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Le monete di Venezia descritte ed illustrate da Nicolò Papadopoli Aldobrandini, v. 1

DOCUMENTO V. (continued 2)

Reading edition

Valore del ducato d'oro. Durante la guerra di Chioggia il ducato valeva Lire 4 soldi 6.

Valore in lire venete. 4 Lire e 6 soldi.

Peso della lira veneta in oro. Grani veneti: 15 e 99 centesimi. Grammi: 0,827.

Valore della lira veneta corrispondente al peso dell'oro in moneta decimale. 2,848.

Data. 1381 luglio 3.

Valore del ducato d'oro. Durante la guerra di Chioggia il ducato valeva Lire 4 soldi 2 piccoli 6.

Valore in lire venete. 4 Lire, 2 soldi e 6 piccoli.

Peso della lira veneta in oro. Grani veneti: 16 e 67 centesimi. Grammi: 0,862.

Valore della lira veneta corrispondente al peso dell'oro in moneta decimale. 2,969.

Data. 1382 luglio 25.

Valore del ducato d'oro. Il ducato valeva Lire 3 soldi 19 piccoli 6.

Valore in lire venete. 3 Lire, 19 soldi e 6 piccoli.

Peso della lira veneta in oro. Grani veneti: 17 e 30 centesimi. Grammi: 0,895.

Valore della lira veneta corrispondente al peso dell'oro in moneta decimale. 3,082.

Data. 1399 ottobre 7.

Valore del ducato d'oro. Il ducato valeva 93 soldi.

Valore in lire venete. 4 Lire e 13 soldi.

Peso della lira veneta in oro. Grani veneti: 14 e 79 centesimi. Grammi: 0,765.

Valore della lira veneta corrispondente al peso dell'oro in moneta decimale. 2,635.

Data. 1408.

Valore del ducato d'oro. Le lire di grossi valevano Lire 32 di piccoli, ed a oro Lire 48, cioè il ducato 96 soldi.

Valore in lire venete. 4 Lire e 16 soldi.

Peso della lira veneta in oro. Grani veneti: 14 e 32 centesimi. Grammi: 0,741.

Valore della lira veneta corrispondente al peso dell'oro in moneta decimale. 2,552.

Data. 1417 novembre 11.

Valore del ducato d'oro. Il ducato d'oro valeva soldi 100.

Valore in lire venete. 5 Lire.

Peso della lira veneta in oro. Grani veneti: 13 e 75 centesimi. Grammi: 0,711.

Valore della lira veneta corrispondente al peso dell'oro in moneta decimale. 2,449.

Data. 1429 luglio 29.

Valore del ducato d'oro. Il ducato d'oro è ragguagliato a 104 soldi.

Valore in lire venete. 5 Lire e 4 soldi.

Peso della lira veneta in oro. Grani veneti: 13 e 22 centesimi. Grammi: 0,684.

Valore della lira veneta corrispondente al peso dell'oro in moneta decimale. 2,356.

Data. 1443 (44) genn. 23.

Valore del ducato d'oro. Il ducato d'oro era salito a 114 soldi.

Valore in lire venete. 5 Lire e 14 soldi.

Peso della lira veneta in oro. Grani veneti: 12 e 6 centesimi. Grammi: 0,624.

Valore della lira veneta corrispondente al peso dell'oro in moneta decimale. 2,149.

Data. 1472 marzo 20.

Valore del ducato d'oro. Il ducato d'oro è ragguagliato a 124 soldi.

Valore in lire venete. 6 Lire e 4 soldi.

Peso della lira veneta in oro. Grani veneti: 11 e 9 centesimi. Grammi: 0,574.

Valore della lira veneta corrispondente al peso dell'oro in moneta decimale. 1,977.

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TAVOLA III.

PROPORZIONE FRA IL VALORE DELL'ORO E QUELLO DELL'ARGENTO.

1284. La lira in oro pesava grani 1,482; la lira d'argento grani 15,771; il rapporto quindi era di 1 a 10,641.

1328. La lira in oro pesava grani 1,112; la lira d'argento grani 15,771; il rapporto quindi era di 1 a 14,182.

1350. La lira in oro pesava grani 1,112; la lira d'argento grani 10,513; il rapporto quindi era di 1 a 9,454.

1379. La lira in oro pesava grani 0,924; la lira d'argento grani 9,461; il rapporto quindi era di 1 a 10,239.

1380. La lira in oro pesava grani 0,827; la lira d'argento grani 9,461; il rapporto quindi era di 1 a 11,440.

1399. La lira in oro pesava grani 0,765; la lira d'argento grani 8,665; il rapporto quindi era di 1 a 11,326.

1408. La lira in oro pesava grani 0,741; la lira d'argento grani 8,346; il rapporto quindi era di 1 a 11,263.

1429. La lira in oro pesava grani 0,684; la lira d'argento grani 7,291; il rapporto quindi era di 1 a 10,659.

1444. La lira in oro pesava grani 0,624; la lira d'argento grani 6,646; il rapporto quindi era di 1 a 10,650.

1472. La lira in oro pesava grani 0,574; la lira d'argento grani 6,180; il rapporto quindi era di 1 a 10,766.

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APPENDICE II.

I MASSARI DELLA MONETA.

Mancano le memorie e i documenti per conoscere come fosse in origine regolata l'amministrazione della zecca e quali magistrati vegliassero al suo andamento. La più antica notizia è un breve cenno in data 13 marzo 1224, che si legge nel Liber communis o Liber plegiorum, in cui sono raccolte le deliberazioni del doge assistito dal Consiglio minore. Ivi si ricorda il giuramento prestato sul loro Capitolare dai sorveglianti della zecca, i quali non sono chiamati con alcun titolo speciale, ma semplicemente illi homines qui faciunt fieri monetam (1). Il capitolare di cui si parla in quella notizia non è giunto fino a noi, ma si può con fondamento supporre che, almeno nelle linee generali e più importanti, esso non fosse dissimile da quello compilato nel 1278, ch'è il più antico che si conosca. Questo importante documento, simile ad altri congeneri, è una raccolta delle leggi e degli ordini, a cui dovevano informarsi i magistrati nell'esercizio del loro ufficio, e contiene capitoli scritti in varie epoche e con diversi intendimenti. A chi si ponga a leggerlo con attenzione non isfuggirà che i paragrafi immediatamente seguenti la formula del giuramento, e parecchi altri qua e là, sono in prima persona, mentre altri si dirigono ai massari o agli addetti alla zecca in terza persona. Tale diversità di redazione induce facilmente a supporre che gli articoli in prima persona siano conservati dal capitolare primitivo, e quelli in terza siano disposizioni introdotte nelle compilazioni successive.

I massari in origine erano tre, assistiti da due pesatori, ed avevano il salario annuo di lire cento, metà del quale era pagato dopo cinque mesi. Si chiamavano della moneta, perché sovrastavano alle faccende della zecca, e rimanevano in carica due anni, durante i quali non potevano essere del Maggior Consiglio né di alcun altro ufficio. Più tardi fu concesso ai massari (2) ed a quei pesatori che fossero eleggibili di intervenire al Maggior Consiglio nelle feste solenni (3).

Allorché fu creato il ducato si istituirono due nuovi massari, che si dissero all'oro; mentre poco a poco gli altri perdettero l'antica denominazione, per prendere quella di massari all'argento.

Per legge 23 marzo 1306 (4) del Maggior Consiglio i massari ed i pesatori della moneta potevano portare qualunque sorta di armi per ragioni del loro ufficio: lo stesso diritto fu accordato più tardi agli scrivani (5) ed ai fanti (6) della zecca, i quali lo reclamavano per l'art. 67 di un vecchio capitolare, che più non esiste.

I massari all'oro, divenuti quattro in progresso di tempo, tornarono due nel 1347 (7), e, vista l'importanza e la gelosia dell'ufficio, il Senato nel 29 aprile 1363 (8) elevava il loro salario, da lire 7 soldi 13 denari 2 di grossi e piccoli 6, a lire 8 di grossi, ossia 80 ducati all'anno.

Il Senato deliberava il 4 maggio 1379 (9) di creare due nuovi massari all'argento: nel 16 giugno 1404 (10) aboliva l'ufficio di massaro ai torneselli, che aveva lo stipendio di lire 8 di grossi, ordinando che tale incarico fosse assunto dagli altri massari per turno.

Ai tempi della guerra contro i Genovesi si ordinò (14 aprile 1379) (11) di sospendere tutte le paghe dei nobili investiti di cariche pubbliche e di avocare allo Stato metà delle competenze inerenti alle cariche: invece nel dicembre 1411 e nel gennaio 1412, quando si preparavano le armi contro Sigismondo imperatore e re d'Ungheria, si diminuirono gli stipendi di tutti i funzionari, e troviamo nel registro XLIX dei Misti del Senato un lungo elenco degli uffici colle paghe e riduzioni.

Notiamo per la zecca i massari all'oro, che avevano 20 lire di grossi all'anno per ciascuno, ridotti a lire 12 di grossi; i due pesatori all'oro, da lire 6, a lire 4 di grossi; i massari all'argento ed al rame, che avevano 8 lire di grossi, portati a 5 lire di grossi, così i pesatori all'argento. Sono anche nominati in questo elenco Bernardo e Marco Sesto intagliatori di zecca (12).

Nel 18 aprile 1414 (13) ai due massari all'oro ne sono aggiunti due nuovi con 80 ducati annui di salario, e si permette che vecchi e nuovi possano, alla scadenza dell'ufficio, essere confermati in carica. Nel 30 gennaio 1415 (1416) i massari all'oro si riducono nuovamente a due soli, con 120 ducati all'anno, e, votati i quattro esistenti, si confermano Pietro Ghisi e Michele Contarini, che raccolgono il maggior numero di voti (14).

Mancando i due massari all'argento, ed essendo stato soppresso quello ai torneselli, il Senato, nel 30 aprile 1416 (15), ordina che sieno nominati tre massari col salario di 100 ducati e le solite utilità, e l'11 novembre 1417 (16) si regolano alternativamente le mansioni in modo che uno dei tre debba sorvegliare la fabbricazione dei torneselli e dei piccoli.

Altre modificazioni nel numero e nello stipendio dei massari furono deliberate in vari tempi, ma durarono poco, ritornandosi al numero primitivo di due per l'oro e tre per l'argento; così talora fu concesso di rinominare gli uscenti, ma si finì coll'ordinare la contumacia di due anni, secondo il sistema tradizionale nelle magistrature veneziane.

Non è chiarito chi eleggesse anticamente i massari delle monete, che dipendevano dal doge e dal Consiglio Minore: una legge del Maggior Consiglio del 21 agosto 1287 (17) stabilisce che la elezione dei massari all'oro ed alla moneta possa esser fatta dal doge unitamente ai consiglieri ed alla Quarantìa, e nel 1327, 15 novembre (18), il Maggior Consiglio ordina che tutti gli affari che riguardano l'oro e gli uffici relativi, come pure quello dei grossi tonsi (tosati), sieno trattati e deliberati dalla Quarantìa, a cui delega i suoi poteri. Il 1 aprile 1354 il Maggior Consiglio delibera che i massari all'oro siano eletti ad una mano dal doge, consiglieri e capi, ed a due mani dal Maggior Consiglio, ma non più dalla Quarantìa (19). Ognuno degli eletti debba presentare sei mallevadori per lire 1000 ciascuno, e colle stesse formalità siano eletti i massari all'argento.

Nel capitolare dei massari della moneta è prescritto, all'articolo 9, che sulle monete sia fatto un segno per conoscere in qual tempo sieno state coniate.

Il costume di segnare le monete con punti, ora rotondi ora d'altra forma, collocati in vario posto, per conoscere lo zecchiere che era responsabile della fabbricazione, è antichissinio. Tali punti o segni si trovano pressochè in tutte le monetazioni di governi potenti ed estesi, dove molte erano le zecche ed abbondanti le emissioni, ed appariscono anche su molti denari carolingi coniati in Francia ed in Italia. Appositi registri tenevano nota dei nomi corrispondenti ai segni, il cui significato era ignorato dal pubblico e che perciò si dicevano punti secreti di zecca.

Le prime monete veneziane non avevano alcun segno; ma quando la coniazione del grosso divenne assai copiosa, per controllare la bontà di una così importante moneta, che formava il vanto e l'utile della zecca, si dovette ricorrere a tale pratica; ed infatti vediamo alcuni segni, prima semplici poi alquanto complicati, che nel campo del rovescio, presso alla figura seduta del Redentore, distinguono i grossi di tutti i dogi da Jacopo Tiepolo in poi, per oltre un secolo. A questa consuetudine venne fatta una sensibile modificazione verso la metà del secolo XIV, sostituendo ai punti o segni le lettere dell'alfabeto, che distinguono i mezzanini ed i soldini riformati al tempo di Andrea Dandolo. Non conosciamo il decreto che istituisce il mezzanino, ma una deliberazione della Quarantìa del 9 febbraio 1345 (1346), fortunatamente conservata da Marino Sanuto, essendosi perduti i registri originali (20), ci avverte che, posta la questione se le nuove monete progettate si dovessero fare di argento fino come il grosso, o misto con rame, il Consiglio si pronunciò per l'argento fino, con 27 voti contro 7. Queste monete sono evidentemente i mezzanini, che devono essere stati decretati poco tempo dopo, ed i soldini, di cui conosciamo il decreto in data 8 aprile 1353 (21) dove è ordinato che sulla moneta sia scolpita la prima lettera (sillaba) del nome di battesimo del massaro. Così si continuò a segnare la moneta d'argento per tutto il secolo XIV e per buona parte del XV; ma quando fu modificato il peso ed il fino del grosso e del soldo, col decreto 6 febbraio 1420 (1421) (22), si introdussero alcuni cambiamenti nell'aspetto ditali monete, fra cui principalissimo quello di indicare le iniziali del nome e del cognome del massaro all'argento, uso che venne continuato poi sempre nella zecca veneziana.

Eguali prescrizioni incombevano ai massari all'oro, come si rileva dalla rubrica XI del loro capitolare (23) che dice: Item semo tegnudi de far far segno in la moneda, la qual nu faremo far azò che lo sia cognosudo che la sia fata a lo tempo delo nostro ficio de moneda, e quelo segno lo qual serà fato scrivere mo in ti nostri quaderni. Non ostante il maggior pregio del metallo, i massari all'oro non diedero a tale pratica minuziosa l'importanza che vi avevano accordata i loro colleghi preposti all'argento, per cui, tratte poche eccezioni, adottarono lo stesso segno ponendo sotto il gomito di San Marco un punto rotondo, e solo raramente una crocetta. In tal modo, perduto lo scopo che aveva informato sifatto provvedimento, si finì per abbandonarne l'uso, e la moneta d'oro veneziana non ebbe alcun segno, tranne le doppie, gli scudi e loro frazioni coniate negli ultimi tempi, sui quali pezzi erano notate le iniziali dei massari.

Sarebbe molto interessante conoscere la spiegazione dei segni che si trovano sui grossi del XIV e XV secolo, ma ignoriamo i nomi dei massari, come pure la corrispondenza dei segni. Anche la spiegazione delle lettere ci riesce incompleta, perché gli elenchi dei massari non cominciano se non tardi e, toltine i nomi che si trovano nei registri della Quarantìa e del Segretario alle Voci, conviene cercar gli altri nei documenti e nei registri dove sono casualmente nominati.

Darò l'elenco che ho potuto compilare, alquanto più completo di quelli che furono stampati sin qui, notando la fonte dove ho trovato la notizia e le iniziali stampate sulle monete che corrispondono ai nomi dei massari.

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TAVOLA I.

MASSARI ALLA MONETA, POI ALL'ARGENTO.

Nome. Michele Trevisan.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete argenti.

Fonte. Capitolare dei massari della moneta.

Epoca. Cessa 11 ottobre 1298.

Nome. Marin Stornado.

Titolo dell'ufficio. All'argento.

Fonte. Parti della Quarantìa trascritte da M. Sanuto.

Epoca. Eletto 18 febbraio 1333.

Nome. Paolo Papaziza.

Titolo dell'ufficio. All'argento.

Fonte. Parti della Quarantìa trascritte da M. Sanuto.

Epoca. Eletto 18 febbraio 1333.

Nome. Nicolò Venier.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad monetam.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Era tale 18 dicembre 1342.

Nome. Filippo Venier.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad monetam.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Eletto 8 gennaio 1342.

Nome. Marco Navager.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad monetam.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Eletto 2 maggio 1343.

Nome. Giovanni Magno.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad monetam.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Eletto 9 giugno 1343.

Nome. Andreolo Papaziza.

Titolo dell'ufficio. Ad argentum.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Eletto 1 settembre 1343.

Nome. Nicolò Barisan.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad argentum.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Cessa 14 luglio 1348.

Sigle. N corsivo.

Nome. Marco Navager.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad argentum.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Cessa 14 luglio 1348.

Sigle. M corsivo.

Nome. Pietro Contarini.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad monetam.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Eletto 2 luglio 1348.

Sigle. P.

Nome. Giovanni Navager.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad argentum.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Eletto 14 luglio 1348.

Sigle. EZH capovolta.

Nome. Pietro Marin.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad argentum.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Eletto 14 luglio 1348.

Sigle. P.

Nome. Nicoletto Albizo.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad monetam.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Eletto 9 febbraio 1348.

Sigle. N corsivo.

Nome. Benedetto Mazaman.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad monetam.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Eletto 3 giugno 1349.

Sigle. B.

Nome. Giovanni Papaziza.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad monetam.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Eletto 16 giugno 1349.

Sigle. ALFA CEDILLA.

Nome. Secondo Aventurado.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad monetam argenti.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Eletto 16 giugno 1350.

Sigle. S.

Nome. Nicoletto Steno.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad monetam argenti.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Eletto 9 luglio 1350.

Sigle. N corsivo.

Nome. Giannino Papaziza.

Titolo dell'ufficio. Massatius ad monetam argenti.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Confermato 25 luglio 1350.

Sigle. ALFA CEDILLA.

Nome. Pietro Orio.

Titolo dell'ufficio. Masser a la moneda.

Fonte. Capitolare delle Brocche.

Epoca. Era tale 24 luglio 1358.

Nome. Giovanni Papaziza.

Titolo dell'ufficio. Masser a la moneda.

Fonte. Parti della Quarantìa trascritte da M. Sanuto.

Epoca. Eletto 27 ottobre 1361.

Sigle. ALFA CEDILLA.

Nome. Secondo Aventurado.

Titolo dell'ufficio. Oficial a la moneda.

Fonte. Parti della Quarantìa trascritte da M. Sanuto.

Epoca. Eletto 1362.

Sigle. S.

Nome. Nicoletto Badoer.

Titolo dell'ufficio. Massarius argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 8 giugno 1362.

Sigle. N.

Nome. Nicolò Corner.

Titolo dell'ufficio. Massarius argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 15 dicembre 1362.

Sigle. N.

Nome. Secondo Aventurado.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 14 aprile 1364.

Sigle. S.

Nome. Justo Foscarini.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad monetam.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Eletto 12 gennaio 1367.

Sigle. I.

Nome. Secondo Aventurado.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad monetam.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Confermato 12 gennaio 1367.

Sigle. S.

Nome. Donato Quintavalle.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete argenti et tornesellorum.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Eletto 10 maggio 1370.

Sigle. D.

Nome. Filippo Barbarigo.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete argenti et tornesellorum.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Eletto 10 maggio 1370.

Sigle. F.

Nome. Pietro Magno.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad monetam Sancti Marci.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Eletto 1 luglio 1371.

Nome. Donato Quintavalle.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete argenti.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Confermato 24 maggio 1372.

Sigle. D.

Nome. Filippo Barbarigo.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete argenti.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Confermato 24 maggio 1372.

Sigle. F.

Nome. Pietro Viaro.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 30 maggio 1385.

Sigle. P.

Nome. Antonio Tiepolo.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 6 giugno 1385.

Nome. Daniele Dandolo.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 17 agosto 1385.

Nome. Marco Baffo.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 20 agosto 1385.

Sigle. OI.

Nome. Fantino Morosini.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad cecham argenti.

Fonte. Senato, Misti.

Epoca. Era stato 27 marzo 1416.

Sigle. F.

Nome. Daniel Canal.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad cecham argenti.

Fonte. Senato, Misti.

Epoca. Era stato 27 marzo 1416.

Sigle. D.

Nome. Andrea Nani.

Titolo dell'ufficio. Massaro a la zecha de l'arzento.

Fonte. Capitolare delle Brocche.

Epoca. Cessa 6 febbraio 1420.

Sigle. A.

Nome. Francesco Pesaro.

Titolo dell'ufficio. Officialis monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Cessa 10 agosto 1421.

Sigle. F.

Nome. Tomaso Mocenigo.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Cessa 20 aprile 1423.

Sigle. T S, T sopra S.

Nome. Paolo Michiel.

Titolo dell'ufficio. Nassarius monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Cessa 24 giugno 1423.

Sigle. P OI, P sopra OI.

Nome. Marin Caravello.

Titolo dell'ufficio. Offitialis super moneta argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Cessa 12 agosto 1423.

Nome. Zuan Boldù.

Titolo dell'ufficio. Massaro a la moneta de l'arzento.

Fonte. Capitolare delle Brocche.

Epoca. Era tale 14 luglio 1429.

Sigle. EZH capovolta B, EZH capovolta sopra B.

Nome. Nicolò Venier.

Titolo dell'ufficio. Masser a la moneda de l'arzento.

Fonte. Capitolare delle Brocche.

Epoca. Era tale 14 luglio 1429.

Sigle. n sopra V.

Nome. Nicolò Venier.

Titolo dell'ufficio. Masser a la moneda de l'arzento.

Fonte. Capitolare delle Brocche.

Epoca. Era tale 12 aprile 1432.

Sigle. n sopra V.

Nome. Zuanne Barbo.

Titolo dell'ufficio. Masser a la moneda de l'arzento.

Fonte. Capitolare delle Brocche.

Epoca. Era tale 12 aprile 1432.

Sigle. EZH CODA sopra B.

Nome. Raffaele Barisan.

Titolo dell'ufficio. Masser a la moneda de l'arzento.

Fonte. Capitolare delle Brocche.

Epoca. Era tale 15 aprile 1434.

Sigle. R sopra B.

Nome. Ettor Pasqualigo.

Titolo dell'ufficio. Masser a la moneda de l'arzento.

Fonte. Capitolare delle Brocche.

Epoca. Era tale 15 aprile 1434.

Sigle. EPSILON LUNA sopra P.

Nome. Lodovico Loredan.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eleggesi 31 dicembre 1439.

Sigle. L L.

Nome. Marco Valier major.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eleggesi 31 dicembre 1439.

Nome. Andrea Corner.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eleggesi 24 settembre 1441.

Nome. Marco Paruta.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eleggesi 24 settembre 1441.

Sigle. M P, M sopra P, OI sopra P.

Nome. Alessandro Pasqualigo.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eleggesi 25 novembre 1443.

Sigle. A P.

Nome. Giacomo Pizzamano.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eleggesi 25 novembre 1443.

Nome. Carlo Querini.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eleggesi 27 dicembre 1443.

Sigle. K sopra Q.

Nome. Zuanne Zorzi.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eleggesi 29 settembre 1445.

Sigle. EZH CODA EZH CODA, EZH CODA sopra EZH CODA.

Nome. Francesco Lando.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eleggesi 29 settembre 1445.

Sigle. F L, F sopra L.

Nome. Nicolò Balastro.

Titolo dell'ufficio. massarii Monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eleggesi 9 luglio 1447.

Sigle. N B, N sopra B, n sopra B.

Nome. Dario Zusto major.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eleggesi 24 settembre 1447.

Sigle. D I, D EZH CODA, D sopra I.

Nome. Marin Morosini.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eleggesi 22 giugno 1449.

Sigle. M M, OI M, M sopra M.

Nome. Venceslao da Riva.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eleggesi 31 dicembre 1449.

Nome. Marco Barbarigo.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eleggesi 26 magg. 1450.

Sigle. M corsivo B, M sopra B, M corsivo sopra B simmetrica, M corsivo sopra B.

Nome. Nicolò Foscarini.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eleggesi 22 luglio 1450.

Sigle. N F, N f, N sopra F.

Nome. Benedetto Soranzo.

Titolo dell'ufficio. mMassarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eleggesi 14 maggio 1452.

Sigle. B S, B sopra S.

Nome. Natale Corner.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eleggesi 24 settembre 1452.

Sigle. N C, N sopra C.

Nome. Marco Gradenigo.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eleggesi 23 giugno 1454.

Nome. Marco Venier.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eleggesi 29 giugno 1455.

Nome. Polo Zancariol.

Titolo dell'ufficio. Masseri a l'ofitio de la moneda.

Fonte. Capitolare delle Brocche.

Epoca. Era tale 24 dicembre 1461.

Sigle. P EZH CODA.

Nome. Marin Memmo.

Titolo dell'ufficio. Masseri a l'ofitio de la moneda.

Fonte. Capitolare delle Brocche.

Epoca. Era tale 24 dicembre 1461.

Sigle. M . . .

Nome. Zuanne Paruta.

Titolo dell'ufficio. mMasseri a l'ofitio de la moneda.

Fonte. Capitolare delle Brocche.

Epoca. Era tale 24 dicembre 1461.

Sigle. EZH CODA P.

Nome. Domenico Bondumier.

Titolo dell'ufficio. Signori de la zecha.

Fonte. Capitolare delle Brocche.

Epoca. Era tale 14 maggio 1462.

Sigle. d B.

Nome. Daniele Da Lezze.

Titolo dell'ufficio. Signori de la zecha.

Fonte. Capitolare delle Brocche.

Epoca. Era tale 14 maggio 1462.

Sigle. d d.

Nome. Piero Dandolo.

Titolo dell'ufficio. Masseri a la zecha.

Fonte. Capitolare delle Brocche.

Epoca. Era tale 6 settembre 1463.

Sigle. P D.

Nome. Bernardo Bondumier.

Titolo dell'ufficio. Masseri a la zecha.

Fonte. Capitolare delle Brocche.

Epoca. Era tale 6 settembre 1463.

Nome. Michele Contarini.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 1 dicembre 1464.

Nome. Francesco Erizzo.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 10 aprile 1466.

Nome. Caterino Darmer.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 21 aprile 1466.

Nome. Bernardo Giustinian.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 11 agosto 1467.

Nome. Piero Caravello.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 20 luglio 1467.

Nome. Filippo Boldù.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 28 gennaio 1467.

Nome. Stefano Contarini.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 13 marzo 1468.

Nome. Nicolò Michiel.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 29 maggio 1469.

Nome. Francesco Bembo.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 26 luglio 1469.

Nome. Piero Griti.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 20 settembre 1470.

Nome. Nicolò Foscarini.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete argenti.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 31 gennaio 1470.

[Nuova pagina]

TAVOLA II.

MASSARI ALL'ORO.

Nome. Zuanne Bondimier.

Titolo dell'ufficio. Ofiziali a far far ducati.

Fonte. Cronachetta di Donato Contarini.

Epoca. Eletto 1285.

Nome. Mattio de Rainaldo.

Titolo dell'ufficio. Ofiziali a far far ducati.

Fonte. Cronachetta di Donato Contarini.

Epoca. Eletto 1285.

Nome. Zuanne Bondimier.

Titolo dell'ufficio. Ofiziali a far far ducati.

Fonte. Cronachetta di Donato Contarini.

Epoca. Confermato 1287.

Nome. Mattio de Rainaldo.

Titolo dell'ufficio. Ofiziali a far far ducati.

Fonte. Cronachetta di Donato Contarini.

Epoca. Confermato 1287.

Nome. Michele Trevisan.

Titolo dell'ufficio. Officium monete auri.

Fonte. Capitulare massariorum monete.

Epoca. Eletto 11 ottobre 1298.

Nome. Pietro Contarini.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad aurum.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Cessa 9 luglio 1348.

Nome. Paolo Steno.

Titolo dell'ufficio. Ad massariam auri.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Eletto 18 giugno 1348.

Nome. Dardi de Lorenzo.

Titolo dell'ufficio. Ad massariam auri.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Eletto 18 giugno 1348.

Nome. Costantino Nani.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad aurum.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Eletto 9 luglio 1348.

Nome. Pietro Baffo.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad aurum.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Eletto 9 luglio 1348.

Nome. Giovanni Navager.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad aurum.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Cessa 4 agosto 1348.

Nome. Giovanni Papaziza.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad aurum.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Eletto 4 agosto 1348.

Nome. Marco Marmora.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad mon. auri.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Eletto 24 maggio 1350.

Nome. Costantino Nani.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad aurum.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Eletto 17 dicembre 1353.

Nome. Dardi de Lorenzo.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad aurum.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Eletto 20 dicembre 1353.

Nome. Donato Quintavalle.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad aurum.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 21 dicembre 1363.

Nome. Luca Viadro.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad aurum.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 30 maggio 1365.

Nome. Jacopo Bollani.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad aurum.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 2 novembre 1365.

Nome. Zuanne Valaresso.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad aurum.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 10 novembre 1365.

Nome. Donato Quintavalle.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad aurum.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 5 gennaio 1365.

Nome. Piero Calbo.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad aurum.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 12 luglio 1366.

Nome. Zuanne Papaziza.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad aurum.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Eletto 15 dicembre 1367.

Nome. Nicolò Papaziza.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad aurum.

Fonte. Registri della Quarantìa.

Epoca. Eletto 21 novembre 1375.

Nome. Piero Papaziza.

Titolo dell'ufficio. Massarius ad aurum.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 29 marzo 1383.

Nome. Marco Zancani.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 12 aprile 1383.

Nome. Zuanne Giustinian.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 7 luglio 1383.

Nome. Antonio Tiepolo.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 12 luglio 1383.

Nome. Giacomo Trevisan.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 16 luglio 1385.

Nome. Cristofolo Zancani.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 17 agosto 1385.

Nome. Lodovico Moro.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 4 novembre 1386.

Nome. Donato Da Lezze.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 11 novembre 1386.

Nome. Piero Papaziza.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 18 novembre 1386.

Nome. Cristofolo Zancani.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 2 dicembre 1386.

Nome. Donato Quintavalle.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 23 aprile 1387.

Nome. Pietro Ghisi.

Titolo dell'ufficio. Massari all'oro.

Fonte. Senato, Misti, registro 51, carte 91.

Epoca. Confermato 30 gennaio 1415.

Nome. Michele Contarini.

Titolo dell'ufficio. Massari all'oro.

Fonte. Senato, Misti, registro 51, carte 91.

Epoca. Confermato 30 gennaio 1415.

Nome. Tomaso Mocenigo.

Titolo dell'ufficio. Massari all'oro.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 15 dicembre 1419.

Nome. Pietro Ghisi.

Titolo dell'ufficio. Massari all'oro.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 15 dicembre 1419.

Nome. Pietro Lando.

Titolo dell'ufficio. Officialis monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Cessa 5 ottobre 1421.

Nome. Orsato Giustinian.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 18 ottobre 1421.

Nome. Biagio Venier.

Titolo dell'ufficio. Officialis monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Cessa 14 dicembre 1421.

Nome. Vettor Duodo.

Titolo dell'ufficio. Offic. super mon. auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Cessa 21 settembre 1423.

Nome. Paolo Malipiero.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Cessa 22 giugno 1438.

Nome. Giacomo Corner.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Cessa 28 dicembre 1439.

Nome. Nicolò Giustinian.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Cessa 26 giugno 1440.

Nome. Michele Lion.

Titolo dell'ufficio. massarii monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Cessa 22 luglio 1441.

Nome. Antonio Zen.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Cessa 24 settembre 1441.

Nome. Bernardo Donà.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Cessa 31 marzo 1443.

Nome. Orsato Giustinian.

Titolo dell'ufficio. Massarii monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 25 novembre 1443.

Nome. Antonio Querini.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 13 marzo 1445.

Nome. Michele Lion.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 29 settembre 1445.

Nome. Francesco Dandolo.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 27 dicembre 1445.

Nome. Andrea Venier.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 24 settembre 1447.

Nome. Gerolamo Foscolo.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 24 settembre 1447.

Nome. Bortolomeo Barbarigo.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 28 dicembre 1449.

Nome. Leonardo Calbo.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 28 dicembre 1449.

Nome. Zaccaria Bembo.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 25 ottobre 1450.

Nome. Antonio Loredan.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 17 ottobre 1451.

Nome. Bernardo Cappello.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 7 gennaio 1452.

Nome. Pietro Pizzamano.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 7 gennaio 1452.

Nome. Lorenzo Barbarigo.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 27 marzo 1453.

Nome. Gerolamo Querini.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 24 agosto 1455.

Nome. Stai Balbi.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 2 novembre 1455.

Nome. Antonio Contarini.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 22 gennaio 1464.

Nome. Gerolamo Bernardo.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 25 gennaio 1465.

Nome. Marino Da Canal.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 19 maggio 1466.

Nome. Benedetto Sagredo.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 24 maggio 1467.

Nome. Francesco Bragadin.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 21 settembre 1467.

Nome. Marco Bollani.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 22 dicembre 1467.

Nome. Gerolamo Malipiero.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 4 gennaio 1467.

Nome. Marco Memo.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 23 settembre 1468.

Nome. Zusto Gradenigo.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 26 maggio 1469.

Nome. Andrea Vitturi.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 26 gennaio 1469.

Nome. Alvise Trevisan.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 26 settembre 1470.

Nome. Lorenzo Falier.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 28 maggio 1471.

Nome. Gerolamo Corner.

Titolo dell'ufficio. Massarius monete auri.

Fonte. Segretario alle voci.

Epoca. Eletto 27 settembre 1471.

[Nuova pagina]

NOTE A "APPENDICE II".

(1) Il passo è riportato nel capitolo "Pietro Ziani", penultimo paragrafo.

(2) Biblioteca Papadopoli. Capitolare dei massari all'oro, rubr. XLIX.

(3) Regio Archivio di Stato. Maggior Consiglio, 27 settembre 1300, registro Magnus, carte 11.

(4) Regio Archivio di Stato. Maggior Consiglio, registro Capricornus, carte 8 tergo e Capitolare dei massari all'oro, rubrica XXVI.

(5) Biblioteca Papadopoli. Capitolare dei massari all'oro, rubr. XXVII.

(6) Regio Archivio di Stato. Capitolare delle Brocche, carte 1 tergo.

(7) Biblioteca Papadopoli. Capitolare dei massari all'oro, rubr. XLIX.

(8) Regio Archivio di Stato. Senato, Misti, registro 31, carte 1 tergo.

(9) Regio Archivio di Stato. Senato, Misti, registro 36, carte 77 tergo.

(10) Regio Archivio di Stato. Senato, Misti, registro 46, carte 150.

(11) Regio Archivio di Stato. Capitolare delle Brocche, carte 3.

(12) Regio Archivio di Stato. Senato, Misti, registro 49, carte 81.

(13) Regio Archivio di Stato. Senato, Misti, registro 50, carte 96.

(14) Regio Archivio di Stato. Senato, Misti, registro 51, carte 91.

(15) Regio Archivio di Stato. Senato, Misti, registro 51, carte 122 tergo.

(16) Regio Archivio di Stato. Senato, Misti, registro 52, carte 54.

(17) Regio Archivio di Stato. Maggior Consiglio, registro Commune II, carte 86.

(18) Regio Archivio di Stato. Maggior Consiglio, registro Spiritus, carte 25.

(19) Regio Archivio di Stato. Maggior Consiglio, registro Novella, carte 28 tergo.

(20) Regio Archivio di Stato. Parti della Quarantìa Criminale trascritte da Marino Sanuto, carte 14.

(21) Regio Archivio di Stato. Quarantìa Criminale, Parti, registro II, carte 75.

(22) Regio Archivio di Stato. Senato, Misti, registro 53, carte 106.

(23) Biblioteca Papadopoli. Capitolare dei massari all'oro, carte 5 tergo.

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APPENDICE III.

[Nuova pagina]

TAVOLA I.

RARITÀ E PREZZO ATTUALE DELLE MONETE VENEZIANE SINO AL 1471.

MONETE DEGLI IMPERATORI.

Moneta. Lodovico I denaro con VENECIAS MONETA.

Rarità. R7.

Prezzo in Lire italiane. 150.

Moneta. Lodovico I denaro con VENECIAS.

Rarità. R2.

Prezzo in Lire italiane. 20.

Moneta. Lotario denaro.

Rarità. R7.

Prezzo in Lire italiane. 150.

Moneta. Denaro anonimo con XPE SALVA VENECIAS.

Rarità. R6.

Prezzo in Lire italiane. 100.

Moneta. Denaro anonimo con CRISTVS IMPERAT.

Rarità. R2.

Prezzo in Lire italiane. 10.

Moneta. Corrado I denaro.

Rarità. R7.

Prezzo in Lire italiane. 150.

Moneta. Enrico II.

Rarità. R.

Prezzo in Lire italiane. 5.

Moneta. Enrico III e IV.

Rarità. R.

Prezzo in Lire italiane. 5.

MONETE DEI DOGI.

Moneta. Vitale Michiel II bianco (mezzo denaro).

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 100.

Moneta. Sebastiano Ziani denaro o piccolo.

Rarità. R.

Prezzo in Lire italiane. 3.

Moneta. Orio Malipiero piccolo.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 2.

Moneta. Orio Malipiero bianco.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 100.

Moneta. Enrico Dandolo grosso.

Rarità. R4.

Prezzo in Lire italiane. 30.

Moneta. Enrico Dandolo piccolo.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 2.

Moneta. Enrico Dandolo bianco.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 80.

Moneta. Enrico Dandolo quartarolo (un quarto di denaro).

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 80.

Moneta. Pietro Ziani grosso.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 1.

Moneta. Pietro Ziani bianco.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 60.

Moneta. Pietro Ziani quartarolo.

Rarità. R.

Prezzo in Lire italiane. 4.

Moneta. Jacopo Tiepolo grosso.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 1.

Moneta. Jacopo Tiepolo bianco.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 80.

Moneta. Jacopo Tiepolo quartarolo.

Rarità. R2.

Prezzo in Lire italiane. 6.

Moneta. Marino Morosini grosso.

Rarità. R.

Prezzo in Lire italiane. 5.

Moneta. Marino Morosini bianco.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 80.

Moneta. Marino Morosini quartarolo.

Rarità. R7.

Prezzo in Lire italiane. 60.

Moneta. Ranieri Zeno grosso.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 1.

Moneta. Ranieri Zeno bianco.

Rarità. R7.

Prezzo in Lire italiane. 50.

Moneta. Ranieri Zeno quartarolo.

Rarità. R.

Prezzo in Lire italiane. 4.

Moneta. Lorenzo Tiepolo grosso.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 1.

Moneta. Lorenzo Tiepolo piccolo.

Rarità. R.

Prezzo in Lire italiane. 3.

Moneta. Lorenzo Tiepolo bianco.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 60.

Moneta. Lorenzo Tiepolo doppio quartarolo.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 80.

Moneta. Lorenzo Tiepolo quartarolo.

Rarità. R2.

Prezzo in Lire italiane. 5.

Moneta. Jacopo Contarini grosso.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 1.

Moneta. Jacopo Contarini piccolo.

Rarità. R4.

Prezzo in Lire italiane. 20.

Moneta. Jacopo Contarini bianco.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 80.

Moneta. Jacopo Contarini doppio quartarolo.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 100.

Moneta. Jacopo Contarini quartarolo.

Rarità. R6.

Prezzo in Lire italiane. 40.

Moneta. Giovanni Dandolo ducato.

Rarità. R3.

Prezzo in Lire italiane. 80.

Moneta. Giovanni Dandolo grosso.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 3.

Moneta. Giovanni Dandolo piccolo.

Rarità. R2.

Prezzo in Lire italiane. 5.

Moneta. Giovanni Dandolo bianco.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 80.

Moneta. Giovanni Dandolo doppio quartarolo.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 80.

Moneta. Giovanni Dandolo quartarolo.

Rarità. R4.

Prezzo in Lire italiane. 20.

Moneta. Pietro Gradenigo ducato.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 20.

Moneta. Pietro Gradenigo grosso.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 3.

Moneta. Pietro Gradenigo piccolo.

Rarità. R3.

Prezzo in Lire italiane. 10.

Moneta. Pietro Gradenigo bianco.

Rarità. R7.

Prezzo in Lire italiane. 50.

Moneta. Pietro Gradenigo doppio quartarolo.

Rarità. R4.

Prezzo in Lire italiane. 25.

Moneta. Pietro Gradenigo quartarolo (1).

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 100.

Moneta. Marino Zorzi ducato.

Rarità. R6.

Prezzo in Lire italiane. 400.

Moneta. Marino Zorzi grosso.

Rarità. R5.

Prezzo in Lire italiane. 50.

Moneta. Marino Zorzi quartarolo.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 100.

Moneta. Giovanni Soranzo ducato.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 20.

Moneta. Giovanni Soranzo grosso.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 2.

Moneta. Giovanni Soranzo piccolo.

Rarità. R7.

Prezzo in Lire italiane. 50.

Moneta. Giovanni Soranzo bianco.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 60.

Moneta. Giovanni Soranzo quartarolo.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 100.

Moneta. Francesco Dandolo ducato.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 15.

Moneta. Francesco Dandolo grosso.

Rarità. R.

Prezzo in Lire italiane. 4.

Moneta. Francesco Dandolo mezzanino.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 1.

Moneta. Francesco Dandolo soldino.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 1.

Moneta. Francesco Dandolo piccolo.

Rarità. R3.

Prezzo in Lire italiane. 10.

Moneta. Francesco Dandolo bianco.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 60.

Moneta. Bartolomeo Gradenigo ducato.

Rarità. R.

Prezzo in Lire italiane. 25.

Moneta. Bartolomeo Gradenigo grosso.

Rarità. R.

Prezzo in Lire italiane. 6.

Moneta. Bartolomeo Gradenigo soldino.

Rarità. R.

Prezzo in Lire italiane. 5.

Moneta. Bartolomeo Gradenigo piccolo.

Rarità. R7.

Prezzo in Lire italiane. 50.

Moneta. Andrea Dandolo ducato.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 15.

Moneta. Andrea Dandolo grosso.

Rarità. R.

Prezzo in Lire italiane. 6.

Moneta. Andrea Dandolo mezzanino nuovo tipo.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. C.

Moneta. Andrea Dandolo soldino vecchio tipo.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. C.

Moneta. Andrea Dandolo soldino nuovo tipo.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. C.

Moneta. Andrea Dandolo piccolo.

Rarità. R3.

Prezzo in Lire italiane. 10.

Moneta. Andrea Dandolo bianco.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 80.

Moneta. Andrea Dandolo tornesello.

Rarità. R4.

Prezzo in Lire italiane. 20.

Moneta. Marino Falier ducato.

Rarità. R6.

Prezzo in Lire italiane. 400.

Moneta. Marino Falier soldino.

Rarità. R4.

Prezzo in Lire italiane. 25.

Moneta. Marino Falier tornesello.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 100.

Moneta. Giovanni Gradenigo ducato.

Rarità. R.

Prezzo in Lire italiane. 30.

Moneta. Giovanni Gradenigo grosso.

Rarità. R7.

Prezzo in Lire italiane. 150.

Moneta. Giovanni Gradenigo soldino.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 1.

Moneta. Giovanni Gradenigo piccolo.

Rarità. R7.

Prezzo in Lire italiane. 50.

Moneta. Giovanni Gradenigo tornesello.

Rarità. R3.

Prezzo in Lire italiane. 15.

Moneta. Giovanni Dolfin ducato.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 20.

Moneta. Giovanni Dolfin soldino.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. C.

Moneta. Giovanni Dolfin piccolo.

Rarità. R5.

Prezzo in Lire italiane. 30.

Moneta. Giovanni Dolfin tornesello.

Rarità. R4.

Prezzo in Lire italiane. 20.

Moneta. Lorenzo Celsi ducato.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 20.

Moneta. Lorenzo Celsi soldino.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. C.

Moneta. Lorenzo Celsi piccolo.

Rarità. R5.

Prezzo in Lire italiane. 30.

Moneta. Lorenzo Celsi tornesello.

Rarità. R2.

Prezzo in Lire italiane. 5.

Moneta. Marco Corner ducato.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 20.

Moneta. Marco Corner soldino.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. C.

Moneta. Marco Corner piccolo.

Rarità. R6.

Prezzo in Lire italiane. 40.

Moneta. Marco Corner tornesello.

Rarità. R2.

Prezzo in Lire italiane. 5.

Moneta. Andrea Contarini ducato.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 15.

Moneta. Andrea Contarini grosso secondo tipo.

Rarità. R.

Prezzo in Lire italiane. 5.

Moneta. Andrea Contarini soldino.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. C.

Moneta. Andrea Contarini simile nuovo tipo.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. C.

Moneta. Andrea Contarini tornesello.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 1.

Moneta. Michele Morosini ducato.

Rarità. R4.

Prezzo in Lire italiane. 150.

Moneta. Michele Morosini grosso.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 200.

Moneta. Michele Morosini soldino.

Rarità. R4.

Prezzo in Lire italiane. 25.

Moneta. Michele Morosini tornesello.

Rarità. R4.

Prezzo in Lire italiane. 20.

Moneta. Antonio Venier ducato.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 15.

Moneta. Antonio Venier grosso secondo tipo.

Rarità. R.

Prezzo in Lire italiane. 5.

Moneta. Antonio Venier simile terzo tipo.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 2.

Moneta. Antonio Venier soldino.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 1.

Moneta. Antonio Venier piccolo.

Rarità. R5.

Prezzo in Lire italiane. 30.

Moneta. Antonio Venier tornesello.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 1.

Moneta. Michele Steno ducato.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 15.

Moneta. Michele Steno grosso.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 2.

Moneta. Michele Steno soldino.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. C.

Moneta. Michele Steno piccolo.

Rarità. R4.

Prezzo in Lire italiane. 25.

Moneta. Michele Steno mezzanino (soldo per Verona).

Rarità. R.

Prezzo in Lire italiane. 4.

Moneta. Michele Steno piccolo per Verona e Vicenza.

Rarità. R2.

Prezzo in Lire italiane. 8.

Moneta. Michele Steno tornesello.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 1.

Moneta. Tomaso Mocenigo ducato.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 18.

Moneta. Tomaso Mocenigo grosso.

Rarità. R.

Prezzo in Lire italiane. 4.

Moneta. Tomaso Mocenigo soldino.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 1.

Moneta. Tomaso Mocenigo piccolo.

Rarità. R4.

Prezzo in Lire italiane. 20.

Moneta. Tomaso Mocenigo simile per Verona e Vicenza.

Rarità. R4.

Prezzo in Lire italiane. 20.

Moneta. Tomaso Mocenigo piccolo col busto di San Marco.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 100.

Moneta. Tomaso Mocenigo tornesello.

Rarità. R2.

Prezzo in Lire italiane. 5.

Moneta. Francesco Foscari ducato.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 15.

Moneta. Francesco Foscari grossone da 8 soldi.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. 2.

Moneta. Francesco Foscari simile, varietà.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 150.

Moneta. Francesco Foscari grosso, o grossetto.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. C.

Moneta. Francesco Foscari mezzo grosso.

Rarità. R.

Prezzo in Lire italiane. 3.

Moneta. Francesco Foscari soldino.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. C.

Moneta. Francesco Foscari piccolo, o denaro.

Rarità. R3.

Prezzo in Lire italiane. 10.

Moneta. Francesco Foscari simile di nuovo tipo.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. C.

Moneta. Francesco Foscari quattrino per la terraferma.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. C.

Moneta. Francesco Foscari simile, varietà.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 60.

Moneta. Francesco Foscari quattrino per Ravenna.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 60.

Moneta. Francesco Foscari mezzo quattrino per Ravenna.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 50.

Moneta. Francesco Foscari piccolo, o bagattino per Brescia.

Rarità. C.

Prezzo in Lire italiane. C.

Moneta. Francesco Foscari piccolo, o bagattino per Verona e Vicenza.

Rarità. R2.

Prezzo in Lire italiane. 5.

Moneta. Francesco Foscari piccolo, o bagattino colla testa di San Marco.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 100.

Moneta. Francesco Foscari tornesello.

Rarità. R3.

Prezzo in Lire italiane. 15.

Moneta. Pasquale Malipiero ducato.

Rarità. R.

Prezzo in Lire italiane. 25.

Moneta. Pasquale Malipiero grosso, o grossetto.

Rarità. R3.

Prezzo in Lire italiane. 15.

Moneta. Pasquale Malipiero soldino.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 100.

Moneta. Pasquale Malipiero quattrino, o duino.

Rarità. R2.

Prezzo in Lire italiane. 5.

Moneta. Pasquale Malipiero picoclo colla testa di San Marco.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 100.

Moneta. Cristoforo Moro ducato.

Rarità. R.

Prezzo in Lire italiane. 25.

Moneta. Cristoforo Moro grosso.

Rarità. R5.

Prezzo in Lire italiane. 50.

Moneta. Cristoforo Moro soldino.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 100.

Moneta. Cristoforo Moro piccolo di rame col busto del doge.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 80.

Moneta. Cristoforo Moro piccolo di rame col busto del doge senza iscrizione.

Rarità. R7.

Prezzo in Lire italiane. 60.

Moneta. Cristoforo Moro piccolo copoluto.

Rarità. R2.

Prezzo in Lire italiane. 5.

Moneta. Cristoforo Moro piccolo colla testa di San Marco.

Rarità. R8.

Prezzo in Lire italiane. 100.

Moneta. Cristoforo Moro tornesello.

Rarità. R7.

Prezzo in Lire italiane. 50.

Moneta. Moneta anonima per la Dalmazia.

Rarità. R4.

Prezzo in Lire italiane. 30.

Moneta. Moneta anonima per la Dalmazia. Varietà.

Rarità. R6.

Prezzo in Lire italiane. 50.

[Nuova pagina]

NOTE A "APPENDICE III".

(1) Un più accurato esame dell'esemplare, esistente nel Museo civico di Trieste, dimostra che esso è un doppio quartarolo sciupato. Nelle schede manoscritte di C. Kunz è notato come esistente presso la Collegiata di Cividale il quartarolo di Pietro Gradenigo. Recatomi appositamente a Cividale, non trovai la moneta, e non potei averne alcuna notizia.

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INDICE ALFABETICO.

[Nuova pagina]

A.

Aggiustare. — Termine tecnico di zecca, che indica quell'operazione, con cui si tagliano gli angoli dei quadrelli di metallo per farne i dischi, sui quali dev'essere improntata la moneta. In veneziano zustar.

Anonime. — Monete senza nome di doge. Sono raccolte in un capitolo speciale.

Aspri per la Tana ordinati nel 1461. Non si conosce se sono stati coniati.

Aureola. — Moneta che dovrebbe chiamarsi in tal modo dal nome del doge Orio od Aurio. Non ha mai esistito.

B.

Bagattino. — Nome dato ai piccoli o denari in Lombardia e nelle città del Veneto. A Venezia per la prima volta usato in pubblici documenti nel 1442. — Bagattini per Brescia, Bergamo, Verona e Vicenza, Padova, Treviso e Friuli. Vedi Piccoli.

Bianco. — Moneta veneziana, frazione e probabilmente metà del danaro. — Ultima menzione del bianco ai tempi di Andrea Dandolo.

Bolle ducali. — Secondo l'uso comune nei bassi tempi i dogi usavano il sigillo di piombo detto bolla, perché fatto da una sfera di piombo che compressa da due conî si trasformava in un disco colla impronta da entrambi i lati. In rarissimi casi si usavano le bolle d'oro e d'argento. Ho riprodotto alcune delle bolle ducali, perché meglio delle monete rappresentano le successive trasformazioni del costume del doge: Bolla in piombo di Orio Malipiero, — di Enrico Dandolo, — di Jacopo Tiepolo, — di Ranieri Zeno, — di Giovanni Soranzo, — di Marin Falier. — Bolla in oro di Michele Steno, — in piombo di Francesco Foscari, — di Cristoforo Moro.

Bollo di San Marco posto sui lavori di orificeria, quale prova di essere stati saggiati e trovati di giusta lega. — Bollo con cui si controllavano le bilancie ed i pesi dai cambiadori.

Brescia. — Grossi di Brescia, fatti ad imitazione dei veneziani, proibiti. — Piccoli o bagattini per Brescia — Quattrini per la terraferma, a Brescia valevano 2 piccoli e si chiamavano quattrini duini. — Piccoli di Brescia, sono in parte ritirati o fusi par farne quattrini duini.

C.

Campanella. — L'oro e l'argento condotto a Venezia doveva vendersi all'incanto a Rialto, ciocché si diceva a campanella od alla campanella. — Si abolisce. — Si ripristina. — I tedeschi pagavano un grosso ad ogni marca d'oro per no dar campanella, ossia per essere liberati da tale obbligo.

Capitolare. — Libro ove erano scritti i doveri ed i diritti dei Magistrati. Prima notizia dei Massari sorveglianti la zecca e del loro Capitolare. — Capitolare dei massari della moneta, compilato nel 1278, conservato all'Archivio di Stato. — Documento IV. — Abolito. — Capitolare delle brocche, codice membranaceo del secolo XIV esistente nel Regio Archivio di Stato, dove, oltre i decreti, sono ricordati gli ordini verbali e le memorie relative alla zecca. — Capitolare dei massari all'oro, codice membranaceo del secolo XIV, esistente nella Biblioteca Papadopoli. — Capitolare dei massari all'argento, compilato nell'anno 1691, esistente nella biblioteca Papadopoli.

CARLO MAGNO. — Durante il regno di Carlo Magno, a Venezia non fu coniata moneta. — Lira carolingia istituita da Carlo Magno.

Carrarini, coniati a Padova, sono banditi.

Cattaro. — Città venuta in possesso dei veneziani nel 1420, ebbe prima e conservò il diritto di zecca, coniando monete secondo il sistema monetario locale.

CELSI LORENZO, LVIII doge. — Facilitazioni ai mercanti tedeschi che portano oro alla zecca. — Descrizione delle monete di Lorenzo Celsi. — Bibliografia.

CONTARINI ANDREA, LX doge. — Guerra contro i genovesi ed assedio di Chioggia. — Provvedimenti finanziari ed economici. — Diminuzione del peso dei soldini e mutazioni nel conio. — Annullamento dell'antico Capitolare dei massari alla moneta. — Grosso del secondo tipo minore di peso e di titolo dell'antico. — Prezzi dei generi di necessità durante la guerra di Chioggia. — Valore del ducato. — Carrarini, coniati a Padova, sono banditi. — Ducati veneziani, imitati a Teologo od Altoluogo (Efeso). — Descrizione delle monete di Andrea Contarini. — Bibliografia.

CONTARINI JACOPO, XLVII doge. — Nella promissione ducale, il doge deve giurare di mantenere intatta la moneta e di punire i falsificatori. — Capitolare dei massari alla moneta. — Descrizione delle monete di Jacopo Contarini. — Bibliografia.

CORNER MARCO, LIX doge. — Provvedimenti contro i ducati fabbricati all'estero ad imitazione dei veneziani. — Descrizione delle monete di Marco Corner. — Bibliografia.

Corone e Modone. — Castelli della Morea, ove un decreto del Maggior Consiglio ordinava di aprire una zecca.

CORRADO I, imperatore e re d'Italia, II come re di Germania. — Descrizione del denaro di Corrado. — Bibliografia.

D.

Dalmazia. — Moneta coniata per Zara e la Dalmazia, — è il soldo della lira dalmata. — Descrizione e bibliografia.

DANDOLO ANDREA, LIV doge. — Saggio o campione dei ducati. — Ultima deliberazione che riguarda i bianchi. — Ducati bollati. — Valore del grosso elevato a 4 soldi. — Nuovo mezzanino e nuovo soldino. — Origine e diffusione del tornese. — Tornesello veneziano. — Descrizione delle monete di Andrea Dandolo. — Bibliografia.

DANDOLO ENRICO, XLI doge. — Grosso, nuova moneta, — epoca della sua istituzione. — Nomi, valore, peso ed intrinseco del grosso. — Quartarolo, altra nuova moneta di quel tempo. — Descrizione delle monete di Enrico Dandolo. — Bibliografia.

DANDOLO FRANCESCO, LII doge. — Saggio e bollo sui lavori degli orrefici. — Nuove monete d'argento, una detta mezzanino del valore di mezzo grosso, l'altra soldino del valore di 12 danari. — Lagni dei Trevisani per le nuove monete. — Imitazione di monete veneziane in Slavonia (Veglia). — Descrizione delle monete di Francesco Dandolo. — Bibliografia.

DANDOLO GIOVANNI, XLVIII doge. — Il valore del grosso è portato a 32 piccoli. — Nuova lega del piccolo diminuito. — Creazione del ducato d'oro. — Tipo del ducato. — Bontà, peso e valore del ducato. — Lira di piccoli. — Lira di grossi. — Lira di grossi a oro. — Lira di piccoli ad parvos. — Lira di piccoli ad grossos. — Il Maggior Consiglio delega i suoi poteri al doge, ai consiglieri ed alla Quarantìa per le faccende della zecca. — Nomina dei massari all'oro ed alla moneta. — Descrizione delle monete di Giovanni Dandolo. — Bibliografia.

Denaro. — Dodicesima parte del soldo e quindi la duecentoquarantesima parte delle lire. — Sola moneta coniata dagli imperatori ed a Venezia fino a tutto il XII secolo. — Suo peso ed intrinseco durante i sovrani Carolingi. — Denaro di Lodovico I imperatore, — sua descrizione, — bibliografia. — Denaro col nome di Lotario I, — sua descrizione, — bibliografia. — Denaro con XPE SALVA VENECIAS, — sua descrizione, — bibliografia. — Denaro con CRISTVS IMPERAT, — sua descrizione, — bibliografia. — Denaro di Corrado I imperatore, — sua descrizione, — bibliografia. — Denaro di Enrico II imperatore, — sua descrizione, — bibliografia. — Denaro di Enrico III e IV colla il protome di San Marco, — sua descrizione, — bibliografia. — Denaro o piccolo veneziano, — suo peso ed intrinseco al tempo di Sebastiano Ziani, — sospesa la coniazione durante i dogi P. Ziani, J. Tiepolo, M. Morosini, e R. Zeno, — si ricominciano a coniare i denari. — Detto bagattino. — Vedi piccolo e bagattino. — Denaro grosso.

Dodesino. — Nome dato al soldino.

DOLFIN GIOVANNI, LVII doge. — Proibizione agli ufficiali della zecca di negoziare nelle materie preziose. — Nuove e più gravi pene a coloro che danneggiano le monete. — Descrizione delle monete di Giovanni Dolfin. — Bibliografia.

Ducato. — Nome dato anticamente al grosso.

Ducato d'oro. — Creato col decreto 31 ottobre 1284. — Tipo del ducato, — bontà, peso e valore. — Ragguaglio fra l'oro e l'argento. — Valutato 40 soldi ad grossos. — Il prezzo del ducato è portato a 24 grossi d'argento. — Saggio o campione dei ducati. — Ducati bollati. — Valore del ducato durante il principato di Andrea Contarini. — Nel 1407 il ducato valeva 93 soldi, mentre nel 1417 valeva 100 soldi. — Si ordina il taglio delle monete d'argento nel 1429, in modo che il ducato equivalga a 104 soldi. — Ducati veneziani imitati all'estero, — in levante, — a Mitilene e Foglie, — a Teologo od Altoluogo, — a Rodi, — ed oltre a ciò a Chiarenza, a Scio ed a Pera.

E.

ENRICO II, imperatore e re d'Italia, III come re di Germania. — Descrizione dei denari di Enrico II. — Bibliografia.

ENRICO III e IV, imperatori e re d'Italia, IV e V come re di Germania. — Descrizione dei ducati di Enrico III e di Enrico IV colla protome di San Marco. — Bibliografia.

F.

FALIER MARINO, LV doge. — Proibizione di monete false coi tipi dei carrarini, frisachesi e denari a XXII. — Descrizione delle monete di Marino Falier. — Bibliografia.

Falsificatori delle monete puniti dalle leggi. — Nella promissione ducale il doge deve giurare di perseguitare e punire i falsificatori di monete. — Provvedimenti contro i falsari e danneggiatori delle monete. — Pene stabilite per i falsificatori, estese ai forestieri, — ed a coloro che introducono monete false nello Stato.

Falsificazioni delle monete, proibite. — Le monete false che venissero alle casse pubbliche sieno tagliate in quattro pezzi. — Piccoli pessimi e rei forestieri banditi e distrutti. — In causa delle falsificazioni si cambia il modello dei piccoli. — Si invitano i cittadini a presentare i piccoli alle autorità per distruggere i falsi e cambiare i vecchi. — Pene estese a chi introduce monete false nello Stato. — Preoccupazioni e progetti di riforma monetaria in causa delle falsificazioni. — Provvedimenti per distruggere i bagattini falsi e sostituirli con buoni, differenti di tipo dagli antichi.

Fiaoni o Fiadoni, in latino flaones. — Dischi di metallo a cui, dopo le operazioni dette zustar, pesar e mendar, non mancava che l'impronta o stampa per diventare moneta. — L'operaio che improntava il conio si diceva stampidor.

FOSCARI FRANCESCO, LXV doge. — Scarsezza dell'oro. — Ordine di coniare grossoni da 8 soldi, e mezzi grossi da 2 soldi, oltre ai grossi per l'Oriente con una proporzione di peso inferiore a quanto si faceva fino allora. — Monete di bassa lega, coniate per lucro diminuendo il fino. — Piccoli per Venezia, Padova e Treviso, — per Verona e Vicenza, — per Brescia. — Bagattini, — quattrini e mezzi quattrini per Ravenna. — Nuovo piccolo per Venezia. — Quattrino per la terraferma. — Quattrino-duino. — Piccolo colla testa di San Marco. — Provvedimenti contro le falsificazioni. — Pene contro chi introduce nello Stato moneta falsa. — Gli intagliatori della zecca devono essere cittadini veneziani. — Disagio per la troppa abbondanza di moneta bassa. — Il Maggior Consiglio proibisce di coniare quattrini e piccoli senza la sua autorizzazione. — Descrizione delle monete di Francesco Foscari. — Bibliografia.

G.

Ginocchiello. — Nome dato al soldino.

Goti. — Durante la dominazione dei Goti in Italia, non si coniarono monete a Venezia.

GRADENIGO BARTOLOMEO, LIII doge. — Descrizione delle monete di Bartolomeo Gradenigo. — Bibliografia.

GRADENIGO GIOVANNI, LVI doge. — Pene dei falsificatori inasprite ed estese ai forestieri. — Descrizione delle monete di Giovanni Gradenigo. — Bibliografia.

GRADENIGO PIETRO, XLIX doge. — Decreto che ordina di coniare monete in Corone e Modone. — Opinione del dottor Cumano sulle monete che possono essere state coniate in quelle zecche. — Proibizione ed ordine di distruzione dei grossi di Rascia e Brescia. — Descrizione delle monete di Pietro Gradenigo. — Bibliografia.

Greco impero. — Vedi Impero d'Oriente.

Grosso. — Moneta per la prima volta coniata da Enrico Dandolo. — Nomi e tipo. — Valore originario di 26 piccoli. — Peso e bontà del grosso. — Il valore del grosso è portato a 28 piccoli. — Nel 1282 è elevato a 32 piccoli. — Il valore del grosso è ragguagliato a 4 soldi. — Sospesa la coniazione del grosso. — Secondo tipo del grosso diminuito di peso e peggiorato nel titolo. — Terzo tipo con diminuzione di peso. — Nuova diminuzione ai tempi di Michele Steno, — ed a quelli di Tomaso Mocenigo. — Diminuzione di peso e di fino nei nuovi grossi colle iniziali dei massari. — Diminuzione ulteriore di peso al tempo di F. Foscari. — Dopo la coniazione dei Grossoni da 8 soldi, i grossi furono volgarmente detti grossetti. — Lira di grossi e lira ad grossos (Vedi lira). — Grossi imitati in Italia ed in Levante, — nel regno di Rascia, — a Brescia. — Grossi d'oro, ossia monete col tipo del grosso battute in oro sono fuse, e quindi devono ritenersi fabbricazione dolosa del secolo scorso. Così quello di J. Tiepolo, esistente nel Museo di San Marco, come quelli di G. Soranzo e di F. Foscari.

Grossone da 8 soldi. — Moneta decretata nel 1429. — Varietà esistente al Museo Correr.

I.

Imitazione di monete veneziane in Italia ed in Levante. — Grossi imitati nel regno di Rascia, — a Brescia. — Soldini imitati in Slavonia. — Ducati imitati all'estero, — in Levante, — a Mitilene e Foglie, — a Teologo od Altoluogo, — a Rodi, — ed oltre a ciò a Chiarenza, Scio e Pera.

Impero d'occidente. — Relazioni dei Veneziani coll'Occidente. — Trattato d'Aquisgrana. — Politica veneziana fra i due Imperi. — Quando Venezia riconobbe la suprema autorità dell'Impero d'occidente. — Primo tentativo d'indipendenza. — Pericoli della Repubblica. — Savia politica di Pietro Orseolo II. — Nuova moneta autonoma di Venezia. — Indipendenza di Venezia. — Monete col nome dei dogi.

Impero d'oriente. — Relazioni dei Veneziani cogli Imperatori greci. — Finché i Veneziani si consideravano parte dell'Impero orientale non coniarono moneta. — Trattato d'Aquisgrana. — Epoca in cui Venezia riconobbe la supremazia degli Imperatori latini.

Intagliatori della zecca veneta. — Antonio delle Forbici, Bernardo Sesto, padre di Lorenzo e Marco. — Gerolamo Sesto. — Devono essere cittadini veneziani. — Antonello della Moneta.

L.

Lira. — Unità monetaria istituita da Carlo Magno, divisa in 20 soldi da 12 denari l'uno. — Peso e valore della lira carolingia. — Diminuì d'intrinseco durante gli Imperatori germanici. — Lira di denari veneziani, primi documenti che ne parlano. — Considerata metà della lira imperiale. — Di uguale valore della lira veronese. — Chiamata lira di piccoli. — Valore della lira di piccoli. — Modo di contare la lira di piccoli ad grossos e ad parvos. — Lira di grossi, ossia lira di denari grossi. — Valore della lira di grossi. — Elevato il ducato a 24 grossi, il valore della lira di grossi è uguale a 10 ducati. — Lira di grossi a oro. — Lira di Verona e Vicenza nel secolo XV, maggiore di un terzo della lira veneziana. — Lira di Brescia doppia della veneziana. — Lira dalmata due terzi della lira di piccoli.

LODOVICO I IL PIO, imperatore. — Denari di Lodovico col nome di Venezia. — Opinione di Giulio di San Quintino che tali monete siano coniate a Pavia, — combattuta da Carlo Brambilla. — Parere dell'autore. — Descrizione delle monete di Lodovico I. — Bibliografia.

Longobardi. — Durante il regno dei Longobardi, Venezia non coniò moneta.

LOTARIO I, imperatore. — Denari di Lotario col nome di Venezia. — Opinione di Giulio di San Quintino che tali monete sieno coniate a Pavia, — combattuta da Carlo Brambilla. — Parere dell'autore Descrizione delle monete di Lotario I — Bibliografia.

LOTARIO II, re d'Italia, a cui si deve attribuire il trattato coi Veneziani, considerato sin qui stipulato con Lotario I.

M.

MALIPIERO ORIO, XL doge. — Moneta chiamata Aureola, dal nome del principe, non ha mai esistito. — Descrizione delle monete di Orio Malipiero. — Bibliografia.

MALIPIERO PASQUALE, LXVI doge. — Si ritirano in parte i piccoli di Brescia per farne quattrini duini. — Proibizione di pagare in scartociis. — Provvedimenti contro i quattrini falsi. — Ordine di coniare aspri per la Tana. — Descrizione delle monete di Pasquale Malipiero. — Bibliografia.

Massari alla moneta. — Magistrati che sorvegliavano la zecca ed eseguivano gli ordini del doge e della Signoria, primo documento che ne parla. — Segni dei massari sui grossi. — Nomina dei massari. — Chiamati più tardi massari all'argento. — Iniziale del nome di battesimo del massaro, posta sulle monete d'argento. — Riforme nella nomina dei massari all'argento. — Appendice II.

Massari all'oro, per la prima volta istituiti nei 1285. — Nominati dal doge unitamente ai consiglieri della Quarantìa, più tardi ad una mano dal doge, consiglieri e capi, ed a due mani dal Maggior Consiglio. — Appendice II.

Matapan. — Nome dato al grosso.

Mendare (emendare). — Operazione con cui si correggevano i difetti dei dischi di metallo destinati a diventare moneta: gli operai occupati in tale lavoro si chiamavano mendadori.

Mezzanino. — Moneta d'argento del valore di mezzo grosso, ossia 16 piccoli, coniata al tempo di Francesco Dandolo. — Mezzanino d'argento fino e di nuovo tipo, del valore di 16 piccoli, coniato da Andrea Dandolo. — Coniato nuovamente ai tempi di Michele Steno, per farne il soldo della lira usata a Verona e Vicenza, che, essendo un terzo più del veneziano, equivaleva a 16 piccoli. — Da 2 soldi, o mezzo grosso, coniato ai tempi di F. Foscari sul tipo del mezzanino di F. Dandolo.

MICHIEL VITALE II, doge XXXVIII. — Prima moneta veneziana col nome del principe. — Bianco. — Descrizione della moneta. — Bibliografia.

Mitilene e Foglie. — Zecche dove fu imitato il ducato veneziano. — I Veneziani se ne lamentano al Senato di Genova, che ne fa rimostranza a Francesco Gattilusio, signore di Mitilene.

Moneta veneziana. — Primo documento che parla di moneta veneziana. — Altri antichissimi documenti che parlano di moneta veneziana. — Considerata metà della imperiale (pavese o milanese). — Derivata dalla moneta carolingia ed eguale alla veronese. — Valore della moneta veneziana.

Monete antiche rifuse.

Monete false. — Vedi Falsificazioni.

Monete stronzate. — Vedi Stronzate.

Monete tosate. — Vedi Tosate.

MOCENIGO TOMASO, LXIV doge. — Riforme e provvedimenti, relativi alla zecca. — Diminuzione del peso dei grossi e dei soldini. — Nuova diminuzione di peso e di titolo. — Piccolo colla testa di San Marco, coniato forse per il Friuli. — Lagni dei Veneziani per le imitazioni dei ducati fatta in Rodi. — Descrizione delle monete di Tomaso Mocenigo. — Bibliografia.

MORO CRISTOFORO, LXVII doge. — Studi per riformare la moneta. — Ordine di distruggere le stampe preparate e di continuare la battitura di grossi. — Provvedimenti contro le falsificazioni dei piccoli e proibizione di darli in scarnutiis. — Respinta la proposta di coniare monetine da 2 o 3 per soldo, si ordina la coniazione di piccoli copuluti e si nega di fare piccoli di puro rame. — Altra simile proposta è nuovamente respinta dai Senato. — A Venezia si devono attribuire le più antiche monete di rame puro. — Ordine di coniare tornesi per il Levante. — Il Senato ordina di sospendere ogni discussione sulla riforma monetaria. — Descrizione delle monete di Cristoforo Moro. — Bibliografia.

MOROSINI MARINO, XLIV doge. — Nella promissione ducale è imposto al doge di perseguitare e punire i falsificatori delle monete. — Descrizione delle monete di Marino Morosini. — Bibliografia.

MOROSINI MICHELE, LXI doge. — Descrizione delle monete di Michele Morosini — Bibliografia.

O.

Origini della zecca veneta. — Opinioni degli storici sulle origini e sulla antichità della zecca veneta. — Parere dell'autore.

P.

Parva. — Moneta parva, o minuta, erano i piccoli, i bianchi ed i quartaroli. — Il doge deve giurare di mantenere intatta monetam magnam et parvam.

Pesatori. — Funzionari che erano incaricati della delicata operazione di pesare la moneta. Erano nominati nello stesso modo dei massari e con essi si chiamavano ufficiali alla moneta.

Piccolo. — Nome dato al denaro per la sua esiguità. — Sospesa la coniazione durante i principati di P. Ziani, J. Tiepolo, M. Morosini e R. Zeno. — Si ricominciano a coniare i piccoli diminuiti di peso al tempo di L. Tiepolo. — Il pregio del piccolo è ancora diminuito nel 1282. — Nuova lega del piccolo. — Elevato il valore del grosso a 4 soldi, l'intrinseco del piccolo è nuovamente diminuito. — Lega e peso del piccolo nel 1379 e 1390. — Piccolo per Verona e Vicenza. — Piccolo o bagattino colla testa di San Marco, coniato per la prima volta ai tempi di T. Mocenigo, forse per il Friuli. — Ai tempi di F. Foscari. — Col nome di P. Malipiero. — L'argento contenuto nei piccoli è ridotto ad un diciottesimo del peso. — Piccolo o bagattino per Brescia. — Abolizione dei piccoli scodellati e sostituzione d'altro tipo. — Piccoli grandi di puro rame col busto del doge, ordinati alla zecca per mostra da Triadan Gritti. — Proposta di coniare piccoli di rame respinta dal Senato — Nuova ripulsa della stessa proposta presentata l'anno dopo. — Piccoli copoluti ordinati nel 1483.

Punti segreti di zecca, ossia segni dei Massari della moneta. — Sostituiti dalle iniziali.

Q.

Quarto. — Vedi Quinto.

Quartarolo. — Moneta di valore di un quarto di denaro, coniata per la prima volta ai tempi di Enrico Dandolo.

Quartarolo doppio. — Moneta dello stesso tipo del quartarolo, ma di doppio peso, coniata dai dogi L. Tiepolo, — J. Contarini, — G. Dandolo, — P. Gradenigo.

Quattrino. — Moneta ordinata nel 1453, per comodo della terraferma, valeva 4 piccoli a Padova e Treviso, 3 piccoli della lira usata a Verona e Vicenza, e 2 piccoli della lira di Brescia. — Quattrino e mezzo quattrino per Ravenna.

Quattrino duino si diceva a Brescia il quattrino che valeva 2 denari o piccoli di quella lira — Ritirati e fusi in parte i piccoli di Brescia per farne quattrini duini.

Quinto. — Una quinta parte dell'argento condotto a Venezia, doveva essere consegnata alla zecca, la quale ne coniava monete che erano date ai mercanti in pagamento del quinto dell'argento ricevuto. — Abolizione del sistema dei quinti. — Si ordina che una quarta parte dell'argento portato a Venezia sia coniata, dando al mercante altrettanto peso di monete quanto aveva consegnato d'argento.

R.

Rascia o Serbia. — Grossi, imitati sul modello veneziano, sono proibiti e tagliati. — Urosio, re di Rascia, è dannato da Dante per avere falsificato la moneta di Venezia.

Ravenna. — Quattrino e mezzo quattrino coniati per Ravenna.

Rodi. — Veneziani muovono lamento al gran maestro dei Cavalieri per i ducati coniati a Rodi ad imitazione dei veneziani.

S.

Saggio o campione dei ducati.

Scarnutiis. — E proibito tenere i piccoli in scarnutiis, sistema simile a quello, pure vietato, di darli in scartociis.

Scartociis. — Nel medio evo, quando abbondava la moneta minuta, era uso di chiuderla in borse o cartocci, su cui era scritto il numero dei pezzi contenuti: in seguito ad abusi, tale consuetudine fu vietata.

Scutari. — Città dell'Albania ceduta a Venezia da Giorgio Balsa, aveva zecca, dove i Veneziani continuarono a battere moneta.

Sigillo di Giovanni Gradenigo, — di Pasquale Malipiero.

Slavonia. — Soldini contrafatti a Veglia, proibiti a Venezia.

Soldo. — Ventesima parte della lira, pari a 12 denari, non fu coniato ai tempi dei sovrani carolingi. — Per la prima volta a Venezia coniato in argento, ai tempi di Francesco Dandolo. — Soldino nuovo di argento fino, coniato da Andrea Dandolo. — Nuovo tipo del soldino col leone alato. — Diminuito di peso ai tempi di Andrea Venier, — nel 1407, — e nel 1417. — Nel 1420 peggiorato il titolo e scemato il peso del soldino colle iniziali dei massari. — Soldo per Verona e Vicenza, coniato col tipo del mezzanino, che valeva a Venezia 16 piccoli. — Soldo della lira dalmata. — Soldini veneziani imitati in Slavonia. —Soldo di grossi.

SORANZO GIOVANNI, LI doge. — Provvedimenti contro la diffusione delle monete false e contro i falsificatori e danneggiatori delle monete. — Incisione dei ducati meno accurata. — Descrizione delle monete di Giovanni Soranzo. — Bibliografia.

STENO MICHELE, LXIII doge. — Altra diminuzione del grosso. — Provvedimenti per le monete di Verona e Vicenza. — Mezzanino, ovvero soldo veronese e piccolo per Verona e Vicenza. — Moneta per Zara e Dalmazia. — Zecche di Scutari e Cattaro. — Descrizione delle monete di Michele Steno. — Bibliografia.

Stronzate. — Monete stronzate, tosate o danneggiate col ferro o col fuoco, devono tagliarsi per mezzo.

Stronzatori, o maliziatori di monete, puniti. — Si ripetono le minacce di pene gravi contro gli stronzatori e maliziatori di monete.

Surian. — Stemma della famiglia patrizia Surian sulle monete anonime per la Dalmazia.

T.

Tana. — Ordine di coniare aspri per la Tana.

Teologo od Altoluogo di Turchia si chiamava nel medio evo l'antica Efeso, dove i Sultani di Aidin tenevano la loro residenza. — Promessa di quel Sultano di non più imitare il ducato veneziano.

TIEPOLO JACOPO, XLIII doge. — Nell'ordinamento delle leggi sono puniti i falsificatori delle monete. — Il grosso in oro, che esiste nel museo di San Marco, è falso. — Punti o segni dei massari alla moneta. — Descrizione delle monete di Jacopo Tiepolo. — Bibliografia.

TIEPOLO LORENZO, XLVI doge. — Si riprende la coniazione del piccolo portando il valore del grosso a 28 piccoli e diminuendo in proporzione il peso del denaro. — Documento padovano sul valore del grosso. — Apertura d'un ufficio a Rialto per fondere e affinare i metalli. — Descrizione delle monete di Lorenzo Tiepolo. — Bibliografia.

Titolo dell'argento e della moneta veneziana (grosso) peggio 40 carati sino al 1379. — Dal 1379 sino al 1421, peggio 55. — Dal 6 febbraio 1420-21, sono tollerate le pezze sino a carati 60 di peggio, titolo che rimane normale nella zecca veneziana. — Titolo dell'oro, che dovrebbe essere senza lega e ne contiene solo una minima frazione per le imperfezioni dei sistemi di affinamento.

Tornese, ossia denaro di Tours, ebbe favore in Oriente. — Fu coniato nel principato di Acaja, dalla metà del secolo XIII in poi.

Tornesello coniato a Venezia per sostituire i tornesi, dopo la metà del secolo XIV. — Abbondante coniazione di torneselli ai tempi di Antonio Venier.

Tosate. — Monete tosate, stronzate o danneggiate col ferro o col fuoco, devono tagliarsi per mezzo. — Gli ufficiali sopra i grossi tosati (grossis tonsis) devono invigilare presso i cambisti e loro servi.

Trattati di Venezia cogli imperatori d'Occidente. — Trattati con Lotario I. — Il più antico impugnato da San Quintino, — difeso da Romanin, — da me attribuito a Lotario II. — Trattato con Berengario II. — Trattato con Rodolfo di Provenza, nel quale si riconosce a Venezia il diritto di zecca. — Documento I. — Trattato con Ugo di Provenza, nel quale si riconosce a Venezia il diritto di zecca. — Documento Il.

Trattato di Aquisgrana, fra l'impero d'Oriente e quello d'Occidente.

U.

Urosio, re di Rascia, falsificatore del grosso di Venezia.

V.

Valore della moneta veneziana considerata metà della imperiale. — Uguale alla veronese. — Appendice I.

Valore attuale delle monete antiche di Venezia, Appendice III.

Veglia. — Isola che i Frangipani tenevano in feudo da Venezia. — Soldini coniati a Veglia, ad imitazione di quelli veneziani.

VENIER ANTONIO, LXII doge. — Provvedimenti per l'amministrazione della zecca, — per il diligente affinamento dei metalli, — per la nomina dei massari, — contro le monete false e stronzate. — Diminuzione del peso del soldino. — Terzo tipo del grosso. — Regolamento sul peso ed intrinseco del piccolo. — Stipendi degli intagliatori della zecca. — Descrizione delle monete di Antonio Venier. — Bibliografia.

Verona aveva la moneta di uguale valore della veneziana nei secoli XII e XIII. — Allorché Verona e Vicenza furono occupate dai Veneziani, nel 1404, la lira usata in quei territori era maggiore di un terzo della lira veneziana. — Ordine di coniare a Venezia soldi e piccoli per Verona e Vicenza.

Vicenza usava la stessa moneta di Verona.

Z.

Zara. — Moneta coniata per Zara e la Dalmazia.

Zecca. — Opinioni dei diversi storici sulle origini e sull'antichità della zecca veneziana. — Parere dell'autore. — Separazione della zecca dell'oro da quella dell'argento.

ZENO RANIERI, XLV doge. — Descrizione delle monete di Ranieri Zeno. — Bibliografia.

ZIANI PIETRO, LXII doge. — Diffusione del grosso in Oriente ed in Italia. — Prima notizia intorno ai massari delle monete. — Descrizione delle monete di Pietro Ziani. — Bibliografia.

ZIANI SEBASTIANO, XXXIX doge. — Denaro o piccolo di questo principe, primo conosciuto, base del sistema monetario veneziano, uguale al veronese. — Deriva da quello di Carlo Magno. — Valore della lira di Carlo Magno. — Decaduta di peso e di valore. — Descrizione delle monete di Sebastiano Ziani. — Bibliografia.

ZORZI MARINO, L doge. — Descrizione delle monete di Marino Zorzi. — Bibliografia.

Zustar, era quell'operazione con cui si tagliavano gli angoli dei quadrelli di metallo e si dava la rotondità voluta ai dischi destinati a diventar moneta; zustadori si chiamavano gli operai occupati in tale lavoro.

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