NOTE:
Reading edition
Parere sulla istituzione di un giornale letterario. (Appendice alle Opere di U. F. pubblicata da G. Chiarini — Firenze, Le Monnier, 1890).
Progetto di un giornale (Lettere di G. C. raccolte da A. Carraresi. — Firenze, Le Monnier, 1867, vol. V).
“Stamperai a tutte tue spese il giornale: non ti assumerai soci d'interessi lo stampatore o i librai....
“La spesa del Giornale sarà tutta a carico di uno solo. Perciò chi l'intraprende non vuole obbligarsi a dividerne con chicchessia la direzione... (pag. 93).
“Comproverai al pubblico di avere per collaboratori i letterati piú dotti; e per conseguenza solleciterai che ti vengano aiuti da tutte le città d'Italia.... (pag. 180). Proscrivi dal tuo giornale le ingiurie che irritano villanamente, e gli encomj letterarj che hanno ormai nauseato l'Italia (pag. 131).
“Cooperazione di buoni scrittori italiani.... Non saranno mai pubblicati articoli.... che si allontanino nelle contese letterarie da quella nobile urbanità, la quale si trova cosí di rado nelle pubblicazioni periodiche dei nostri giorni. Perciò saranno bandite tutte le personalità, cosí d'ingiuria come lode (pag. 94).
“Letteratura antica, cosí terrai vivo lo studio degli ottimi classici....; ma importa che lo stile del giornale.... non sia pedantesco né cattedratico (pag. 132).
“Letteratura antica, la quale si consideri in grande e in opposizione eterna alla pedanteria, e si abbia per oggetto di farne conoscere lo spirito e non la grammatica.
“Letteratura estera....
“Letteratura estera... (pag. 96).
“Letteratura italiana. — Dividi questo articolo in due specie, antica e contemporanea; comporrai l'antica di nuove osservazioni sul merito, i mezzi, il carattere, i tempi dei nostri migliori scrittori dal 1100 al 1800: ti procaccerai opuscoli inediti, che abbondano inosservati nelle biblioteche di Roma, di Firenze, di Venezia, di Milano, di Torino: le notizie, colle quali tu dovrai accompagnare la pubblicazione di quei Mss., ti apriranno adito a.... screditare molti pregiudizi tradizionali. All'epoca contemporanea assegnerai l'estratto de' libri degni di critica, pubblicati dal principio del secolo.
“Letteratura antica italiana. — Non so che vi sia molto del buono sconosciuto nella nostra antica poesia; e solo rimarrebbe di far conoscere meglio alcuni degli Autori, e la loro vita, ed il loro carattere, e le circostanze che hanno influito sui loro scritti, (pag. 97) opuscoli inediti.... da estrarsi dalle Biblioteche d'Italia.... specialmente quando.... possano dare adito a rischiarare il giudizio, che spesso abbiamo formato cosí stravolto, delle cose nostre (pag. 94).
“Letteratura italiana contemporanea cioè dal principio del secolo (pag. 97).
“Scienze.... non toccar le scienze che abusano di cifre e di gergo, malagevole all'ingegno di chi vuol ammaestrarsi senza fatica. Alla tua opera periodica, dovendo essere nazionale, conviene la lingua elegantemente e intelligibilmente scritta dalla nazione. Tratterai di scienze soltanto dove la utilità del soggetto può combinarsi colla intelligenza e il diletto della maggior parte dei lettori (pag. 133).
“Scienze naturali.... ci limiteremo a dar conto di quelle scoperte.... le quali potranno essere applicate utilmente alle manifatture e alle arti.... Ma soprattutto saremo solleciti di adoprar sempre un linguaggio piano ed universale, evitando quel gergo scientifico ed illiberale il quale.... impedisce che si propaghino le utili cognizioni.... Un giornale come il nostro deve essere, prima di tutto, opera popolare (pag. 103).
“Opinioni. — Sotto questa modesta rubrica.... piglierai segnatamente di mira i costumi e i caratteri ridicoli non tanto degli individui, quanto delle classi della nazione. Ribatti il chiodo contro le abitudini pedantesche della educazione letteraria, e sulla riforma della educazione femminile.
“Non parlar mai dei costumi italiani direttamente.... Ma lanciar dei tratti di ridicolo, per esempio, sui cavalier serventi, e nominar con dispregio siffatte usanze o attaccarle di passaggio.... Ma siccome poi è necessaria in fatto una mutazione specialmente nei costumi delle donne..., cosí si cerchi di raccomandar dei libri i quali possano servire a loro di lettura piacevole ed istruttiva (p. 102).
“Bibliografia. — Addenserai estratti e giudizî sommarj dei libri e delle traduzioni di minor rilievo; indizi e prezzo delle edizioni vendibili di opere sotto al torchio, di scritti recentemente preparati, intrapresi; Atti compendiati da Accademie; promozioni di Professori alle cattedre; nomi di studenti segnalatisi in una Università; viaggi accidenti e funerali di autori contemporanei; quadri, statue, incisioni e merito di artisti viventi. Lavori antichi di arte dissotterrati; musica, teatro, aneddoti ecc. (pag. 134).
“La Parte Bibliografica conterrà gli annunzi di libri nuovi, ed estratto sommario di alcuni. Le opere sotto il torchio italiane ed estere, ed anche i lavori grandi intrapresi da autori celebri; gli atti compendiati di Accademie.... Promozioni dei Professori, nomi degli studenti che si saran segnalati nelle scuole italiane. Viaggi, aneddoti di uomini celebri.... Necrologia accurata.... notizia degli scavi fatti.... poco di musica.... molto di teatri.... (pag. 104).
“Quest'opera periodica.... potrebbe essere intitolata: “Documenti di letteratura„ (pag. 135).
“Il Giornale sarà intitolato: Archivio di letteratura„ (pag. 95).
Ai miei benevoli.
Mi volgo indietro, e presso ai novant'anni vedo che ancor finita la favola non è della mia vita! Soffrii sventure, affanni, molestie, tirannie, frodi ed inganni, con una cifra sol posti ad Uscita; e ogni men tristo evento posi ad Entrata, e valutai per cento. Quindi al chiuder dei Conti, dell'Uscita trovai maggior l'Entrata; cosí vita viss'io sempre beata.
Il 1º di gennaio 1849.
Ne resta una copia, tra le carte numerose del Vieusseux, nella “Nazionale„ di Firenze.
“La Storia d'Italia v. g. meritava nell'Antologia uno o piú articoli. Ma tale era l'argomento, che le lodi o le critiche che fossero state fatte, partite da penna veramente italiana, certamente non sarebbero passate alla censura. E poiché l'Antologia non avrebbe potuto parlare dignitosamente e risolutamente del libro del sig. Botta, era meglio tacere: ho avuto piú volte occasione di dirlo al censore.
“Del resto voi potete asserire al sig. Botta che se il non essere né dotto, né letterato, mi mette nel caso di dovere frequentemente ricorrere all'assistenza di chi in tante materie ne sa piú di me; io non mi lascio però influenzare da nessuno, e che, in ultima analisi, io solo dirigo il mio giornale.
“Venghiamo ora a ciò che concerne la ricompensa. Il sig. Botta conosce lo stato della misera Italia riguardo al commercio letterario. L'Italia non è la Francia, e ancor meno l'Inghilterra. Offrendogli 60 franchi per ogni foglio di 16 pagine dell'Antologia, carattere garamone, offro piú di quello che non ho mai dato a nessuno; e quando egli saprà che ancora non copro le mie spese, non troverà meschina la mia proposizione„.
“Ben inteso però che la morale non vi farebbe perder di vista l'industria tipografica libraria, la proprietà letteraria, la ristampa, e la fiera progettata nel centro dell'Italia....„. 15 aprile 1826, Lettera inedita; Carteggio Vieusseux cit., “Nazionale„, Firenze.
S'il convient a Monsieur Vieusseux d'en rendre compte dans l'Antologia, M. B. demande d'être jugé avec toute la sincérité et sévérité possibles. La vérité surtout, est le premier des biens. — H. Beyle„. (Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze).
Curiosissima lettera, a dare un'idea della quale basterà il solo principio: “Dolente di non poter corrispondere con alcuno mio scritto alle cortesi e lusinghiere sue incitazioni, mi posi in cuore di pur procacciarle d'altronde alcun pegno del conto in cui tiensi per qui il collaborare alla sua immortale Antologia. Con vero tripudio dommi a credere che mi sia venuto fatto, ed oso senza meno di rassegnarle unito a questa mia un articolo spettante la letteratura cosmopolita d'oggidí. Ne vado lieto nell'ambizione che finalmente splenda in uno de' suoi fascicoli il nome d'un mio concittadino, anzi d'un mio cognato, il conte Opprandino Arrivabene, figlio di Ferdinando, e nepote degli infelici Giovanni e Giuseppe.....„.
Un ladro infame, sconsigliato e folle fu colui che affidò Toscana in braccio a un c..... rifatto con cipolle. Era assai meglio se appendeva a un laccio Leopoldo infame in mezzo a un ampio colle per liberarla dal crudele impaccio. Egli è tiranno, e da tiranno muoia fra le nostr'armi o fra le man del boia.
“Mantova, 17 maggio 1832.
Non appena onorato della gradita sua mi feci sollecito di preporvi poche righe d'introduzione e di produrla perché venisse in luce in questa nostra appendice letteraria della Gazzetta provinciale ad eccitamento alle migliori penne virgiliane. Con mia sorpresa, mi vidi restituito privatamente il mio articolo da questo Editore della gazzetta, il quale a sua scusa mi asseverava ch'egli aveva di che temere pregiudicio politico facendosi a menzionare l'Antologia fiorentina e destando gli scrittori a volgere le loro meditazioni a filosofici argomenti di questa fatta. Al ricevere poi il primo volume dell'Antologia stessa, io mi feci piú e piú diligente in promuoverne l'associazione; ma con viemaggiore mio disdegno venni in cognizione che i giovani qui associati facevano qui anzi cancellare il loro nome inscrivendolo di miglior voglia presso le Università di Padova e di Pavia, perché questa censura letteraria andava negando il transeat ora ad uno or ad altro volume, locchè non intraviene presso le ricordate Università. Mi rimaneva pertanto d'incoraggiare almeno gl'ingegni a stendere articoli sopra i temi da lei accennati e nello spirito illustratore e benefattore della sua Antologia; ma ostacoli maggiori, peggiori guai. Una legge lega le destre e gl'intelletti a quanti osassero pubblicare proprî scritti fuori del regno, comminando essa le gravi multe ove quei scritti anche dopo la loro pubblicazione tali non riuscissero da conseguire la censoria ratializione, e pene ove offendessero la politica vigilanza. Chi volesse pertanto pensare e scrivere come pensa e scrive l'Antologia, non potrebbe a precauzione sperarsi condiscendenti queste censure, ed ove gradir volesse a queste, non sarebbe degno di farsi del bel numero uno. Cosí è, i fiori filosofici non allignano impunemente in questi climi; e le basti sapere che nel governo del morto delegato Benzeni, severo a noi per ben 15 anni, non era a noi dato leggere che di furto or uno or altro de' bei fascicoli da lei pubblicati. Ora sembra assai piú mite la nostra condizione, ma non cessa che abbiamo qui tanti censori quante sono le facoltà scientifiche e letterarie. La prego de' miei plausi agli ottimi Niccolini e Montani, al Briareo cioè nel miglior senso al Tommaséo, ai tanto benemeriti suoi collaboratori, ed a volermi tenere suo ammiratore e devotissimo servitore. F. Arrivabene, Non conte ma cessato consigliere d'appello„.
Tigre real che in tuo covil ristretta ne ostenti uno de' piú cortesi e umani, mentre qual pria ferisca e qual tu sbrani stai guatando feroce alla vedetta; fremesti, il so, quando alla tomba eletta pia turba consacrò del Grande i Mani, e giurasti di trar pronta vendetta sui cor fedeli al misero Montani. Ora il colpo primier nel piú fedele tu già vibrasti, e a lor che schiavi sono ne lasci il merto onde tua man si cela. Non ti celar; mostra..... ................... superbo re crudele, ipocrita venal degno del trono.
Inutile avvertire che il “piú fedele„ è il Vieusseux.