SONETTO[9] D'INCERTO
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SONETTO[9] D'INCERTO
In morte di M. Brunetto.
Ritengo più che posso mio coraggio In questo caso tanto disastroso; Ma non mi val Brunetto gaioso: Poichè se' morto, altro più ben non aggio. Troppo ricevo al tuo morir dannaggio; Troppa ragione ho d'esser doglioso. Dove consiglio, oimè! dove riposo A' mie' bisogni 'n nessun troveraggio? I' voglio dipartirmi; e ammantellato Andar vagando come pellegrino, Sin che trovo uno bosco disertato. Voglio cangiare con l'acqua lo vino, In ghiande lo mio pane dilicato; Pianger la sera, la notte, e 'l mattino.