← Table of contents
La città italiana nell'alto Medio Evo

INDICE

Reading edition

INDICE

I. La città romana gota e bizantina.

§ 1. L'antica cerchia di Roma primitiva.

Le origini di Roma Pag. 1-4

Il vallo e la fossa 4-6

§ 2. La cerchia murata del IV.º secolo av. Cr.

Patres, patres minores e plebei 6-9

Importanza delle mura 9-10

§ 3. I mille passus. Determinazione territoriale 10-12

§ 4. Determinazione dei mille passus rispetto alle magistrature.

Il domicilium 12-14

Condizione giuridica speciale dei beni dei minori situati entro i mille passus 15

Esegesi dell'orazione di Severo — sua interpolazione 16-17

Origine della distinzione dei beni in urbani, suburbani e rustici 18-19

La fiducia 19-20

§ 5. Mille passus, urbs e suburbium.

La preminenza degli urbani 20-23

§ 6. Differenze fra Roma e le altre città. Pomoerium e continentia aedificia.

Equiparazione dei continentia aedificia al suolo intramurano a Roma 23-25

Carattere eccezionale per Roma di questa equiparazione 25-26

Origine e cause 27-28

§ 7. Determinazione dei mille passus rispetto ai plebei.

La plebs extra muros posita 28-29

Esegesi del tit. 55 del lib. XI. del Cod. Giustinianeo 29-34

Condizione giuridica di questa plebs 34-39

Sua importanza come classe sociale 40

§ 8. Determinazione dei mille passus rispetto ai beni pubblici. I beni pubblici nel diritto romano. Esame e critica della teoria del Rudorff 40-48

Triplice distinzione di essi fatta dalle fonti 49-51

Diritti degli urbani a questo riguardo 52-53

§ 9. Determinazione dei mille passus rispetto al culto.

Il pagus suburbanus 53-55

§ 10. Città e campagna negli ultimi tempi dell'Impero romano d'occidente.

Trasformazioni del governo della città durante la decadenza 55-57

Riammissione dei plebei prima esclusi 58-61

Cause e conseguenze 62-64

§ 11. La conquista gota.

Il collegium cittadino 64-68

I beni pubblici 69

§ 12. Città e campagna sotto i Bizantini.

Sopravvivenza della condizione giuridica della plebs extra muros posita 69-71

§ 13. Le divisioni territoriali interne della città.

I quartieri. 71-73

Loro attribuzioni 74

Quartieri, corpora e numeri 75-77

§ 14. Conclusione. 77

II. La città langobarda-franca.

§ 1. Territorium.

Continuazione delle divisioni territoriali civili romane e loro coincidenza con quelle ecclesiastiche 79-80

Eccezioni a questo sistema dovute non a perturbamenti del tempo langobardo ma a preesistenti pagi italiani 81-83

§ 2. Suburbium.

La legge di Carlo Magno 84

Traccie e denominazione 84-86

L'espressione intra civitatem usata nei documenti medioevali per indicare il suburbio e la legge dell'imperatore Costantino 87-90

Estensione del suburbio diversa da regione a regione ma sempre antichissima 91-96

Condizione giuridica speciale dei suoi lavoratori mantenutasi dal tempo romano 97-104

§ 3. Campanea.

Esistenza di un territorio strettamente cittadino 104

Sua differenziazione così dal suburbio come dal comitato 104-109

Sua natura giuridica 109

§ 4. Bona publica e arimannie.

Origine e natura delle terre arimanniche 109-110

Esame e critica delle varie opinioni degli scrittori a questo riguardo e specialmente di quella del Checchini 112-117

Le famose arimannie mantovane 118-120

Il publicum 121-122

§ 5. Il populus cittadino.

Sua costituzione resultante dall'unione dell'urbs col suburbium e con la campanea 122-123

Origine e natura di questa unione 123-126

I famigerati populi di Paolo Diacono 127-132

§ 6. I suoi elementi: pars ecclesiae, pars publica, cives.

Notarius regis, notarius ecclesie e exceptor civitatis 132-134

I cives di Verona 134-136

Continuazione dell'antico sistema italiano per il quale alla riparazione delle mura e degli edifici pubblici concorrono lo Stato, la Chiesa cittadina e i cittadini 136-142

Eccezione fatta a questo riguardo dalla c. d. Legge romana udinese 137-138

I cives di Cremona 138-145

§ 7. La Chiesa come istituzione cittadina. La pieve: origine, elementi, sviluppo e modificazioni. Origine della parrocchia a tipo moderno: le chiese cardinali.

Numerosi elementi da cui risulta l'azione della Chiesa e necessità di sceverarli ed esaminarli partitamente 145-146

Sistemi di propaganda 147

Differenze fra gli ordines officiorum delle varie chiese 148-150

Origine, natura ed importanza di queste differenze 150-152

La pieve 152-153

Sua sovrapposizione all'antico pago italiano 153

Elementi di questo rintracciabili attraverso la pieve cristiana. Communia, vicanalia e interconciliaricia 153-161

Munitio e magistri pagorum 161-162

Feriae pagorum 162-163

Sistema tenuto dalla Chiesa cattolica 163-166

La pieve cittadina 166-175

Inizio, sul finire del secolo ottavo, della sua differenziazione dalla pieve rurale 171

Allargamento del suo territorio. Decima novalium e fondazione di nuove cappelle estendentisi anche ultra suburbii fines 171-174

Inizio di una speciale officiatura delle chiese dei santi più venerati 175-177

I decomani milanesi 178-179

La chiesa di S. Ambrogio di Milano e il diploma arcivescovile dell'anno 789 179-180

Altri privilegi concessi a questa chiesa dall'arciv. Tadone nell'866 181-183

Chiese decumane, cardinali e sedali 183-187

Le caratteristiche di queste chiese. La parrocchia moderna 188-189

Ordo laico e ordo ecclesiastico. Derivazione di quest'ultimo dall'ordo civile del municipio italiano 189-190

Ordinarii e ordinarii cardinales 190-194

Azione ed intervento dei laici nelle elezioni 194-198

La consacrazione. — La consacrazione delle chiese cardinali 199

La mensurna divisio dei primi secoli 199-200

Sua trasformazione da offerta volontaria in collecta obbligatoria 200-202

Origine della decima 202

Decima franca e decima italiana 202-206

Il rifacimento degli edifici del culto 206-207

Le oblazioni: loro trasformazione da volontarie in obbligatorie 207-208

Condizione speciale, a questo riguardo, delle chiese cardinali 208-209

I beni della Chiesa 209-213

Le chiese cardinali e l'origine del beneficio ecclesiastico 213-215

§ 8. Il mercato cittadino.

Estensione 216-220

Sistema di scambio 220-221

Generi di scambio 221-227

Ubicazione 227-229

Azione ed importanza 229-235

§ 9. Il centro urbano e la sua natura giuridica.

Urbs, castrum e vicus 235-237

Continuazione dell'antico sistema italiano per il quale le maggiori facoltà erano prerogativa esclusiva degli urbani 237-244

Azione della città 244-246

Azione del diritto pubblico germanico 246-247

Pace romana e pace germanica. Civis romano e urbanus medioevale 247-249

§ 10. L'assemblatorio cittadino.

Il communi consensu richiesto dalla legge dell'anno 400 per l'alienazione dei beni delle città 249-250

Il conventus ante ecclesiam e l'Editto di Rotari 250-252

Continuazione dell'antica assemblea degli urbani 252-253

Il praeceptum dei Piacentini 253-255

L'asamblatorium di Milano 255

Asamblatorium, consulatus e origine del Comune 255-258

§ 11. L'assemblea regionale longobarda.

Gli antichi anfiteatri romani e il termine parlascium con cui sono indicati nei documenti medioevali 258-261

Traccie della coesistenza di due diverse riunioni in epoca remota 261-262

L'assemblea regionale langobarda 262-263

Suo decadimento fino ad esser ridotta ad esercitare una funzione quasi esclusivamente giudiziaria 263-265

Riforma di Carlo Magno. Lo scabinato 265

Il placito 265-266

§ 12. Azione dell'uno e dell'altra nella costituzione della città.

Elezione degli scabini 266-268

Loro competenza. Il consolato del placito 268-270

Assemblatorio e placito 270

La costituzione dell'Italia e quella degli altri paesi 271-274

§ 13. Le divisioni territoriali interne della città.

Continuazione degli antichi quartieri italiani 274-275

Loro rapporti reciproci e con la città 275-276

Costituzione interna 277

Importanza 277-278

Compagine della città 278-280

Conclusione. 281-310

Explore with AITake your curiosity a little further.

Reading settings