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Opera nova amorosa, vol. 1

Strambotti ad amicam.

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Hor son pur giunto, al dolce e amaro loco Ove fui disarmato vinto in guerra Hor son pur giunto ove l'ardente foco Dolcemente mi volge in tritta terra Hor son pur giunto, ove 'l spietato gioco D'amor m'inchina duramente a terra Hor son pur giunto, ove spero mia sorte Mi darà presto vita, o presto morte. E perché antichamente si suol dire Che rimedio non trova, chi il mal cela: Questa cagion mi sforza a voi scoprire Il duol, e far d'amor iusta querela Che quel che a torto sentesi morire: Non possendo altro adopra la loquella Con la qual, spero ognor gridar sì forte: Che se non te, farò pietosa morte E se harrà de sordo aspide la orecchia E il cor di fera dispietata e dura Convien che a maggior grido me apparecchia. Sì che me odeno, i ciel, le aque, e le mura Le quai da l'aspro mal, che in me se invecchia Harran cordoglio, e de la mia sventura Che ben si vede ir alto, & scender basso De aqua faville, & lachryme d'un sasso Non è cor non è spirto che in amore Rustico, non che nobile e virile Non corrisponda con gelato ardore E con disio magnanimo e gentile Non v'è arboro, pietra, herba, o fiore Che non senta il calor del suo focile Senza il qual, siani inordinati & spenti I sacri chori, non che gli elementi Zephyro il dolce tempo rinovella Spargendo ovunque vola mille odori Ride l'ampla campagna ornata e bella De rose gigli, de viole e fiori Mira narciso al rio sua fronte isnella Tacinto vede in grembo i suoi dolori In biancha vesta pur come già sole Si gira Clitia palidetta al sole I vivi chiari limpidi Crystalli Surgon sì dolce e sì amorosamente Le dolci e correnti aque per le valli Corron superbe in vista dolcemente Le pure nymphe ai deletevoi balli Se riducono al solito sovente Cantano i vaghi augei tra foglie e fiori E il semicapro dio tra gli pastori Il senza nodi abete al ciel se estende Cusì il robusto cerro e l'alto faggio Il fronzuto olmo in l'aria si sospende El cornio il pino, il frassino silvaggio Il lauro di che ornarsi il saggio attende Lo anornio tessa ghirlandette al maggio La palma si prepara a gran vittoria: L'edera e il myrto a poetica hystoria Ogni aspra fera per amore vaneggia & fano insieme dolcemente guerra L'un montone con l'altro si vahheggia E pien de ardor le corna poi disserra Lo affocato cingial fuma e baveggia Le larghe zanne aruota, e il griffo serra E giovenchi arsi d'amoroso gelo Spargon coi piè l'herbosa terra al cielo I paventosi daini per la druda Mostransi arditi quai guerrieri al campo Il tigre con vergata pelle suda Spargendo in l'aria sanguinoso vampo Ruge il leon con voce horrenda e cruda Spiegando al ciel con gli occhi ardente lampo Il serpe per la biscia fischia e vibra Che haverla prima e poi morir delibra Il cervio la sua sposa abbraccia e stringe Cusì un coniglio fa con l'altro anchora Dove la terra april più bel depinge Ogni simplice lepra se inamora Ne l'aqua i muti pesci Amor constringe Che 'l potente suo stral ognuno accora Vedesi anchor la salamandra a prova Che in fuoco dolcemente se rinova Gli vaghi augelli per le verdi fronde Fan dolce l'aria, pei soavi accenti E sì ben l'un con l'altro se risponde Che per che l'harmonia del ciel si senti Ecco le voci rispondeno infonde Ne le orecchi d'intorno a gli audienti Ogni selva, ogni bosco, e ogni campagna Per amor, notte e dì, si scalda, e bagna Gracchia la passeretta in ogni canto La sua gemmata coda il pavon spiega Il bianco cygno adopra il dolce canto L'humil colomba al sposo suo si piega Parlando il papagallo in verde manto Con la sua tortorella si colega La rondinella, e il rossignol si scorda Dil duol antico, e con amor se accorda Non solo gli animanti irrationali Piegano il capo a l'amoroso laccio Ma i brutti anchor, e gli homini mortali Viveno dolcemente in fuoco e in giaccio Gli dei celesti, e i spiriti infernali Godeno avinti, in cusì dolce impaccio Né cosa alcuna mai fu di valore Che esser potesse sanza immenso amore Il summo iove giù del sacre choro Discese in varie forme per amore Quando in aquila e quando in piogia d'oro Quando in serpente, e quando in un pastore Quando in candido cygno e quando in thoro Spronato e vinto dal soperchio ardore Poi pien di dolce affetion si vede Volarse al ciel col suo bel ganymede Phebo in thessaglia ardente e luminoso Fessi pastor per Daphne e fessi in vano Neptun si fece in un monton lanoso E in un torno iuvenco humile & piano In un cavallo ardito e furioso Mutossi Achille, de sembiante humano Per euridice, Orpheo nel centro scese. E pluto de proserpina se accese Ogni cosa creata in ciel e in terra E ne lo abysso, convien che amor senta Ogni triegua, ogni pace, & ogni guerra Per amor, solo scema, & augumenta: Se dunque questa regula non erra Non trovar spero in te, la fiamma spenta Anci ardente che un cor più che è gentile In amor è più pronto, e più virile De gentilezza, a quel ch'io veggio e sento Proprio me assembri un'altra Danibea De excellentia, e dotrina al dolce accento Minerva sei de la scientia dea Di beltà, se 'l veder non è in me spento Veramente sei nova Cytharea De crudeltade, poi che è cosa vile Sei per mia morte: una avara Esyphile Dhe dio come esser pò che fra due stelle Sì vaghe altro vi sia che un bel splendore Come esser pò che tra due rose belle Esser possi altro che un divino odore Como esser pò che tra due pure mammelle Altro vi sia che gentilezza e amore Como esser pò che tra duo labra sole Altro vi sia che angeliche parole Se ben l'alma persona tua modesta Contemplo, i' veggio come fior fra l'herba Lo inanellato crin ne l'aurea testa Giù per la fronte humilmente superba Rideti intorno la preciosa vesta Dentro a la qual ogni gratia si serba O sacra imago gloriosa & diva Da far de marmo una persona viva Se 'l fatal corso mio me astringe & vole Ch'io te sol ami, e ogn'altra cosa experna Non posso più, so ben che fisso il sole Mirar non posso, né sia mai che il scerna Ma qual dea che con sguardi, e con parole pò far mia vita breve & far eterna Se non voi trami fuor dov'io tutto ardo Tiemmi almen vivo con un dolce sguardo E se ciò non voi far ti 'l mostro aperto Che per mille ragioni mi fai torto Prima che s'io son basso, a tuo grado erto Più sia tua gloria, e a me maggior conforto L'altra se di beltà non son coperto Qual te, di fede armato il petto porto E per questo, e per quel che ho detto inante Convien amar se ben fusti adamante

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