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Tempeste

TI VIDI IN SOGNO

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TI VIDI IN SOGNO

In sogno ti vidi.—La plaga

Ov'io t'incontrai m'era ignota:

Gravavan su l'aria silente ed immota

Le nubi d'un rosso di piaga.

Un'ansia mortale, un mortale

Dolore pei cieli passava.

Un'eco di squilla lontana oscillava,

Qual fioco lamento spettrale.

A me tu venivi.—Volea

Io moverti incontro, ma invano:

Un peso insoffribile, un incubo strano

Avvincermi al suolo parea.

E dirti io voleva: Tornato

Qui presso il mio cor, finalmente,

Sei tu dal solingo vïaggio dolente?...—

Ma il labbro rimase serrato.

Tu m'eri lontano e vicino

A un tempo.—Te quasi toccavo;

E pure, stendendo le braccia, tremavo

Di stringere un'ombra.—Il divino,

Dolcissimo sogno nudrito

Tant'anni, tant'anni nel core,

Svaniva in un senso di vago terrore,

Svania ne l'affanno infinito.

E tu di baciarmi tentasti;

Ma sopra la squallida plaga

Le nubi d'un rosso di labbro e di piaga

S'avvolsero in nembi nefasti:

Parea che un divieto solenne

Partisse dai campi infecondi,

Da l'algida angoscia dei cieli e dei mondi....

E il bacio, il tuo bacio, ah!...—non venne.—

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