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Libro proibito

EPIGRAMMI

Reading edition

RIMARIO ITALICO [1]

Pagnottisti, Metodisti, Wagneristi, Preti tristi, Affaristi, Camorristi, Giornalisti, Son d'Italia gli Antecristi.

CRISI

—Che di nuovo in politica? —Tutti i ministri in massa Minaccian di dimettersi…. —Non v'è più un soldo in cassa?

ANNUNZIO FUNEBRE

Consunto al gioco e in femmine Degli avi il patrimonio, Ieri moría di sincope Il cavalier Landonio; Niun pianse allor che il lùgubre Caso in città fu noto; Solo gli eredi in lacrime Dicean: lasciò un gran vuoto!

A GIOVANE LETTERATO

Per esser buon scrittore Voglionsi ingegno e cuore; Non t'impancare a scole, Non pensar come vuole La moda; scrivi quello Che ti detta il cervello; Sii naturale, schietto, Onesto—e sarai letto

I NOSTRI TEMPI

La vera sintesi Dell'età nostra Con breve distico Qui si dimostra: «Tutto si compera, Tutto si vende, E carta sudicia Per ôr si spende.»

CIO' CHE ACCADE

Era stimato un tanghero; Il mondo alfin s'è accorto Ch'egli era un uom di merito; Che fece ei dunque?—è morto.

RISORGIMENTO ARTISTICO

Odo ripetersi Da molte parti Ch'oggi in Italia Risorser l'arti. Risorte fossero Al par di Cristo Che andò alle nuvole Nè più fu visto?

QUESITO

Perchè al monte Parnaso Bazzicavano i vati Nelle remote età? Fosse quello per caso Un monte di pietà?

I BIOGRAFI

Davver son gentili, davver son garbati Codesti bïografi dei genii passati! Se mutan le frasi per far dell'effetto, Se variano i nomi, tal sempre è il concetto: «È morto Guerrazzi, è morto Manzoni; Non restan più al mondo che ciuchi e birboni.»

USCENDO DAL TEATRO

Se questo strepito, Questo Dies iræ Sarà la musica Dell'avvenire; Ai nostri posteri Almeno accordi Iddio la grazia Di nascer sordi!

CASO FREQUENTE

Morì un pöeta; accorrere Al funeral tu vedi La città intera; mancano solo al cortéo gli eredi.

CERTI… ESULI

Per ragioni politiche Venezia abbandonasti; Or che Venezia è libera Perchè non vi tornasti? Temer non puoi dell'Austria Gli insulti ed i rigori; Non son partiti i barbari?…. —Restano i creditori.

COINCIDENZE

I questurini abbomini, Odii i carabinieri— L'alte ire tue dividono I ladri e i barattieri.

A GELLIO[2]

Con stolta boria Spesso tu dici: «Tutti mi onorano, Non ho nemici» Ben altri, o Gellio, Sono i miei vanti; Me in massa abborrono Ciuchi e furfanti.

AD UNO SCRITTORE UMANITARIO

La pena di morte Vorresti abolita, Esecri il supplizio Del carcere a vita…. Mitezza tu chiedi Pei ladri più abbjetti; Tu certo prevedi Qual fine ti aspetti.

INDUZIONE LOGICA[3]

Musiche incomprensibili Scrive su versi orribili; Oh! chi è costui? scommetto Che è socio del quartetto.

COMMEDIE NUOVE[4]

Fine alle chiacchere!…. Dorina, attenta!…. Dramma nuovissimo Si rappresenta…. S'alza il sipario…. —Basta! ho capito…. La donna è adultera, Becco il marito.

AD UN CRITICO[5]

Son le tue dotte critiche D'arte e di scienza un codice, Per non scordarle, o Gellio, Tutte le imprimo al podice.

IL MATRIMONIO

Un uom che prende moglie L'imagine mi dà D'un inter che diventa una metà.

RISPOSTA INGENUA

—Crivellato dai debiti tu sei, Pure, ti veggo, Asdrubale, Sempre gaio e contento. —Perchè allarmato e triste esser dovrei? Di penoso nei debiti Non v'ha che il pagamento.

CAVE!

Sempre si lagna, Poco guadagna, Nulla ha studiato, Fa il letterato; Ottimo arnese Da Polizia! Eccellentissima Stoffa da spia!

AD UN EDITORE[6]

Dieci giornali pubblichi; Editor benemerito Ti acclama ogni preterito.

LA NOSTRA MUSICA

Nell'universo Regnò sovrana Fin che fu musica Italïana; Volle esser musica Cosmopolita, E allor d'Italia Non è più uscita.

SINTOMI QUARESIMALI

Si può?—Avanti!—Signore….—Che bramate? —Il saldo del mio conto—Favorite Di aspettar qualche mese—Mi celiate!…. Non voglio più aspettare—Allor…..partite

AD UNO SCRITTORE EMANCIPATO[7]

Audace, libera, Indipendente, Di giogo indocile È la tua mente…. A chi ne dubita, A chi nol crede La tua grammatica Ne può far fede.

ULTIME TENEREZZE

—Il mio core è sempre giovane Non mel credi?—Sì…. tel credo…. Ma…. che vuoi? Pur troppo, o Clelia, Sol del cor l'astuccio io vedo…. E l'astuccio, o dolce amica, È di pelle troppo antica.

CRITICO ILLUSTRE

Tutti plaudiscono? L'illustre critico Sarcasmi biascica, Le ciglia aggrotta. Tutti sbadigliano? L'illustre critico Esclama in estasi: «Musica dotta!»

CARITÀ PUBBLICA

Lavorò settant'anni; Vecchio, pien di malanni, Dalla miseria afflitto, L'umile sottoscritto Nella carità pubblica Solo or confida, e spera Che l'ospizio dei cronici Lo accolga, o la galera.

CONFORTO

Dalle nuziali soglie Ieri fuggia tua moglie…. E contro Lui ti irriti! E piangi…. o imprechi a Lei. Pensa a quanti mariti D'invidia oggetto sei! RAFFRONTO STORICO

Se il ver narrarono, L'oche strillando Un dì salvarono Il Campidoglio;

I nuovi pàperi Cianciando, urlando, Fan dell'Italia Barbaro spoglio.

LUSSO E MISERIA

A Recöaro, a Lévico, In voluttà fastose Smorzan la febbre isterica De' Semidei le spose;

E mentre ai balli sciupano Le fibre e il lusso infame, Geme dai folti strascichi Del popolo la fame. A GELLIO MALATO

Sovente udiam ripetersi Dai funebri oratori Che i buoni, i giusti muoiono E restano i peggiori;

Di tal sentenza, o Gellio, Quanto tu dei gioire! Morbo crudel ti logora, Ma tu non puoi morire.

GIOIE DI POETA

Nel paësel, gli artefici Del ferro e della seta Me per le vie salutano Col titol di poeta;

Insigne omaggio in patria Davvero a me vien fatto! Poëta pe' miei villici Sinonimo è di matto.

IN MORTE DI UN MEDICO

È morto il medico Dell'ospedale, I preti adunansi Pel funerale; Degli ammalati Ch'egli ha curati Perchè alle esequie Niuno è venuto? —Ahi! tutti quanti L'han preceduto!

VANTAGGI DEL DUELLO

Ei con tua moglie giacque, Lo sorprendesti in letto, Da ciò una sfida nacque, Fosti ferito al petto. Del düello la fama Volò pel mondo; ed ecco, Ei gentiluom si chiama, Tutti te chiaman becco.

L'ANZIANITÀ

Perchè ad eccelse cariche Tu di salir sii degno Anzianità domandasi Non scienza o illustre ingegno. Forse che gli anni mutano Ad un cervel le tempre? Quelli che nacquer asini, Asini restan sempre.

BESTIE CHE PARLANO

Cani, scoiattoli, Gatti, cavalli, Marmotte e scimmie Soglio ammirar;

Gli storni abbomino E i papagalli E l'altre bestie Che san parlar.

AD UN MAESTRO

In questo mio libretto Avrai, te lo prometto, Caratteri, passioni, Ardite situazioni…. Però, bada, o maëstro, Che qui non troverai L'arte, la scienza, l'estro E il genio che non hai.

IL BELLO NELL'ARTE

Ai tempi andati, Ognun credeva Che fosse bello Ciò che piaceva. Per chi la fama Di dotto ambisce Or, bello—è quello…. Che niun capisce.

CAUSE ED EFFETTI

Da un anno don Peppino Non legge che giornali…. C'è da stupir s'ei diventò cretino?

AD UN CRITICO

In un tuo libro hai detto Che il mio stile negletto Manca di forbitezza e venustà; Il tuo libro comprai—mi forbirà.

AD UN LIBERTINO

Uom senza core! Dieci ragazze Per te d'amore Divenner pazze…. Lisa ingannasti, Tecla hai tradito; Or ti ammogliasti…. Dio t'ha punito!

SCANDALI CLERICALI [8]

Nei collegi governati Dai famosi Ignorantelli Gravi scandali son nati, Ne è mestier ch'io ne favelli.

Se alle falde del Cenisio Si applicassero costoro, Senza spese e senza macchine Compirebbesi il traforo.

CONSIGLIO UTILE

Come hai bramato, Caro avvocato, Sei deputato, Ed or, cianciando, Barcamenando, Carracolando Sovra gli scranni Destro e sinistro, Va!…. fra dieci anni Sarai ministro!

IN MORTE DI UN LIBERTINO [9]

«Buon padre, buon fratello, «Buon figlio, ottimo sposo, «Onesto, generoso, «Model d'ogni virtù….» Tal suona il panegirico Sempre a chi muor; sol questo Di lui diran: fu onesto Dall'ombelico in su.

DOLORE DI MARITO

—Da tre giorni è partita Tua moglie, e piangi ancora! Rischia salute e vita Chi troppo si addolora.

—Al mio cordoglio immenso I conforti son vani; Partita ell'è…. ma penso Che tornerà domani.

AD UN CANTANTE CAVALIERE

Fabio: alla tua gran voce L'Italia ha reso omaggio; Sei cavalier—la croce Avrà il mio ciuco in maggio?

GIUDIZI DEL PUBBLICO

Piace un dramma a Milan…. cade a Firenze; Fischia Venezia…. plaudirà Torino. Variano i gusti, varian le sentenze Del pubblico cretino.

LA CRITICA [10]

Flavio maestro chiamasi, Dunque: perchè fa il critico? —Flavio fa atroci musiche.

Sandro pittore nomasi; Dunque: perchè fa il critico? Sandro fa sgorbi orribili.

Tullio poeta vantasi; Dunque: perchè fa il critico? Tullio è poeta pessimo.

In base a tali esempi, Definirei la critica: Arte o mestier da invalidi.

POSIZIONI EQUIVOCHE

Il prete don Natale Si vanta liberale. Onde fede io gli presti Smetta la negra stola; Or smentiscon le vesti La liberal parola.

A CRISPO

Il partito moderato, A tuo dir, molto ha mangiato Alla greppia del poter; Io tel credo, e sarà ver.

Pure, o Crispo, il tuo partito Dà tai segni di appetito, Che se un dì il potere avrà, Quel che resta mangierà.

NENIA

S'ode una nuova musica? Gridan: non è Rossini! Sei buon scultor? ti oppongono Canova o Bartolini. Non è Manzoni! esclamano, Se un bel romanzo scrivi; —Gli illustri morti servono Ad accoppare i vivi.

RISPOSTA INGENUA [11]

«Passione maledetta! Moglie: quel libro getta! Vi apprenderesti cose Orrende, obbrobrïose….»

—Oh! che ti frulla in mente? Questo torto non farmi; Il libro è un po' indecente Ma nulla può insegnarmi.

SULLO STESSO ARGOMENTO

Guai se legge la mia Clara Questo libro abbominato, Questo libro ove s'impara La malizia ed il peccato!

Da un romanzo sì perverso Ella apprendere potria Come e quanto io son diverso Dal marito di Sofia!

AD UN NUOVO GIORNALE

Alla Voce del popolo Mando gli auguri miei; Pur non credo al provverbio Vox populi, vox Dei.

Recenti e antiche istorie Mostran che suol tal voce Spesso Barabba assolvere Per metter Cristo in croce.

AD UN POETA

Sulle tue prime liriche Domandi il voto mio; Bravo! pur che sien l'ultime, Batto le mani anch'io.

CHI HA RAGIONE?

Per farti degno Del paradiso Il tuo rabbino T'ha circonciso;

Appena io nacqui, Dal mio curato Per l'ugual causa Fui battezzato;

Senza battesimo, Predica il prete, Nel regno eterno Non entrerete!

Grida il rabbino Con ugual zelo Che col prepuzio Non si va in cielo.

E finchè il mondo Sarà cretino Avran ragione Prete e rabbino.

MESTIERI POLITICI

Quando in Italia i martiri Pendevan dai patiboli, Festi il mestier dell'esule;

Oggi l'Italia è libera, Sai che i giurati assolvono; Rischia il mestier del martire!

COMPLIMENTI

Una gentil signora Che i letterati adora, Ieri, nel congedarmi, A me parlò così:

«In ogni giorno ed ora Venite a visitarmi; Gli altri imbecilli vengono Soltanto al lunedì.»

A GELLIO GIORNALISTA

Il tuo giornale, o Gellio, Oggi ti rimandai; La carta è troppo fragile Per…. l'uso che tu sai.

LA MORALE DEI LIBRI

Turpi i miei libri, e questo Racconto insulso e gramo Che tanto m'ha seccato, Si chiama un libro onesto! Libro furfante! esclamo: Tre lire m'ha rubato.

GLI UOMINI E LE ISTITUZIONI

Sotto la monarchia Gabrio è ruffiano e spia; Sotto il governo—repubblicano Che sarà Gabrio?—spia e ruffiano.

I PSEUDONIMI[12]

Quando d'una effemeride Tu imbratti le colonne, Presumi invan nasconderti Nel vel di un Ipsilonne. A ognun che il testo esamini Subito si rivela Che all'ombra del pseudonimo Un asino si cela.

ECHI DEL CARNOVALE

—Come è andato il veglione Ier notte?—Assai giocondo…. Di maschere e persone Sul tardi c'era un mondo; Credo (tanto al mattino Stipata era la festa) Che vi fosse perfino Qualche persona onesta.

ROMANTICHERIE

—Poco mi resta a vivere…. —Che parli tu…?—Lo sento…. Troppo ti amai…. le viscere Mi strugge un morbo lento…. All'obliato cenere Di lacrime e preghiere Qualche tributo, o Eufrasio, Darai…?—Con gran piacere!!!

PROPOSTA DI UN CANDIDATO

Di tutto parla E nulla sa… Al Parlamento Trionferà.

ASINO DOTTO

Molto studiò; pur, Flavio Fu sempre un ciuco—Io penso Che, entrandogli nel cranio La scienza, uscì il buon senso.

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