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Mezzo secolo di patriotismo

INDICE.

Reading edition

I.

Francesco Melzi e il periodo italiano. (pag. 1 a 56).

L'unità e la trinità del periodo. — Il Primo Console a Milano. — Le nuove idee. — I nuovi ordinamenti. — Il Comitato di Governo. — G. Battista Sommariva. — Corrotti e corruttori. — Carlo Porta e Francesco Melzi. — La Consulta di Lione. — Un'assemblea parlamentare operosa. — L'apogeo di Bonaparte. — Melzi e Talleyrand a Lione. — Una seduta solenne. — La Repubblica Italiana. — Gli antecedenti di Francesco Melzi. — Il contino a Parigi. — L'ingresso del Vice-Presidente. — Il governo di Melzi. — La lotta contro l'intrigo. — I generali francesi. — Alto sentire ed alto linguaggio. — L'Impero. — Eugenio Beauharnais. — Napoleone a Milano. — I delirj del dispotismo. — I consigli del duca di Lodi. — Un vero uomo di Stato.

II.

Giuseppe Prina e la fine dell'epoca Napoleonica. (pag. 57 a 128).

Il metodo e la fatalità nella storia. — Il primo Regno d'Italia. — Splendori e violenze. — Le previdenze di Melzi. — Lo scroscio. — Il duca di Lodi e il principe Eugenio. — I partiti politici a Milano nel 1814. — Gli austriaci, i conservatori, gli italici. — Federico Confalonieri e l'avvocato Traversi. — Il programma del duca di Lodi. — Il conte Diego Guicciardi. — Le rimembranze austriache a Milano. — Il Guicciardi in Senato. — La seduta del 17 aprile. — La protesta dell'aristocrazia milanese. — Nel cortile del Senato. — Il conte Carlo Verri e i prodromi della rivoluzione. — La fine del Senato. — La piazza di S. Fedele e la casa del Prina. — Pellegrino Rossi ed Alessandro Manzoni. — L'eccidio del 20 aprile. — Giuseppe Prina e le sue qualità. — La plebe e l'aristocrazia. — Il generale Pino. — La condotta leale di Eugenio Beauharnais. — Un episodio ignoto e un documento inedito. — L'istinto della situazione. — I tumulti e le rivoluzioni.

III.

Confalonieri e i processi politici. (pag. 129 a 196).

I rapporti fra l'individuo e la società. — Le pressioni dell'ambiente. — Un'epoca di repressione e di transizione. — Milano e l'Austria dopo la restaurazione. — Il quieto vivere. — Ancora il Manzoni. — Le società segrete e le polizie dei governi. — I delatori e le vittime. — La Prineide. — La cospirazione del 1821 e il conte Federico Confalonieri. — Una sfinge. — I Confalonieri dei secoli scorsi. — Le prime mosse del conte Federico. — Teresa Casati Confalonieri. — Il Confalonieri ed Eugenio Beauharnais. — Alle prese colla diplomazia europea. — L'imperatore Francesco d'Austria. — Il programma italiano di Federico Confalonieri. — Ugo Foscolo. — I viaggi e le iniziative. — Il Conciliatore e il conte Luigi Porro. — Illustri stranieri a Milano. — Il processo dei Federati. — Il principe Della Cisterna. — Giorgio Pallavicino e Gaetano Castillia. — Il barone Salvotti e la Commissione inquirente. — Il maresciallo Bubna. — Audace contegno del Gonfalonieri. — Suo arresto. — Un processo iniquo. — La fermezza di un imputato. — I Confalonieri a Vienna. — L'Imperatore e l'Imperatrice. — La grazia e la berlina. — Il colloquio col principe di Metternich. — Un uomo di Stato e un delegato di pubblica sicurezza. — I prigionieri dello Spielberg. — Le Memorie autografe di Federico Confalonieri. — La religione e l'amnistia. — Il Confalonieri in America. — A Parigi e a Vichy. — Ritorno di Confalonieri a Milano. — La generazione del 1821. — I funerali del conte.

IV.

Il quarantotto e le cinque giornate.

1.

LA PREPARAZIONE. (pag. 197 a 257).

L'Europa del 1886. — Due caffè distrutti dal rinnovamento edilizio. — Il caffè della Peppina. — Gli adepti della Giovane Italia. — Giuseppe Mazzini. — La sua influenza, i suoi difetti, le sue virtù. — Il caffè della Cecchina. — L'aristocrazia liberale. — I profughi milanesi. — Cesare Correnti. — Carlo Cattaneo. — Il federalismo riformatore e la rivoluzione unitaria. — La metamorfosi di Carlo Cattaneo. — Il suo deplorabile opuscolo sull'Insurrezione di Milano. — Carlo Alberto e i profughi del 21. — Un re patriota. — I primi rintocchi della rivoluzione. — Gli scienziati a Milano. — Pellegrino Rossi al Conclave. — L'elezione del nuovo Pontefice. — La lama di coltello e la bottiglia di Champagne. — Le riforme e la popolarità di Pio IX. — Metternich e Radetzki. — Una città in entusiasmo. — Le dimostrazioni. — Gli scritti rivoluzionarj. — Il Comitato. — Gli studenti liceali. — I giovani d'oggi. — Il cardinale Gaisruck. — Il conte Bolza. — L'arcivescovo Romilli e il suo ingresso. — Le irritazioni dell'autorità militare. — La politica del principe di Metternich. — G. B. Nazzari e la Congregazione Centrale. — Il conte di Ficquelmont e Fanny Elssler. — L'astensione dal tabacco. — Le prime provocazioni e il conte di Neipperg. — La sera del 3 gennaio 1848. — L'assassinio per le vie. — Il conte Gabrio Casati al palazzo Marino. — Monsignore Opizzoni e il conte Vitaliano Borromeo. — Il partito conservatore e l'alta burocrazia. — Il Procuratore camerale Enrico Guicciardi. — Lo stato d'assedio. — L'inspirazione di una donna.

2.

LA RIVOLUZIONE. (pag. 259 a 332).

I tre stadj di un movimento. — La preparazione materiale. — Carlo Alberto e Nino Bixio. — Il conte di Castagneto. — Carlo D'Adda a Torino. — La storia di un biglietto. — I preparativi a Milano. — La concordia degli animi. — Giuseppe Sandrini. — Le autorità governative dopo la rivoluzione di Vienna. — In casa di Cattaneo. — La politica del Municipio. — Il 18 marzo 1848. — Il primo sangue e il primo proclama. — Angelo Fava e Carlo Cattaneo. — La prima barricata. — Il sistema finanziario dell'epoca. — Uno per tutti e tutti per ciascuno. — Le campane a stormo. — La questione diplomatica. — Il conte Francesco Arese. — Enrico Martini ed Alessandro Manzoni. — La dichiarazione di guerra. — Gl'inviati milanesi nel Consiglio dei Ministri. — La questione politica e il programma municipale. — Le idee giuste e le idee ingiuste di Carlo Cattaneo. — Il Governo Provvisorio e il Comitato di Guerra. — La questione strategica. — Il discentramento e Luigi Torelli. — Ogni giornata ha il suo carattere. — Luciano Manara. — I combattenti borghesi. — Le sorprese e le incertezze del maresciallo Radetzki. — Le trattative per l'armistizio. — Il barone d'Ettinghausen e il conte Marco Greppi. — Una risposta di Vitaliano Borromeo. — L'opinione del ministro della guerra sull'armistizio. — La seconda trattativa. — Giuseppe Durini, Achille Mauri e Carlo Cattaneo. — L'opinione dei combattenti. — I no della storia. — Ciò che è vero e ciò che è giusto nella questione dell'armistizio. — Le cause della ritirata dell'esercito austriaco. — Orgogli e delusioni.

V.

Il decennio di resistenza. (pag. 333 a 410).

Le tristezze del 1849. — I pensieri di Milano. — La resistenza. — Gli emigrati. — Il partito albertista. — Cesare Giulini ed Emilio Dandolo. — Carlo Tenca e il Crepuscolo. — Il partito d'azione. — Attilio De-Luigi e Carlo De-Cristoforis. Emilio Visconti-Venosta. — Nobili, borghesi, popolani. — Il vuoto intorno ai nemici. — I duelli. — Annetta Olivari e le bastonature. — Il Comitato Centrale repubblicano. — Il prestito di Mazzini. — La morte del Vandoni. — Il colpo di Stato in Francia. — Il Piemonte risorge. — I Comitati provinciali lombardi. — Antonio Lazzati a Mantova. — Morte eroica di Giuseppe Pezzotti. — Il processo di Mantova. — Antonio Lazzati e Luigi Castellazzo. — L'Impero in Francia e il conte di Cavour. — La decadenza del partito repubblicano. — Il 6 febbraio 1853. — Illusioni e trepidazioni. — I consigli della ragione. — I capi ed i gregarj. — Gli effetti del 6 febbraio. — L'indirizzo all'imperatore d'Austria. — La ricomposizione dei partiti. — Prevalenza della politica moderata in Milano. — La fine dell'influenza mazziniana. — La reazione militare. — Il Congresso di Parigi e la mutazione della politica austriaca in Lombardia. — L'Imperatore a Milano. — Il conte Archinto e Cesare Cantù. — I conservatori milanesi e il loro programma. — L'arciduca Massimiliano e i suoi consiglieri. — Il duca Lodovico Melzi. — Programmi e illusioni dell'arciduca. — Le inquietudini del conte di Cavour. — Il barone di Burger e il maresciallo Giulay. — La nascita dell'arciduca Rodolfo. — Massimiliano a Vienna. — I consigli del duca Melzi. — Le incertezze della situazione. — La virtù nazionale. — La morte del maresciallo Radetzki. — I funerali di Emilio Dandolo. — Gli entusiasmi cittadini. — Il coro della Norma. — L'emigrazione militare in Piemonte. — L'ingresso di Vittorio Emanuele e di Napoleone III chiude la storia municipale lombarda. — La nuova Italia e la morale dell'opera.

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