MELODIA
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Gli amanti passeggiavano—mentre cadeva il sole; Mormoravan le labbra—portentose parole; Un inno solo dalle labbra uscia, Un inno che diceva: La parola dell'uomo è melodia, Che sovra ogni idïoma si solleva!
Gli usignuoli cantavano—mentre cadeva il sole Echeggiavan nei boschi—i trilli delle gole; E un lieto canto dalle gole ascia, Un canto che diceva: Solo il nostro linguaggio è melodia Che sovra ogni idïoma si solleva!
Sui rugiadosi margini,—mentre cadeva il sole, Nelle ebbrezze del polline—cantavan le viole; Cantavano con note di profumi, E cantavano il maggio; E tremolanti sui roridi dumi Diceano: Il nostro è il più gentil linguaggio!
Nascosta in un rigagnolo,—mentre il sol tramontava, La femmina d'un rospo—ancor essa cantava; Il prediletto che quel canto udia, Da lungi rispondeva: La tua voce, o mia sposa, ë melodia Che sovra ogni idïoma si solleva!
Un pallido filosofo,—mentre il sol tramontava. Sulla strada maëstra—pensieroso passava; Egli ascoltò gli amanti, i fior, gli uccelli E i rospi, e disse in cuore: I linguaggi quaggiù son tutti belli, E specialmente se parlan d'amore!
Luglio 1876