ATTO QUARTO
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ATTO QUARTO
La medesima stanza. — È sera. — Buio.
SCENA I.
ANNA e DIONIGI.
(Dopo qualche istante di silenzio e di vuoto, Anna vien fuori dalla sua camera.)
Anna
(ha in mano un lume, che pone sopra un tavolino. Guarda, inquieta, alla finestra. S'accosta alla porta comune, e chiama:) Antonio!... Antonio!... (Poi, tra sè) No. Nessuno!... Ritarda molto!... (Si avvicina al tavolino, pensa e mormora con rabbia, risolutamente: ) E sia!... Egli continua a tradirmi; io comincio a vendicarmi.
Dionigi
(entra dalla porta comune, e, leggero leggero, senza farsi vedere nè sentire, le si annunzia dandole un bacio sulla spalla.)
Anna
(voltandosi) Oh! Che paura!
Dionigi
(stringendole con effusione ambo le mani) Adorabile! Adorata!
Anna
Sì, sì, adorabile e adorata, ma siete venuto troppo presto.
Dionigi
Sono le undici e venti minuti. Ho visto un po' di luce qui.... Non era il segnale stabilito?
Anna
Ah? Questo era il segnale stabilito? O Dio, me n'ero dimenticata! Che volete! È la primissima volta.... Se non mi ci abituo! E poi, già, con la mia testa, non riuscirò mai a ricordarmi di certe minuzie... Intanto, Antonio, il servo, non è ancora di ritorno. Non so.... Io ho un po' di emozione...
Dionigi
Fatevi coraggio.... Giù, al piazzale, ho veduto io stesso che vostro marito è montato in carrozza con le due valigette....
Anna
E non con Antonio?
Dionigi
Sì, anche col servo.
Anna
L'ho mandato io ad accompagnare Arturo sino alla stazione... per assicurarmi della partenza: capite?
Dionigi
Capisco.
Anna
Non si sa mai! E se Antonio non viene a dirmi d'averlo lasciato lì, in treno, ben dentro un vagone, io non posso chetarmi. Una pusillanimità insopportabile, non è vero?
Dionigi
Io ci trovo, invece, un cachet particolare, che agli occhi miei vi rende più preziosa!
Anna
Senonchè, badate, in me non producono fastidio che i sotterfugi puerili, i pericoli piccini e lontani.... Essi mi umiliano, e mi fanno diventare paurosa... Mentre, poi, nell'imminenza d'un pericolo imponente, (con molta animazione) io sarei grande, sarei un'eroina!
Dionigi
(ha un volontario moto di preoccupazione.)
Anna
... E ciò vi seccherebbe infinitamente!
Dionigi
Io non l'ho detto!
Anna
Perchè non sarebbe stato molto chic il dirlo....
Dionigi
Ma io....
Anna
(interrompendolo) Non vi sforzate a protestare. Non c'è scopo! Vi preferisco come siete: cioè poco adatto ai solenni avvenimenti; grazioso, galante, superficiale, di quella gaia superficialità tutta giovanile e tutta sincera che è tanto diversa dalla mia... dietro cui si nasconde, aimè, un disastro....
Dionigi
(spaventato) Quale disastro?!
Anna
Non ci badate. Io vi preferisco proprio come siete, più abituato ai passatempi che all'amore, più esperto di cavalli che di donne, e più innamorato di voi stesso che di me.
Dionigi
Mi giudicate male!....
Anna
Non dovreste lamentarvene se, appunto giudicandovi male, io mi sono decisa... a tutto. Non mi rivolgo forse a voi con la speranza che una doccia della vostra frivolezza mi dia la salute? (Prendendoselo a braccetto confidenzialmente) Anzi, sentite, buon Sandro: quando... qualche nuvoletta mi passerà sulla fronte — ammesso che ve ne accorgiate — il che non credo —, non ve ne impensierite e andate avanti, sempre avanti!...
Dionigi
Sempre avanti!
Anna
Intenderete che non può non rattristarmi il fenomeno di questo mio marito, che si ostina ad essere mio marito e che è poi capace di lasciarmi in balìa di cinque uomini per recarsi a ripescare una... delle sue migliori amiche!
Dionigi
È poco elegante da parte sua!
Anna
Vedendolo partire, ho avuto l'impeto (con violenza) di gittargli sul viso il biglietto con cui voi, in vista della partenza, mi proponevate l'appuntamento di stasera....
Dionigi
(allarmandosi) Oh!!!
Anna
Ma ho pensato che ciò non sarebbe stato....
Dionigi
... di buon gusto....
Anna
(dissimulando subito l'amarezza in un falso sorriso) Ecco... Ed è perciò che mi son trattenuta. È innegabile che io non avevo il diritto di cacciarvi in una tragedia!
Dionigi
Certamente no! (Correggendosi) Per un uomo come me — ne siete persuasa — la maggiore noia cagionata da una imprudenza non è nè il ricevere nè il dare un colpo di spada; ma è, senza dubbio, il compromettere una donna, una dama come voi. Vi amo, Anna, credetemi. Vi amo, oramai, (con ardore) e sono e voglio essere tutto dedito a voi: umile, devoto, pronto a sacrificarvi le mie abitudini, i miei passatempi....
Anna
(intonandosi a lui, ironicamente)... i vostri cavalli....
Dionigi
(continuando, in buona fede, con espansione) Sì, anche i miei cavalli; ma, per carità, che mai uno scandalo, mai una tragedia venga ad offuscare il vostro nome o a far dubitare della mia delicatezza di gentiluomo!
Anna
Vi confesso, mio caro Sandro, che questa vostra scrupolosità di persona estremamente corretta non era nel programma da me... sognato: ma giacchè, se non mi sbaglio, mi piacete lo stesso,... vada pure per la correttezza! E,... «puisque ce n'est qu'un rêve» — come dice la Belle Hélène —,allons!»
Dionigi
Molto chic!
Anna
(tendendo gli orecchi) Una carrozza s'è fermata qui vicino. È Antonio che ritorna.... Respiro. Sarà meglio che il brav'uomo non vi trovi con me, a quest'ora....
Dionigi
Dove volete che mi nasconda?
Anna
(guardandolo con grazia e furberia e indicando le sue stanze) Lì!
Dionigi
Ah! (Baciandole le mani) Grazie! Grazie!...
Anna
(mettendogliene una sulla bocca) No, non mi ringraziate.... Non sarebbe di buon gusto....
Dionigi
Ah, sì, è vero! (Esce a sinistra.)
Anna
(chiamando) Antonio! Antonio!
SCENA II.
ANNA ed ARTURO.
Arturo
(entrando con brio) Ma che Antonio! Sono io.
Anna
(colpita) Come! Tu!
Arturo
Antonio è rimasto di là. L'ho mandato a dormire.
Anna
Non sei partito?!
Arturo
(con schietta spensieratezza) Evidentemente, non sono partito. Mi fai certi occhiacci di maraviglia....
Anna
(imbarazzatissima, ma padroneggiandosi) È una cosa abbastanza strana. Ti sei data tanta pena per prendere il treno di mezzanotte....
Arturo
Naturalissimo! Mi premeva di partire.
Anna
E poi?
Arturo
E poi non mi premeva più. Quasi presso la stazione ho incontrato il fattorino del telegrafo, il quale s'avviava comodamente a portarmi quassù un dispaccio. Per fortuna, mi ha visto e mi ha riconosciuto. E quando ho letto il telegramma,... che era un contrordine... del mio notaio,... sono tornato indietro. Nè più, nè meno.
Anna
E... dov'è questo telegramma?
Arturo
(sorride) Ah ah!... Dubiti come di solito? (Mostrando il dispaccio da lontano) Eccolo qua.
Anna
È permesso di leggerlo?
Arturo
Perfettamente permesso. (Quasi glielo porge.) Ma non è indispensabile che tu lo legga. (Se lo caccia in tasca.)
Anna
Non lo leggerò.
Arturo
Di': che avevi pensato? (In caricatura) Ch'io fossi ricorso all'espediente della falsa partenza per piombarti addosso all'improvviso e per sorprenderti nell'ora... «dei delitti e degli amori»?
Anna
Oh, questo no! Giuro che no. So bene che le cose di questo genere... non ti somigliano. Soltanto, sono convinta che quel telegramma... non è del notaio.
Arturo
Gelosa!
Anna
Chi?
Arturo
Tu.
Anna
Questo ci mancherebbe, adesso!
Arturo
Nondimeno, (le si avvicina, e le carezza il mento) tu sei un pochino in collera con me.
Anna
In collera, io, con te?! Non sarebbe di buon gusto.... Cioè, no.... Volevo dire: non sarebbe... giusto.
Arturo
(mettendosela a braccetto) Vuoi.... provarmelo di non essere in collera?
Anna
Con entusiasmo; ma... in che modo?
Arturo
Me lo domandi?...
Anna
Ah!... ho bell'e capito: io... invece del... notaio.
Arturo
Che c'entra il notaio?!
Anna
Sì sì... la persona del telegramma, insomma.
Arturo
Ma che dici! (Affettuosissimo, conducendola pian piano verso la porta a sinistra) Se anche sospetti che quel telegramma sia... di una donna, tu non devi parlare così, perchè non devi ammettere che ti si possa confondere con nessun'altra donna al mondo!
Anna
(dissimula l'intima acredine e simula la medesima cordialità di lui.) Sei troppo buono!
Arturo
(desiderosamente, concretando) Dunque?...
Anna
(con trepidazione profonda e preparando il suo piano) Sia fatta la volontà tua! (Fermandosi di botto presso la porta) Però....
Arturo
Però?
Anna
Io non avevo pensato neanche vagamente che tu avessi organizzata una falsa partenza per sorprendermi in flagranza di... tradimento. Ma... questa tua repentina recrudescenza coniugale mi fa pensare adesso ciò che non avevo pensato prima.
Arturo
Perchè?
Anna
Perchè... tu hai una voglia matta di entrare in quella camera.
Arturo
Sì, non lo nego; ma... per una ragione... molto più allegra.
Anna
È inutile, è inutile: più parli e più sento nella tua voce l'ansia e il tormento di chi, invaso da un dubbio atroce, è avido di vedere, di cercare, di frugare...
Arturo
Ma tu vaneggi! Io non sono stato mai tanto tranquillo come questa sera.
Anna
Ebbene... (si stacca da lui, e, con energia, chiude l'uscio, come ha fatto al secondo atto, mettendo in evidenza un'emozione da commediante che nasconde quella vera)... se desideri ch'io mi persuada d'essermi ingannata, non entrare in quella camera!
Arturo
(dopo un istante di riflessione, battendosi la fronte e schiamazzando con giocondità trionfale) Ah, perbacco, ci sono! Stai ricominciando la burletta famosa di quella sera!4
Anna
No....
Arturo
Ti dico di sì! Tu mi monti la macchina.... Mi metti dinanzi la trappola.... Ma questa volta, per quanto è vero che io sono qui, non mi ci pigli!
Anna
Ne sei sicuro?!
Arturo
Fatica sprecata!...
Anna
Eppure, rifletti un po': che manovra carina sarebbe il fingere una burletta come te la feci quella sera, per nascondere veramente qualcuno!
Arturo
Tu sei una gran furba....
Anna
Lo so.
Arturo
E dopo questa minaccia, nessun marito resisterebbe alla tentazione di far capolino lì dentro....
Anna
(sussultando) Lo vedi?!
Arturo
Ma io..., per non farti divertire a mie spese, non voglio nemmeno guardarlo quell'uscio! In trappola, mia cara, non ci capito più!... E, rinunziando a ciò che stasera molto mi sorrideva,... rimando la continuazione a un'altra volta.
Anna
(rassicurandosi e fingendosi piccata) Nulla di urgente, eh?
Arturo
(ride) Ah ah ah! L'hai voluto tu! Tienti il tuo seduttore... o il tuo sedotto.... Io mi rassegno alla mia cameretta da scapolo.... (Andandosene, ride sempre più forte) Ah ah ah....
Anna
(con un sincero scatto nervoso) Via, non ridere troppo!
Arturo
Non mi ci pigli! Non mi ci pigli! Vado a dormire... coi miei pensieri.... È la minore punizione ch'io ti possa infliggere. Ah! ah! ah!... Volevi farmi il bis della canzonatura, volevi? Ma me n'è bastata una! (Sulla soglia) Io ti saluto,... traditrice!
Anna
Va' là.... chè dormirai sulle spine....
Arturo
E tu non certo sulle rose! Ah ah ah! (Ridendo e ridendo, esce a destra, e chiude l'uscio.)
Anna
(in un misto di alterigia, di pietà e di disprezzo, resta a guardare l'uscio chiuso.)
SCENA III.
DIONIGI, ANNA, ARTURO.
Dionigi
(entra cauto e frettoloso, in preda all'orgasmo, e, accostandosi ad Anna, pianissimamente le dice:) Povera Anna!... Povera Anna mia!... Voi avete camminato sull'orlo d'un precipizio....
Anna
(piano come lui) Ma per far piacere a voi, non ci sono caduta....
Arturo
(di dentro, contemporaneamente, canticchia la nota romanza del Rigoletto:)
«La donna è mobile,
Qual piuma al vento...»
Dionigi
Io temo, per altro, ch'egli lo abbia qualche sospetto....
Arturo
«Muta d'accento
e di pensiero....»
Anna
Io sono sicura del contrario....
Dionigi
(in gran fretta) Ma è bene profittare di questa tregua.... Il mio dovere, Anna, è di salvare voi a ogni costo. Cercherò di aprire il cancello,... di scavalcare un muro,... di sottrarmi,... di sparire, insomma, in un modo qualunque....
Anna
(esterrefatta) Ah sì?!
Dionigi
A domani, dunque, Anna. A domani.
Anna
No, Sandro!... (Pausa).... (Quasi solenne) A mai più!
Dionigi
Perchè!?...
Anna
Non lo so.... Ma prima che mi salviate, caro Sandro, voglio dimostrarvi che egli non sospetta di niente. Aspettate lì, un momento solo.... (Lo spinge un po' verso il fondo. Poi si avvicina alla camera di Arturo e chiama:) Arturo! Arturo!
Dionigi
(allarmato, agitatissimo) Che fate?
Arturo
(continuando il motivo:)
«La llarà lallà là
La llarà lallà... là»
Anna
Arturo, non rispondi?
Arturo
(di dentro, in tono scherzoso) Che vuoi, traditrice? Che vuoi?
Anna
Bada che ho avuto già il tempo di farlo fuggire....
Arturo
Male! Se è fuggito, è un pessimo amante!...
Anna
E lo sai tu chi era?
Arturo
No, angelo mio, no....
Anna
Era... il conte Dionigi....
Arturo
(di dentro, ridendo ancora) Ah ah ah! Il più imbecille!
Dionigi
(vivamente offeso) Oh!
Arturo
Non mi ci pigli! Non mi ci pigli!
Anna
(a Dionigi, molto dappresso, a bassa voce, sottolineando argutamente) Avete udito... tutto?
Dionigi
(livido, fremendo d'ira, minaccioso, feroce) Ma io potrei!...
Anna
(fredda, imponendogli silenzio) Sss! Senza tragedie!... Non sarebbe di buon gusto!
Dionigi
(frenando la rabbia) Addio, Anna! (Verso la porta a destra rivolge un gesto di fiera minaccia ed esce rapido dalla comune.)
Anna
(in una espressione di profondo disgusto, lo segue con lo sguardo; quindi, prende il lume e, scrollando il capo, si avvia a sinistra per ritornare nelle sue stanze. Fermandosi un istante, riflette:) E dicono che sia così difficile il serbarsi oneste!...5
SIPARIO.
(Fine della commedia.)