come in quella del 22 novembre 1539.

Pietro Nores, Guerra degli Spagnuoli contro papa Paolo IV, pubbl. dall'Arc. Stor. It., in-8. Firenze, 1847, XII, p. 9. — Il Nores, allora inedito, lodato e citato dal Pallavicino come caro e virtuoso amico, e non meno apprezzato dal Tiraboschi, dal Fontanini, e da tutti i migliori, scrisse in Roma, servì nella segreteria di Stato a Clemente VIII, e poscia ai cardinali suoi nipoti.

Bernardo Navagero, Relazione della corte di Roma al tempo di Paolo IV. — Citata e lodata dal Pallavicino, come sopra, p. 52; e pubblicata dall'Aubery, Preminences de nos Roys. Parigi 1749; e da altri appresso.

Raynaldus, Ann. Eccl., 1555.

Archivio Municipale di Civitavecchia, codici intitolati Registro delle patenti, e similmente Atti delle Estrazioni dei magistrati dal bossolo, ove sono ricordate le famiglie dei Visconti e dei Camerlenghi secondo l'ordine, pel secolo decimosesto; ed alcuni estratti, per favore di amici, presso di me.

Mambrino Roseo cit., III, 512.

Natal Conti cit., 241.

Cesare Campana cit., II, 133.

Alexandro de Andrea, De la guerra de Campagna de Roma. in-4. Madrid, 1589, p, 105: «La huyda de las dos galeras del prior de Lombardia, puesque de aqui tomò occasion el Papa.... à la guerra.»

Pietro Nores cit., 12.

Biagio Aldimari, Historia genealogica della famiglia Carraffa, in-fol. Napoli, 1691, II, 113, 116.

Nores, ediz. cit., 26: «Partì il Rucellai il quartodecimo giorno di settembre.... Appena partito lui, seguì la restituzione delle galere, che furono da quelli medesimi che le sforzarono, come desiderava il Papa, ricondotte a Civitavecchia, e consegnate all'Alamanni. Il che eseguito il cardinale Camerlengo, ai prieghi del Sacro Collegio, fu rilasciato il giorno diciannovesimo di settembre, e vigesimo appunto dopo la sua carcerazione.»

Relazione delle galere di Carlo Sforza. Mss. Capponi cit., Arch. St. It., XII, 374: «Alessandro rimenò le galere a Civitavecchia, essendo lui però prima smontato e incamminatosi alla volta di Santa Fiora; con aver lasciato su una galera il capitano Antonio Fani bolognese, e sull'altra il capitano Francesco (de Nobili) da Lucca, con ordine che facessero di tuttedue quanto fosse loro stato commesso da parte del Papa.»

Dal Pozzo, Ruolo cit., p. 28.

Natal Conti, Storie, in-4. Venezia, 1589, p. 244.

Pallavicino, Stor. del Conc., lib. XIII, cap. 15.

Nores cit., 35: «I capitoli.... sottoscritti dal Papa e da monsignor d'Alanzone ai tredici di ottobre 1555, nel palazzo di s. Marco.»

Francesco Muscettola, Mss. La guerra di Campagna tra gli Spagnoli e Paolo IV. (Ne parla il Ruscelli nella lettera a Filippo II: ma non fu mai stampato e il manoscritto resta ignoto.)

Card. Santoro, Mss. della stessa guerra. (Ne parlano il Volpicella e il D'Ayala, come di scrittura non mai pubblicata.)

Atlante, tav. 15: Da Borea ad Ostro, sulla stessa linea, «Civitacastellana, Santelia, Stabbia e Calcata.»

Idem, 365, A: «Il card. di Ferrara mandò in Francia Flaminio da Stabia Orsino a far sicuro il Re, e confortarlo a mantener la guerra.»

Idem, 405, D: «Nella guerra di Siena si adoperarono questi signori Aurelio Fregosi.... Flaminio da Stabia Orsino.»

Idem, 425, C: «Flaminio da Stabia Orsino haveva il Governo di Chiusi.»

Idem, 527, A: «Flaminio da Stabbia Orsino cognato dello Strozzi.»

Sozzini, Guerra di Siena, nell'Arch. St. It., 1812, II, 94, 126, 592: Sempre: «Flaminio della Stabbia.»

Antonio di Montalvo, Relazione della guerra di Siena, tradotta dallo spagnolo da don Garzia suo figlio, e pubblicata dal Riccomanni Grottanelli, etc. in-8. con documenti e prefazioni del Banchi, in-8. Torino, 1863, p. 24: «Inviò il capitano Flaminio dell'Anguillara, soldato vecchio, coll'ordine e modo che doveva tenere Santaccio.»

Così il Bosio, il Cirni, il Nores, il Campana, il Roseo, il Tuano, e più altri che citerò appresso.

Bosio cit., 376, E: «Paolo IV guerreggiando col duca d'Alba, aveva dodici galere.... quattro delle quali erano di Pietro Strozzi.»

Idem, 411, C: «Galere della Chiesa a carico del signor Flaminio Orsini.»

Adriani, 534, E: «A Flaminio da Stabbia Orsino il governo di Civitavecchia, et delle galere che avevano.»

M. Gio. della Casa, Lettere a nome del card. Caraffa, tra le Opere del medesimo, in-4. Napoli, 1733, V, 98: «Al cardinal di Lorena: di Roma, 6 febbraio 1556. — Sarebbe bene che S. M. Cristianissima mandasse almeno dodici galere delle sue a Civitavecchia, la qual cosa ci pare molto necessaria; e supplico Vostra Signoria Illma. e Rma. che vengano le galere del maresciallo Strozzi, e del capitano Moretto, e le altre che sono scritte nella lista.» Segue la lista come sopra, che può ridursi così:

Galere del capitano Alamanni 2

Galere del maresciallo Strozzi 4

Galere dello Sciarluz 2

Galere di Baccio Martelli 2

Galere del capitano Cabazolles 1

Galere del Daramon 2

Galere del conte da Fiesco 2

15

Idem, 546, F: «Piero Strozzi andò a visitare Civitavecchia, e le fortificazioni che a sicurtà vi aveva fatte Flaminio Orsino.»

Avvisi di Roma. Cod. Urbinate alla Vaticana, 1039, fol. 160: «Di Roma ha mandato N. 5 guastadori a Civitavecchia, a riparare le fortificazioni che già fece Paolo IV.»

Adriani cit., 545, B.

Marcubaldo Bicci cit., p. 107, not. in fin.: «Mario Particappa.» Famiglia ricordata altresì nel M. A. C.

Aristide Sala, Le lettere di san Carlo Borromeo, in-8. Milano, III, 1861, e Arch. St. It., 1863, p. 108: «Guasgoni.»

Idem, Vita di Tiziano, p. 38.

William H. Prescott, History of the reign of Philip the second, King of Spain, in-8. Boston, 1856, II, 277: «Engraving of the duke of Alva, from the original by Titian in the possession of his excellency the duke of Alva in Madrid.»

Idem, 544, F: «Le genti di Lombardia, Spagnoli e Tedeschi, imbarcandosi alla Spezia e ponendosi a Portercole pigliassero Corneto e Civitavecchia.»

Idem, 546: «Conoscevano i capi della guerra in Roma il disegno del duca d'Alba.... Tevere, Ostia, e forse combattere Civitavecchia.»

Adriani, 539, B: «Et a Civitavecchia erano un'altra volta tornate le galere con nuova gente.»

Tassoni, La secchia rapita, X, 24:

«Le donne di Nettun vedo sul lido In gonna rossa e col turbante in testa.»

Piante di Nettuno e del fortino, rilevate dagli ufficiali del genio, e copie presso di me.

Item, IV, per tutto.

Item, Codice segnato 150, col titolo: «Libro pertinente al negozio delle galere comprate dal signor don Marcantonio l'anno 1564 del cardinal Borromeo.»

Aloysius Galletti, Inscriptiones romanæ, in-4. Roma, 1769, class. VIII, n. 60: «Duos de domo Vaccaria Urbis Romæ, ubi extat etiam nunc arcus nomine dei Vaccari prope sanctum Angelum in foro piscium.» et alibi: «Domina Matthea Vaccaria, uxor Colutii de Capizucchis.»

»16 luglio a Genova.

»22 luglio a Villafranca.

»27 agosto, domenica, a Malaga.»

Thuanus, Histor., in-fol. Londra, 1733, lib. 36, n. 32, vol. II, p. 411: «Erant in classe centum quinquaginta naves.... tres Marci Antonii Colomnæ duce Georgio Grimaldio, et quatuor Nicolai et Augustini Lomellinorum, quas ducebat Vincentius Vaccarius.»

Anton Francesco Cirni, Commentarî, nei quali si descrive la guerra ultima e l'impresa del Pignone, in-4. Roma, 1567, p. 15 e 19: «Eravi Pietrantonio Lonato luogotenente delle galere del card. Borromèo (già comprate da M. A. C.) con le quattro dei Lomellini a carico di Vincenzo Vaccari sotto a quello stendardo.... con tre di Marcantonio Colonna, duca di Tagliacozzo et quattro di Niccolò e Agostino Lomellini governate da Vincenzo Vaccari.»

Campana, Vita di Filippo II, all'anno 1564.

De Andrea, 68.

Adriani, 516.

Nores, 142.

Pallavicino, II, 86.

Campana, II, 146.

Mambrino, III, 529.

Idem, La Rocca d'Ostia, dissertaz. letta all'Accademia Arch. in Roma addì 20 giugno 1860, come agli Atti della med., t. XV, p. CXLI, e 43.

Campana cit., II, 146, A, fin: «Era stato inviato con centoventi fanti forbiti un valoroso giovane Romano chiamato Horatio dello Sbirro.»

Natal Conti, 257: «Caraffa vi mandò Oratio dello Sbirro con cento e venti soldati sceltissimi.»

Mambrino Roseo, 530: «Oratio dello Sbirro, valoroso giovane romano con ottanta soldati.»

Nores, 146: «Servì mandarvi cencinquanta fanti scelti sotto Orazio dello Sbirro, romano, giovane ardito, e desideroso di segnalarsi.»

Girolamo Ruscelli, Precetti della milizia moderna tanto per mare quanto per terra, in-4. Venezia, 1568: «Fanti centoquattordici.»

»Il capitano Marcello dello Sbirro,

Il capitano Lodovico Santelli romano.»

Cingolani, Topogr.: «L'isola Sacra la Torraccia dello Sbirro.»

Nores, 147: «Fatta condurre l'artigliarla nell'isola.»

De Andrea cit., 73: «Ripete le misure del fiume e la posizione della batteria sull'Isola.» — Theti cit., la pianta a p. 132.

De Andrea, 74.

Nores, 150: «Essendo toccato agli Italiani di Vespasiano di essere i primi, si spinsero intrepidamente.»

Belcaire, Commentaria rerum Gallicarum, lib. XXVII, in-fol. Lione, 1625, p. 890.

Adriani cit., 547.

Ciprian Manente cit., anno detto.

PARTEM . HANC . MURI SUB . PAULO . IIII TORMENTIS . BELLICIS . DISJECTAM INSTAURAVIT . PIUS . IIII . PONT . MAX. AN . SAL . MDLXI.

JUL . SAON . CARD . OSTIEN. SIX . PP . IIII.

PIUS . IX . PONT . MAX. ARCEM . HANC. TEMPORUM . HOMINUMQUE . INJURIIS UNDIQUE . FATISCENTEM MURIS . RENOVATIS TECTORUM . CONTIGNATIONIBUS . REFECTIS MUNIFICENTIA . SUA . RESTITUIT ANNO . SACRI . PONTIFICATUS. IX.

PIUS . IX . PONT . MAX.

Ciprian Manente, Storie del mondo dal 1400 al 1563, in-4. Giolito, Venezia, 1566.

Montluc, Comment., lib. IV.

Adriani, 547, C.

Nores, 150.

De Andrea, 85.

Campana, 148.

Mambrino, 532.

Natal Conti, 258, B.

Ribier, Lettres et memoires d'Estat, in-fol. Parigi, 1662.

Nores, 152. — Adriani, 548.

Campana, lib. IX, p. 8.

Roseo, 535.

De Andrea cit., alla p. 88, ne dà le misure.

Nores, 169: «Il presidio lasciato alla difesa d'Ostia e del forte fabbricatovi accanto, al primo apparire degli ecclesiastici, si rese vilmente.»

Padre Bartolommeo Carrara (sotto il pseudonimo di Carlo Bromato da Erano), Storia di Paolo IV, in-4. Ravenna, 1753, II, 359.

Francesco Velli, Difesa di Paolo IV, contro il Pallavicino. Mss. alla Corsiniana in Roma, cod. 697, — e stampato a Torino, in-4. 1658.

Bibl. Casanat., Miscell., in-4, vol. 976.

Nores cit., 215. — Capitoli a stampa per esteso.

Pallavicino cit., II, 103.

Campana cit., lib. IX, p. 22, 23.

Mambrino Roseo, 565.

Gomez, De prodigiosis Tiberis inundationibus, in-4. Roma, 1599. (In lati, Comesius stampa egli stesso.)

Bonini Filippo M., Il Tevere incatenato, in-4. figur. Roma, 1663, p. 62.

Andrea Bacci.

Leone Pascoli.

Carlo Fontana.

Cornelio Meyer.

Ameti e Cingolani, Carte topografiche del Tevere.

Item, I due rami Tiberini, in-8. Roma, 1830, p. 69.

Lettere, scritture, processi, e documenti intorno alla tragedia dei Caraffi. Mss. Casanat., X, V, 41.

Item alla Vaticana, Cod. Urbin., 1666.

Vedi sopra la nota 11 e il novero delle galere nel documento citato.

Pallavicino, Stor. Concil. cit., II, 52 (lib. XIII, cap, xi, n. 12): «Abbiamo preso da due scritture.... la prima di Bernardo Navagero ambasciatore veneziano e di poi cardinale.... L'altra è una accuratissima storia a penna.... scritta da un nostro caro e virtuoso amico, figliuolo del celebre Giasone Nores, per nome Pietro.»

William H. Prescott, History of the reign of Philip the second, in-8. Boston, 1856, II, 356: «Among the african corsairs was one by the name of Dragut, distinguished for his daring spirits and pestilent activity.»

De Hammer cit., XI, 214: «Thorghûd.»

Antonio Doria, Compendio cit., 110: «Andrea Doria alli Gierbi trovò Dragut in quel canale con diciassette tra galee e fuste che spalmava, dalla parte di Greco dove era l'intrata.... Dragut fece cavare dai suoi schiavi in quel canale, e alleggerì i vasselli, tanto che potè traghettarli dall'altra parte dell'isola; e se ne uscì prima che Andrea se ne fosse avveduto.»

Calvetus Stella, De Aphrod. Basilea, 1556, p. 644.

Marmol, L'Africa, in-fol. Granata, 1573, II, 295.

ANDREAS . DORIA . P . P.

Gaetano Avignone, Medaglie dei Liguri e della Liguria descritte, in-8. Genova, 1872, p. 85: «Nel rovescio il ritratto di Dragut contorniato di catene.... Medaglia di bronzo. Dritto testa di Dragut contorniata dalle catene, come al numero precedente. Rovescio la galera, come ad altri numeri.... Medaglia formata di due rovesci.»

Adriani cit., 599, D.

Senza nota di luogo, ma certamente di Roma e di quest'anno 1558, quattro pagine di corsivo minutissimo in foglietto volante. Bibl. Casanat., Miscell., in-4, vol. 665, n. 21.

Natal Conti, Historie de' suoi tempi, tradotte dal Saraceni, in-4. Venezia, 1589, I, 336, B: «I cardinali di Roma innanzi la creazione di Pio IV.... aggiunsero tre galere sotto il governo del capitan Flaminio Anguillara.» (Parente ed allievo del conte dell'Anguillara, e signore di Stabia.)

Campana Cesare, Vita di Filippo II, in-4. Venezia, 1608, II, 83, B: «Tre galere della Chiesa, delle quali fu dato il governo a Flaminio dell'Anguillara.» (Come sopra alla nota 9 di questo libro, e pag. 278.)

Docum. e citazioni qui sopra, II, 180, 243, 253, e segg.

Francesco Sansovino, Casa Orsina, in-fol. Venezia, 1565. — In tutto l'Indice, che sono trentasei colonne di infiniti nomi, non vi è scritto niun Filippo.

Mambrino Roseo, Storie del Mondo, in-4. Venezia, 1598, parte III, vol. II, p. 16: «I Turchi ferirono Flaminio Orsino, generale delle galere del Papa, con due colpi mortali nella testa e nel collo.... quasi tutti morti, alcuni presi con Galeazzo Farnese, nobile giovanetto.»

Francesco Zazzera, Nobiltà d'Italia, in-fol. Napoli, 1615, I, 162: «Della famiglia Tomacella, Lucrezia fu prima moglie di Galeazzo Farnese, col quale fece molti figliuoli.»

Sereno Paruta, e gli altri delle guerre veneziane ne parlano pel tempo seguente, che Galeazzo servì la Repubblica in Cipro e in Dalmazia nel 1571.

Prescott cit., II, 357: «Medinaceli seems to have possessed none of the qualities requisite in a commander, whether by land or sea.... A worse choise could not have been made.»

Sigonio, 325: «Non si potè ottenere dal Mendoza la squadra delle galèe di Spagna.»

Tomacelli, Lettera cit., 234: «Stimava il Re che per questa impresa basteriano le sue galere d'Italia, con quelle de' suoi confederati.»

Bosio cit., 409, D.

Campana, 83, B.

Cirni, 32, e liste in fine.

Idem, Glossaire, 601: «Drake, Drakar.»

Leone imperatore, detto il Tattico, tradotto dal greco per Filippo Pigafetta. Venezia, 1605.

Alfonso, detto il Savio, e le sue tavole nautiche, chiamate Alfonsine: Cælestium motuum tabulæ, necnon fixarum longitudines et latitudines, in-4. Venezia, 1483.

Annales Gaudenses, ap. Pertz, R. G. S., XVI, 581.

Gio. Villani, VIII, 77; IX, 224.

Adriani, Storia de' suoi tempi, in-fol. Firenze, 1583, 234, D.

Olivierus Scholasticus, Hist., ap. Ecchardum, II, 1384: «Navis quæ mille quingentos peregrinos deferebat a Saladino confiscata.»

Statuta Gen.: «In qualibet navi seu cocha portatæ canthariorum viginti millium.»

Statuta Ven.: «Navi di quattro mila botti.»

Malipiero, Arch. St. It., VII, 622: «È stà conduta in porto una nave de portada de quatromila bote.»

Documenti delle Crociate, ap. Belgrano, 235: «Quælibet navis debet esse parata et furnita de stabulariis ad sufficientiam pro portandis centum equis.»

Captain W. H. Smith, R. N., february 1861: «Tripoli.»

Captain I. Spratt, 1863: «Harbour of Tripoli.»

«Latitud. N. 32°, 54′, 22″.

«Longit. E. 13°, 11′, 15″, from. Greenwich.»

Dal meridiano di Roma alla Colonna del Lazzaretto di Tripoli: Longitudine Orientale, 0°, 44′, 3″.

Gerard Van Keulen, Afteekening van de eylanden van Gozo en Melite of Malta, in-fol. Amsterdam, 1645.

Broktorff, Malta and its dependencies improved. Plan of Valletta and its harbours, in-fol. 1840.

Whithworth Porter, History of the fortress of Malta, in-8. Malta, 1858.

Anselmo Pajoli, Descrizione dell'isola di Malta nel 1654. Mss. ined. alla Bibl. com. di Palermo. — Effemeridi siciliane, ottob. 1875. Vol. II, fasc. 5.

Vincentius Castellanus, Historia de bello Melitensi, in-8. Pesaro, 1566.

Antonfrancesco Cirni, Commentarî dell'assedio di Malta, in-4. Roma, 1567.

Jo. Ant. Visperanus, De bello melitensi, in-4. Perugia, 1567.

Francisco Balbi, Verdadera relacion del sitio de Malta, in-4. Barcellona, 1568.

Coelius Calcagninus, De bello melitensi, ap. Burman, XV, 10.

Cap. Francesco de Marchi, Architettura militare, in-fol. Brescia, 1599: «Pianta e prospetto dell'assedio di Malta.» Tav. 78, p. 127, 129.

Baudouin, et Naberat, Histoire du cheval., in-fol. Parigi, 1659. — Piante e disegni annessi ai ritratti dei Grammaestri di Malta. Bibl. Casanat, Z, IV, 31.

Vedi sopra, I, 272 e segg.

Cappelloni, prop. fin.

Sigonio, in fin.

Idem, Abraham du Quesne, et la marine de son temps, in-8. Plon a Parigi, 1873, p. IX, nota 1.

Cappelloni, Vita di Andrea cit., p. 153.

Sigonio, Vita di Andrea cit., p. 284.

Sansovino, Litta, Battilana, Famiglia Doria.

Adrianni, Tuano, Campana e tanti altri, che cito, istorici di questi tempi.

Tomacelli cit., 236, princ.: «Trattenuti dai tempi cattivi in Siracusa un mese, e in Malta molto più: la gente cominciò ammalare, e il male si fece contagioso. I due terzi della gente era inferma.»

Natal Conti, 342, A, med.: «Ma gli Spagnoli, troppo solleciti a trar fuori l'artiglieria dalle navi, si scordarono di quei due maledetti vascelli conquistare.»

Bosio, III, 418, A: «Dieron comodità ad Uccialì di rinforzare la migliore delle due galeotte.... e di portare avviso volando a Costantinopoli.... Dal che i mali successi che appresso derivarono.»

Mariano d'Ayala, Dell'arte militare in Italia dopo il risorgimento, in-8. Firenze, 1851, p. 63: «Quel famoso calabrese Galeni, nativo di Cutro nel golfo di Squillace, il quale fattosi frate, e preso da' Turchi nell'andare a studio in Napoli, rinnegò; e sotto il nome di Occhialì diventò terribile.»

De Hammer cit., XI, 215: «Uluge-Aly.»

P. A. G., Lepanto, da p. 334 e da 228 alla fine, per tutto.

Cirni, 68: «Ne restarono morti da XIIII, e feriti da XXV.»

Cirni, 70, 71: «Quei di Firenze a discendere in terra senza capo, senza guida, senza ordine nessuno, come il fine che fecero lo dimostra.»

Natal Conti, 342: «Dragut non campava di certo dalle mani dei nostri, se havesse il Duca di Medina saputo trovarsi presente nell'isola.»

Bosio, 419, A: «Dubitando Dragut di essere dall'armata cristiana rinchiuso nell'isola delle Gerbe era andato molto ritenuto.... perchè non potessero i Cristiani avere avviso che quivi personalmente si trovasse.... Dragut non dètte avviso di sè.... Dispiacque al Vicerè non haverlo saputo, perchè dalle mani o vivo o morto scappare non gli poteva.»

Bosio cit., III, 419, D: «È stimato quel secco come sicuro porto, stante la poca forza che l'onde del mare possono avere in quei bassi fondi.»

Crescentio, Portolano, aggiunto in fine alla Nautica, in-4. Roma, 1602, p. 21, lin. 1: «Dalla Rocchetta delle Gerbe tirando per Scirocco miglia venti, s'entra nelle secche del Palo, dove è bonissima stanza per navi e galèe per ogni tempo. Trovasi a Maestro Tramontana, qual non è da temere, trovandoci bene ormeggiati.»

Cirni cit., 80: «Cose stranissime, contrarî venti, continue malattie, e disferramenti di vascelli.»

Giannandrea Doria, Manifesto secondo, dato da Candia il dì cinque di ottobre 1570, pubblicato nel Saggiatore, in-8. Roma, 1845, II, 362: «Per la furia della tempesta nel tragitto mi sferrarono tre galere di Napoli, ed una dei Negroni.»

Pantera, Armata navale, in-4. Roma, 1614, Vocab. in fin.: «Sferrarsi significa che l'àncora non è bene attaccata al fondo, onde il vascello va dove è portato dal vento.... ed anche quando dal vento è sforzato a separarsi dalle conserve dove è spinto dalla fortuna.»

Stratico, Vocab. in tre lingue di Marina, in-4. Milano, 1813; «Sferrarsi un vascello si dice quando l'àncora non è bene attaccata al fondo, ed il vascello va dove è portato dalla corrente, o dal vento, o a separarsi dalle conserve.»

Parrilli, Vocabolario di Marineria, in-4. Napoli: «Sferrarsi vale perdere la tenuta dei ferri per impeto di vento.... Sferratore dicesi il vento impetuosissimo, capace di fare arare.»

Fincati, cap. di Vascello, Dizionario di Marina, in-16. Genova, 1870: «Sferrare è venir meno delle àncore, quando cessano di far presa nel fondo per impeto di vento.»

Idem, 81: «Infino al primo di marzo, che ci eravamo fermati quivi, poco meno di duemila uomini furono pasto dei pesci.»

Natal Conti, 136, B, med.

Bosio, 420, B: «Presero.... di far servire il galeone come di spedale.... il Vicerè al primo di marzo si fece portare il numero dei morti.... passarono duemila.»

Idem, 426, A: «Piantando l'ospedale dell'eletto di Majorica e della Religione.»

Cirni, 98: «Il giubileo di Sua Santità assolveva benignamente ognuno.... però coi debiti mezzi.... e la maggior parte si confessarono e comunicarono con gran devozione.»

Alfonso Ulloa, La istoria della impresa di Tripoli di Barberia, tradotta da G. D. Tebaldi. Venezia, Rampazzetto, 1566, fol. 10: «Giovanni Andrea nondimeno mandò a dire il suo parere un Plinio Tomacello bolognese, persona di molto valore et giudizio, e di chi si faceva grande stima.»

Sex. Aurel. Victor., De Vita et moribus imp. roman. a Cesare Aug. ad Theodosium imp., cap. XXIX. Script. rom. coll. I, 631, 2, E: «Gallus et Volusianus creati in insula Meninge, quæ nunc Girba dicitur.»

Luis Marmol, Description general de Affrica, in-fol. figur. Granata, 1573, II, 289 e segg.: «Gelves, la Roqueta a levante, la boca del canal de Alcantara.... la torre del canal de Alcantara, boca del canal hazia levante.... a poniente del Castillo dos leguas una torre que se dice Valguarnera, y en Arabico Gigri, el Bazar al Norte.» 295, B, I, med.: «Boca del canal de Alcantara entre isla y tierra firma, hazia levante.»

Dapper, Africa, in-fol. Amsterdam, 1676, p. 201.

De la Croix, Relation universelle de l'Afrique ancienne et moderne, in-12. figur. Lione, 1688, II, 244.

Bellin, Altas maritime, in-fol. Parigi, 1764, III, tav. 71: «Zerbi, Malguarnero, la Forteresse, Bourg el Bazar, Zaduca, El Kantar.»

Effemeridi astronomiche e Nautiche: Connaissance des temps. Per la riduzione delle carte idrografiche inglesi e francesi al meridiano di Roma valga il seguente rapporto:

Greenwich. occ. in arco 12°, 27′, 12″. = in tempo 0h, 49', 49"

Parigi osser. occ. in arco 40°, 7′, 3″. = in tempo 0h, 40', 28"

Idem, The Mediterraneaen, etc., p. 90.

Bosio, 422, A: «Giovedì settimo di marzo l'esercito fu posto in terra.... (418, B) Schifi, capitani, sergenti, ventiquattro soldati.»

Campana, 83, B: «Artiglieria così da campagna come da batteria.» (99, B, princ.): «Don Alvaro guidò le genti in terra con qualche pezzo da campagna.»

Bosio, 425, D: «Dispiacque l'accordo. Si era pubblicato per l'esercito che il Vicerè voleva spianare il castello, e saccheggiare, e dare il guasto all'isola. E fu tale il dispiacere che se ne prese un soldato spagnuolo chiamato Ordognez, che sè stesso uccise.»

Natal Conti, 346: «Veggendosi tolta di bocca la preda, uno Spagnuolo per soverchio dolore con un pugnale da un canto all'altro si trafisse. Morte a sì infame avarizia e disperata pazzia conveniente.»

Bosio cit., 425, E: «Fu posto mano a fabbricare il forte con quattro baluardi reali, il primo chiamato della Cerda.... il secondo fu nominato Doria.... il terzo ebbe nome san Giovanni perchè toccò farlo al gran commendatore (de Tessiers) con le genti della Religione.... il quarto detto Gonzaga. Il vecchio castello fu chiamato Filippalcazar.»

Cirni, 101: «Venivano a essere quattro cavalieri.... dalla parte del mare si accingeva quasi a stella, e volgeva in tutto da mille passi.»

»Qual fue el intento para tal hazerte? Disculpar otros yerros començados. Quederà alguno en ti? Los desdichados. A que fin? A esperar prision o muerte.»

Idem, Discorso sopra la fortificazione di Bologna, fatto l'anno 1865. Mss. alla bibl. dell'Istituto bologn., Miscell. di storia patria.

Natal Conti, 346, B, princ: «Il Duca assegnò lo spazio ad Antonio Conti valente ingegnero, ordinandogli che ne facesse un disegno: e vedutone il modello, lo prepose alla cura del lavoro.»

Tomacelli cit., 236: «Il Gran Maestro scrisse a Gio. Andrea che si apparecchiava l'armata del Turco.... Voleva il sig. Gio. Andrea andarle incontro nell'Arcipelago.... Ma il Vicerè non si rimosse dal proponimento, e sempre attese alla cominciata fortificazione.»

Mambrino Roseo cit., III, II, 13, med.

Raynaldus, Ann. Eccl., 1560.

Bosio, 428, C: «Giovanni Andrea.... per mezzo di Plinio Tomacelli faceva sollecitare l'imbarcamento.»

Ulloa cit., Impresa di Tripoli, p. 10: «Plinio Tomacelli bolognese, persona di molto valore et judicio, di chi si faceva grande stima.»

Tomacelli cit., 234, med.

Bosio, 430, A: «La maggior parte dei capitani erano di opinione che l'armata turchesca quivi la mattina arrivar non potesse.»

Cirni, 113: «La maggior parte erano di oppenione che l'armata turchesca non potesse esser quivi la mattina: chè prima aveva da andare a Tripoli, e sapere da Dragutte quel che bisognava fare.»

Tomacelli cit., 240, fin.: «Io non fui mai maestro di Grammatica come dice l'autore della Lettera.... e come poteva egli sapere ch'io avessi pregato il signor Giovanni Andrea che non volesse per un sol giorno guastarsi?» — Non dice di che altro mai fosse maestro: e in vece di negare il fallo proprio, nega la scienza dell'avversario.

Ferreras, Hist. d'España, vol. IX, 415.

Herrera, Hist. Gen., lib. VI, cap. XVIII.

Cabrera, Felipe II, lib. V, cap. VIII.

Bosio, 430, B: «Però i venti, che fino allora erano stati favorevoli, si volsero contrari.»

Cap. Machiavelli cit., 200, B, lin. 7: «In un tratto la Reale, con pessimo e doloroso consiglio, poggiò per andare a investire in terra.»

Tomacelli, 239, B, med.: «La Reale teneva la prua per Ponente, e andava ad investire nel golfo del Capsi.... vedendosi adunque il vento contrario il signor Giannandrea, conoscendo il pericolo certo, havendo già voltato più di dodici galèe verso il Forte, si risolse egli ancora di pigliare la medesima volta.»

Cirni, pag. ult.: «Perdita totale diciotto mila anime, venti otto galere, una galeotta, e quattordici navi.»

Cirni, 128: «Alla capitana di Flaminio si ruppe l'antenna per bel mezzo, che parse tagliata con una accetta, la quale cascando gli ruppe tutti i remi.»

F. D. Guerrazzi, Vita di Andrea Doria, in-16. Milano, 1864, II, 354: «Sulla capitana del Papa governata da Flaminio dell'Anguillara, capitano eccellente e di molto giudizio nelle faccende navali, mentre la ciurma invasa dal fernetico tira con supremo sforzo il sartiame, rompe l'albero e l'antenna.... Sopraggiunta dai nemici, i quali saltativi su colle coltella in mano, la più parte misero in pezzi, e fra i primi il misero Flaminio.... pochi serbarono in vita.»

Bosio, 432, B: «Rimanendovi il capitan Flaminio preso et ucciso.»

Thuanus cit., II, 64: «Flaminius Anguillarius, pontificiarum triremium præfectus, rupta antenna, sclopeti ictu inter pugnandum accepto, mortuus est.»

Campana cit., 102, A, fin.: «Danno gravissimo di uomini principali uccisi.... e tra quelli Flaminio dell'Anguillara, generale delle galere del Papa.»

Adriani, 645, A: «La medesima fortuna fu di Flaminio da Stabbia Orsino.... che caduta l'antenna fu soprappreso e morto.»

Costo, Stor. di Nap., 391: «Vi morì di una archibugiata Flaminio dell'Anguillara, capitano famoso, mandato a questa impresa dai Cardinali dopo la morte di Paolo quarto.»

Cirni, fin.: «Morto di ferro Flaminio dell'Anguillara.»

F. D. Guerrazzi, Vita di Andrea Doria, II, 354.

M. Amari, Lettere cit., p. 144, lin. 6, leggi 1560.

N. O.

F. G. Pellegrinetti.

F. G. Marchi.

Imp.

F. G. M. Sanvito.

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