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Sonnets and madrigals of Michelangelo Buonarroti

INDEX OF FIRST LINES

William Wells Newell translation

INDEX OF FIRST LINES

The Roman numbers refer to the numeration of Guasti

SONNETS

PAGE

XXXI. A che più debb’io mai l’intensa voglia 72

XVIII. Al cor di zolfo, alla carne di stoppa 74

XLI. Colui che fece, e non di cosa alcuna 83

XVII. Com’esser, donna, può quel ch’alcun vede 7

XIV. Da che concetto ha l’arte intera e diva 5

I. Dal ciel discese, e col mortal suo, poi 3

XXI. D’altrui pietoso e sol di sè spietato 68

XXV. Dimmi di grazia, amor, se gli occhi mei 11

XXIX. I’ mi credetti, il primo giorno ch’io 15

XIX. Io mi son caro assai più ch’io non soglio 7

XXXIX. La ragion meco si lamenta e dole 19

XXVIII. La vita dal mie amor non è ’l cor mio 13

XV. Non ha l’ottimo artista alcun concetto 5

XXVI. Non men gran grazia, donna, che gran doglia 79

XXVII. Non posso altra figura immaginarmi 13

XL. Non so se s’è la desiata luce 19

LII. Non vider gli occhi miei cosa mortale 23

XLIV. O nott’, o dolce tempo benchè nero 21

XLIII. Perchè Febo non torc’e non distende 21

XXXIII. Perchè tuo gran bellezze al mondo sieno 17

LVI. Per ritornar là donde venne fora 23

LXII. Quand’el ministro de’ sospir me’ tanti 86

II. Quante dirne si de’ non si può dire 63

XX. Quanto si gode lieta e ben contesta 9

XXXVIII. Rendete a gli occhi miei, o fonte o fiume 80

LXI. Se ’l mie rozzo martello i duri sassi 25

XXII. Se nel volto per gli occhi il cor si vede 9

XXXV. Sento d’un foco un freddo aspetto acceso 79

L. S’i’ avessi creduto al primo sguardo 81

XXIV. Spirto ben nato, in cui si specchia e vede 11

XXXII. S’un casto amor, s’una pietà superna 17

LI. Tornami al tempo allor che lenta e sciolta 87

XXX. Veggio co’ bei vostri occhi un dolce lume 15

EPIGRAMS

I. Caro m’è ’l sonno, e più l’esser di sasso 27

II. Io dico a voi, ch’al mondo avete dato 27

V. Amore è un concetto di bellezza 27

MADRIGALS

XXI. A l’alta tuo lucente diadema 47

XCIII. Amor, se tu se’ dio 57

XV. Beati, voi che su nel ciel godete 41

LIII. Chi è quel che per forza a te mi mena 51

XXV. Come può esser ch’io non sia più mio 49

XXIII. Deh! dimmi, amor, se l’alma di costei 47

VIII. Gli occhi miei vaghi delle cose belle 35

LXVIII. Io dico che fra noi, potenti dei 53

CII. Lezzi, vezzi, carezze, or feste e perle 67

LXXIII. Mestier non era all’alma tuo beltate 55

XI. Negli anni molte e nelle molte pruove 37

XVII. Nella memoria delle cose belle 100

XIV. Non pur d’argento o d’oro 39

XVI. Non pur la morte, ma ’l timor di quella 41

III. Non sempre al mondo è sì pregiato e caro 31

LII. Ogni cosa ch’i’ veggio mi consiglia 49

V. Ora in sul destro, ora in sul manco piede 33

IV. Perchè è troppo molesta 31

VII. Per fido esemplo alla mia vocazione 93

I. Per molti, donna, anzi per mille amanti 29

VI. Per non s’avere a ripigliar da tanti 88

XIX. Quantunche ver sia, che l’alta e divina 45

LXIX. S’alcuna parte in donna è che sia bella 55

IX. Se dal cor lieto divien bello il volto 35

XIII.Se d’una pietra viva 39

XVIII. S’egli è che ’l buon desio 43

LIV. Se ’l commodo de gli occhi alcun constringe 51

XII. Sì come per levar, donna, si pone 37

LVII. Un uomo in una donna, anzi uno dio 53

THREE HUNDRED COPIES PRINTED BY H. O. HOUGHTON & CO. CAMBRIDGE, MASS. U. S. A.

TOUT BIEN OU RIEN;The Riverside Press
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(Cover)
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