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Poesie e novelle in versi

A FULVIO FULGONIO

Reading edition

O modesto filosofo, Che giunto a quarant'anni, Fra l'incessante turbine Di miserie e d'affanni, Vivi solingo e povero, E nel tuo cor securo Sotto l'usbergo del sentirti puro,

Di' qual è dunque il tramite Che al sepolcro conduce E cui conforta il raggio D'inestinguibil luce? Dimmi, come si vincono Queste umane tempeste, Che fan le genti o torve, o tristi, o meste?

Verso la tomba scendere Io ti contemplo, o amico, Come l'ombra di Socrate, Il grande savio antico; Tu pure d'ogni infamia, Con bocca altera e muta, Bevesti in questo mondo la cicuta!

Deh!… Se una pia memoria E un fervido entusiasmo, Possono ancora emergere Dall'umano mïasmo, Lascia ch'io possa volgerti Quell'arcana parola Che sa dire chi soffre e che consola.

Sorridi ancora!… Passano I secoli e le genti, E le plebi, al barbaglio Degli empi pläudenti, Tu non merchi gli applausi, Ma sul tuo franco viso Ami serbar l'impavido sorriso,

O modesto filosofo, Spesse volte affamato, Io mi faccio una gloria Di camminarti allato! O dolce amico, insegnami A vivere securo Sotto l'usbergo del sentirmi puro!

Agosto 1875.

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